Cento (e più) dolcezze per il Natale: ecco le migliori in tutt'Italia, secondo Identità Golose

Abbiamo chiesto ai nostri collaboratori di dirci i loro assaggi top. Tra i più consigliati: Olivieri, Brunelli, Alajmo, Vecchione, Assenza, Cera, Recanati, Besuschio, Vezzoli, Filippi, Fusto...

17-12-2020

Identità Golose non fa classifiche di panettoni, pandori e altre dolcezze natalizie, ma ha piacere a dare buoni consigli a beneficio del vostro palato. Abbiamo allora chiesto ai nostri autori e collaboratori quale dolce delle feste a loro giudizio debba essere presente sulle tavole del buongustaio, e dunque meriti la loro citazione? Ecco le risposte.

 

Simone Sabaini

Simone Sabaini

Giovanna ABRAMI
Materie prime ricercatissime, processo produttivo d’eccellenza, design pensato e molto bello, certificazione biologica e presidio Slow Food: parliamo dei cioccolati e dei torroni di Simone Sabaini, in arte Sabadì, che si aggiudica la tavoletta d’oro come miglior produttore di cioccolato di Modica da 9 anni. La storia di questo scaligero, di come abbia rivoluzionato il prodotto tradizionale modicano e di come si sia messo ad affinare il suo cioccolato in quella che ad oggi è l’unica cantina di affinamento per cioccolato al mondo, ve l’abbiamo raccontata qui e qui. Le leve che Sabaini muove sapientemente per comporre le sue proposte – aromatizzati, affinati, fondenti, al latte, in tazza, arricchiti con superfood - sono tantissime e il risultato è una gamma di cioccolati da far brillare gli occhi e salivare la bocca, prodotti utilizzando solo materie prime di natura agricola di origine biologica - fave di cacao, zucchero di canna, scorze di agrumi o spezie - senza l’utilizzo di aromi, olii, essenze di alcun tipo. Menzione speciale per il design. Oggi, dato che siamo sotto Natale, segnaliamo i torroni, piccoli capolavori che compone, come tutto il resto, con una meticolosa attenzione verso la qualità delle materie: «Con tantissima frutta secca, molto miele e poco zucchero». Ne citiamo due: Torrone morbido con pistacchio verde di Bronte Dop che si sposa perfettamente con la freschezza delle scorze di mandarino tardivo di Ciaculli e le note di campo del miele di cardo da ape nera sicula; torrone abbrustolito croccante con mandorla romana di Noto non pelata, miele di sulla da ape nera sicula, arricchito dalle note aromatiche dello zucchero integrale di canna Mascobado e dalle scorze di arancia rossa.

 

Luisa ACCIARRI
Il panettone di Giovanni Ricciardella, chef di Cascina Vittoria a Rognano (Pavia). Ricordo i primi suoi passi troppo carichi di ingredienti, pochi bocconi e ti sentivi già sazio. Quest’anno invece la sua bravura con pane, pizze e lievitati è cresciuta enormemente e ora gusti una nuvola di panettone.

 

David Bedu e Vito Mollica col loro panettone speciale

David Bedu e Vito Mollica col loro panettone speciale

Chiara AIAZZI
Su ogni tavola di Natale che si rispetti non possono mancare i panettoni di Tommaso Vatti, maestro panificatore e pizzaiolo de La Pergola di Radicondoli. Al cioccolato di Modica Igp, al limone candito di Corrado Assenza o, in collaborazione con lo chef Andrea Perini, all’olio extravergine d’oliva Castel Ruggero: panettoni artigianali toscani di grande qualità impreziositi da altrettante eccellenze. In vendita da Autoctona - bottega alimentare a pochi passi dal locale – o prenotabili al 320 9524191 per spedizioni in tutta Italia. Altra chicca gourmet per sentirsi coccolati anche in tempi di rinunce, è Il Panettone Della Gherardesca nato dalla collaborazione fra Vito Mollica, chef de Il Palagio del Four Seasons Firenze, e il mastro pasticcere David Bedu. Una versione personalizzata dall’impasto a base di lievito madre prodotto con vinsanto, marron glacè, pasta di arancia, uvetta e fichi secchi macerati nel vinsanto, gocce di cioccolato e bacche di vaniglia. Semplicemente sontuoso. In vendita esclusivamente presso Four Seasons Hotel (ilpalagio@fourseasons.com).

 

Marina ALAIMO
I dolci nelle feste di Natale sono a loro volta una festa. Imperdibili per me le cassatine di Sabatino Sirica, o meglio il raffiolo a cassata, che fa tanto Christmas time. I torroni del beneventano sono una storica golosità, Borrillo nel centro storico di San Marco dei Cavoti è una delle massime espressioni artigianali. Il Pan di Ramata è, infine, il panettone artigianale di Carmen Vecchione, pasticceria Dolciarte ad Avellino, insolito con la cipolla ramata di Montoro, da gustare in purezza o anche per abbinamenti salati.

