12 bollicine che non ti aspetti: i consigli dei nostri esperti

Otto italiane e quattro straniere, una selezione che fotografa molto bene la scelta fatta a monte: non avere confini

30-08-2022
a cura di Identità Golose
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Alta Langa Docg Riserva - Gabriele Scaglione, Piemonte

Gabriele Scaglione è un vignaiolo indipendente che nasce nel cuore del Monferrato, a Canelli: dopo aver lavorato, per molti anni, per alcune delle più famose industrie vinicole della zona con produzioni di milioni di bottiglie esportate in tutto il mondo, ha deciso quasi un ventennio fa di percorrere la strada imprenditoriale con una visione tutta sua sul vino. Crea le sue esperienze di vigna, ricercando in Piemonte i terreni più vocati, punto di partenza fondamentale per dare vita a quest’avventura solitaria, concretizzatasi grazie ai consigli di molti amici vignerons. La sua Alta Langa Metodo Classico Riserva è la celebrazione del Pinot Nero proveniente da vigneti di Loazzolo e Rocchetta Palafea, con altitudini che arrivano a circa 500 metri sul livello del mare. Malolattica svolta in barrique di secondo passaggio. Nella primavera successiva avviene il tirage con l’aggiunta di zucchero e lieviti selezionati. Segue una sosta di 46 mesi nelle cantine a temperatura controllata affinché avvenga la seconda fermentazione. Dégorgement e aggiunta di liquer de tirage per una Riserva che si caratterizza di sentori tostati, crosta di pane e lievi cenni agrumati di rara finezza. Pochissimi esemplari per un’Alta Langa identitaria, dal sorso immediato e persistente. Cinzia Benzi

 

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante DOC Riserva Ubaldo Rosi Brut 2014 - Colonnara, Marche

Quante aziende vinicole, anche di territori famosi, possono vantare più di 50 anni di esperienza nella spumantistica? Se poi aggiungiamo che la cantina in questione conta oggi più di 100 soci, si può capire quanto sia importante questo risultato. D'altronde che la nascita di Colonnara, nel 1959, fosse avvenuta in uno dei luoghi migliori possibili, è fatto certo: Cupramontana è storicamente considerato il Grand Cru del Verdicchio jesino. Non è un caso che qui le uve, sin dalla nascita della DOC, fossero pagate più che nel resto dell'areale o che i produttori sin da subito si impegnarono nel valorizzare il carattere delle singole vigne, dei singoli cru. Colonnara giocò sin da subito il ruolo di protagonista e, grazie all'esperienza acquisita nella spumantistica, tracciò un solco per molte altre aziende. La Riserva Ubaldo Rosi è una dedica a colui che è considerato il patriarca del Verdicchio effervescente e questa 2014 dimostra quanto conti l'esperienza anche in annate molto complicate: olfatto maturo, complesso, sui toni speziati della curcuma e dello zafferano, ha impatto morbido e accogliente con la pesca e l'albicocca. Di stile British anche il sorso, con una bollicina carezzevole e gli spigoli dell'annata attenuati magistralmente. Da seguire nell'evoluzione. Totem. Alessio Pietrobattista

 

Lambrusco di Sorbara Brut Rosé 2020 - Silvia Zucchi, Emilia Romagna

Da tre generazioni a partire da Bruno, poi Davide e Maura sua moglie, fino a Silvia, l’Azienda Vinicola Zucchi produce grandi Lambrusco nella tipica zona modenese di San Lorenzo. Qui il legame col passato viene cementato da una continua ricerca, sia sulle metodologie di vinificazione che di allevamento, senza mai perdere di vista l'imperativo che vuole tutto parta sempre dal frutto che è sublimazione del territorio. Così si disegna il roseo, ma anche rosso, futuro del territorio, di cui sono già presagio le etichette classiche di Lambrusco di Sorbara e la linea Silvia Zucchi che fa della purezza conditio sine qua non. Il Brut Rosé 2020 proviene da una vendemmia anticipata per conservare, del Lambrusco di Sorbara, le note più marcatamente acide. L'attenta selezione e la pigiatura soffice per ottenerne il mosto fiore hanno, poi, fatto il resto, nell'ottica di ottenere una beva che fosse soprattutto piacevole. Il colore vivido è presagio di quanto suggerisce la prima olfazione: fragoline di bosco, rose e pompelmo, alzano il sipario su note più scure di violetta e susina, che al palato si trasformano in una verticalità fresca, fissata dal lungo finale. Un bell'esercizio di stile, che non passa certo inosservato. Andrea Grignaffini

