Bombana in quarantena: fate come da me a Hong Kong e la crisi presto finirà

Lo chef s'è auto-isolato in Inghilterra, dopo essere stato nella sua Val Seriana. «In Asia siamo "abituati" alle epidemie, tutti han preso subito le precauzioni. Così il virus ha perso forza...»

17-03-2020
Umberto Bombana a Identità Golose 2017. Il grande

Umberto Bombana a Identità Golose 2017. Il grande chef, originario della Val Seriana - uno degli epicentri italiani del contagio - si trova ora in quarantena volontaria in Gran Bretagna dai figli; presto tornerà in Asia dove vive e lavora. Ma ha parole di speranza e incoraggiamento per l'Italia

Umberto Bombana, bergamasco classe 1963, sette stelle Michelin in altrettanti ristoranti tra Hong Kong, Pechino, Shanghai e Macao - tra i quali il celebre Otto e Mezzo Bombana a HK, unico tristellato di cucina italiana all'estero - si trova in queste ore in autoisolamento nella casa del figlio in Inghilterra, a Cheltenham, nel Gloucestershire. Era tornato infatti dall'Asia nella sua terra d'origine - l'Alta Val Seriana - proprio a metà febbraio, poco prima che scoppiasse in primo caso di Coronavirus nel nostro Paese, il famoso paziente uno di Codogno. Destino beffardo, per questo grande chef il cui percorso di vita e di lavoro unisce i due Paesi finora più colpiti dall'emergenza - Italia e Cina appunto - e che per questo può fornire un utile punto di vista su quanto sta accadendo.

«A Hong Kong tutti i nostri ristoranti lavorano normalmente, con le ovvie precauzioni, non è mai stato deciso uno stop da parte delle autorità - ci spiega - La settimana scorsa abbiamo riaperto anche a Shanghai e Pechino, dove abbiamo dovuto tener chiuso per quasi due mesi».

Tanta gente, ma tutti con la mascherina, in strada a Hong Kong, che già ha vissuto l'emergenza epidemiologica al tempo della Sars e ora pare prossima a superare quella del Coronavirus

Tanta gente, ma tutti con la mascherina, in strada a Hong Kong, che già ha vissuto l'emergenza epidemiologica al tempo della Sars e ora pare prossima a superare quella del Coronavirus

Insomma i momenti più difficili paiono alle spalle: che spiegazioni Bombana si dà? «In Cina abbiamo già vissuto in passato esperienze di questo tipo, ci siamo in qualche modo abituati. La gente ha ben presente l'epidemia dell'allora Sars, così tutti sanno cosa fare. I cittadini si sono subito armati di mascherine e disinfettante, hanno insomma mostrato un comportamento collettivo consapevole che ha consentito di limitare molto i danni», a Hong Kong in tutto si sono registrati 149 contagiati, in questo momento i ricoverati sono ormai nemmeno 60, «e sono tutte persone che vengono da fuori, in città non si registrano ulteriori casi, teniamo conto che parliamo di una metropoli da quasi 10 milioni di abitanti... Tutti si sono premuniti, così quasi nessuno ha nemmeno preso un normale raffreddore, a dimostrazione di quanto sia importante adottare piccole precauzioni, tutelarsi in prima persona per tutelare anche gli altri. Dunque avere mascherine e disinfettanti sempre con sé, lavarsi le mani spesso, tenerle in tasca, non avvicinarle alla bocca né stropicciarsi naso e occhi, fare attenzione a quello che si tocca... Cose insomma che già sapete, ma vanno seguite con scrupolo. È il consiglio che mi sento di dare a tutti, in base a quello che in Asia abbiamo vissuto nel passato anche recente».

Bombana come detto era arrivato in Italia a metà febbraio «per prendermi un poco di vacanza, perché come potete immaginare avevamo passato un mese difficile, c'era anche meno lavoro del solito, all'Otto e Mezzo registravamo un -25%». Quando l'emergenza stava per impattare sul nostro Paese, si è spostato a Cheltenham, «dove i miei figli vanno a scuola, Emma ha 15 anni e frequenta il collage, Bartolomeo ne ha 19 e studia all'università». Una volta atterrato in Gran Bretagna da Milano, ormai due settimane fa, «in aeroporto mi hanno chiesto di chiamare un numero di telefono, all'altro capo della cornetta sono stato invitato a rimanere a casa, e così sto facendo, in attesa di poter tornare a Hong Kong una volta terminato il periodo di quarantena. Nel frattempo cucino per i miei figli, mi hanno appena fatto arrivare delle bellissime sogliole, sarà la cena. Sono bloccato qui da tanti giorni, penso di non avere problemi di salute, ma non voglio prendere alcun rischio perché devo tutelare chi mi circonda e soprattutto i più vulnerabili».

Bombana descrive una situazione inglese «più tranquilla di quella che ho visto in Italia. Stanno tutelando le persone sopra i 70 anni, poi quello che ha detto Boris Johnson lo conoscete bene (abbiamo parlato con lo chef poche ore prima che il premier inglese annunciasse la stretta, sorta di retromarcia, ndr)... Nessuno ha la mascherina, la cosa mi sembra un po' strana. Bart continua a frequentare i corsi all'ateneo, mentre la scuola privata di mio figlio ha chiuso alla fine della scorsa settimana».

 

«Io sono originario dalla Valle Seriana, uno degli epicentri della crisi. I miei compaesani stanno vivendo momenti molto difficili. Voglio mandare un pensiero agli ammalati e alle persone anziane, che rischiano la vita. E poi rendere un tributo ai dottori, agli infermieri, a tutto il personale medico e paramedico»

La mente corre ai luoghi che vivono invece giorni drammatici: «Io vengo dall'Alta Valle Seriana - sono di Clusone e ho casa a Castione della Presolana - e proprio questa mia valle, più nella parte bassa verso Nembro e Albino, è uno degli epicentri della crisi. I miei compaesani stanno vivendo momenti molto difficili. Voglio innanzitutto mandare un pensiero agli ammalati e alle persone anziane, che rischiano la vita. E poi rendere un tributo ai dottori, agli infermieri, a tutto il personale medico e paramedico: stanno facendo un lavoro straordinario e anche pericoloso, senza fermarsi, sono degli eroi moderni. Tutti i giorni rischiano la vita: molti medici in Cina sono morti per questo contagio che è una minaccia sempre dietro l'angolo. Sono da ammirare e ringraziare».

Infine, un po' di ottimismo: «Voi avete spostato il congresso Identità Golose a luglio. Bravi, ce la farete. Io sono convinto che tra due-tre settimane l'epidemia in Italia andrà diminuendo e già ad aprile in Italia si vedrà una via d'uscita e poco dopo finirà tutto. Certo non sono un esperto, ma lo dico in base alle mie esperienze in Cina, anche a Hong Kong arrivato il primo caldo pre-primavera il virus ha perso gran parte della sua virulenza. Io ne sono convinto, magari mi sbaglio, ma voglio mandarvi questo messaggio di speranza».


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