Bollicine dal mondo: 12 nuovi assaggi per brindare alla vostra estate

Calici dorati o rosè, perfetti in ogni frangente di questa calda stagione. Gli esperti del bere bene e frizzante ci portano in viaggio tra Italia, Francia, Turchia, Argentina…

13-08-2022
a cura di Identità Golose
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Spumante Metodo Classico Brut Rosé - Scacciadiavoli, Umbria
Siamo a Montefalco, dove il Sagrantino è il vitigno simbolo del terroir umbro. Scacciadiavoli presidia le colline fin dal 1881. Si narra che Scacciadiavoli fosse un abitante del borgo e di professione facesse l’esorcista. Un giorno, in maniera casuale, gli venne affidata una donna indemoniata. Lui tentò di curarla con i suoi unguenti magici senza alcun successo. A quel punto decise di farle bere abbondante vino rosso prodotto da quelle colline e la ubriacò. Il rimedio fu perfetto, la donna fu liberata e, in onore di quest’uomo, quel territorio venne battezzato Scacciadiavoli. A fine Ottocento, il principe Ugo Boncompagni Ludovisi crea un’importante azienda vitivinicola con 100 ettari di vigneti e nel 1954 subentra la famiglia Pambuffetti di Foligno, tuttora operativa con la quarta generazione. Oggi sono 130 gli ettari vitati di cui 40 circa coltivati a Sagrantino. Un metodo classico di Sagrantino nato nel 2005. Vinificazione in tanks di acciaio a temperatura controllata. Prima fermentazione lenta, a temperatura controllata per conservare gli aromi primari. L’affinamento in bottiglia sur lies per almeno 24 mesi crea una bollicina di colore rosa scuro. Un’effervescenza floreale con note di mela rossa, pompelmo e lievi speziature sul finale. Rosé molto versatile, must have! Cinzia Benzi



Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Spumante Dosaggio Zero 2015 - Broccanera, Marche
Una cantina giovane, un contesto naturalistico e paesaggistico unico tra i Castelli di Jesi, il biologico come scelta immediata e l’autoctono a bacca bianca che forse più di tutti ha dimostrato negli anni qualità e longevità: gli ingredienti per creare un’azienda in grado di emergere sin da subito c’erano davvero tutti per Giorgio Santini e dal 2012, anno della fondazione di Broccanera, la crescita in termini di consapevolezza e qualità non ha fatto altro che confermare quanto di buono si potesse pensare all’inizio. Ma avere un’azienda come tante evidentemente non era nei piani, per questo aiutato dal socio (e complice) Alessandro Stortini, ha deciso di complicarsi la vita imboccando sin da subito la strada della spumantizzazione. Un work in progress incessante, frutto di passione e voglia di osare, sfidando anche le caratteristiche intrinseche dell’uva, naturalmente portata a segnare il finale dei vini con un netto ammandorlato. Solo con tanta dedizione si è giunti al Dosaggio Zero 2015: una bollicina di freschezza olfattiva coinvolgente, tra fiori bianchi e gesso, striature balsamiche di menta e liquirizia e il classico tocco di anice e canfora che fa molto Arcevia. Il sorso è elegante e continuo, gustoso nella sapidità e nell’acidità, puntuta e fresca. Enfant prodige. Alessio Pietrobattista

 

Bollamatta - Bibi Graetz, Toscana
Uno dei Sangiovese Metodo Charmat più "Sangiovese" mai provato, pur nella sua manifesta semplicità. Proprio in Piazza Mino, nel cuore del paese di Fiesole, dal 2018 sono in corso i lavori di ristrutturazione dello storico albergo Aurora, molto popolare presso i nobili inglesi da quando fu costruito, nel 1860, da lord Sir W.B. Spencer. Oggi, proprio questo è il teatro, ancora in divenire, di un altro forestiero, che però ha avuto il merito di restituire alla toscanità tutta la sua più intima essenza, tanto nobile quanto trasandata. Siamo infatti a casa di Bibi Graetz che ivi dimora con la famiglia proprio sopra alla cantina, con la bottaia diffusa di un'infilata di stanze al pian terreno e sugli spazi della ex-discoteca, che oggi ospitano le botti troncoconiche, proprio sotto al leggendario Blu Bar. Da lui, che ha avuto il merito di restituire al paese finanche il momento della vendemmia, arriva dunque questa Bollamatta perché proviene dai grappoli meno maturi del Sangiovese di Testamatta. Uno spumante Metodo Charmat Rosé abitato da trasognati aromi di pesca, bacche di goji ed erbe aromatiche anche edotte, come la salvia o il religioso rosmarino. Al palato, come si conviene, è una bolla leggera e spensierata, sapida e fruttata, scevra da inutili complicazioni.
Andrea Grignaffini

