18-08-2017

Iviniumani, ognuno fa il vino che è

L'iniziativa dell'enologo siciliano Salvo Foti: «Al centro c'è l'uomo. Altrimenti non si può fare produzione di eccellenza»

Una curiosia immagine di Salvo Foti, che ha ideato

Una curiosia immagine di Salvo Foti, che ha ideato Iviniumani

«Una vite senza la cura del viticoltore è in grado di dare uva, anche se il frutto sarà ben diverso da quello che noi vogliamo per fare un buon vino. Il vino è un prodotto umano. Fatto dall’Uomo, in cui egli da sempre ha messo tutto se stesso, il suo genio, la sua creatività, la sua passione, il suo estro, sacrificio e impegno nel produrlo. In certi casi, anche la sua furbizia, ipocrisia, disonestà e scorrettezza. In definitiva ognuno fa il vino che è!».

Così inizia il manifesto di Iviniumani, nato dal pensiero dell’enologo siciliano Salvo Foti e messo nero su bianco. Ma che cos’è Iviniumani? «Un’idea? Sicuramente sì – spiega Salvo Foti – Un movimento o un’associazione? Magari in futuro. Ma adesso voglio semplicemente condividere il mio pensiero con altre persone, in particolare colleghi, che in tutta Italia vivono la coltivazione dell’uva e la produzione del vino».

Il logo è stato ideato assieme a Isabella Perugini

Il logo è stato ideato assieme a Isabella Perugini

Il concetto è molto chiaro e semplice: è inutile parlare di biologico, biodinamico, oppure di produzione convenzionale, se poi alla fine ci dimentichiamo l’uomo. «Vediamo se riusciamo a riportare il vino all’uomo. La moda non c’entra. La coltivazione biologica e la biodinamica sono degli strumenti che sceglie e utilizza l’uomo. Il pensiero di fondo è che il vino non deve essere più l’obiettivo finale, ma lo strumento: per costruire un futuro per i miei figli, per difendere il territorio, per conservare le tradizioni. E il vino è uno strumento di dialogo».

Per questo in Iviniumani, Salvo Foti vuole raccogliere i pensieri, le opinioni, le esperienze degli uomini (e delle donne, si intenda) che fanno vino. «Ci deve essere il rispetto del territorio e di conseguenza anche il rispetto delle persone che lavorano – spiega ancora Foti – E faccio un esempio: sapete cosa doveva saper fare un soldato romano? Due cose: le strade e piantare le vigne. La vite si è co-evoluta assieme all’uomo, da 6.000 anni a questa parte. Non è l’uomo che ha usato la vite, ma la vita che viceversa ha usato l’uomo per farsi portare in tutto il mondo».

L'enologo siciliano all'esterno della Cantina Gulfi, a Chiaramonte Gulfi, azienda che segue da alcuni anni

L'enologo siciliano all'esterno della Cantina Gulfi, a Chiaramonte Gulfi, azienda che segue da alcuni anni

Tornando in concreto al concetto di Iviniumani, ecco cosa vuole fare Foti: «Vorrei che fosse un contenitore, in cui ogni giorno ognuno possa offrire un aneddoto, un’idea, qualcosa che possa d’aiuto o di esempio agli altri. Vorrei che fosse uno stimolo per i giovani. Un’agorà, una piazza per condividere».

Ma in questo momento, in Italia, il vino è “umano”? «Ognuno fa quello che vuole – sospira l’enologo siciliano – C’è molta confusione. Non è umano, nella sua quantità produttiva, ma ci sono produttori che continuano a fare un vino umano. Ci sono ancora aziende che investono più nel marketing, piuttosto che sul brand, piuttosto che sulle persone e sul territorio. Ma noi “umani” perseveriamo, cercando di fare i vini che piacciono a noi. Così, al massimo, se non riusciamo a venderli, ce li beviamo…».

Andrea e Simone Foti, figli di Salvo, fanno da "modelli" per le magliette del progetto

Andrea e Simone Foti, figli di Salvo, fanno da "modelli" per le magliette del progetto

Un progetto, o meglio un'idea, che verrà anche condivisa in un sito internet, www.viniumani.com, che sarà online a partire da settembre.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Raffaele Foglia

a cura di

Raffaele Foglia

giornalista de La Provincia di Como, sommelier e appassionato di birra artigianale. Crede che ogni bicchiere di vino possa contenere una storia da raccontare. Fa parte della redazione vino di Identità Golose

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