Millésime 1990 - Sorsi di Francia: un piccolo tempio del buon bere francese nel cuore di Milano

Dove esisteva la sede n.2 del bar à vin El Büscia, oggi il patron Massimiliano Balestreri e la sua compagna Silvia Vecchione realizzano il loro sogno: una galleria di vini d’Oltralpe e bocconi deliziosi a tutta Francia

07-03-2023
a cura di Marialuisa Iannuzzi

Quante volte capita di sentir dire, “anche io ho sempre avuto in mente un posto così”? Ma tra il dire, il pensare, il fare, c’è di mezzo un grande mare. E invece, Millésime 1990 - Sorsi di Francia è il buon frutto di un "duplice" pensiero, intrecciato e condensato in uno spazio in zona Buonarroti a Milano, che ci è piaciuto tanto : un indirizzo che merita di essere inserito nella wishlist degli amanti del buon bere, soprattutto se a far gola è la produzione vitivinicola d'Oltralpe.

Lo suggerisce il nome, che accorpa una serie di indizi tesi a svelarci lo spirito di quest’insegna che ha portato in via Raffaello Sanzio al 4 una vivace cantina a tutta Francia: esattamente dove, fino a poco tempo fa, viveva la sede n.2 del bar à vin El Büscia (mentre resta attiva la “casa madre” in via Beatrice d’Este, sempre a Milano) di Massimiliano Balestreri. Resta ancora lui l’attuale patron sebbene in questa squisita impresa, Massimiliano non è solo. Perché in quel "1990" c'è il sorriso fresco e lucente della sua compagna, Silvia Vecchione: proprio con lei, insieme, hanno progettato uno stuzzicante cambio di rotta. E quindi, del locale che fu, il panorama resta il medesimo, ossia il mondo del vino e le sue seducenti sfumature, ma oggi il belvedere è tutto francese, ed ecco che il puzzle inizia a comporsi: sono questi i Sorsi di Francia.

Silvia Vecchione, giornalista gastronomica e appassionata di vini, assieme a Massimiliano Balestreri, patron di El Buscia, vineria che ha particolarmente a cuore le bollicine italiane e del mondo: insieme hanno dato vita a Millésime, il bar à vin a tutta Francia in zona Buonarroti a Milano

Silvia Vecchione, giornalista gastronomica e appassionata di vini, assieme a Massimiliano Balestreri, patron di El Buscia, vineria che ha particolarmente a cuore le bollicine italiane e del mondo: insieme hanno dato vita a Millésime, il bar à vin a tutta Francia in zona Buonarroti a Milano

1990, invece, è l’anno di nascita di Silvia, che in un passato non così lontano viaggiava, scriveva e investigava il mondo della cucina, senza mai trascurare quella naturale attrazione nei confronti di nettari, vigneti, bouquet di aromi, storie, calici: in altre parole, tutto quello che il vino è.

Oggi, la finezza del racconto, dalle righe di un articolo, si spande tra i tavoli del bar à vin; la passione per la qualità diventa il motore che guida alla ricerca di traiettorie ancora inesplorate, di un prodotto mai scontato; di quell'insieme armonico che vive da Millésime. Ma è tempo di avvicinare la lente alla galleria di Via Sanzio.

La galleria con le referenze in continua evoluzione di Millésime

La galleria con le referenze in continua evoluzione di Millésime

A partire, naturalmente, dall’assortimento, dalla sua densità e dal “taglio” adottato nella selezione, vini da consumare in loco o bere a casa (essendo Millésime anche enoteca, ndr): sono poche, pochissime le referenze selezionate da cataloghi di distributori specializzati, e questo ai fini di accontentare ogni fetta e tipologia di clientela. Ma per la maggiore, la cantina di Silvia e Massimiliano è una collezione di memorie, di incontri cercati nel corso dei loro viaggi, la cui meta è la Francia intera, in lungo e in largo, spingendosi - certo - nelle regioni più vocate. Eppure, ancora più soddisfacente è per loro superare il confine del noto, cimentandosi in una investigazione più capillare, orientandosi verso quei produttori che lavorano in aree anche un po’ bistrattate, ma che si rivelano una costante "sorpresa", fonte inesauribile di chicche introvabili, tanto è vero che molte delle etichette della casa, sono commercializzate in Italia esclusivamente da Millésime.

Ebbene: vini francesi, chicche uniche, ma a che costo?

Alcune delle ultime entrate chez-Millésime

Alcune delle ultime entrate chez-Millésime

«Riuscire ad interfacciarsi in maniera diretta con i produttori, e quindi a scavalcare i canali di distribuzione convenzionali, ci permette di abbattere una serie di costi di cui il consumatore finale non ne risente», ci spiega Silvia. Ed è proprio adottando questa “politica” di prezzi sostenibili, che va demolendosi quel preconcetto per cui, bere francese - e bere bene - debba rivelarsi un piacere per pochi. Al contrario, prediligendo piccoli vignaioli e quella cura particolare che costoro riservano ai loro vini, Millésime diventa un piccolo centro propulsore della cultura vinicola francese, dimostrando che non sono solo le super-etichette a emozionare, ma anche le storie di eroici vigneron, la sorpresa della scoperta e la possibilità di compiere il più meraviglioso dei viaggi con un calice tra le mani: Provenza, Champagne, Rodano, Alsazia, Borgogna, i Pirenei, la Corsica, e ancora, e ancora, e ancora...per giungere a una raccolta attuale di ben 400 referenze, da acquistare, o da godersi nel delizioso salotto di Millésime (ed è la scelta che consigliamo). 40 posti a sedere, oltre che un intimo dehor che si prepara ad accogliere le tiepide sere di una primavera alle porte.

Poi, che ci sia tempo per un solo calice, o per un'intera bottiglia, varrà sempre la pena esplorare la sfiziosa selezione di assaggi, tutto fabriquè en France: petti d’anatra affumicati serviti con chutney al mango e soffice pan speziato; ricchi pâté en croute, ostriche Fines de Claires, terrine, taglieri di salumi e formaggi streganti. Ma occhio a una produzione tutta fatta in casa: i canelès de Bordeaux, mania assoluta di Silvia che li confeziona personalmente. 

Insomma, Millésime riassume ciò che si intende per cultura del prodotto: accessibilità, autenticità e - ciò non smetteremo mai di apprezzare - una passione smisurata e sincera verso il proprio lavoro e per il suo diretto interlocutore, l’ospite.


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