Il ritorno di Summa a Magrè (Bolzano), l’evento enoico di casa Lageder. Italiani, esteri, biologici, biodinamici, ma sempre vini piacevoli

Al centro della rassegna, relazioni umane, una grande energia, ma soprattutto una produzione in sintonia con la natura che non sia moda, bensì una scelta consapevole

10-04-2022
a cura di Raffaele Foglia
Helena Lageder, Chief Marketing Officer dell’azi

Helena Lageder, Chief Marketing Officer dell’azienda Lageder e Responsabile della vineria-ristorante Paradeis 

«Una grande energia, dopo tre anni». Helena Lageder non ha dubbi: questa edizione di Summa è quella dei sorrisi, dei rapporti umani. Questi due anni di pandemia, infatti, hanno segnato le aziende più nell’animo che nel bilancio economico. Con Summa a Magrè, nella “casa” della famiglia Lageder, sono arrivati circa 100 produttori di vino, accomunati dalla caratteristica di essere biologici o biodinamici, a rappresentanza delle produzioni di alta qualità dell’Italia e dall’estero. La risposta, da parte dei visitatori, non si è fatta attendere: Summa, infatti, si è rivelata ancora una volta un’occasione per gli addetti ai lavori, ma anche per gli appassionati, di confrontarsi e di guardarsi negli occhi. Perché il vino non è solo un piacere, ma è anche condivisione e piacere dell’incontrarsi. 

«Bellissima energia, dopo tre anni di pausa – ribadisce Helena Lageder, Chief Marketing Officer dell’azienda Lageder e Responsabile della vineria-ristorante Paradeis -  I produttori tornano a rivedersi, è come una piccola famiglia che finalmente si ritrova. E questo è molto bello». 

La sala espositiva di Summa a Magrè in provincia di Bolzano

La sala espositiva di Summa a Magrè in provincia di Bolzano

Ma cosa è cambiato rispetto all’ultima edizione di Summa, che si è svolta nel 2019? «Da parte dei visitatori c’è tanta curiosità. La scelta di tutti i produttori presenti, che è il tema della nostra manifestazione, è quella di una produzione biologica o biodinamica, che in questo periodo è un tema molto attuale. Non è solo una moda, ma è una scelta sempre più consapevole. Devo dire che il panorama su questo mondo di vini biologici, biodinamici o naturali è diventato molto ampio, ma per certi versi è diventato anche troppo grande. Di aziende di questo tipo che ne sono anche troppe». 

Il riferimento è chiaramente a chi fa un vino biologico per cercare di seguire la tendenza del momento. «Rispetto a quale anno fa – ribadisce Helena Lageder – c’è una maggiore esperienza e, di conseguenza, anche la qualità è cresciuta. Non parlo solo della nostra azienda, ma in generale di tutte le realtà presenti a Summa quest’anno. Ed è anche per questo che continuiamo a motivare i nostri viticoltori affinché portino avanti questa scelta sul biologico e sul biodinamico».

Ci sono anche degli aspetti positivi, anche in prospettiva. «Il mondo del vino “naturale” ha un risvolto positivo, soprattutto perché avvicina i giovani. Dall’altra parte, noi dobbiamo sempre cercare di migliorare la qualità». In sostanza, non sono più accettati vini che non siano almeno buoni. Sono vietate le puzze e le imperfezioni. 

Jochen Beurer con il suo Riesling 

Jochen Beurer con il suo Riesling 

C’è poi la ripartenza dopo due anni di Covid. «All’inizio eravamo tutti impreparati – spiega ancora Helena Lageder – Poi, come azienda, abbiamo usato il tempo che avevamo a disposizione per sviluppare nuovi progetti e ottimizzare quello che stavamo facendo. Inoltre sono cambiati i canali di vendita, tanto che l’online è diventato molto importante». L’attenzione per il bio è sempre molto alta: l’azienda ha 55 vigneti di proprietà e un centinaio da conferitori. Al momento sono condotti all’80% in biologico/biodinamico. «Ma ci siamo dati l’obiettivo per il 2024 di arrivare al 100%». 

E il futuro, visti gli scenari economici legati soprattutto alla crisi internazionale? «Un po’ ci fa paura – ammette Helena Lageder – C’è stato un notevole aumento dei costi, e questo si ripercuote a 360 gradi sul nostro lavoro. Sul futuro non posso dare una risposta adesso. Noi ci mettiamo tutto il nostro entusiasmo e l’impegno per fare sempre al meglio». 

Alessandro dei Marchesi di Grésy con il Barbaresco Riserva 2016

Alessandro dei Marchesi di Grésy con il Barbaresco Riserva 2016

Per ora, è meglio godersi le sensazioni positive e l’energia che arriva da questa edizione di Summa. E tanti assaggi molto interessanti. Un rapido giro in Italia ci ha permesso di sentire, per esempio, le eleganti bollicine di Maso Martis, i barolo di Pio Cesare e quelli di Luciano Sandrone, con questa annata 2018 che è ancora tanto giovane, ma anche il Barbaresco Riserva Camp Gros Martinenga 2016 delle Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy, o ancora il Groppello 2020 di Sincette – vino sorprendente – e il “classico” Morei di Foradori, anche questo 2020, così come Monteverro, con il classicissimo Monteverro, ma anche con il Terra di Monteverro che si presenta con un’etichetta speciale per i suoi 10 anni. Sui bianchi, una citazione per due Riesling (a Summa se ne possono trovare tanti): Stettener Pulvermächer Riesling GG – Berge – 2019 di Weingut Beurer, in Germania, e Quarzit 2020 dell’austriaca Weingut Peter Jakob Kühn. Ma assicuriamo che la scelta poteva essere molto più ampia. Chiudiamo con alcune bollicine importanti, come gli champagne di Tarlant. Infine torniamo in Italia per una curiosità. Anche Riccardo Scamarcio sta producendo vino, in Puglia: l’azienda si chiama Rivale e il Pinot Nero, prodotto in sole 4mila bottiglie, è un prodotto comunque piacevole.


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