 

La Torta Brunelli

La Torta Brunelli

Cinzia BENZI
Dolce per le feste? Paolo Brunelli, a Senigallia, www.paolobrunelli.me, è la soluzione assoluta ad ogni idea golosa ti possa passare per l’anticamera del cervello. Babà al rum, caprese con cacao e agrumi, crema di pistacchi, composta di visciole, la sbrisolona vegana senza lattosio oltre ai torroni e Panettone Combo. Adoro anche i panettoni al vino di Albertengo, rasentano la perfezione di equilibrio gustativo, imperdibile la versione al Moscato, glassa e nocciola tonda delle Langhe senza scordare quelle con Brachetto o Vin Santo. Paradisiaca la versione Marron Glacé, una quadratura di zuccheri bilanciata e mai stucchevole. Poi c’è Stratta, pasticceria e confetteria dal 1836. In Piazza San Carlo, nel cuore di Torino, resteresti ora davanti alle vetrine colme di praline. Da provare: le Gioie di Cavour, boule di cioccolato al latte o fondente con una ganache di crema gianduja, ricoperte di granella di nocciole tostate e caramellate. La storia narra che il Conte si recasse ogni mattina da Stratta per degustare il suo solito bicchiere di cioccolata calda. Sul bancone erano disponibili per i clienti delle ciotole colme di nocciole. Camillo Benso amava prendere le nocciole e immergerle nel suo cioccolato, da lì un’idea di omaggiare questo gesto storico con un cioccolatino unico.

 

Davide BERTELLINI
Quest’anno il pandoro di Nicola Olivieri è un must da non perdere: perfettamente alveolato e soffice come esige la tradizione. Un impasto giallo, a testimonianza di una ricetta che non risparmia sull’uso di uova, che avvolge il palato con note di burro e vaniglia, senza mai risultare stucchevole grazie al ragionato utilizzo dello zucchero. E-shop: clicca qui.

 

Il panettone Oro di Manna di Fiasconaro

Il panettone Oro di Manna di Fiasconaro

Chiara BONDÌ
Segnalo il panettone Oro di Manna di Fiasconaro. Con questo panettone con cioccolato gianduia, ricoperto di cioccolato bianco e mannetti, Fiasconaro rappresenta lo stretto legame che intrattiene da sempre con la sua terra di origine, le Madonie dell’entroterra palermitano. La manna della crema spalmabile che accompagna il panettone è quella estratta dai contadini della zona madonita attraverso incisioni sulla corteccia degli alberi di frassino, una tradizione millenaria viva ancora oggi. Nota per le sue proprietà disintossicanti, digestive e diuretiche, la manna è usata da Fiasconaro come dolcificante naturale, regalando un gusto che delizia il palato e rispetta la salute. Per conoscere il rivenditore più vicino o richiedere altre informazioni, telefonare al numero verde 800 929971.

 

Il Panterrone di Forno Sammarco

Il Panterrone di Forno Sammarco

Concetta BONINI
Il Panterrone di Forno Sammarco, di San Marco in Lamis, perché la punta di istrionismo con cui Antonio Cera lo ha concepito rivela solo il suo inflessibile rigore, un rispetto viscerale, "di terra" appunto, per tutto ciò che viene dal grano e finisce nella responsabilità delle mani dell'uomo, e una curiosità irriducibile per ciò che lo circonda: personalmente ho ordinato il Nonfarsapere, con caciocavallo podolico del Gargano, fave di cacao e pere candite da Corrado Assenza. Ah, a proposito: accanto andrà ci starà bene qualunque delizia di Natale del Maestro di Noto.

 

Belinda BORTOLAN
Segnalo realtà romane, perché quest'anno sono rimasta nella regione sempre, ahimè. Valgono l'acquisto il panettone di Gruè in vendita anche su Cosaporto in tutta Italia e il pandoro di D'Antoni.

 

Francesca BRAMBILLA
Secondo non possono mancare sulle tavole di Natale (e non solo) due “ingredienti “. Il primo: come ovvio un panettone, ma diverso dal solito. Si chiama panettone Il Giglio (albicocche candite, pasta di mandorle e cioccolato alle mandorle). Una declinazione del classico dolce meneghino che mi ha colpito per delicatezza e intensità della mandorla e quel piacevole dolce acido dell’albicocca; un'unione tra Nord e Sud capace di abbattere i confini di un dolce così tradizionale. Lo prepara Cristian Marasco de La Grotta Azzurra, lo potete ordinare qui: info@grottaazzurramerate.it. L’altro must sono i capperi canditi, che ho trovato straordinari per un inizio dolce con il classico abbinamento ai formaggi o abbinati a carpaccio di pesce oppure - un azzardo - con la crema al mascarpone. Un dolce salato che delizia e stupisce qualsiasi palato, anche il più esigente. Da comprare qui.

 

Giorgia CANNARELLA
Il panettone di Oltre è sicuramente il più buono dell'anno. E a me il panettone nemmeno piace!

 

Il panettone de I Fenu

Il panettone de I Fenu

Giuseppe CARRUS
Indico tre panettoni: quello di I Fenu, quello di PBread e quello della Pasticceria Ditrizio, tre indirizzi di Cagliari.

 

Mariella CARUSO
Il Panettone al mandarino candito dell’Antica Confetteria Romanengo di AtelieReale. Passa il tempo e i lievitati dello chef Gian Piero Vivalda e del pastry chef Luca Zucchini, non smettono di stupire. In questo caso la pasta filante e morbida del panettone si armonizza alla perfezione con il mandarino candito dell'Antica Confetteria Romanengo. E non si vorrebbe smettere mai di mangiarlo.

