Bollicine a più non posso: gli imperdibili consigli di Identità Golose

Undici etichette e altrettanti viaggi tra Italia, Francia, Spagna e Uruguay per brindare con il nostro team di esperti

11-11-2022
a cura di Identità Golose
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Undici assaggi, undici tappe nel meraviglioso mondo delle bollicine, perfette di stagione in stagione. Ora più che mai, sono antidoto perfetto alle prime giornate uggiose.

Ecco i consigli dei nostri esperti.

Franciacorta Cabochon Fouriserie Rosé n.06 – Monte Rossa, Franciacorta | Lombardia

Cantina storica della Franciacorta dove la tradizione contadina si è fusa armonicamente con la tecnologia. Artigianalità che rima con unicità di dettagli, ricerca appassionata dell’eccellenza per tracciare un territorio in continua evoluzione. Nel 1972 l’imprenditore Paolo Rabotti e la moglie Paola decidono d’ intraprendere la strada della viticoltura. Oggi c’è il figlio Emanuele che con Monte Rossa governa 70 ettari di vigneti. Le varie posizioni dei cru su terreni e le loro diverse esposizioni contribuiscono ad ampliare il patrimonio aromatico delle uve permettendo di comporre cuvée ricche di struttura e complessità. Nel 1987 grazie ad una geniale intuizione di Emanuele Rabotti nasce Cabochon, il gioiello di Franciacorta in forma liquida effervescente. Il presente attesta quest’etichetta come inimitabile simbolo della cantina. Questa versione rosé si ispira al color petalo di rosa, audace ed elegante. Fusione perfetta con sentori di pesca gialla, chiusura balsamica al naso e più sapida all’assaggio. Interessanti le sfumature agrumate di clementine che rendono un vero gioiello enoico questo blend di 46% Pinot Nero e il restante Chardonnay. Fermentazione in acciaio e in fusti di rovere da 220 litri per poi essere invecchiato per oltre 40 mesi. Must have! Cinzia Benzi

 

Champagne Blanc de Blancs Grand Cru Vieille Vigne - Bouquin Dupont, Champagne | Francia

Potendo disporre di una bacchetta magica e decidere di poter avere le migliori uve Chardonnay in circolazione per poter produrre Champagne, difficilmente si potrebbe far meglio della maison Bouquin Dupont. Nata nel 1929 in seguito all'acquisto da parte di Paul Emile Dupont di vigne ad Avize, nel bel mezzo della Côte des Blancs, ha visto il suo sviluppo proprio sulle rotte del candore gessoso del miglior posto al mondo per produrre bollicine blanc de blancs. Tramite acquisizioni successive a Cramant della figlia Liliane, che sposò Michel Bouquin, e successivamente, nel 1986, da parte del figlio di lei, Dominique Bouquin Dupont a Le Mesil/Oger, il puzzle poteva dirsi completo. Oggi la Maison ha una produzione solida e consolidata, grazie anche alla possibilità di sfruttare un parco di vecchie vigne in grado di fornire costanza anche nelle annate peggiori, qualità, ma soprattutto grande territorialità. Grazie ad esse, nasce il Blanc de Blancs Grand Cru Vieille Vigne, proveniente dalla parcella di Avize: fiori bianco e gesso, per dipanare subito l'argomento provenienza delle uve, a cui si susseguono caffè verde, mallo di noce e un tocco pirico e di grafite a impreziosire. Sorso pieno, succoso, ricco di agrumi, con la loro buccia a chiudere sul finale. Più blanc non si può. Alessio Pietrobattista

 

