I coniugi Coulon sfidano le mode con i loro Champagne dall’eleganza senza tempo

Una tradizione di famiglia, per vini unici, estremamente equilibrati e fortemente riconoscibili.

06-11-2021
Eric Colulon davanti alle sue amate vigne, che van

Eric Colulon davanti alle sue amate vigne, che vantano un’età media di 40 anni, molto raro per la Champagne

Dal 1806 la tenuta Roger Coulon si estende su cinque “villages” tra la Montagna di Reims e Vrigny. Dopo otto generazioni di vignerons, oggi, Isabelle con il marito Eric Coulon portano avanti una tradizione di famiglia. Per la prima volta in visita a Milano, i coniugi Coulon hanno presentato i loro vini desinando alla tavola stellata di Iyo in Pier della Francesca, una perfetta occasione per approfondire la conoscenza, per noi di Identità, un vigneron d’altri tempi. Eric narra che il suo obiettivo e delle passate generazioni è sempre stato quello non stravolgere le vigne bensì far tesoro del passato modernizzando il presente con rigore, equilibrio, valorizzando quel terroir davvero singolare. I Coulon praticano l’agroforestazione. Un termine inusuale che deriva dalla parola inglese Agroforestry indicando un sistema agricolo promiscuo che prevede la combinazione di alberi, arbusti, erbe aromatiche affini e coltivati vicino alle vigne. Il clima odierno alterna periodi di gran caldo a gelate, quindi poter avere degli alberi nelle zone antistanti i vigneti protegge la vigna dai freddi primaverili e, verosimilmente, cedere frescura in quelli estivi. Questo attesta un’evidente aumento della vitalità del suolo. 

Perfezione ed equilibrio negli Champagne Coulon

Perfezione ed equilibrio negli Champagne Coulon

«In verità non stiamo facendo nulla di straordinario - afferma Isabelle Coulon - perché in passato, i nostri antenati, oltre alle vigne, avevano alberi da frutto, bestiame e orti che lambivano le superficie vitate. Sono già quattro anni che lavoriamo in questo modo e la differenza nei nostri vini è percepibile». Forse potremmo azzardare che l’agroforestazione è il prossimo livello del bio. «I miei Champagne hanno un’effervescenza minima per estrarre l’ eleganza - chiosa Eric -.  A mio avviso questa caratteristica di Coulon rende i nostri vini armonici, non devono mai prevalere l’ acidità, la nota zuccherina oppure la sapidità. Abbiamo vigne con un’età media di 40 anni, molto raro per la Champagne. Una superficie vitata con 40% di Pinot Meunier, 30% di Pinot Nero e il restante 30% di Chardonnay».

Equilibrio, eleganza e rispetto estremo della natura ecco la sintesi di Coulon. Le piante sono protette mediante profilassi e trattate con zolfo, decotti vegetali e l’uso limitato di rame. Zero uso di insetticidi. «Nel percorso aziendale ci sono già  i nostri figli Louise e Edgar - narra Eric Coulon - la nona generazione di Coulon a cui trasmettere il nostro stile. L’ uso di lieviti presenti sulle bucce per la prima fermentazione alcolica in acciaio per poi proseguire in legno o restare in inox. Facciamo lunghi affinamenti, proprio con mio figlio Edgar assaggiamo tino per tino i “vin clair” per poi passare all’assemblaggio». 

Isabelle con il marito Eric Coulon

Isabelle con il marito Eric Coulon

Le chiarifiche o filtrazioni sono banditi da Coulon al fine di preservarne profumi e sapori ceduti dal terroir. La gamma Roger Coulon vanta etichette come l’Esprit de Vrigny, L’Hommée, Millésime 2012, Rosélie, Les Hautes Partas 2014 e il solera di Meunier Heri-Hodie. Il brut nature Esprit de Vrigny composto da 33% di Meunier, Noir e Chardonnay è un vino immediato, fresco, grande mineralità. L’Hommée rappresenta una bollicina più complessa che prende il nome dall’unità di misura della terra usata in epoca napoleonica indicante l’ area che ogni singolo essere umano era in grado di lavorare in un giorno. Un Premier Cru con circa 60% Chardonnay, 35% Pinot nero e il restante Meunier.

Vigneti distesi ad anfiteatro distanti una decina di chilometri dalla cattedrale di Reims. Il Blanc de Noirs Millésime 2012 composto in parti uguali di Pinot Noir e Meunier svela una cremosità che rima con salinità e note citrine delicate sul finale. «Le vigne di questo Champagne hanno tra i 30 e 51 anni, l’annata eccezionale della 2012 svela una bollicina, per me - chiosa Eric Coulon - straordinaria, poco effervescente ma devo ripetermi: questo è il mio stile». Un colpo al cuore degustando Les Hauts Partas, Blanc de blancs selezionato da una particella singola cresciuto sul gesso campaniano della Cote des Blancs. Espressione dorata dello Chardonnay con esplosione di agrumi, in primis pompelmo, seguite da note fruttate di pera e mela. Champagne teso, sapido, fresco. Interamente vinificato in tonneaux con sette anni di affinamento in bottiglia prima della sboccatura.

L'abbinamento con la cucina stellata di Iyo per la presentazione a Milano

L'abbinamento con la cucina stellata di Iyo per la presentazione a Milano

Inutile sottolineare la perfeziona assoluta di abbinamento con i piatti giapponesi ma al momento di degustare Coteaux Champenois Coulommes Rouge un rosso 100% Meunier millesimo 2018 interviene l’importatore italiano, Umberto Cosmo di Bellenda: «Questo vino rosso è una selezione draconiana dei migliori grappoli vinificati interi. C’è una pigiatura a piedi seguita da una fermentazione alcolica spontanea con lieviti indigeni e nessuna aggiunta di SO2. In primavera segue una fermentazione malolattica. Attenzione per l’ affinamento il vino resta 22 mesi sui lieviti in due piccole botti di rovere e imbottigliato, manualmente, per gravità. In pratica la stessa sorte per Vrigny Rouge con 100% pinot nero».  Frutti rossi, ciliegia e ribes per il primo e lampone e more per il secondo. Applausi per questi vini che non seguono le mode ma esprimono uno stile inimitabile di questo angolo della Champagne.


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