 

Lisa CASALI
Il panettone dell'anno per me non può che essere quello di Claudio Gatti, che lui chiama Focaccia per una minore presenza di zuccheri e grassi ma il gusto è davvero strepitoso. Provate la sua Focaccia pesche, albicocche e ananas, un "panettone" di grande morbidezza e delicatezza. I canditi di frutta sono di loro produzione e a cottura ultimata è insaporita da una spruzzata di sciroppo al maraschino per regalarle un aroma inconfondibile.

 

Il panettone di Vincenzo Tiri

Il panettone di Vincenzo Tiri

Rocco CATALANO
Indico tre nomi. Il primo è Vincenzo Tiri, della pasticceria Tiri 1957: non ha bisogno di presentazioni, sempre ad altissimi livelli il suo panettone, ottima lievitazione, impasto morbido, goloso, ottimi canditi, di grande equilibrio e piacevolezza. Infinito. Poi dico Calciano: panettone che negli anni sta riscuotendo il successo che merita, bouquet ricco di lievito, di latte e buon burro, di agrumi canditi. Un assaggio piacevole e ben composto, mai stucchevole. Bravissimi i fratelli Calciano. Infine Biasetto: straordinario il Panettone al cioccolato e glassa di amaretto dolce alla mandorla. Lievito madre centenario, ingredienti eccellenti, per un panettone che è la perfezione tra gusto, eleganza, consistenza, delicatezza. Un desiderio che si perpetua all’infinito.

 

Il panettone di Vezzoli

Il panettone di Vezzoli

Claudio CERONI
Indico il panettone di Italo Vezzoli, una vera sorpresa! Come sempre quello di Da Vittorio. Infine i buonissimi, raffinati e divertenti cioccolatini emotivi di Lola Torres all'Arte del Convivio.

 

La nosela del pasticcere Ivan Centeleghe

La nosela del pasticcere Ivan Centeleghe

Andrea CIPRIAN
Le nocciole "magiche" dell'Alpago sono l'ingrediente principale del nuovo dolce natalizio del pasticcere Ivan Centeleghe, Per la ricetta si è rifatto a un'antica leggenda delle sue valli che racconta di un principe che sconfisse l'orco rapitore della sua bella proprio lanciandogli addosso delle nocciole dai poteri magici. Con il cioccolato e la farina di mais (un'antica varietà autoctona) ha creato un tortino dalla piacevole consistenza e dai sapori intensi che, assaggiato, può creare dipendenza. (www.pasticceriacenteleghe.com).

 

Giulia CORRADETTI
Durante le feste i cioccolatini non possono mancare e allora spazio a Giandujotti, Tourinot, Cremini e Cialde di Guido Gobino. Qui si possono fare gli acquisti.

 

Anna Sartori e i suoi panettoni

Anna Sartori e i suoi panettoni

Andrea CUOMO
Indico il magnifico panettone di Anna Sartori della Pasticceria Sartori di Erba (Como).

 

Alessio CUTRÌ
Durante la tombola, lo ammetto, ho sempre mangiato torroncini. Quest'anno saranno sulla tavola quelli della torroneria Davide Barbero di Asti. Che produce torrone dal 1838. Nello specifico il "Gran Cru" alla nocciola del Piemonte Igp. Senza sciroppo di glucosio, sostituito completamente da miele piemontese e zucchero integrale muscovado. Shop online www.torroneshop.it con consegna in tutto il mondo.

 

Il panforte di Senio Venturi

Il panforte di Senio Venturi

Andrea D'ALOIA
Il panforte è un dolce tipico della città di Siena e della tradizione toscana, che si prepara in occasione del Natale ma che è possibile gustare tutto l'anno. Ha origini risalenti già dal 1200, quando era una preparazione monacale: un pane arricchito da spezie e pepe (da qui arriva il nome panpepato) poi evoluto con acqua, miele, frutta fresca: il problema era rappresentato dal fatto che dopo qualche giorno andava in muffa, il che portava a un sapore acidulo, perciò è stato chiamato pane fortis o pane acido. Nei secoli la ricetta si è arricchita, inserendo frutta candita e secca, e spezie sempre più pregiate. Senio Venturi ne serve sempre una fetta ai clienti del suo L'Asinello a Villa a Sesta. E ne ha sempre qualche piccola forma da poter riportare a casa. Oggi si può assaggiare il suo panforte artigianale aggiungendolo a uno dei box natalizi, che includono esperienze al ristorante, tante golosità, ricette e gli abbinamenti enoici pensati da Elisa Bianchini, sommelier, moglie e socia dello chef. Si ordina qui: info@asinelloristorante. Cito poi anche la Torta Brunelli del maestro cioccolatiere e gelatiere Paolo Brunelli: dolce al cioccolato al latte della Repubblica Dominicana, gianduia e nocciole di Cravanzana che accelera i battiti del cuore soltanto a guardarlo. Infine, Francesca Casci Ceccacci sta scrivendo la nuova era del pane a Senigallia. Quest’anno il panettone non voleva farlo, poi glielo hanno chiesto tutti: con Ivo Corsini ne ha realizzato uno classicissimo, con l’uvetta e i canditi prodotti da Riccardo Pelagagge. Ne hanno realizzati 400 pezzi, dando vita a una bella collaborazione con Lapsus diversa creatività, associazione di promozione sociale e culturale che si occupa di disabilità ed arte attraverso l’arteterapia. Stanno andando a ruba: si possono comprare da Pan De Fra, in via Copernico a Senigallia, ma spediscono in tutta italia (prenotate per tempo al 349 6617760).

