Il Consorzio Alta Langa lancia Terra, il nuovo calice speciale per la degustazione

Disegnato specificamente per la denominazione, presenta un continuo rimando alla forma trilobata, che rappresenta innanzitutto il legame con il territorio. Festa anche per l'elezione della neo presidente Mariacristina Castelletta

24-06-2022
a cura di Giulia Corino
Il calice richiede una lunga e attenta e viene for

Il calice richiede una lunga e attenta e viene forgiato anche per evitare di far roteare l’Alta Langa

A vent’anni dal riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e a dieci anni dalla Denominazione di Origine Controllata e Garantita lo spumante Alta Langa  celebra il cambio di testimone del calice ideato per una perfetta degustazione dell’omonima bollicina. Se l’esordio fu con il bicchiere Grande, a firma di Giorgetto Giugiaro, il presente suggella un accordo tra il Consorzio Alta Langa e Italdesign presentando Terra: il nuovo calice pensato e disegnato specificamente per i vini della denominazione. Il debutto ufficiale è avvenuto ad inizio giugno nel Museo dell’Auto Italdesign di Moncalieri, in un’ambientazione che unisce il fascino della storia con il futuro del design e dell’artigianato Made in Italy, in perfetto accordo con i produttori che, tra le linee di auto e delle architetture dello spazio espositivo, hanno presentato in degustazione la nuova annata di Alta Langa. 

La neo presidente del Consorzio Alta Langa Mariacristina Castelletta

La neo presidente del Consorzio Alta Langa Mariacristina Castelletta

«Italdesign e Alta Langa hanno tanto in comune - spiega l’amministratore delegato di Italdesign, Antonio Casu -. Innanzitutto, il riconoscimento per il valore del territorio, la volontà di partire dalle proprie radici e dalla natura, proprio come nel vino, per far nascere qualcosa di innovativo, grazie alla mano attenta dell’uomo, e ancora, il rispetto: per i propri clienti, per il reciproco lavoro e per le competenze di ognuno, che sono alla base della nostra fruttuosa collaborazione».  Mariacristina Castelletta, neoeletta presidente del Consorzio Alta Langa, e Giulio Bava, past president, evidenziano la giovane età di questa denominazione pur sottolineandone la continua evoluzione. Afferma Nicola Guelfo, Head of Industrial Design di Italdesign: «Abbiamo iniziato a lavorarci fin da quando è uscito Grande, nel 2012, con l’idea di proseguire il lavoro fatto.

«La caratteristica del calice è il continuo rimando alla forma trilobata, che rappresenta innanzitutto il legame con la terra, simbolizzato anche dal nome, ispirato alle forme del territorio, le colline, le nocciole, le foglie e i vigneti, ma anche la solennità, della storia del vino, del lavoro umano e delle cantine in cui il metodo classico viene invecchiato. Forgiato per evitare di far roteare l’Alta Langa, perchè non è necessario farlo secondo quanto spiega Giulio Bava. La realizzazione, affidata all’azienda toscana Collevica, richiede lunghe tempistiche con stampi dedicati e procedimenti che possono essere eseguiti, esclusivamente, in modo manuale. Un prodotto di design che è anche un messaggio e un inno alla dedizione per la qualità e all’eccellenza dell’artigianato Made in Italy: due valori di cui l’Alta Langa si è sempre fatta portatrice. Una degustazione inedita di 115 cuvée dai 46 produttori presenti con l’anteprima delle nuove annate. In una terra di rossi come il Piemonte, l’innegabile amore, da parte dei produttori, per il Pinot Nero attesta il protagonismo soprattutto nelle cuvée di alto profilo. Sia le grandi casi spumantistiche sia i piccoli produttori, quasi tutti contano una cuvée con oltre 50% di questo vitigno e sono numerosissimi gli esempi di Alta Langa in purezza.

L'evento di presentazione del calice Terra al Museo dell’Auto Italdesign di Moncalieri

L'evento di presentazione del calice Terra al Museo dell’Auto Italdesign di Moncalieri

Altrettanto marcata e prevedibile la tendenza per i vini pas-dosè, extra brut, e con versioni brut che spesso restano appena sui 5-6 grammi/litro di residuo zuccherino. Meno scontato il grande numero di cuvée che si attestano sui 30-36 mesi di affinamento in bottiglia: invecchiamenti impegnativi, eppure nei minimi per questa denominazione e senza passaggi in legno. Il trend rispecchia anche un gusto predominante per acidità spiccate e purezza di frutto, confermato anche dalla scelta, soprattutto per i nuovi produttori, di vigneti ad altitudini sempre più marcate, anche tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare. In effetti non c’è dubbio che il palato piemontese sia particolarmente avvezzo a vini di grande verticalità, da valutare come ne risponderà il mercato. Si esce dalla degustazione con la convinzione che, più che mai in questo caso, le persone fanno la differenza, e che l’Alta Langa deve ancora crescere pur avendo già ha tutti gli elementi per per scalare l’Olimpo del Metodo Classico d’eccellenza nel mondo.


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