Lambrusco di Sorbara Il Serraglio 2019 - Il Serraglio, Emilia Romagna

Una legatura a spago fatta a mano su di un tappo in sughero racchiude e si rende fil rouge di un'azienda che da tre generazioni produce Lambrusco: la famiglia De Pietri sui 21 ettari votati alla frutticultura e alla viticoltura, realizza un Sorbara in purezza proveniente dai vitigni del fondo denominato Serraglio, nel comune di Campogalliano, sulla costa sinistra del fiume Secchia. Dalla raccolta, svolta a mano, alla spremitura soffice e dalla prima fermentazione a temperatura controllata fino alla rifermentazione in autoclave e l’affinamento a temperatura costante, tutto porta a poche, selezionate bottiglie, dall’etichetta realizzata dal pittore Giuliano Della Casa. Tutto è cura e tutto è attenzione a preservare ed esaltare il meglio del nettare di una tipica zona votata a Lambrusco Sorbara DOC. Una produzione per pochi, per cultori che condividono con il loro creatore l’importanza che acquisisce ogni singola, numerata bottiglia: racchiudere l’essenza di un territorio. Una bollicina elegante e rustica al contempo che, al naso, sprigiona note di violetta e frutti di bosco che trovano conferma al palato. Un vino di non esile struttura, di facile e goduriosa beva, che nel suo rosso cerasuolo chiaro si fa specchio di tutte le attenzioni dedicategli. Andrea Grignaffini


Reserva Particular de Recaredo 2012 - Recaredo, Spagna

Recaredo è nota per vini di grande complessità, eleganza e capacità di invecchiamento. Le uve lavorate dall’azienda provengono esclusivamente da vigneti di proprietà coltivati secondo i principi della biodinamica certificata sulle terre calcaree del Penedès. Ogni Cava è brut nature ed è sottoposto a un lungo affinamento in bottiglia. Il Reserva Particular de Recaredo nasce nel 1962 quando Josep Mata Capellade decide di produrre uno spumante da lungo invecchiamento. Reserva Particular, infatti, gode di una maturazione di oltre cento mesi nel silenzio e nell’oscurità delle cantine aziendali. Alla Recaredo c’è un approccio quasi artigianale alla terra, si ricerca l’autenticità in vini di terroir che sappiano raccontare l’Alt Penedès. La Reserva Particular ne è un fulgido esempio: un Cava di grande mineralità che sa “leggere” il carattere calcareo dei terreni del Penedès orientale, trasmettendo anche grande equilibrio tra calore e freschezza. Blend di Macabeo (60%) e Xarel·lo (40%), la Reserva Particular colpisce in particolare per profumi di straordinaria avvenenza, tra intriganti note di ossidazione, la fragranza della frutta matura, effluvi vinosi, nuances di pasticceria. Al palato è vigoroso, con una bella vena acida, grande potenza e generosità in un’architettura raffinata. Bruno Petronilli

Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Dosaggio Zero Oblio 2010 - Bertè & Cordini, Oltrepò | Lombardia

Siamo a Broni, poco meno di 10mila anime in provincia di Pavia: qui, nel 1974, le famiglie Bertè e Cordini rilevano una storica cantina dell’Oltrepò Pavese, fondata da Francesco Montagna nel 1895. Se la bella sede aziendale si trova alle pendici delle colline, i vigneti di proprietà, per un totale di quindici ettari, sono situati nei comuni di Montù Beccaria e Zenevredo, ad altitudini tra 150 e 280 metri, su terreni principalmente marnosi con buona presenza di argilla e calcare. Le varietà a dimora sono soprattutto quelle classiche coltivate in zona, quali Croatina, Uva Rara, Moscato e Pinot Nero, con tre ettari di quest’ultimo dedicati esclusivamente alla produzione degli spumanti Metodo Classico. Tra questi spicca l’Oblio: Pinot Nero in purezza vinificato in bianco per spremitura soffice e progressiva; fermentazione in acciaio con lieviti selezionati; rifermentazione in bottiglia a temperatura controllata. Il millesimo 2010 - 84 mesi sui lieviti più altri 18 di affinamento dopo la sboccatura e prima della messa in commercio - si svela opulento già dall’effervescenza e dal colore quasi dorato. Al naso, è intenso e complesso con spiccate note di frutti maturi e spezie. Al palato, freschezza e sapidità ben bilanciano l’ottima struttura. Luca Torretta

 