 

Amelia DE FRANCESCO
In tavola durante le feste non possono mancare i lievitati natalizi. Per il panettone la scelta ricade su Forno Brisa, il bel progetto sostenibile, conviviale e comunicativo di Pasquale Polito, Davide Sarti e del loro giovanissimo staff che si basa su gusto, bellezza e salute. Forno Brisa propone diverse declinazioni di panettone - acquistabili anche nello shop online - dal classico alla versione cioccolato e albicocca fino alla novità con caffè (da filiera sostenibile, naturalmente) e ribes. A Firenze per gli amanti del cioccolato, una tappa imperdibile è via del Ponte di Mezzo, sede del laboratorio e del punto vendita della Torta Pistocchi, creazione dolce pluripremiata dei fratelli Claudio e Claudia Pistocchi. Si tratta di una torta artigianale che potremmo definire in sottrazione: senza zucchero, senza uova, senza burro, senza farina, senza conservanti, senza additivi. Il risultato è, ormai dal 1990, uno scioglievole cioccolato fondente extra, disponibile in vari formati, dalla monoporzione alla torta per 15/16 persone. Per l’acquisto basta fermarsi al laboratorio - dove sotto le feste occhieggiano dagli scaffali numerose altre lavorazioni a base cioccolato e una selezione di lievitati da tutta Italia - o in alternativa telefonare e prenotare la spedizione in tutta Italia.

 

Massimo DI CINTIO
Sto assaggiando decine panettoni buonissimi che rappresentano la vivacità, la voglia di fare e di sperimentare dei nostri pasticceri e dei nostri cuochi, molti dei quali bloccati nella loro attività principale. C’è chi mette insieme professionalità e creatività nel nome del territorio, ma anche le due principali delizie del Natale, panettone e torrone: a Guardiagrele nasce così il Panettone guardiese che racchiude in sé il particolare ventaglio aromatico del torrone Aelion, frutto dell’antica ricetta del 1889 della famiglia Lullo e la manualità artigianale di Patabom con ingredienti di prima qualità (avole siciliane, mandorle pugliesi tostate, cannella, vaniglia del Madagascar e arancia candita calabrese). Tel. 335 5442212, pasticcerialullo.it.

 

Il torrone di Corrado Assenza

Il torrone di Corrado Assenza

Luca FARINA
Una folgorazione sui lievitati delle feste arriva dal Pan D’O di Davide Oldani: un dolce goloso, ma davvero equilibrato, impreziosito da cedro, ciliegie e bacche di corniolo candite (Cornaredo pare prenda il nome da queste ultime…). Si va poi in Sicilia, da Corrado Assenza e dal caleidoscopio di torroni che ha preparato nel sempre attivo laboratorio del Caffè Sicilia (speciale l’edizione limitata Sicilia D’Oriente). Non può mancare il cioccolato, tramutato in praline ripiene di eccellenze italiane (tra cui addirittura la Pancetta Piacentina Dop del Salumificio Grossetti), del maestro pasticciere Aldo Scaglia della Pasticceria Falicetto a Piacenza.

 

Il buccellato di Oscar 1965

Il buccellato di Oscar 1965

Giovanni FARINELLA
Se panettone e pandoro appartengono - ormai soltanto storicamente - al nord della Penisola, da palermitano non posso che eleggere il buccellato a dolce del Natale. Un prodotto prevalentemente da forno, che strizza l'occhio alla pasticceria, e che ha origini antichissime, romane ed arabe. La forma è quella di un ciambellone realizzato con un impasto spesso di pasta frolla e ripieno di fichi secchi - gli stessi intravisti nelle campagne in estate a prendere il sole e legati con uno spago -, mandorle (in alcune varianti), uva sultanina, noci, pinoli, zuccata, scorza d'arancia e cioccolato. Un dolce baroccheggiante nella sua esagerata ricchezza. Dove acquistarlo? Alla pasticceria Oscar 1965.

 

Il panettone di Filippi

Il panettone di Filippi

Raffaele FOGLIA
Panettoni della Pasticceria Filippi di Zanè, in provincia di Vicenza: il nuovo Super Avorié è un panettone classico dove c’è una grande ricerca delle materie prime. Da provare anche quelli all’olio extravergine, all’albicocca, alle fragoline e cioccolato al latte e al caramello salato.

 

Barbara GIGLIOLI
Dolci natalizi da non perdere: i panettoni di C’est la vie a Varese. Giacomo Aceti è un giovane pastry chef che ha decisamente fatto aprire gli occhi ai varesini in materia di alta pasticceria. C’è poi il pandoro di Olivieri 1882, una vera meraviglia di morbidezza, e il Panbabà al limone della pasticceria Gabbiano di Pompei (clicca qui), il cui impasto viene immerso in una bagna al limoncello. Una vera goduria per chi ama il babà ma non sa rinunciare alla magia del lievitato natalizio.