 

Champagne Les Vignes Goisses 2016 - Adrien Renoir | Champagne, Francia

La Maison Adrien Renoir si trova nel Grand Cru di Verzy, nella Montagne de Reims. Realtà familiare da sempre, a cui l’arrivo in azienda del giovane Adrien ha dato nuovo impulso. Dal 2015 è stato abbandonato l’utilizzo di qualsiasi sostanza chimica e la tenuta è stata convertita all’agricoltura biologica con utilizzo anche di pratiche di biodinamica. Il Grand Cru di Verzy si trova nella zona orientale della Montagne de Reims, tra i famosi village di Verzenay e Trépail, in un’area da sempre molto vocata alla produzione di grandi Pinot Noir e di Chardonnay intensi e ricchi. La proprietà si estende su una superficie di circa 5 ettari suddivisi in molte piccole parcelle, ognuna con caratteristiche di esposizione, microclima e suoli differenti. Ogni vigna viene vendemmiata e vinificata separatamente, in modo da valorizzarne le differenze e le specifiche peculiarità. In cantina, pressature molto soffici e fermentazioni spontanee con utilizzo di soli lieviti indigeni. Les Vignes Goisses è una parcella di Meunier piantata nel 1962 e Adrien ha scelto di vinificare le uve in purezza a partire dall’annata 2016. Il risultato è strepitoso: profumi ammalianti, tra floreale, piccoli frutti rossi e soffi minerali. Finezza anche al palato, con meravigliosa acidità agrumata ed estrema pulizia. Bruno Petronilli

 

 

Spumante Metodo Classico Pinot Nero Pas Dosé 2018 - Zuffada | Oltrepò, Lombardia

Nel 2010, a Ruino, nell’alta collina dell’Oltrepò Pavese, sul lato sinistro della Valle del Tidone, Francesco Cardinali rileva il piccolo insediamento agricolo di Casa Zuffada, ne ristruttura i manufatti e, con la consulenza dell’enologo Salvo Foti, affianca ai vigneti già presenti un nuovo impianto di solo Pinot Nero. Settemila barbatelle, provenienti dalla Francia, vengono così messe a dimora tra il 2013 e il 2014 e posizionate a quinconce al fine di ottenere filari liberi e accessibili da qualunque direzione. Le viti sono potate ad alberello, il metodo agronomico è biologico e le lavorazioni interamente manuali. Quello che se ne ottiene è un'unica etichetta di Metodo Classico millesimato, certificato biologico dalla vendemmia 2017, la cui realizzazione ricalca fedelmente l’approccio in vigna: vendemmia manuale, fermentazione alcolica spontanea in acciaio; tiraggio non prima di marzo con lieviti indigeni e sosta sui lieviti per almeno trentasei mesi. Nessun dosaggio e nessuna aggiunta di solfiti. Un vino cesellato senza compromessi, che si ama o si odia. Chi scrive ha potuto degustare la vendemmia 2018, con sboccatura del novembre 2021, e non può che esprimere il più ampio apprezzamento per questo intrigante Metodo Classico così franco e verticale, così teso e austero. Luca Torretta

 

Champagne Les Béguines - La Closerie | Champagne, Francia

È un Blanc de Noirs composto da Meunier in purezza dai due ettari che Jérôme Prévost possiede a Gueux nel Lieu dit “Les Béguines”. Le vigne sono coltivate in maniera naturale, su un suolo sabbioso calcareo, con la Craie in profondità, che Jérôme lavora con il concetto della micorizzazione in modo tale da avere un suolo più soffice e una popolazione di microrganismi, affinché le radici possano acquisire in profondità Ie proprietà organolettiche minerali che ritroviamo nei suoi vini. La vendemmia è basata sulla maturità fenologica delle uve, con una resa molto bassa. La fermentazione alcolica viene svolta con lieviti indigeni in legno, con svolgimento della malolattica naturale, e dopo il dégorgement avvenuto nel settembre 2021, è dosato extra Brut. È un millesimato non dichiarato: le uve provengono dalla sola annata 2019, codificata nell’etichetta “LC19”. Champagne complesso, con una speziatura ben amalgamata, bouquet di fiori bianchi, aromi fruttati di pesca e mirtillo, l’agrume candito, note di lievito e un sentore di mineralità pietrosa. La bocca è ricca, dotata di una bella acidità con un ritorno gusto-olfattivo agrumato scuro, ma anche la noce fresca, poi un finale ammandorlato strepitoso, con una lunga persistenza minerale e sapida. Manlio Giustiniani

