Slovenia, bontà a non finire

Il piccolo paese a nord-est è Regione Gastronomica Europea 2021. Un pretesto magnifico per andare alla scoperta di tutto il territorio, tra Alpi e Mediterraneo. Una panoramica

08-03-2021
La saline di Pirano, vanto sloveno

La saline di Pirano, vanto sloveno

Autentica, sostenibile, eccellente, la cucina slovena sarà protagonista per un anno, con tutta la sua varietà e qualità, tra quelle del Vecchio Continente. La Slovenia è infatti stata nominata Regione Gastronomica Europea 2021, e invita a un viaggio di scoperta all’insegna di sapori antichi, netti e riconoscibili, oggi sublimati da grandi chef come Ana Roš, chef del ristorante Hiša Franko di Caporetto, già miglior chef donna al mondo nella classifica dei 50 Best Restaurants, e Tomaž Kavcic, del ristorante Pri Lojzetu a Dvorec Zemono, che portano in tavola tradizioni e gusti.

Ma sono solo alcuni degli ambasciatori dell’offerta gastronomica di questa terra, che non smette di sorprendere per la genuinità ed eterogeneità, basti pensare che sono oltre 400 i piatti, le bevande e i prodotti alimentari tipici sloveni, suddivisi in 24 regioni gastronomiche e in 4 macro-destinazioni turistiche, ciascuna con proprie caratteristiche.

La zona alpina della Slovenia conquista con le prelibatezze degli alpeggi, con formaggi tipici e altri latticini combinati a žganci (polenta), altri cibi farinacei e carne. Tra le specialità di carne, la pietanza regina è la salsiccia della Carniola (Kranjska klobasa), una specialità realizzata con le migliori carni suine e pancetta che può essere prodotta da non più di 13 produttori sloveni che hanno ottenuto un certificato per la sua produzione.

In quanto prodotto alimentare tradizionale è protetto dall’indicazione geografica del paese di origine e rappresenta un simbolo del patrimonio culturale di cui gli sloveni vanno giustamente orgogliosi. A Bohinj, dove la transumanza ha una ricca tradizione, va assaggiato il mohant, un formaggio molto particolare dall’odore intenso. Intenso il colore giallo del formaggio del Nanos, mentre nella zona di Bovec, dove sono di casa pecore autoctone slovene, si produce il formaggio di Bovec. Poco più in basso lungo la Valle dell’Isonzo vi aspetta con il suo gusto dolce e piccante il Tolminc, un formaggio una volta utilizzato anche come metodo di pagamento dei tributi ai proprietari terrieri.

Ana Ros, ristorante Hisa Franko a Caporetto

Ana Ros, ristorante Hisa Franko a Caporetto

Flavia e Tomaz Kavcic, ristorante Pri Lojzetu a Zemono

Flavia e Tomaz Kavcic, ristorante Pri Lojzetu a Zemono

Un piatto del ristorante JB di Lubiana, chef Janez Bratovz

Un piatto del ristorante JB di Lubiana, chef Janez Bratovz

I piatti mediterranei valorizzano i prodotti delle saline tradizionali mentre i salumi del Carso sono stagionati sotto i forti venti di Bora. Oltre al pesce, al sale e all'olio d'oliva, vanno menzionati il prosciutto, altre carni secche, gli asparagi selvatici e altre prelibatezze della natura. Imperdibile il branzino del rinomato allevamento Fonda, l'unico allevamento ittico marino della Slovenia, nell’area protetta del Parco Naturale delle Saline di Sicciole, che prende il nome della famiglia di biologi che ha deciso di allevare il miglior pesce al mondo.
 

La regione della Slovenia Pannonica termale è nota per la sua acqua termale curativa, ma anche per i suoi ottimi vini e il particolare olio di semi di zucca. Tra i più amati prodotti a base di farina spicca la prekmurska gibanica (torta a strati), che ha uno strato superiore e uno inferiore di pasta fillo con strati di mela, ricotta skuta, noci e semi di papavero al centro.

Lubiana e la regione della Slovenia Centrale si fregiano della potica di noci e piatti con influenze internazionali. La cucina originale della capitale si basa, infatti, sulla cultura cosmopolita e sulle particolarità dei giardini cittadini e della campagna verde. In questa regione troviamo gli idrijski žlikrofi z bákalco (gnocchi di farina con salsa) ripieni di patate, cipolle, ciccioli di maiale e condimento, sono un piatto tipico un tempo apprezzato dai minatori della città di Idrija tra XIX e XX secolo. Sono preparati con una salsa chiamata bákalca a base di carne di montone o di lepre, imburrata o con gulasch.

Tanti i prodotti da non perdere. Uno dei protagonisti della gastronomia slovena è il cioccolato, che si acquista in boutique specializzate. Di recente ha aperto anche un glamping tutto dedicato al cioccolato dove è possibile vivere numerose esperienze legate al cioccolato, dai laboratori creativi ai massaggi.

Non tutti sanno che la Slovenia è uno dei maggiori produttori “di oro verde” al mondo. Anche la birra ha infatti una lunga tradizione in Slovenia, negli ultimi anni tra l’altro birre artigianali con ingredienti diversi hanno viziato gli amanti della birra. Oltre ai due più grandi birrifici sloveni - Laško nell’omonima città e Union a Lubiana - negli ultimi anni sono nati moltissimi micro birrifici, ad oggi più di 100. La storia della birra inizia tra le verdi piantagioni di luppolo: il centro di coltivazione è la Bassa Valle della Savinja, dove si può conoscere più a fondo la tradizione della birra e del luppolo nell’Ecomuseo della coltivazione del luppolo e della produzione della birra a Žalec. Qui, passeggiando nel cuore della città, da una fontana molto speciale sgorga birra.

E se alimenti che meglio rappresentano il “Paese Verde”, sano e sostenibile, sono quelli che possono essere raccolti o raccolti in natura, come il miele, i frutti di bosco e le bacche e le erbe che crescono nei prati e nei boschi, non mancano prodotti in procinto di ottenere la denominazione “Ue” "specialità tradizionali garantite", come la Potica. La bevanda più tipicamente slovena è il vino, poiché le tre aree vinicole producono una vasta gamma di vini, compresi i vini originali, da 11 varietà di uve da vino autoctone.

Sono numerose le distillerie producono gin eccellenti, la cui originalità è legata alla tradizionale acquavite di ginepro slovena. Il famoso Tomaž Kavcic, ad esempio, produce il suo, il Gin Monologue, ispirato al mediterraneo. Viene raccolto a mano il Sale di Pirano, apprezzato dagli intenditori locali e stranieri apprezzano per il gusto ricco e per la produzione, portata avanti secondo una tradizione che dura da 700 anni. 


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