 

Adele GRANIERI
Il panettone all’amarena e cioccolato fondente di Francesco Guida, una garanzia, il più buono che ho assaggiato quest’anno, www.peppeguida.com. Poi i torroncini di mandorle tostate ricoperti di cioccolato fondente o bianco, tradizionali di Siderno, della Pasticceria Ieraci, immancabili durante le feste natalizie sin da quando ero bambina.

 

Viaggio Fantastico, su ricetta di Vittorio Fusari

Viaggio Fantastico, su ricetta di Vittorio Fusari

Andrea GRIGNAFFINI
Tre risposte. La prima: il panettone Viaggio fantastico prodotto con la ricetta e il ricordo imperituro di Vittorio Fusari, per scaldare il cuore e il palato, ilviaggiodivittorio.it (ne abbiamo parlato qui). Poi il Panettone di Romagna della Pasticceria Garden: da Enzo Tagliaferri un elegante lievitato con il tocco autoctono delle pesche nettarine e del sale di Cervia. Infine il Panettone al burro affumicato del ristorante Andreina a Loreto: per respirare il profumo di brace di Errico Recanati, maestro del grill. Info: www.ristoranteandreina.it

 

Luca IACCARINO
Primo, metto il babà in vaso della Cremeria Capolinea: Simone De Feo è un mio eroe (l’anno scorso il suo panettone fu il mio preferito). Poi, beh, tutto quello che produce Paolo Brunelli, altro mito che Identità conosce bene (la crema Hermeto Spalmabile al frutto della passione, vogliamo parlarne?). E poi le cose più intriganti che abbia mangiato negli ultimi tempi sono certamente le creme di Ana Roš con la sua linea Dispensa di Hisa Franko, ma anche tutto il resto che spedisce da Kobarid: un formaggio di fossa che piango ancora adesso.

 

Mostaccioli e Roccocò di Dolciarte

Mostaccioli e Roccocò di Dolciarte

Marialuisa IANNUZZI
Pur in forme e appellativi diversi, il panettone non limita più la sua comparsa alla sola stagione natalizia e tanti sono i maestri pasticceri che lo propongono in versioni autentiche! Ragion per cui, nonostante l’amore per questo lievitato, la mia scelta ricade sul torrone alle nocciole dei Nebrodi (o alle mandorle di Noto) di Caffè Sicilia – estremamente naturale con note di timo selvatico e rosmarino – e la dolce "accoppiata" della tradizione campana, Mostaccioli e Roccocò, tripudio di cioccolato, spezie e frutta secca, meglio se della pasticceria Dolciarte di Carmen Vecchione (che tra le altre cose, prepara dei panettoni stratosferici. Per ordini rivolgersi a info@dolciarte.it , per conoscere i prodotti dolciarte.it.

 

Alan JONES
Da piccolo adoravo il pandoro e non vedevo l’ora di poterlo assaggiare a Natale, ma nel corso degli anni mi sono completamente convertito al panettone! Da almeno una ventina di anni a questa parte a Natale non deve mai mancare almeno un panettone tradizionale (o creativo) artigianale e i miei due preferiti di quest’anno sono quello di Carlo Cracco (sia il tradizionale che quello al cioccolato e albicocche candite, clicca qui) e quello ai marron glacé della Pasticceria Al Porto di Lugano, ecco il link. Da buon inglese però quello che deve sempre esserci ogni anno il giorno di Natale alla fine del pranzo è il Christmas Pudding con aggiunta di salsa al brandy fatta in casa o di brandy butter (burro al brandy). Il mio preferito rimane quello Luxury di Harrods.

 

L'Aranciata dell'Antica Dolceria Bonajuto

L'Aranciata dell'Antica Dolceria Bonajuto

Stefania LATTUCA
Cito con orgoglio campanilistico l'Aranciata dell'Antica Dolceria Bonajuto di Modica, una delle forme "torronate" più antiche della tradizione, degustata nella tavola delle feste come digestivo povero al termine dei lunghi pranzi natalizi. Semplice negli ingredienti - scorza d'arancia e miele degli Iblei - viene consumata in piccoli tocchi. Oggi si usa anche aggiungerla al tè caldo. Un rito confortevole e ricercato in gusto e sapienza.

 

Tanio LIOTTA
Mi avevano già colpito nel 2019: grande qualità anche a fronte di una produzione importante; si confermano quest'anno i panettoni della milanese Martesana, quello classico e quello golosissimo alla crema di pistacchio e cioccolato. Straordinaria come sempre la Torta Brunelli di Paolo Brunelli, una carezza al cuore. Spettacolare, perfetto il pandoro di Olivieri 1882. E poi il Viaggio fantastico, bontà tra panettone e torta Donizetti, un dolce studiato su ricetta del grande Vittorio Fusari, per acquistarlo clicca qui (ne avevamo parlato anche qui).

 

Marilena LUALDI
Dopo un anno che ci ha tenuti così a distanza, sento il bisogno di un dolce per me speciale che trasmetta il Piemonte e la sua capacità di giocare sul terreno di complessità e semplicità con un fragile confine. Così vorrei citare il bonet, che sfugge alla stretta definizione dei budini per ammantarsi di amaretti e mistero. In Piemonte va esplorato di locale in locale, in Lombardia s'interpreta con rispetto (ad esempio, a Il Cantuccio di Brovello): ognuno ha il suo tocco magico.