 

Blanc De Noirs 2013 - Lytle Barnett | Oregon, Stati Uniti d'America

Magari tu che stai leggendo queste righe hai visto il film Somm, del 2012. È il primo di una serie che ha portato poi alla creazione di un vero e proprio canale disponibile da qualsiasi piattatforma, sommtv.com, se siete dei veri appassionati provate a dare un’occhiata. Per questo canale è stata concepita una serie TV dedicata alla buona cucina e all’abbinamento con ottime bollicine: Sparklers. Girato in un edificio della proprietà Lytle-BarnettAtTheJoy, e con i vini presenti nei primi due episodi, l’azienda riassume perfettamente il savoir bien faire francese che incontra il territorio vivace e ricco dell’Oregon. La combinazione è messa insieme dalla volontà di creare qualcosa di importante, per questo i due fondatori decidono di chiamare a sé Andrew Davis, il più titolato bubble wine maker di tutto lo Stato. Il risultato è a dir poco entusiasmante soprattutto per questo Blanc de Noirs: il Pinot Nero dell’Oregon non delude mai, questo è bene dirlo e qui si esprime ai massimi livelli qualitativi. Il millesimo 2017 porta con sé in bottiglia la maturità dell’acino riconoscibile attraverso l’incredibile verticalità in perfetto equilibrio di questa cuvée. Luca Turner

Demetra Pinot Bianco Brut Nature - Mirabella | Franciacorta, Lombardia

Alessandro e Alberto Schiavi gestiscono 45 ettari di vigneto in Franciacorta, sempre affiancati dal padre e attivo ispiratore Teresio, che trasferitosi dall’Oltrepò Pavese, con il diploma dell’Enologica di Alba in tasca, fu pioniere della spumantistica di zona con tremila bottiglie prodotte a marchio Mirabella già nel 1979 e con l’impianto dei vigneti e la fondazione della cantina nel 1981. Il Pinot bianco fu tra i primi vitigni impiantati a Paderno Franciacorta, insieme a Chardonnay e Pinot Nero, la sua valorizzazione costituisce uno dei cardini di entrambe le generazioni. Il Demetra Pinot Bianco Brut Nature è uno spumante che non può rivendicare la denominazione Franciacorta - poiché non vi è previsto l’utilizzo del Pinot bianco in purezza - ma rende del territorio di appartenenza la vocazione spiccata per vini eleganti e di morbidezza "frusciante". Qui una soffusa declinazione di toni dolci, di pasticceria, di frutta secca glassata incrocia una sottile vena erbacea e una avvertibile impronta salina. Vino base in vasche di cemento (solo il 10% in barrique), 24 mesi sur lie e scelta sapiente del dosaggio zero. Il contesto resta indulgente verso le morbidezze e chiede carattere e piccantezza ai piatti per esprimere al meglio le sue doti di essenzialità gustativa e mineralità. Monica Coluccia

 

 

Trentodoc Brut Domini Nero - Abate Nero, Trentino

Il nome dell'azienda evoca la figura del padre dello Champagne, il monaco francese Dom Perignon con la sua tonaca scura, a cui si ispirarono i fondatori della cantina, Eugenio de Castel Terlago e l’enologo Luciano Lunelli quando nel 1973 decisero di dare vita insieme al sogno di creare un grande spumante in Trentino. La prima cuvée è assemblata quasi per gioco nel 1973 e, già dalle prime sboccature, risalenti al 1976, si rivela un successo. Dagli anni '90 la permanenza sui lieviti degli spumanti viene incrementata di anno in anno e si comincia a lavorare sulla selezione di basi di altissima qualità: nel 1994 viene imbottigliata la prima annata della prestigiosa Riserva “Cuvée dell’Abate” e nel 2004 la prima annata del Millesimato “Domini”. Le vigne si trovano sulle colline sopra le frazioni di Trento e Lavis, ad altitudini considerevoli, coltivate con il classico sistema a Pergola Trentina. Lo Chardonnay è l’uva più diffusa, seguita da alcune parcelle di Pinot Nero. Prodotto per la prima volta con la vendemmia 2008, il Domini Nero si esprime con note di pesca gialla, scorza di agrumi e frutti rossi, con soffusi rimandi burrosi e note balsamiche rinfrescanti. Il sorso è pieno, energico e cremoso, di grande intensità ed eleganza. Adele Granieri

