Dolci Donne di Storia

I nuovi cioccolati di Anna Chiavazzo portano il marchio della Reggia di Caserta. E celebrano tre grandi figure femminili

28-10-2018
Sullo sfondo la Reggia di Caserta. In primo piano

Sullo sfondo la Reggia di Caserta. In primo piano la confezione che racchiude il nuovo progetto, tra storie di donne e grande cioccolato, della pasticciera Anna Chiavazzo

Porta sul braccio il tatuaggio a fuoco, indelebile, del suo destino da pasticciera Anna Chiavazzo. Da ragazzina si divertiva a fare caramelle in casa, contro il volere dei genitori, e a mano a mano ha cercato di ritagliarsi un piccolo mercato. Oggi a Casapulla (in via Giacomo Struffolini 32), alle porte di Caserta, la sua pasticceria Il Giardino di Ginevra si presenta come un salottino romantico, accogliente, pieno di pizzi, scatole decorate e cristalli di ogni tipo.

Apparentemente austera, ha dentro tutta la dolcezza che esprime nelle sue preparazioni, tra lievitati - famoso è il suo Pan di bufala - tortine, ortaggi canditi e, soprattutto, cioccolaterie varie. L’ultimo suo progetto associa la passione per il cioccolato con quella per il territorio e il costante desiderio di fare squadra con altre donne.

Dolci Donne di Storia interpreta tre incantevoli creature passate per la Reggia di Caserta, lasciando un segno importante. Sono due regine, Maria Amelia di Sassonia e Maria Carolina d’Asburgo, rispettivamente mogli dei re Borbone Carlo II e Ferdinando IV. E poi la bellissima Lady Hamilton, quella che fece impazzire l’ammiraglio Nelson.

Anna Chiavazzo

Anna Chiavazzo

Nulla è lasciato al caso nella costruzione di questa deliziosa scatola rosso e oro, con il marchio della Reggia di Caserta. La storia del cioccolato passa anche da qui. 

Nel Settecento, periodo in cui Napoli era una importantissima capitale europea, a corte si servivano sorbetti al cioccolato, decantato tra l’altro dai medici del tempo come ottimo rimedio da fine pasto per favorire la digestione. Molti non sanno che l’uso del cioccolato combinato con lo zucchero, passa per questi luoghi incantati, arrivato con gli spagnoli che, come ben sappiamo, lo hanno importato dal Messico. Proprio come è accaduto per il pomodoro.

Diventò un bene di lusso, giunto da lontano, costoso e avvicinabile solo dalle classi molto ricche. Proprio nel gennaio del 1771 la colta scrittrice inglese Lady Anne Miller, in viaggio a Napoli, annotò nel suo puntuale racconto di un ballo di corte, dato da Maria Carolina alla Reggia di Caserta, che dopo le danze, per la cena di mezzanotte, fu servita una abbondante scelta di dessert, tra cui “iced chocolate” (Letters from Italy, Londra 1771).

Vincenzo Corrado scrisse e pubblicò a Napoli nel 1794 “La Manovra della cioccolata”, un trattato che insegna a selezionare, dosare e unire gli ingredienti ponendo attenzione sulla qualità e sulla corretta esecuzione. Ancora, l'industrializzazione ottocentesca del cioccolato vide Napoli protagonista.

Nella Rivista Contemporanea del 1859, cioè alla vigilia dell'Unità, due sole fabbriche lavoravano a macchina il cacao, una a Nizza (allora italiana) e una, appunto, a Napoli, dove fu costruita la macchina del signor Clouet che aveva il “vantaggio di dare al cioccolato una raffinatezza d’assai maggiore di quello preparato nel consueto modo, evitando lo schifoso sudore dell’operaio ed ogni specie di maneggiamento [...] con un cioccolatte pregevole per l’ottimo sapore e per l’eleganza delle forme” (De Gennaro, G., 2003,  Le industrie del Regno di Napoli,  Grimaldi, Napoli).

Sul palco con Mauro Felicori

Sul palco con Mauro Felicori

Ognuno dei tre cioccolatini di Anna ha il suo gusto, fatto di ingredienti che richiamano le tre Dolci Donne di Storia. Sono stati presentati in maniera adeguatamente regale, nel Real Teatro dell’Opera della Reggia di Caserta, alla presenza dell’uscente direttore Mauro Felicori.

Il cioccolato è di Domori, scelto dalla pastrychef perchè valorizza con rispetto e competenza le mono cultivar e i produttori nei rispettivi paesi di origine. Il cioccolatino Maria Amalia è allo zafferano di Pietravairano, Maria Carolina, con ganache al vino pallagrello, arancia amara, rose e sale Maldon, infine Lady Hamilton con latte e malvarosa.

Donne forti, sapori indelebili, passione per la storia ed il territorio, rafforzano l’impegno di questa esile pasticciera che ha avuto il coraggio di inseguire il suo sogno aspettando che il tempo le desse ragione.


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