Champagne Essentiel 2012 - Collard-Picard, Champagne | Francia

La Maison Collard-Picard si trova a Villers-sous-Châtillon e possiede in totale 16 ettari di vigneti nella Vallée de la Marne e nella Côte des Blancs, coltivati con l’impegno di limitare l’intervento nelle vigne e di rispettare i ritmi della natura. In cantina la pressatura, senza chaptalization, avviene con la moderna pressa Coquard a piano inclinato che permette un basso solfitaggio. Assemblaggio del 50% di Chardonnay della Côte des Blancs dei villaggi Grands Cru Le Mesnil-sur-Oger e Oger, 25% di Pinot Noir e 25% di Meunier provenienti dalle vigne esposte a sud di Reuil, Villers-Sous-Châtillon, Binson et Orquigny, nella Vallée de la Marne. La fermentazione alcolica viene svolta in foudre di rovere, senza lo svolgimento della malolattica e dopo un affinamento di circa 7 anni sui lieviti, il dégorgement è avvenuto il 21 aprile 2020 senza alcun dosaggio. All’olfatto, delicato sulle note agrumate di pompelmo rosa, ananas e fiori bianchi, poi evolve su note di brioche, sentori speziati, di frutta secca, mandorla e noce, erbe aromatiche con un fine tocco boisé. Al palato è di grande eleganza, profondo ed equilibrato, con una bollicina viva e cremosa, di buona acidità, una bella sapidità e un finale interminabile, minerale e agrumato. Manlio Giustiniani

 

Mèthode Champenoise Extra Brut - Bodega Garzon, Uruguay

Mi piace ritrovare sempre un ché di sana e vibrante italianità nel peregrinare intorno al vino in tutto il mondo. Vuoi l’enologo, vuoi la proprietà, vuoi un macchinario, un recipiente, qualcosa c’è. Non mi ha quindi stupito, nello scoprire questa affascinante bollicina dell’Uruguay, apprendere che la proprietà è sì argentina ma il patron è di origine italiana, Alejandro Bulgheroni - tra gli uomini più ricchi del mondo secondo Forbes - l’enologo principale è italianissimo e noto agli addetti, Alberto Antonini; potrei continuare perché di Italia qui c’è ancora altro e, quindi, citare Dievole altra proprietà del nostro Bulgheroni. Qui si parla però di Bodega Garzon, cantina dell’anno 2018 secondo Wine Enthusiast. Questo Extra Brut nasce grazie a un blend i 80% di Chardonnay ed un 20% di Pinot Nero in perfetta armonia per restituire tanto la complessità, quanto la delicatezza di un terroir ricco di temperamento e carattere, da poco scoperto e valorizzato grazie all’intuizione di Antonini e Bulgheroni. Il vino si esprime con colori vivi e brillanti che anticipano un buon vigore con un naso inizialmente citrico, che vira poi su pera matura. In bocca è tanto delicato quanto elegante. Luca Turner


Champagne Brut Premier Cru Grande Réserve Bergeronneau-Marion - Bergeronneau-Marion, Champagne | Francia

Gli innamorati del Meunier hanno un solido indirizzo a Ville-Dommange nella Montagne de Reims, quello di Bergeronneau-MarionVéronique Marion e Florent Bergeronneau, figli d’arte, uniti per amore e lavoro, dedicano al Meunier circa la metà dei loro 15 ettari classificati Premier Cru. Una volta in visita si può godere l’intima esperienza di entrare nel monopole di famiglia, poco più di due ettari di vigna (il 75% Meunier, il resto Pinot Noir): il Clos de Bergeronneau, recintato e chiuso da un cancello in ferro battuto che segnala, imponente, l’eccezionalità del luogo. Nella gamma dei Bergeronneau-Marion, di Champagne mai severi, estroversi e minerali, spicca il raro Clos de Bergeronneau, Meunier in purezza, ma c’è assolutamente da approfittare di un rapporto qualità prezzo sbilanciato a favore di chi compra (finché non se ne accorgono): il Brut Grande Réserve, bilanciatissimo blend di Meunier, Pinot Noir e Chardonnay, di grande dirittura nonostante il dosaggio a 9 gr/l e vini base di vecchie annate. Alla freschezza d’approccio (agrumi e frutta bianca croccante, mandorla fresca e crosta di pane) seguono piacevolezza e ritmo gustativo, grazie a una carbonica di tutto rispetto. Il classico Champagne asso piglia tutto: dall’aperitivo al brunch, a un menu completo “verdure e mare”. Monica Coluccia

