Tenacia, amore e qualità

Patrizia Corradetti e il ristorante Zenobi: la vittoria della passione sulle difficoltà della vita

15-07-2014

Patrizia Corradetti insieme a uno dei suoi figli, Marcello Zenobi, che con gli anni è diventato il titolare del ristorante Zenobi (telefono +39.0861.70581). Anche le altre due figlie di Patrizia, Sandra e Cristina, sono direttamente coinvolte nella gestione della struttura familiare

Quando Paolo Marchi mi ha chiesto di scrivere questo articolo, di raccontare la storia della mia vita, ho pensato che per farcela stare tutta avrei avuto bisogno di un anno intero. Allora ho capito che dovevo decidere un punto di partenza, che poi ho individuato nel 1994. La mia storia inizia da qui.

A quei tempi facevo la responsabile di uno stabilimento che produceva abbigliamento, di proprietà di una grande azienda di S.Benedetto del Tronto. Io avevo lavorato per questa azienda per ventitrè anni, ma nel 1994 la proprietà decise di chiudere, di cessare tutte le attività, come oggi si vede accadere, purtroppo, sempre più spesso.

Da un giorno all'altro mi sono ritrovata a 45 anni, senza lavoro, da sola, con tre figli e con una marea di debiti che mi erano piovuti addosso da un'altra situazione. Pensai subito che sarebbe stato impossibile trovare un altro lavoro da dipendente a quell'età. Avevo un'unica proprietà: l'azienda agricola che mi era arrivata per successione dopo la morte di mio marito, dove avevo ricostruito una vecchia casa colonica e dove abitavo.

La terra ereditata dal marito, morto prematuramente per un incidente di moto, ha permesso a Patrizia Corradetti di ricominciare da zero 

La terra ereditata dal marito, morto prematuramente per un incidente di moto, ha permesso a Patrizia Corradetti di ricominciare da zero 

Quello era il periodo in cui sono state approvate le leggi agrituristiche. Così, approfittando delle opportunità offerte da queste leggi, ho iniziato un'attività agrituristica di ristorazione. Per partire però non ho preso il capitale a fondo perduto, perché mi avrebbe obbligato a tenere aperto l'attività per almeno dieci anni, mentre la mia paura di non riuscire era davvero tanta, così ho rinunciato.

Non avevo nessunissima esperienza né conoscenze in questo settore. Ma ugualmente ho iniziato. Affiancata da mia madre e da mia nonna, che erano grandi cuoche casalinghe. Contemporaneamente ho ricominciato a studiare, frequentando il primo e il secondo corso da sommelier, per capire che cosa significasse un servizio di sala: per il terzo purtroppo non ho avuto il tempo necessario.

Ho anche frequentato tutti i corsi di cucina che allora mi potevano servire. Le difficoltà incontrate sono state veramente innumerevoli, a volte mi sembravano insormontabili. E, lo dico sinceramente, sono stati anni proprio durissimi, in cui non so dire oggi come sono riuscita ad andare avanti. Ho dovuto capire da sola, sulla mia pelle, che non era possibile fare quel lavoro solo perché avevi bisogno di mandare avanti una famiglia. Per farlo, e per farlo bene, bisognava avere molta sincera passione, dalla quale non si poteva prescindere in nessun modo.

La pasta fresca di Patrizia è uno dei molti punti di forza del menu di Zenobi

La pasta fresca di Patrizia è uno dei molti punti di forza del menu di Zenobi

Oggi lo posso dire: questo lavoro ti deve piacere, deve farti felice in senso assoluto, devi avere la voglia di farlo senza mollare un attimo. Ho dovuto capire quale poteva essere il mio pubblico, il mio bacino di utenza, la mia realtà; dopo questi ragionamenti ho agito di conseguenza, imboccando la strada della cucina tradizionale, che poi non ho più lasciato.

Conoscere il territorio, i prodotti, i fornitori e la storia della cucina abruzzese non è stata cosa facile. Devo dire che certamente, negli anni, l'incontro con Slow Food mi ha aiutato tantissimo. Poi i miei tre figli sono cresciuti, piano piano si sono inseriti nella squadra e oggi andiamo avanti insieme. La scelta della qualità è stata prioritaria sempre, non ce ne vogliamo allontanare nonostante tutte le di difficoltà di questi anni. Dobbiamo farcela, ancora, anche questa volta.

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