Tricase, Salento low cost... to coast. Ecco un indirizzo goloso da provare anche (anzi: soprattutto) a settembre

Lontani dalla folla d'agosto, immersi nella natura, con un mare cristallino... Il riscatto della tradizione nella cucina di Daniela Angelelli, in un hotel-ristorante di cui innamorarsi

09-09-2020
Colazione supersalentina con frisa, pomodoro tombo

Colazione supersalentina con frisa, pomodoro tombolino, peperoni e olio evo all'hotel-ristorante Il Vascello, una bellissima scoperta golosa a Marina Serra, frazione di Tricase, nel Salento

Siamo in territorio di Tricase, Salento versante adriatico, centro di gravità permanente della poetica di Edoardo Winspeare, buen retiro di Helen Mirren e Taylor Hackford. A Depressa, frazione di Tricase, è nato e cresciuto Antonio Guida, il cuoco pugliese più alto in grado, 197 centimetri e due stelle. È sede di enne indirizzi recensiti e consigliati dalla Guida di Identità Golose. È anche dimora, ma questo nelle guide golose non è scritto, della quercia vallonea, gigantessa e signora del Parco regionale di Otranto, costretta e ristretta fra un paio di lingue d’asfalto, che in 850 anni di vita ha saputo guadagnarsi spazio nel cielo dispiegando una chioma maestosa.

Dalla quercia al litorale è un giro di valzer di pochi chilometri. Sei minuti contati, destinazione Marina Serra. Anche - anzi, soprattutto - a settembre.

Il mare di Marina Serra

Il mare di Marina Serra

Marina Serra è una porzione di territorio intatto, niente movida, struscio serale a prova di distanziamento. La vita si svolge in una lingua di costa accanto alla quale scorre una piccola arteria che costeggia una manciata di case. Un micro villaggio che si dispiega su non più di mezzo chilometro fra quelle che chiamano le Piscine naturali e il Lavaturo. Nessuno dei due nomi rende giustizia alla potente bellezza del luogo, ma entrambi danno l’idea. Le prime sono uno specchio d’acqua tersissima circoscritto da alte rocce. L’altro è una discesa a mare lunga e stretta, a scalini, e somiglia difatti allo strumento di tortura su cui le donne un tempo lavavano i panni. Tutt’intorno altissime scogliere dall’aspetto sauvage. Le Piscine con le prime luci del giorno sono uno spettacolo di grandiosa bellezza. L’acqua che al primo impatto sembra diaccia si rivela confortevole a pochi passi dall’immersione. Lo sanno le ragazze dell’acquagym che alle 7 del mattino inaugurano i bagni da circa trent’anni in qua. Si tratta di un team a composizione variabile di gagliarde ottuagenarie che allena muscoli e buonumore con la guida di Enza, 82 anni, istruttrice professionista di nuoto residente a Roma che tutte le estati ritorna al sole mare e ientu della casa natale. Gli esercizi softcore per braccia e glutei sono scanditi da sezioni di dieci, intervallate da sapide battute a sfondo hard e risate a grappoli. Finito l’allenamento ciascuna si ritira alla quotidianità di case da rimettere in ordine e pranzi a base di melanzane ripiene.

I fritti di Daniela Angelelli. Dall'alto in senso orario gli arancini, le crocchette di patate, le verdure in pastella, le pittule e le polpette

I fritti di Daniela Angelelli. Dall'alto in senso orario gli arancini, le crocchette di patate, le verdure in pastella, le pittule e le polpette

Noi invece andiamo all'Hotel Il Vascello, il lusso low cost. In fase di prenotazione, alla domanda "ma il mare è vicino?", la risposta è: siamo a venti metri esatti, incluso un parcheggio pubblico a dieci. Tutto vero, la mole dell’hotel si staglia a pochi passi dal Lavaturo. Nella legenda dell’hotellerie, l’alberghetto conta tre stelle, anno di costruzione 1974. L’intuizione di edificare fra queste scogliere maestose fu di un preside, a servizio in una scuola media della vicina Ruffano. Pietro Giovanni Angelelli chiese e ottenne le autorizzazioni. Scacco matto. Nel breve volgere di poche stagioni l’intuizione si rivelò vincente e Il Vascello iniziò a veleggiare a vele gonfie. Due piani e un solarium, per un totale di 24 camere. La stura alle riflessioni sul lusso la danno le finestre spalancate della matrimoniale uso singola, arredi blu e bianco immacolato, profumo di pulito e dirimpetto lo spettacolo del mare azzurrissimo che si divide la scena col verde delle ampie scogliere muschiate di macchia e una quantità impressionante di capperi.

A partire dalle 8, scocca l’ora della colazione. E Il Vascello si presenta col suo vassoio di pasticciotti (un bauletto di pastafrolla con un cuore di crema pasticciera) e varie dolcezze homemade. Ma il must della casa è la frisa, una sorta di tarallo sezionato in due prima d’essere nuovamente infornato e dunque biscottato. Concepito come pane da dispensa, di lunghissima conservazione: guai ad addentarlo senza ammollarlo nell’acqua. La patron-chef de Il Vascello condisce con pomodoro tombolino (della varietà ciliegino, supersuccoso e dolcissimo ma con un suo personale punto di asprezza), olio evo, origano e peperoncini verdi a tocchetti, ossia tocchi di classe. A questo punto un ripasso in camera è riposo guadagnato. Ma per gli highlander il mare si offre lì senza sforzo. Costeggiando il versante adriatico ci sono Castro (20 minuti), Otranto (40 minuti) e le sabbie della favolosa Baia dei turchi, Roca e la sua grotta della Poesia (53 minuti). E per un po’ di stupore a secco, traguardate Otranto. Fra le molte meraviglie, un primato spetta allo spettacolo d’arte musiva del mosaico della cattedrale. Dove fra l’altro scoprirete che il frutto del peccato primigenio non è una mela, ma un fico.

Verdure fritte in pastella

Verdure fritte in pastella

Consiglio ai naviganti: non esaurite le scorte di stupore di fronte allo skyline. Parimenti stupefacente vi si svelerà la cucina de Il Vascello. Un ristorante che prende in prestito il nome dall’albergo, e che invece merita trattazione a parte. Daniela Angelelli, la chef-patron, sa di mamma, con un che di retrò tanto rassicurante. Padrona di casa navigata, padronissima ai fornelli. A suo agio fra i frutti dell’orto e quelli del mare, fra i quali si muove con grazia come dimostra il suo faraonico antipasto all’italiana. Vi aspettano: pittule e pitte (bocconi super salentini, palline di pasta fritta le prime, un gateau di patate in versione locale le seconde), melanzane ripiene, bruschette con pomodoro fresco e olive, alici marinate, pepata di cozze e/o cozze al gratin, carpaccio di polpo e/o polpo in pignata con le patate, polpette di carne, crocchette di patate, carpaccio di pesce spada con pepe rosa, arancini di riso, peperoni gratinati, verdure in pastella, verze stufate... Con puntate di nostalgia anni ’80, come i gamberetti da intingere nella famigerata salsa cocktail, ma valli a trovare gamberi altrettanto freschi, profumati di mare, carnosi e succulenti.

Le pitte

Le pitte

Chi l’avrebbe mai detto che il sacrario della tradizione, il riscatto della cucina di memoria radicalmente (nel senso delle radici) salentina, l’emancipazione dalle sciatterie in formato menu turistico, avrebbero trovato giustizia in questo misconosciuto ristorante di costiera?


Il Vascello
via Grotta Matrona, Marina Serra, Tricase (Lecce)
Tel. +39 0833 775060
hotelilvascello.it


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