 

Franciacorta Anthologie Blanc Extra Brut 2016 - Camillucci, Franciacorta | Lombardia
Camilucci è una delle realtà più luminose e promettenti della Franciacorta. Stefano Camilucci ha raccolto l’eredità di famiglia e ci ha messo del suo, firmando le sue etichette con uno stile unico e inimitabile. Siamo a Paderno Franciacorta con vigneti ubicati nei dintorni di Rodengo Saiano, a 200 metri di altitudine sulle famose colline moreniche franciacortine. Da Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco l’azienda Camilucci crea Franciacorta decisamente peculiari: oltre alle riserve ST.11 e Cuvée Perpetuelle, ecco il Brut, il Satèn e il Rosé che rappresentano al meglio la tradizione del territorio; poi l’Anthologie Blanc e l’Anthologie Noir, ovvero i figli della pura creatività di Stefano Camilucci, entrambi frutto di selezioni minuziosissime, che nascono solo in annate eccezionali. Questi ultimi due sono anche un omaggio di Stefano alla sua terra e una sfida per rendere chiare le grandi potenzialità di entrambi. Anthologie Blanc è quindi uno Chardonnay in purezza che affina 42 mesi sui lieviti. I profumi sono straordinari, salinità e pietra fuse a un frutto croccante e fragrante, che rendono una freschezza indescrivibile. Memorabili sensazioni che si ripetono anche al palato, teso e minerale, di grande pulizia e splendida acidità. Bruno Petronilli


Spumante Metodo Classico Zero Dosage Noir Collection Farfalla - Ballabio, Oltrepò | Lombardia
Sono trascorsi quasi 120 anni da quando, nel 1905, Angelo Ballabio fondò l’omonima azienda vitivinicola con l’ambizioso obiettivo di produrre in Oltrepò Pavese un metodo classico in grado di competere con i migliori Champagne dell’epoca. Oggi possiamo affermare che quello che poteva sembrare solamente un sogno si è trasformato, di anno in anno, in una stimata e solida realtà del panorama spumantistico sia nazionale sia internazionale. Tutto ciò anche grazie al contributo, alla passione e alla dedizione della famiglia Nevelli che, dopo averla rilevata, guida attualmente questa bellissima azienda incastonata tra le colline di Casteggio, in un territorio altamente vocato al Pinot Nero e alla sua spumantizzazione attraverso il Metodo Classico. E proprio su questi due unici e imprescindibili capisaldi punta l’intera collezione di cuvée Farfalla, dal nome del vigneto da cui tutto ha avuto origine. Tra queste ci ha impressionato lo Zero Dosage che esprime l’austera magnificenza del vitigno, avvolgendola di finezza e di eleganza. Teso, complesso e persistente, vinifica in acciaio, non svolge malolattica e beneficia del 35% di vini di riserva. Dopo aver sostato sui lieviti 40 mesi, viene degorgiato per poi affinare ulteriori due mesi in bottiglia prima della messa in commercio.
Luca Torretta

 

Champagne Accomplie Premier Cru Brut - Savart, Champagne | Francia
La Maison si trova a Ecueil, villaggio situato sulla Montagne de Reims Ovest e possiede vigneti sia in questo comune sia nel vicino Villers-aux-Noeuds, per un totale di quattro ettari vitati, tre ettari coltivati a Pinot Nero e un ettaro a Chardonnay. Entrambi i villaggi sono classificati Premier Cru. La filosofia di Frédéric Savart è cercare di interpretare al meglio la materia prima, rispettando la natura: “Il vino migliore è realizzato con le migliori uve, nel vigneto scegliamo il lavoro manuale e metodi di prevenzione delle malattie per mantenere un ecosistema diversificato”. Assemblaggio: 20% Chardonnay e 80% Pinot Noir, dai Terroir di Ecueil e Villiers-aux-Nœuds della vendemmia 2018 con vini di riserva di due vendemmie precedenti. La vinificazione avviene per il 50% in acciaio e l’altro 50% in barrique con l’utilizzo parziale della malolattica, affinamento sui lieviti di 24 mesi, il dégorgement è stato effettuato il settembre 2021 con un dosaggio di 4g/l. Approccio olfattivo intenso di fiori gialli, aromi di frutti di bosco, zest di agrume e croissant, maturità di frutto, toni di tostature e sensazione salina sul finale che ritroviamo anche al palato, con una bella freschezza viva e sapida, effervescenza setosa e un finale ammandorlato di ottima piacevolezza. Manlio Giustiniani