Etna DOC Metodo Classico Brut - Cottanera, Sicilia

Fondata negli anni ’60 da Francesco CambriaCottanera è un gioiello di 100 ettari, dei quali 65 vitati, suddivisi in diversi appezzamenti, che si trovano in alcune delle contrade più famose e prestigiose dell’Etna: Cottanera, Diciassettesalme, Calderara, Feudo di Mezzo e Contrada Zottorinoto, tutte a un’altitudine compresa tra i 700 e gli 800 metri sul livello del mare. I suoli sono ricchi e stratificati, composti da rocce laviche, lapilli, sabbie e basalti, generati dalle eruzioni del vulcano. L’Etna Doc Spumante viene prodotto da uve Neretto Mascalese coltivate in Contrada Cottanera, nel comune di Castiglione di Sicilia, da viti di circa 30 anni di età. Dopo una fermentazione differenziata tra acciaio e piccole botti di rovere francese (il 25% della massa), il vino, una volta riassemblato, affina 40 mesi sui lieviti e altri 12 mesi in bottiglia. Un Metodo Classico intenso e di carattere, dai profumi di scorza di arancia, cedro e fiori di acacia, con sottili rimandi iodati e un sorso vibrante e teso, di grande pienezza e complessità. Adele Granieri

 

Millesimato Extra Brut Garda Doc Spumante Metodo Classico 2009 - Perla del Garda, Garda | Lombardia

Credere nel proprio territorio significa anche riuscire a valorizzare quelle denominazioni meno conosciute, ma che comunque rappresentano la propria identità. Chi lo sa bene è Giovanna Prandini, titolare dell’azienda Perla del Garda, nonché presidente di Ascovilo e vice presidente del consorzio Garda Doc, che punta proprio a valorizzare questa zona, attorno al lago di Garda, con vini che non temono il confronto con etichette più blasonate. Perla del Garda è un’azienda giovane e assolutamente dinamica, che sa guardare soprattutto in prospettiva. Ne è un esempio il Millesimato Extra Brut Garda Doc Spumante Metodo Classico 2009, una bollicina realizzata esclusivamente in magnum e con una lunga permanenza del vino sui lieviti. Si tratta di uno Chardonnay in purezza, da vigneti tra i 150 e i 250 metri di altitudine, con un terreno calcareo argilloso. Chi pensa che il Garda non possa essere una zona particolarmente vocata, dopo l’assaggio di questo vino potrebbe anche ricredersi: bollicina fine, grande ampiezza al naso ma anche notevole eleganza, profumi dolci di frutta ma anche balsamici, note di lievito che si fondono a spezie dolci. In bocca non dimostra affatto gli anni che ha, anzi: grande bevibilità e ottima freschezza, che si uniscono a una lunghezza invidiabile. Raffaele Foglia

 

Spumante Brut Metodo Classico 1223 Kg - Micheli, Trentino

In uno splendido anfiteatro naturale, sul versante sinistro della Valle di Cembra, in provincia di Trento, si stendono i vigneti della Cantina Micheli. Qui le piante godono di una particolare ventilazione, della vicinanza del torrente Avisio e crescono su un terreno argilloso e di natura porfirica. 1223Kg è il nome del loro Metodo Classico DOC, nato con la prima vendemmia nel 2017 quando, a causa di svariate condizioni metereologiche avverse, la produzione della Cantina arrivò a 1223 kg d’uva. Solo Chardonnay e pochi grappoli per racchiudere in una bottiglia la tenacia e la forza di volontà del proprietario, Francesco Micheli. Il perlage fine e persistente illumina il colore paglierino del vino che ci accompagna ai profumi di fiori bianchi alternati alla fragranza del cedro. La mela verde e le note floreali fanno da padrone all’assaggio, che si conclude con un’acidità piacevole ed equilibrata. La maturazione sui lieviti, di almeno trenta mesi, garantisce una buona struttura, il che rende questo Metodo Classico una bollicina perfetta a tutto pasto. Stefania Oggioni