17-03-2026

Racconto di un mito: Le Bristol Paris, icona indiscussa dell’hôtellerie parigina

Oggi è diventato anche un punto di riferimento per i gourmand (e non solo). Lo storico hotel ha compiuto 100 anni nel 2025: una storia di eleganza. Due i ristoranti all’interno, tra i quali il tristellato Epicure, casa dello chef Arnaud Faye

Un'immagine che risale a parecchi decenni fa:

Un'immagine che risale a parecchi decenni fa: una Rolls Royce accosta, il chasseur accoglie l'ospite all'entrata de Le Bristol, a Parigi

Perdersi tra le vie di Parigi è sempre un piacere. Ancor di più lo è passeggiare lungo Rue du Faubourg Saint-Honoré, dove il tempo rallenta e dove ha sede una residenza leggendaria che è una raffinata celebrazione della grandeur nell’ospitalità parigina. Le Bristol si trova infatti su una delle strade più affascinanti al mondo ed è un’icona senza tempo dello splendore di una delle città più belle in assoluto, testimone di storie di eleganza e fascino insuperabili.

Le Bristol, Parigi. Foto Claire Cocano

Le Bristol, Parigi. Foto Claire Cocano

La lobby del Le Bristol, foto Yufei Wang

La lobby del Le Bristol, foto Yufei Wang

Per riscoprirne le origini, bisogna tornare al 1925, anno in cui la capitale francese vibrava dell’energia degli anni Venti, affermandosi come epicentro dell’arte, della moda e di ogni forma di espressione creativa. Dopo aver acquisito la proprietà dell'edificio dai conti De Castellane (in particolare, da Jules De Castellane), Hippolyte Jammet trasformò l’elegante hôtel particulier in un’icona dell’ospitalità. Lo chiamò Le Bristol in omaggio al vescovo Frederick Hervey, quarto conte di Bristol, viaggiatore del XVIII secolo. Le stanze presero a essere frequentate da grandi personaggi: nel Secondo Dopoguerra vi troviamo ad esempio Konrad Adenauer, Kim Novak, Rita Hayworth e Charlie Chaplin. Nel corso degli anni diversi registi del cinema hanno anche trovato ispirazione tra le sue mura, rendendo l’hôtel silencieux protagonista di innumerevoli storie e set cinematografici indimenticabili, tra cui le celebri scene di Midnight in Paris, di Woody Allen. Percorrendo oggi i suoi corridoi, si viene trasportati nell’epoca d’oro del glamour francese, meticolosamente preservata dalla visione della famiglia Oetker, che dal 1978 è diventata custode dell’eredità di quest’istituzione alberghiera.

Una foto storica de Le Bristol

Una foto storica de Le Bristol

Grazie a una prestigiosa collaborazione con il Louvre, l’hotel ha avuto l’opportunità di arricchire la propria collezione artistica con un prezioso ritratto d’epoca di Marie Antoinette. Oggi quest’opera affascinante domina le pareti del Café Antonia, dove la figura della celebre sovrana sembra osservare con discreta maestà la vita del salotto parigino che si anima ogni giorno tra conversazioni, tè pomeridiani e momenti conviviali.

Arnaud Faye. Foto Maki Manoukian

Arnaud Faye. Foto Maki Manoukian

Parallelamente, anche la scena gastronomica si è guadagnata uno spazio di livello tra la ristorazione in città: oggi ben quattro stelle Michelin illuminano i ristoranti dell’hotel a pochi passi dall’Eliseo e guidati dallo chef Arnaud Faye. La sua cucina, elegante e contemporanea, celebra la grande tradizione francese attraverso una sensibilità moderna e legata alla stagionalità degli ingredienti. In questo modo, Le Bristol Paris si conferma non solo come uno degli hotel più prestigiosi della capitale, ma anche come una destinazione gastronomica di riferimento nel panorama dell’alta cucina parigina.

 

114 FAUBOURG

La sala di 114 Faubourg

La sala di 114 Faubourg

Pâté en croûte d'anatra. Foto Maki Manoukian

Pâté en croûte d'anatra. Foto Maki Manoukian

Tarte di lumache e champignons di bosco. Foto Maki Manoukian

Tarte di lumache e champignons di bosco. Foto Maki Manoukian

È il bistrot dell’hotel che gode di una meritatissima stella Michelin (dal 2013) e che vede in cucina lo chef Vincent Schmit (in passato ha lavorato anche in Italia, tra Campania e Piemonte). Si distingue per essere una delle brasserie più prestigiose della città. In menu troviamo emblematici piatti francesi come il Pâté en croûte de canard (paté di anatra e foie gras in croûte, cetriolini e cipolline sottaceto) insieme a un'eccezionale lista di vini ben raccontata da un grande direttore di sala come Charles Franchet. Qui ogni dettaglio racconta una storia di attenzione e generosità: i gesti sono spontanei, l’ospitalità è autentica e l’atmosfera avvolge gli ospiti con un calore elegante e naturale. L’accoglienza non è solo un servizio, ma una vera arte fatta di cura, sorrisi e piccoli particolari che rendono l’esperienza memorabile fin dal primo momento. In questo ambiente raffinato prende vita lo spirito della grande brasserie francese, reinterpretato con stile e personalità. Chic e vivace, intimo e scintillante, a renderlo davvero unico è quella nota speciale, quell’anima in più che non si trova altrove e che definisce l’identità di Le 114 Faubourg, trasformando ogni visita in un momento di autentico piacere e convivialità.

 

EPICURE

La sala di Epicure. Foto Pierre Baëlen

La sala di Epicure. Foto Pierre Baëlen

Astice blu de la Côte d’Opale. Foto Thomas Dhellemmes

Astice blu de la Côte d’Opale. Foto Thomas Dhellemmes

Filetto e animelle di vitello da latte di Corrèze. Foto Thomas Dhellemmes

Filetto e animelle di vitello da latte di Corrèze. Foto Thomas Dhellemmes

Nel ristorante tre stelle Michelin (dal 2009) di Le Bristol Paris, lo chef Arnaud Faye firma un percorso gastronomico che interpreta la grande cucina francese in chiave contemporanea. I piatti raccontano una visione luminosa e delicata della gastronomia, dove colori, leggerezza ed equilibrio si intrecciano in una composizione raffinata e sorprendente. Al centro della scena non c’è l’opulenza, ma la purezza degli ingredienti: le verdure diventano protagoniste assolute, esaltate con precisione tecnica e sensibilità creativa. Questa tavola d’eccezione rappresenta una tappa imperdibile per chi desidera scoprire una delle espressioni più eleganti dell’alta cucina parigina.


Dal Mondo

Recensioni, segnalazioni e tendenze dai quattro angoli del pianeta, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Salvo Ognibene

di

Salvo Ognibene

nato in Toscana ma cresciuto a Menfi (Agrigento), ama la pasta, la bici e la Sicilia. È laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna ed ha conseguito due master di cui uno in Marketing digitale alla LUMSA. Sommelier e giornalista, si occupa di comunicazione con attività di ufficio stampa e pr. Degustatore e collaboratore di guide enogastronomiche, è autore di 5 libri

Consulta tutti gli articoli dell'autore