 

Iyi Ki Karasakiz Brut - Suvla, Turchia
Non amo particolarmente premi, medaglie, menzioni, riconoscimenti e chi più nel vino ne ha, più ne metta, ma riconosco che di tanto in tanto permettono di scoprire alcune realtà che altrimenti rimarrebbero a dir poco sconosciute anche agli appassionati e ai cultori della materia. È il caso di questo metodo classico da uve a bacca nera, il vitigno autoctono Karasakiz, che si esprime egregiamente pur non essendo particolarmente vocato per essere spumantizzato. Merito anche della geografia del distretto di Eceabat e dei suoi venti marini ricchi di linfa salina e sapida del Mar Egeo, che indubbiamente conferiscono un vigore caratteristico all’uva. Così il vino si arricchisce di freschezza, e nella sua vinificazione, di note tanto di crosta di pane quanto citriche. Suvla è un’azienda a conduzione familiare che tende a vinificare nel rispetto del territorio che vede vigna e terreno intrecciarsi da secoli. Un rispetto maniacale su tutti i prodotti della terra così come su questo Brut che già nel nome porta in sé buona fortuna, Iyi Ki, in lingua turca. Luca Turner

 

Champagne Brut La Grande Dame 2021 - Veuve-Clicquot, Champagne | FranciaNell’estate del 2021 la Maison ha licenziato in grande stile, anche mediatico, La Grande Dame 2012 con un progetto grafico firmato dall’artista giapponese Yayoi Kusama che ha messo al centro il colore, l’eccentricità, l’allegria. Una Cuvée da seguire non solo perché ottenuta da millesimo ritenuto di qualità eccezionale, ma anche perché è la prima Grande Dame presentata da Didier MariottiChef de Cave della Veuve Clicquot, all’opera dal gennaio del 2020. La verticalità è sintesi di freschezza equilibrata dalle 2.100 ore di sole di un’annata calda. Verve, cremosità ed eleganza in armonia con note dorate di albicocche secche e miele. C'è ancora l’eventualità che vi possiate imbattere in una delle versioni più autorevoli degli ultimi anni, quella del millesimo 2008, attestatissimo dalla critica mondiale (e da noi di Bollicine del Mondo). Elettricità liquida, con il Pinot Nero che mostra la sua cilindrata per vestirsi prima di tinte chiare e minerali - screziate da toni affumicati e mentolati, verdi e blu - e poi da tonalità più intense di frutta scura e rossa, la susina, il ribes rosso, la fragola. Tutti ritorni sensoriali che sembrano letteralmente scorrere vorticosi e potenti nel sorso, asciutto e coinvolgente. Solito dosaggio Brut per entrambe le annate a 6 g/l di zucchero residuo. Monica Colucci

 

Spumante Medoto Classico Rosé Brut Nature "Sumaré" - Tenute Rubino, Puglia
Questa importante realtà della Puglia del vino fu creata negli anni ‘80 da Tommaso Rubino, con l’intento di far conoscere e valorizzare il potenziale delle terre del Salento. Oggi l’azienda, condotta da Luigi Rubino e da sua moglie Romina, gestisce circa 300 ettari di vigneti, divisi in cinque grandi tenute distribuite in zone diverse della Puglia, per poter coltivare le principali varietà locali nel luogo più vocato. Negroamaro, Primitivo, Susumaniello, Malvasia Bianca e Malvasia Nera sono affiancati da alcuni vitigni alloctoni, italiani e internazionali, come il Vermentino e lo Chardonnay. Una particolare attenzione è stata riservata al Susumaniello, antica varietà pugliese su cui l’azienda ha deciso di puntare con convinzione, declinandolo anche in versione spumantizzata con il Metodo Classico Sumaré 60 Mesi. Prodotto con le uve provenienti dai vigneti di Jaddico, lungo la dorsale adriatica, 8 Km a nord di Brindisi, è uno spumante non dosato che sosta 60 mesi sui lieviti e si connota di un bel color salmone intenso. Si apre al naso con sentori di pan brioche e cedro, per poi lasciare spazio a note di rabarbaro e fiori secchi e delicati accenni di nocciola tostata, che caratterizzano anche il sorso: cremoso, dettagliato e delicatamente affumicato. Adele Granieri

