Consorzio per la tutela dell'Asti DOCG e del Moscato d'Asti DOCG: la vendemmia e le prospettive per il futuro

Il legame con il territorio, una vendemmia d'oro, l’enoturismo e una strategia di sviluppo diversificata: é la formula del domani per il Consorzio Asti

27-11-2021

È stata una vendemmia da record quella del Consorzio per la Tutela dell’Asti DOCG e del Moscato d’Asti DOCG, l’ennesimo segnale positivo in un momento di rilancio e di ulteriore crescita per uno degli enti vitivinicoli di tutela più antichi d’Italia. Fondato nel 1932, oggi è ancora più impegnato nella valorizzazione dei prodotti, sempre più legato all’enoturismo e a un territorio unico, Langhe, Roero e Monferrato, dichiarato Patrimonio Umanità dall’UNESCO.

Non solo. Sport, cibo, mixology sono gli asset di una strategia che si inserisce in un ampio progetto di valorizzazione e comunicazione del Consorzio, fatta da tante piccole aziende agricole e produzioni. In totale, sono oltre 4.000 tra cantine, case spumantiere, produttori e aziende agricole, 240 le aziende imbottigliatrici, disseminate in un territorio che da Aqui Terme arriva fino ad Alba, una fetta di Piemonte che spicca per le sue eccellenze enogastronomiche apprezzate in tutto il mondo, puntando sulla cultura, sull’armoniosa bellezza dei vitigni e luoghi unici come Canelli.

Uno scorcio delle suggestive vigne di Canelli, in provincia di Asti

Uno scorcio delle suggestive vigne di Canelli, in provincia di Asti

«Siamo molto soddisfatti della vendemmia 2021», ha spiegato a Identità Golose Stefano Ricagno, vice presidente del Consorzio, «è frutto di una stagione difficile, dove l’uva moscato ha combattuto la siccità dei mesi estivi e ne è uscita vincente: abbiamo un mosto base di qualità elevatissima». È la premessa per guardare con ottimismo al futuro: «Per noi questo risultato rappresenta un ottimo preludio per le vendite», ha continuato, «abbiamo la garanzia che sia i mercati emergenti, sia quelli consolidati e i nostri clienti abituali saranno soddisfatti del prodotto finale. Pensiamo alla Cina, per esempio, per noi un mercato relativamente recente, ma anche alla Russia, agli Stati Uniti e a buona parte dell’Europa, Paesi che già ci conoscono e ci apprezzano da tempo».

Stefano Ricagno, vice presidente del Consorzio per la tutela dell'Asti DOCG e del Moscato d'Asti DOCG

Stefano Ricagno, vice presidente del Consorzio per la tutela dell'Asti DOCG e del Moscato d'Asti DOCG

A dar ragione alle sue parole sono i numeri, con una produzione da record: «Nel 2021 abbiamo prodotto 100 milioni di bottiglie, considerando che nel 2020 sono state 92 milioni, si tratta di risultati importanti», ha aggiunto.
Di pari passo, si diceva, il Consorzio si è rinnovato per dare nuova linfa alla sua immagine: «Stiamo investendo per dare nuova forza economica alla denominazione, che oggi ha bisogno di puntare sull’enoturismo per riqualificarsi e rilanciarsi, in un territorio di produzione che è tra i più apprezzati e riconosciuti, ovvero Langhe, Roero e Monferrato. Tra l’altro l’Asti Spumante è la denominazione più coltivata e abbraccia tutti e tre i territori vocati». Si punta su una nuova strategia, aperta a mondi diversi, anche a livello globale, come nel caso dello sport. Così come siamo molto attivi sul territorio, con la Duja d’Or e il Festival del Moscato a Santo Stefano Belbo, per esempio. «In particolare, all’estero, stiamo consolidando questa evoluzione con degustazioni nel mercato americano», ha aggiunto, «lavorando con i giornali di settore e studiando con campagne che raccontino cos’è l’Asti, le diverse tipologie, la sua storia e il legame con il territorio».

A confermare il cambio di passo è il direttore, Giacomo Pondini, che ha appena siglato un accordo triennale con l’Atp, il circuito professionistico mondiale di tennis maschile: grazie alla partnership globale, fino al 2023, il consorzio piemontese sarà Official Sparkling Wine dell’Atp Tour e Silver Partner della Nitto Atp Finals, il prestigioso evento di fine stagione dell’Atp, atteso a Torino. L’Asti Docg sarà così protagonista di molteplici attività digitali e on field, inclusa la presenza alle cerimonie ufficiali dei trofei del torneo.

Il direttore del Consorzio per la tutela dell'Asti DOCG e del Moscato d'Asti DOCG, Giacomo Pondini

Il direttore del Consorzio per la tutela dell'Asti DOCG e del Moscato d'Asti DOCG, Giacomo Pondini

Riconfermata inoltre la collaborazione con Alessandro Borghese, brand ambassador dell’Asti Docg, mentre proseguono le iniziative che legano sempre più il consorzio anche al mondo del bere miscelato, con il bartender Giorgio Facchinetti, che abbiamo già visto all’opera a Identità Golose Milano (ve lo abbiamo raccontato nell'articolo Dolce, secco o…cocktail? L’Asti Spumante e il Moscato d’Asti DOCG incontrano la mixology​), per dimostrare la versatilità dell’Asti, non più solo dolce, ma apprezzato in prodotti come l’Extra Brut.

«Riconoscibilità, visibilità, partnership esclusive e sinergie con il territorio e con altre importanti realtà consortili sono i progetti a cui stiamo lavorando», ha detto il direttore, «un processo a cui stiamo lavorando da tempo e che desideriamo implementare sul lungo periodo1. Ad esempio? «Partecipiamo ad eventi fieristici legati alla nostra regione con Piemonte Land of Wine, dal Vinitaly a Cibus, perché per noi il territorio è un punto di forza, rappresenta le nostre origini e il nostro futuro, per questo vogliamo essere sempre più legati e identificati in esso».


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