 

Spumante Metodo Classico Pas Dosé 2017 - Principi di Butera, Sicilia

Antonio Paolo Froio, direttore ed enologo della Principi di Butera (tenuta di proprietà della Zonin1821), ne è sempre stato convinto: il Nero d’Avola è ideale anche per le bollicine. E non si tratta della “moda” di fare per forza una bollicina con il vitigno autoctono della zona: la sua è una scelta precisa, basata su studi e analisi, oltre che sull’istinto. Froio, d’altronde, fin dal suo arrivo in azienda ha voluto puntare molto sul Nero d’Avola, ritenendo che l’area di Butera fosse particolarmente adatta a questo vitigno, dopo uno studio attento dei terreni che circondano il feudo. La prima bollicina realizzata con il Nero d’Avola è stata il Neroluce, Metodo Charmat, che da subito ha fatto capire come la strada delle bollicine potesse essere quella giusta. Successivamente Froio si è spinto un po’ più in là, provando a utilizzare il Metodo Classico, 24 mesi sui lieviti. Il risultato è stato stupefacente, per un Blanc de Noirs Pas Dosé (proprio per rispettare al massimo il vitigno) inaspettatamente fine ed elegante, anche delicato, ma poi al sorso dall’ottima personalità, e una buona persistenza. Ma non è finita: l’annata 2018 uscirà con 36 mesi sui lieviti, con l’idea di osare un po’ di più con questo vitigno sorprendente. Raffaele Foglia

 

Spumante Metodo Classico Amadeus – Castello di Spessa, Friuli Venezia Giulia

Il claim del Castello di Spessa, immerso nel Collio Goriziano, è “Romance is in our nature” e quale modo migliore di brindare al romanticismo se non con una bollicina? L’estate scorsa è stato infatti presentato il loro primo metodo classico: Amadeus, 2016. L’uvaggio scelto per questo vino iconico è 83% Chardonnay e 17% Pinot Nero, con un grado alcolico di 12,5%. Ad una raccolta selezionata e una pigiatura attenta, effettuata con metodo tradizionale, seguono almeno 40 mesi sur lattes nelle segrete del Castello di Spessa; il tempo necessario per preservare la giusta evoluzione. Nel bicchiere troviamo un colore giallo dorato, con alcuni riflessi verdognoli, e un perlage finissimo, elegante e persistente. Al naso si apre un ventaglio di profumi che va dalle note più prettamente floreali, con un bouquet primaverile e fresco, a quelle agrumate, ma sempre delicate e avvolgenti. Abbondante anche in bocca: pieno e strutturato, con un ottimo bilanciamento tra sapidità e mineralità e una conclusione tendente all’acido che termina l’assaggio e pulisce il palato. Pesce, non troppo elaborato, carni bianche o eleganti e stuzzicanti finger food, sono il giusto abbinamento per esaltarne tutte le caratteristiche. Stefania Oggioni

 

Spumante Metodo Classico Extra Brut Blanc de Blancs Cuvée Especial - Zuccardi, Argentina

Quando Sebastiàn Zuccardi decide di avventurarsi nel mondo della spumantistica, apre un nuovo capitolo nella storia della sua famiglia che produce vino a Mendoza dagli anni ’60. Dopo una vendemmia nello Champagne, capisce di aver bisogno di un clima più fresco di quello caldo e umido di Mendoza e di doversi avvicinare alla Cordigliera. La ricerca di maggiori altezza e frescura, spinta inizialmente dalla volontà di ottenere l’acidità necessaria a produrre un grande spumante, lo porta ad avvicinarsi alla montagna e a comprendere l’importanza di queste condizioni anche per la produzione di grandi vini rossi: nel 2016 fonda una nuova cantina, Zuccardi Valle de Uco a un centinaio di km a sud ovest di Mendoza. L’uva scelta per il Cuvée Especial è lo Chardonnay, coltivato a circa 1.500 metri di altezza, su un suolo limoso con substrato di pietra calcarea. La volontà di esprimere luogo e annata porta Sebastiàn a non utilizzare vini d’annata nella liqueur che si elabora a partire dallo stesso vino base e con un contenuto di zucchero inferiore a 6 g/l. Uno spumante elegante che mostra una bella dorsale acida. Al naso note di frutta bianca, come pera e mela cotogna, che si amalgamano con sentori di miele, pane tostato e scorza d'arancia. Equilibrato, cremoso e con un finale molto lungo. Giovanna Abrami

 

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