 

Spumante Metodo Classico Simona Natale Rosé 2016 - Gianfranco Fino
Quando si parla di Gianfranco Fino, vengono subito in mente gli storici alberelli per la produzione del Primitivo di Manduria e del Negramaro, con i vini Es e Jo. L’avventura del produttore in Puglia è iniziata nel 2004, con 1,3 ettari di terreno (ora sono una ventina), ma con la volontà mai nascosta di voler recuperare gli storici alberelli, abbandonati soprattutto per la difficoltà di lavorazione, ma che in realtà offrono una produzione limitata e di altissima qualità. Al fianco di Gianfranco Fino, la moglie Simona Natale, un vero vulcano di idee. Ed è proprio da una sua idea che nasce la bollicina, sulla quale ha messo proprio il suo nome. D’altronde è un po’ la sua creatura, curata e studiata, per certi versi anche coccolata, fin dalle prime uscite sul mercato. Si tratta di un Rosé, dosaggio zero, con il Negramaro in purezza, affinato per 36 mesi sui lieviti. Proprio il Negramaro stupisce per la sua capacità di adattarsi anche alla lavorazione in Metodo Classico: ma stiamo parlando di un’uva che arriva da alberelli storici, di almeno 50 anni (alcuni sono ormai secolari), che portano a caratteristiche uniche, che si riflettono anche nelle bollicine. Naso tra frutti di bosco, spezie, erbe aromatiche, e bocca sorprendente per sapidità. Raffaele Foglia

 

Spumante Metodo Classico Dorigo Blanc de Noir - Dorigo, Friuli Venezia Giulia
Girolamo Dorigo
 è il fondatore dell’Azienda Dorigo e nel 1966 acquista i primi vigneti nei Colli Orientali del Friuli. Tramanda per due generazioni il suo sapere, oggi ad occuparsi dell’azienda è il figlio Alessio, con la sua impronta contemporanea e attenta alle richieste di mercato. Dopo anni di assenza, torna in produzione il metodo classico Blanc de Noir, 100% Pinot Nero, dosage zero. Per produrlo vengono utilizzate le migliori basi presenti in azienda ed effettuato un affinamento sui lieviti per 60 mesi. Nasce così un vino elegante nel colore, paglierino tendente all’oro, e nel perlage, fine e vivace. Al naso si aprono note di frutta secca, in particolare la mandorla fa da padrona; seguono poi percezioni più dolciastre come di albicocca e frutta a polpa gialla. La parte floreale ed erbacea accompagna all’assaggio che sprigiona invece un lato più burroso, ma ben bilanciato dalla sapidità e da una percezione minerale. Una conclusione leggermente amarognola e agrumata. Perfetto in abbinamento alle ostriche o, in generale, ad una selezione di cruditè di mare come collegamento alla nota sapida, ma altrettanto elegante nel contrastare la grassezza dei formaggi. Stefania Oggioni

 

Spumante Metodo Classico Cruzat Millésime 2014 - Bidega Cruzat, Argentina
Bodega Cruzat nasce nel 2004 con l’obiettivo di focalizzarsi nella produzione di spumante metodo classico di alta gamma: il suo fondatore, l’argentino Pedro Rosell, è un’eminenza nel mondo della spumantistica. Una traiettoria che passa dalla regione della Champagne e da collaborazioni importanti, come quella con l’enologo francese Emile Peynaud e dall’azienda di famiglia, la cantina Rosell Boher, fondata nel 1999. Per la produzione dei suoi spumanti Rosell, ha scelto Luján de Cuyo e la Valle de Uco, ai piedi della Cordigliera, zone aride con inverni rigidi, primavere miti ed estati temperate, un’eccellente irradiazione solare di giorno e temperature molto fresche di notte. Le uve utilizzate per la vinificazione di questo Brut Nature vengono da Gualtallary, Valle de Uco, a 1.400 m di altezza. Dopo la presa di spuma il vino rimane a contatto con i lieviti per 80 mesi. La licor non ha alcun dosaggio ed è stata elaborata a partire da una vendemmia 2012 di uno Chardonnay affinato prima in barrique, successivamente in bottiglia sui lieviti per 100 mesi. Un vino notevole, complesso, elegante, cremoso. Al naso spiccano i sentori di frutta secca - nocciola e mandorla - e di pane tostato, dati dal lungo contatto con i lieviti, ai quali si sommano note speziate di vaniglia e cannella. Giovanna Abrami

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