Vino Nobile di Montepulciano: un'Anteprima 2022 con molte novità

Il Consorzio ha annunciato che Nobile e Rosso di Montepulciano diventeranno le prime denominazioni sostenibili italiane. E poi alcune variazioni al disciplinare, tra cui la nascita della denominazione "Pieve"

30-03-2022
a cura di Amelia De Francesco

«Il vino Nobile è strettamente legato a questo territorio e ci fornisce elementi di stimolo e grandi opportunità per promuoverlo». Così Andrea Rossi, presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano apre la conferenza stampa svoltasi durante l’Anteprima 2022 di giovedì 24 marzo. A ospitare la degustazione - quest’anno tornata in presenza dopo la versione ridotta del 2021 - la storica Fortezza nel cuore del centro storico di Montepulciano, che ha visto convenire la stampa nazionale ed estera per l’assaggio delle nuove annate, la 2019 per il Nobile e la 2018 per la Riserva.

Il Consorzio si presenta con alcune novità, fra cui la certificazione di sostenibilità territoriale con il protocollo Equalitas affidato a Valoritalia, che oltre agli aspetti ambientali pone una particolare attenzione alla qualità del lavoro nei suoi aspetti etici e sociali. Entro il primo semestre 2022 il Vino Nobile di Montepulciano e il Rosso di Montepulciano diventeranno a tutti gli effetti le prime denominazioni sostenibili italiane.

Nello specifico le aziende si sono impegnate nella realizzazione di impianti fotovoltaici, nel recupero di acque reflue, in progetti di geotermia ma anche nella tutela della biodiversità e in pratiche naturali, utilizzando sistemi di coltivazione della vite meno impattanti per l’ambiente.

Altre novità riguardano alcune variazioni al disciplinare, a testimoniare un dinamismo della denominazione che sta lavorando per una maggiore riconoscibilità su tutti i mercati (ne è un esempio l’inserimento del termine "Toscano" in etichetta) e per consolidare una visione collettiva condivisa fra le aziende consorziate.

Andrea Rossi, presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

Andrea Rossi, presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

Visione rafforzata anche dalla nascita della menzione Pieve, proposta al momento supportata da oltre 40 aziende che si rimettono in discussione - «dimostrando maturità imprenditoriale e della denominazione stessa», commenta Rossi - e puntano a far arrivare sulle bottiglie il lavoro di ricerca geologico sulle sottozone di produzione. La prima vendemmia utile è stata la 2021, che uscirà quindi sul mercato nel 2024 con circa 500 mila bottiglie, pari al 10% circa della produzione di Vino Nobile di Montepulciano.

L’annata 2019 del Nobile ha portato in bottiglia finezza dei tannini - con molti vini pronti da bersi - e una piacevolezza di bevuta non comune in questa fase ad altri rossi toscani coetanei. La Riserva 2018 mostra una qualità media più che buona, con tratti di eleganza e di florealità che accomunano tutti gli assaggi.

Segnaliamo:

Nobile 2019:

Vino Nobile di Montepulciano 2019 di Le Bertille (di cui meritano un assaggio anche la 2018 e la 2016 degustate al banco del produttore), Vino Nobile di Montepulciano 2019 La Spinosa di Il Molinaccio, Vino Nobile di Montepulciano 2019 di Tenuta Valdipiatta, Vino Nobile di Montepulciano Arya 2019 di Manvi.
 

Selezione 2019:

Vino Nobile di Montepulciano I Quadri 2019 di Bindella Tenuta Vallocaia, Vino Nobile di Montepulciano Vigna d’Alfiero di Tenuta Valdipiatta.
 

Riserva 2018:

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2018 di Tenuta Trerose, Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2018 di Fattoria della Talosa, Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2018 di Tenuta di Gracciano della Seta, Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2018 di Boscarelli.


Altre annate:

Vino Nobile di Montepulciano 2018 di La Combarbaia, Vino Nobile di Montepulciano Podere le Caggiole 2018 di Azienda Agricola Tiberini, Vino Nobile di Montepulciano 2018 di Podere il Macchione, Vino Nobile di Montepulciano 2018 di Croce di Febo.


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