 

La Molfettese

La Molfettese

Francesca MANCINI
La chicca delle feste potrebbe arrivare direttamente da Molfetta (Ba)! Tra una fetta di panettone e un pezzetto di torrone, il mio consiglio è di provare anche il dolce di Francesco Lanza, La Molfettese si chiama e ha origini lontane che il maestro pasticcere ha voluto rivedere per dare nuova vita a un gateau buono sempre e perfetto per Natale: mandorle, zucchero, miele, uova, vin cotto di fichi, buccia d’arancia candita, gocce di cioccolato fondente, scorza di limone e arancia. Si può ordinare chiamando o scrivendo direttamente in Pasticceria Lanza: tel. 351 8802697, e-mail: pasticcerialanza@gmail.com.

 

Erika MANTOVAN
Un dolce che arriva dal centro di Alba, dalla gelateria Sacchero: Panettone con caramello, zenzero e zafferano ricoperto di cioccolato bianco. Una dolcezza che parrebbe intensa e consistente ma che invece risulta delicata, quasi aerea, al morso. Un acuto che in pochi sanno raggiungere per cremosità, un'emozione che fa dimenticare di esser davanti a un panettone. E il tutto è infiocchettato a dovere, e con grande artigianalità.

 

Il panettone di Vezzoli

Il panettone di Vezzoli

Paolo MARCHI
Mi sbaglierò, ma tanti nel Sud d’Italia propongono il panterrone e non sempre come dolce. E tanti altri ancora confezionano eccellenti panettoni e li chiamano con il loro nome di sempre. Antonio Cera invece, nel suo eccezionale Panterrone, riunisce l’orgoglio del Meridione e della sua Puglia, San Marco in Lamis sul Gargano per la precisione, una straordinaria conoscenza dei grani, i Grani Futuri, e l’abilità di sfornare un lievitato pieno di forza, profumi, magia che lo distinguono tra diversi altri ottimi prodotti. Si può ordinare online qui.

 

Luca MILANETTO
Prima di tutto, e non può mai mancare, la piccola pasticceria di Dalmasso ad Avigliana, straordinario esempio di lavorazione nel piccolo di grandi esperienze di pasticceria. Poi il pandoro di Olivieri 1882, una morbidezza e una lievità indicibile. Se lo provate non tornate indietro. Infine i panettoni di Loison, maestro veneto che da anni, anzi da decenni fa grande il nostro artigianato dolciario. Ha tante scelte e tanti gusti, le materie prime sono straordinarie. A voi la scelta. La vera sorpresa dolce per me sono infine i baci di dama di De Mori, piccolo e misconosciuto produttore biellese; ma merita la scelta, è un prodotto davvero di grande equilibrio e gusto.

 

Clara MINISSALE
Un prodotto immancabile sulle tavole delle feste - ma da consumare anche durante tutto l'anno - è l'aranciata dell'Antica Dolceria Bonajuto di Modica, nel ragusano. Niente a che fare con la bibita omonima, ovviamente. Si tratta, piuttosto, di una sorta di "torrone" preparato con scorze di arance di Sicilia cotte nel miele. Tradizionalmente veniva consumata come digestivo e si può anche usare al posto dello zucchero in bevande calde come tè o tisane o sgranocchiare quando vi assale la voglia di qualcosa di buono. Acquista qui.  Per rimanere in tema di torroni, gustare una specialità del territorio e approfittare dell'occasione per conoscerne anche storia e tradizioni, sulla tavola di Natale non può mancare il torrone di Caltanissetta, prodotto in diverse varianti e con la mandorla sempre protagonista. Esistono documenti che attestano la produzione del torrone nel nisseno già a partire dalla fine del 500. Oggi questa antica tradizione viene portata avanti da torronifici vecchi e nuovi che usano metodi artigianali ed ingredienti scelti tra la migliore produzione agricola locale. Merita un assaggio.  

 

Straciock di Besuschio

Straciock di Besuschio

Claudia ORLANDI
La coccola più grande dell’anno arriva a Natale con il torrone alle mandorle e il tripudio di cioccolato e fragranza del Panettone Straciock della Pasticceria Besuschio.

 

Enzo PALLADINI
Il periodo molto complicato ci porta a fare delle considerazioni di carattere sociale oltre che voluttuario. Giusto in momenti come questo favorire lo sviluppo delle piccole realtà artigianali come la pasticceria Civillini di Capriano di Briosco (Mb). La storia merita: Pietro Civillini è prematuramente scomparso poco più di un anno fa ma la moglie Lara sta portando avanti eroicamente tutto il lavoro di Pietro. Panettone e veneziana sono gioiellini da degustare.

 

Tosto di Max Alajmo

Tosto di Max Alajmo

Carlo PASSERA
Ho gustato tanti lievitati natalizi (e altrettanti me ne rimangono da assaporare, dunque non posso formulare un giudizio). C'è molta buona qualità, alcune conferme "classiche" di altissimo livello che vengono già citate in questo articolo, quindi vado piuttosto su delle new entry: il panettone profumato ai fiori d'arancio studiato da Alberto Gipponi e Ivan Gorlani per il Dina, clicca qui per acquistarlo; quello di un grande pizzaiolo, Tommaso Vatti, de La Pergola in Toscana, con cioccolato di Modica (tel. +39 0577 790717); quello al burro con farina tostata, olio di prugne, polvere di caffè, pepe nero e arancia candita di Massimiliano Alajmo (si chiama Tosto, clicca qui per acquistarlo). E poi una chicca: un torrone di lenticchie di Altamura Igp, si chiama Crancilen e lo ha ideato Donato Calvi del Calvi Ristorante di Altamura, in Puglia.

