Core a Gentilcore: vino, amicizia, ospitalità

Nel cuore del Cilento, per scoprire l'ambizioso progetto di Gaia Marano. Col benestare di Silvia Imparato di Montevetrano

01-05-2021
Silvia Imparato e la figlia Gaia Marano

Silvia Imparato e la figlia Gaia Marano

Palazzo Gentilcore è una perla a Castellabate (Salerno), borgo medievale specchiato nel mare di Santa Maria, con alle spalle i boschi del Parco Nazionale del Cilento. Un piccolo boutique hotel di 13 camere, ristorante e roof garden panoramico. Un ambiente ecocompatibile e covid-free: ogni camera è dotata di apparecchiature di sanificazione certificate dall’Ospedale Sacco di Milano.

I proprietari sono Chiara Fontana e Giovanni Riccardi, carriere forensi ma vocati all’accoglienza. Hanno organizzato con Gaia Marano della cantina Montevetrano una presentazione del progetto Core, sfidando le incertezze pandemiche. Curiosità, entusiasmo, sorrisi e voglia di ripartire hanno scandito una piacevolissima giornata cilentana. Un benvenuto con tampone rapido ci ha permesso di ammirare questo edificio storico, completamente ristrutturato.

Chiara e Gaia s’incontrano un anno fa, condividono passioni e il piacere di far conoscere quest’angolo d’ Italia. Decidono di progettare un evento insieme, rimando Core a Gentilcore. Gaia è figlia della signora del vino Silvia Imparato, colei che ha creduto in quell’angolo di Sud, tra Napoli e Salerno, lasciando la sua carriera di fotografa per dare vita, assieme a Riccardo Cotarella, a uno dei più celebri vini rossi campani, il Montevetrano (ne abbiamo scritto di recente).

Core Bianco

Core Bianco

Core Rosso

Core Rosso

Gaia porta a termine il suo percorso all’Istituto Europeo di Design,seguito da master in Svizzera e negli Stati Uniti. Diventa un’affermata graphic designer con esperienze italiane ed estere in gruppi prestigiosi, da Benetton a Dolce e Gabbana. A Roma, assieme al designer Massimo Vignelli, davanti a un calice di buon vino, crea la sua prima etichetta: il Montevetrano. Il lavoro da designer prosegue ma cresce anche la voglia di affiancare la madre nelle degustazioni in giro per il mondo.

«Il vino non mi abbandonava mai - afferma Gaia- Continuavo il mio lavoro nella moda ma sentivo mamma e mi prendevo dei giorni di ferie per accompagnarla in giro per il modo per parlare di Montevetrano. Era combattuta, desideravo far parte in maniera più inclusiva di quel mondo, seppure il mio percorso da designer fosse in ascesa continua. Pensavamo che quel momento potesse arrivare solo con un progetto più nelle mie corde, e in perfetta convivenza con il nostro Montevetrano».

La vita parallela di Gaia non l’ha mai allontana dalla cantina. Poi si sposa, prova la gioia della maternità, e continua a lavorare tra Svizzera e Milano. Nel 2011 nasce Core, progetto enoico creato dalla madre, ancora con Riccardo Cotarella. Gaia presta il suo talento creando ancora una volta l’etichetta del vino: un cuore nato intingendo un pennello nel vino, un inchiostro simbolico per vini più immediati e semplici rispetto al Montevetrano.

Con Gaia Marano, Giovanni Ricciardi e Chiara Fontana, proprietari di Palazzo Gentilcore a Castellabate (Salerno)

Con Gaia Marano, Giovanni Ricciardi e Chiara Fontana, proprietari di Palazzo Gentilcore a Castellabate (Salerno)

Un bianco e un rosso. Il primo è un uvaggio di Fiano e Greco, nato nel Sannio e vinificato nel Salernitano. Agrumi, note di pera, sapidità travolgente. Il Core rosso è Aglianico in purezza: speziato, muscoloso, floreale e rotondo. Gaia comincia a inquadrare Montevetrano secondo nuove prospettive. In autunno 2018 la sua vita cambia: termina la collaborazione con Dolce e Gabbana, interrompe la vita matrimoniale e subentra un periodo di stanchezza professionale, seguito dal desiderio di riprogettarsi il futuro.

«Ho cominciato a seguire i corsi Ais, diplomandomi sommelier nel 2019. Decido di iniziare a lavorare con la mia famiglia. Mia mamma, con la sua lungimiranza e generosità, mi ha dato fiducia. Core è un progetto che sento mio con un’identità ancora da formare. Ho sempre lavorato esprimendo creazioni altrui mostrando attraverso il mio sapere un’idea non mia.  Era giunto il momento in cui la mia creatività si applicasse ad un vino e mi auguro che si arrivi lontano».

Lo stile di Core è allineato alla personalità di Gaia: semplicità apparente, esplosione di creatività e cosmopolitismo, ma con radici ben piantate al Sud. La pandemia ha viste madre e figlia lavorare gomito a gomito per 9 mesi in azienda, un rapporto meraviglioso che si è arricchito di conoscenza reciproca e nuovi obiettivi. A volte può bastare un viaggio inatteso per svelare sensibilità nascoste, capaci di superare le apparenze e i cliché.