La seconda vita dei fratelli Adrià

Aprono a Ibiza col Cirque du Soleil, rinviano Enigma a Barcellona. Con una nuova strategia...

16-03-2015
Ferran e Albert Adrià secondo Inspiring Chefs, pr

Ferran e Albert Adrià secondo Inspiring Chefs, progetto fotografico firmato lo scorso anno da Martin Schoeller per Lavazza. Immagine profetica: gli Adrià stanno per aprire a Ibiza un locale che coniugherà cibo e show, insieme a quelli del Cirque du Soleil

I fratelli Adrià sbarcano anche a Ibiza e cambiano nome all’“ombrello” sotto il quale hanno creato un piccolo impero della ristorazione, Bcn5.0: troppo forte era il legame con la città di Barcellona, ora che si prende anche la via del mare; inattuale il riferimento al numero 5, come i ristoranti in Catalogna, ora che dopo Ibiza i piani raggiungono anche Santo Domingo, previsto un beach club.

Dal quartier generale nel capoluogo catalano ci spiegano: «Stiamo cambiando tutto, ma per ora non possiamo dire molto». Si sa però che il nuovo progetto nell’isola delle Baleari si chiama Heart e vede associati gli Adrià con Guy Laliberté, amministratore delegato del Cirque du Soleil; ne scaturirà un locale che aprirà a fine maggio nell’Ibiza Grand Hotel e – visti anche i suoi artefici – sarà un originale connubio di cibo e spettacolo, «la colisión creativa de comida, música y arte» come hanno annunciato. Il tutto, diviso su tre fasce (anche di prezzo), con differenti livelli: Baraka, quella basic alla portata di tutti, ossia street food e artisti di strada; The Workshop, show e cucina creativa insieme, “performance d’arte dal vivo, stimoli visivi, la musica più d’avanguardia e la gastronomia con il timbro inconfondibile degli Adrià”; infine l’esclusivissimo La Boîte, che minaccia di diventare il classico luogo per pochi a cui tutti vorrebbero accedere, sorta di richiamo irresistibile definito “sibarita”, lussuoso. Si vedrà.

La homepage del nuovo sito www.heartibiza.com

La homepage del nuovo sito www.heartibiza.com

C’è inevitabile curiosità attorno a questa nuova avventura di Ferran e Albert, che gli Adrià stessi dichiarano essere il risultato di dieci anni di scambi d’idee con Laliberté; di sicuro ci tengono parecchio, al punto da considerarla la loro assoluta priorità. A scapito, ad esempio, di Enigma, il loro futuro ristorante di Barcellona, il quinto della serie sempre a due passi da plaça d'Espanya: per quanto l’insegna stessa indichi che poco è stato svelato, è certo che erediterà parte del “format” di 41° Experience, chiuso lo scorso agosto per allargare gli spazi a Tickets, sempre di enorme successo con le sue deliziose tapas creative. Enigma comprenderà la coctelería 41 Grados  e il ristorante Experience (quanto di più simile all’esperienza de El Bulli, con menu unico a 200 euro per 16 fortunati) e aprirà in calle Entenza, a 100 metri da Tickets e 50 da Hoja Santa, il locale messicano degli Adrià, l’ultima apertura insieme al gemellino El Niño Viejo.

Ma ora l’attenzione dei fratelloni d’oro dell’alta gastronomia è tutta concentrata su Ibiza. «Per quanto riguarda Enigma, vi sono stati alcuni contrattempi nelle prime fasi che hanno causato un ritardo sul calendario generale, così rischiavamo di sovrapporre la sua apertura con l’avvio del progetto Ibiza – ci conferma Sílvia Fernández, che si occupa della comunicazione per gli Adrià (oltre a essere compagna di Albert) - Dal momento che entrambi sono grandi progetti e complessi, abbiamo deciso di rimandare Enigma al 2016. Stiamo valutando tutte le possibilità e non sappiamo esattamente ancora la data precisa».

L'entrata di Tickets a Barcellona

L'entrata di Tickets a Barcellona

Incertezze che non riguardano invece le altre insegne del gruppo Bcn5.0. che gli Adrià gestiscono insieme Juan Carlos, Borja and Pedro Iglesias, della mitica marisqueria Rías de Galicia. Tickets innanzi tutto, “la vida tapa”, nato nel 2011 e ora, come detto, pure ampliato per il gran afflusso di prenotazioni, 130 coperti ogni giorno, pranzo e cena, che diventano fino a 300 nel weekend, ma trovare posto è quasi proibitivo. Chi scrive vi ha vissuto un’esperienza culinaria memorabile, che racconterà domani. Poi, la Bodega 1900, sorta di vermuteria dove degustare il meglio della materia prima iberica; Pakta, straordinario ristorante di cucina nikkei (ossia quella che fonde elementi nipponici e peruviani), ai fornelli lo chef Jorge Muñoz: altra cena di altissimo livello, che non mancheremo di narrare. Infine gli ultimi nati Hoja Santa e Niño Viejo, il primo di alta cucina messicana, l’altro più informale, tutto sotto il cappello dello chef Paco Méndez, che ultimamente si è visto anche a Masterchef Italia: non ci hanno convinto neanche un po’.

Rimane un’indicazione di fondo nelle nuove attività degli Adrià: le recenti aperture (i messicani, Ibiza, Enigma) affiancano a una costosa proposta d’alto livello – almeno nelle intenzioni – un’altra più approcciabile al grande pubblico. Una scelta che Albert Adrià spiega con franchezza: «Per avere un indirizzo di eccellenza ne serve un altro che faccia soldi».

(1, continua)


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Carlo Mangio

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