 

Il panettone al pistacchio di Antonio Ventieri

Il panettone al pistacchio di Antonio Ventieri

Paola PELLAI
In questo anno strano ho “tradito” il solito pandoro con un panettone artigianale. È quello made in Sud, realizzato da Antonio Ventieri, giovane ed appassionato cake designer di Capaccio Paestum, cuore del Cilento. C'è il panettone classico, il Rocher con nocciole e cioccolato fondente, quello al cioccolato e caramello ed il “mio”, con pistacchi 100% Bronte Dop con abbondante glassa e granella, sempre di pistacchio. Il tutto è corredato da un vasetto di crema spalmabile al pistacchio, sempre fatta da Antonio. Una golosità nella golosità. Consegna in tutto Italia, dal sito http://www.antonioventieri.it.

 

Giuliano Baldessari e il suo panettone

Giuliano Baldessari e il suo panettone

Bruno PETRONILLI
Non posso non segnalare il panettone, il mio dolce preferito da sempre. Una sicurezza come Loison (loison.com) e il panettone più straordinario mai assaggiato in vita mia, quello di un grande chef come Giuliano Baldessari (aquacrua.it/shop), un vero e proprio viaggio sensoriale che crea dipendenza…

 

Alessio PIETROBATTISTA
Per me Natale sono i panettoni e le chicche golose di Carmen Vecchione di Dolciarte ad Avellino. Una vera "fissata" del panettone e di tutto ciò che gira attorno ai dolci natalizi ma non solo, Dolciarte è pasticceria completa che è in grado di soddisfare tutti i gusti, con una chicca in particolare: il Panramata, un panettone con la cipolla ramata di Montoro, un lievitato da fine pasto che eredita dolcezza e aromaticità dell'ortaggio e che ben si abbina anche all'accompagnamento di piatti e prodotti salati.

 

Gianni REVELLO
Mi piacciono i panettoni di Massimiliano Alajmo. Spero di provarne almeno due. La qualità e l’unicità della pasticceria de Le Calandre si riverbera anche su quelli. Per ordinare clicca qui.

 

Giulia ROSATO
Un’immancabile dolcezza da portare sulle nostre tavole questo Natale è sicuramente il panettone di Italo Vezzoli (italovezzoli.it). Soffice come una nuvola, prelibato come pochi, questo grande esempio di lievitato viene prodotto con solo lievito madre naturale, giunto ormai alla terza generazione. L’assenza di uvetta e canditi di certo non ne pregiudica la golosità, ma ne fa un prodotto innovativo adatto a qualsiasi momento della giornata, dalla colazione al dopo cena. Poi lo Straciock della Pasticceria Besuschio, ad Abbiategrasso (Mi). Se le tavole del Natale sono per molti il baluardo delle tradizioni culinarie, le anime gourmet, anche in questi giorni di festa, non possono non strizzare l’occhio alla pasticceria d’avanguardia e alle declinazioni più golose di un grande classico natalizio. Mirabile esempio è appunto lo Straciock: fuori una glassa croccante al cacao e streusel di nocciole trilobate del Piemonte, dentro l’incontro tra gli intensi aromi del cioccolato fondente e le note caramellate del cioccolato al latte. Pronto per presenziare sulle tavole di tutta Italia grazie al nuovissimo e-shop: pasticceriabesuschio.it

 

Il BlackClassic di Guizzetti

Il BlackClassic di Guizzetti

Paolo SCARPELLINI
L’inedito panettone Classic Black firmato Ciacco, ovvero il maestro gelatiere Stefano Guizzetti. Spiazza subito per l’impasto scuro a base di cacao Ecuador (fornito da Marco Colzani) e cubetti di pera candita; superata la sorpresa visiva, risulta profumato al naso e morbidissimo al palato. Finalmente una variazione sul tema degna di nota!

 

Margo SCHACHTER
Dopo decine di panettoni e pandori assaggiati, cito con piacere il pandoro classico dell’Ile Douce di Milano, una botta di burro d’Isigny, e il panetun milanese classico classico di Alain Locatelli. E poi un panettone che però al posto dei canditi ha il capocollo di Martina Franca e molto amore dentro, Salumificio Santoro.

 

Errica TAMANI
Indico tre dolcezze. Il cioccolato grezzo Leone per la texture intrigantemente sabbiosa e il sapore persistente ed avvolgente di grande equilibrio. Il panettone tradizionale di Cascina Vittoria a Rognano (Pv), una chicca di lievitazione e gusto partendo da grandi materie prime. Infine il panettone della Cremeria Capolinea di Reggio Emilia, nelle varie declinazioni stagionali dal gusto sempre armonico: squisito quello con amarene e rosmarino.

 

Don Ernesto

Don Ernesto

Fosca TORTORELLI
Le mie due risposte. Don Ernesto, il panettone innovativo di Pasquale Pesce, che coniuga la storia familiare della Pasticceria Pesce - Ernesto è il nome del papà di Pasquale - e la nocciola mortarella, la cui produzione è legata alla realtà di Avella. L’impasto è infatti arricchito da questo prezioso frutto e in ogni confezione una spalmabile di nocciole al naturale ne enfatizza il sapore. Inoltre su ogni panettone venduto vengono recuperati 5 euro da destinare all’acquisto di materiale emergenza Covid per la protezione civile di Avella. Poi, il panettone Super Avoriè Classico della Pasticceria Filippi: per questo Natale 2020, la realtà vicentina propone il nuovo Super Avoriè Classico, un lievitato completamente naturale nel quale le pregiate materie prime si esprimono nella loro essenza. Caratterizzato da un impasto morbido e ricco, dove i profumi degli agrumi canditi, dell’uvetta e della bacca di vaniglia naturale del Madagascar diventano una piacevole sinfonia. Un prodotto dove è garantita l'assenza totale di conservanti e di aromi artificiali, appagante all’olfatto e di grande personalità al palato.

 

Maurizio TREZZI
Dico innanzitutto il Pan d’Ossola di Giorgio Bartolucci dell'Atelier di Domodossola: un panettone con mirtilli e castagne, miele e gocce di cioccolato realizzato insieme a Stefano Zoppis, maestro dei lievitati. Poi quello con limone, pere e fave tonka di Roberto Cantolacqua, da Tolentino in provincia di Macerata (robertocantolacqua.it). Infine il panettone classico del Panificio Grazioli di Legnano, ricco e soffice come pochi altri.

 

Il panettone di Gianluca Fusto

Il panettone di Gianluca Fusto

Niccolò VECCHIA
Il Natale è fatto di riti, di consuetudini. Ben vengano le novità, certo, e in questo senso la pasticceria, panettone compreso, di Gianluca Fusto (gianucafusto.com) è probabilmente la più bella di questo strano 2020 per Milano. Ma a casa nostra il rito del panettone e del pandoro porta la firma di un altro pasticciere, di Abbiategrasso proprio come Fusto: i lievitati natalizi di Besuschio (Pasticceria Besuschio) sono una deliziosa certezza di cui non vorremmo mai fare a meno. 

 

Stefano VEGLIANI
Suggerisco il panettone e le torte di Gianluca Fusto (gianucafusto.com), il maritozzo di Marcello Rapisardi (pasticceriarapisardi.com) e la putiza della Pasticceria Penso di Trieste (penso-zachete.com).

 

Il dolce Pandemia (beneaugurante) di Mario Bacilieri

Il dolce Pandemia (beneaugurante) di Mario Bacilieri

Cristina VIGGÈ
Saggio, riflessivo, unconventional. Mario Bacilieri (bacilieri.com/shop), il patron della pasticceria che porta il suo cognome a Marchirolo (Varese), presenta il dolce Pandemia. Sì, Mario va all’origine del termine greco pandēmía, restituendogli il suo significato: “Di tutto il popolo”. E lo precisa su Facebook: «In questo momento difficile per tutti volevamo trovare il lato positivo in questa parola di cui tanto sentiamo parlare, trasmettendo però un messaggio di unione, comunità e solidarietà». Voilà un lievitato semplice e democratico: all’albicocca, al cioccolato bianco e caffè, ai frutti di bosco. Seconda segnalazione: ironico e geniale è pure Nerio Beghi, timoniere di quella fucina di idee che è Sirani, a Bagnolo Mella (Brescia). Dove gira La Giostra di Re VIII (otto spicchi di panettone in un poker di gusti) e dove nasce pure il Calamitico: robot-box giocoso e goloso, fiero di celare panettone e torrone, biscotti e cioccolato, babà e Torta di Natale in vaso, preziosa di mele e cannella (siranishop.it). Infine, Simone Salerno nella sua boutique Chocolat di Gassino Torinese mette in scena la divertente Polar collection, non tradendo il rosso Tronchetto e la candida Ghirlanda, fra bagna al caffè, cremoso al fondente, fragole poché, mousse al mascarpone e scaglie di cioccolato (chocolatlaboutique.it/shop).

 

Enrico VIGNOLI
Sono di parte. Direi il panettone di Gucci Osteria perché, oltre ad essere buonissimo, arriva in una scatola meravigliosa che vi rimarrà per sempre (per ordini, GucciOsteria.MB@gucci.com o tel. +39 055 75927038. Oppure in linea con quanto appena segnalato, anche il Panettone di Posillipo, azienda romagnola che tira fuori prodotti di una qualità devastante dalla meravigliosa cima di Gabicce Monte.

 

Gabriele ZANATTA
Il panettone di Errico Recanati: il cuoco di Andreina (Loreto, Ancona) mantiene la fama di maestro di griglia, affumicando a freddo il burro con cui lo prepara. Un accento fumé accennato ma vivo. E poi la crema spalmabile di nocciole e cioccolato di Niko Romito, Reale Casadonna (Casteldisangro, L'Aquila): nonostante lo scarso apporto di zuccheri e lattosio, anche i bambini ne vanno matti.

 

Il panettone di Longoni-Fornasetti

Il panettone di Longoni-Fornasetti

Fulvio Marcello ZENDRINI
Il panettone, e deve essere tradizionale, senza salse e salsine creative... Quindi dico: quello della Pasticceria Marchesi, e quello prodotto da Davide Longoni per Fornasetti (clicca qui), sempre Milano. E dove, sennò?