In alto i calici: degustazione con Cuzziol GrandiVini

La voglia di ritrovarsi e brindare, valorizzando territori che traboccano di identità e famiglia. Il percorso di degustazione diventa così lo specchio del sapiente lavoro dell’uomo

09-02-2022
a cura di Marilena Lualdi
I vini di Mauro Veglio sono stati scelti da Cuzzio

I vini di Mauro Veglio sono stati scelti da Cuzziol GrandiVini per la vticoltura semplice e naturale, rispettosa dell’ambiente: perfetti ambasciatori della propria zona

Finalmente. La voglia di ritrovarsi con i vini e la ricchezza di un territorio che trabocca di identità, famiglia e curiosità come l’Italia - ma si spinge anche oltre i confini - si è respirata tutta all’Excelsior Hotel Gallia di Milano con Cuzziol GrandiVini

Esserci sprigiona una nuova energia e si degustano prodotti e storie più intrecciate che mai dopo l’anno di stop agli eventi dettato dalla pandemia. Una risposta orgogliosa anche di Milano che - viene assicurato - si è confermata piazza forte per le vendite di vino, di pari passo con la ripresa del settore HoReCa nella seconda parte dell’anno. In un formato dove ci si incontra e sofferma ancora più piacevolmente, non solo c’è un’ampia scelta, ma pure una new entry.

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Da Monforte d'Alba i vini di Parusso

Da Monforte d'Alba i vini di Parusso

Per questa edizione erano infatti presenti 23 aziende della selezione: BiancaVigna,BussolettiDeissDerbusco Cives,Feudo MontoniGuado al MeloLi VeliMasut da Rive,OttinPaillard,PalaParussoPietradolce,PorelloRidolfiRussoloSimcicStrasserhofSuaviaSullaliTiefenbrunner,  Toblino e Veglio

Proprio quest’ultima azienda che arriva dagli incantevoli pendii di La Morra, con Mauro Veglio e il nipote Alessandro, è alla sua prima volta. Un inserimento che segue la direzione di approfondire i grandi terroir per Cuzziol GrandiVini: dopo la Toscana, il Piemonte. E, soprattutto, una realtà interessante per la sperimentazione, pur in linea con la propria storia. «Abbiamo ridotto il legno nuovo – ci spiega Alessandro –. Lavoriamo con macerazioni più lunghe e affrontiamo una ricerca di equilibrio a 360 gradi». Affiora la meticolosa attenzione all’Arborina, Gattera, Pajagallo, Rocche dell’Annunziata in edizione Riserva (2 mila bottiglie), una Barbera insolitamente prodotta nella parte bassa del crudi Arborina. Degustiamo un ambasciatore per eccellenza, Barolo Docg Arborina 2018: a quell’aspetto equilibrato, si accosta spontaneamente un’eleganza che è anche delicatezza. Cento per cento Nebbiolo, lascia che il suo rosso rubino si veli di granata. È elegante anche negli aromi, con un incontro armonioso di frutti russi e spezie. L’Arborina è la vigna (13 ettari e mezzo) accanto alla cantina.

Una bottiglia di Mauro Veglio

Una bottiglia di Mauro Veglio

Una tappa ulteriore dunque in un Piemonte, che ad esempio è rappresentato con forza da Marco Parusso. Brindiamo al ritrovarci nel fermento, più gentile, di Milano con il Parusso Metodo Classico Extra Brut 2016: «Matura 48 mesi sui lieviti, con sempre le bottiglie in movimento, che quindi ogni 4-5 mesi si sbattono». Così si scatena un gioco di prestigio in cui la freschezza si confronta amichevolmente con la struttura tannica assicurata dal Barolo. Al Gallia Marco schiera poi tutte le armi, tra cui le anteprime dei Barolo2018 («Annata bellissima, a me piace tanto»): «È importante essere qua, è la prima uscita che faccio con un po’ di gente».

Spostiamoci in Toscana, dentro un’altra storia particolare di famiglia e ricerca, quella diGuado al MeloAnnalisa e Michele Scienza hanno portato la loro passione nella Doc Bolgheri, anche grazie al prezioso supporto di Attilio Scienza. Si inizia dal Vermentino, con L’Airone Igt, in uscita tra pochi mesi il 2021, e poi Criseo Bolgheri Doc Bianco Igt 2019, da una vigna di 22 anni, con il 30% di altre varietà come Fiano, Verdicchio, Petit Manseng e Manzoni bianco che gli conferiscono più complessità e ampie possibilità di evoluzione negli anni. Annalisa è biologa ed esprime il grande rispetto, anzi l’ammirazione per la natura.  Nel mondo dei rossi, ci “parla” ad esempio Jassarte 2017 Toscana Igt Rosso. Terra di confine, significa, e le frontiere in effetti scardinacon 30 varietà a bacca rossa, locali e mediterranee. 

Da Aosta Elio Ottin

Da Aosta Elio Ottin

Torniamo a Nord, in Valle d’Aosta, e a una cantina molto giovane, nata nel 2007, Ottin: «Ripartiamo da qui dopo due anni! Facciamo principalmente vitigni autoctoni e alcuni internazionali – spiega Elio Ottin -. Da quest’anno anche il Nebbiolo che era tradizionale nell’Ottocento in Valle d’Aosta, poi scomparso e l’abbiamo riproposto, per ora mille bottiglie». Ci piace esplorare anche Strasserhof, nell’Alto Adige, soffermandoci con Hannes Baumgartner su un Grüner Veltiner 2020 Doc, meno conosciuto dal consumatore, che si stacca dai classici vini aromatici. Infatti, offre una sua ricchezza di profumi garbati, ben catturati in quel “verde” e si presta agevolmente all’invecchiamento.

All'Excelsior Hotel Gallia anche la Maison Bruno Paillard, che ha presentato la sua nuova identità visiva, con un’impronta essenziale, naturale e moderna: se questi champagne vengono da 40 anni di meticolosa ricerca sulla viticoltura, non potevano anche non volersi vestire in maniera consona al percorso, con etichetta e logo.

Cuzziol GrandiVini dentro questo cammino che ha fieramente proposto a Milano in una normalità riconquistata pur in tempi ancora delicati, ha portato propria dinamicità, l’apertura all’evoluzione di un panorama, italiano come internazionale, mai stanco di guardarsi dentro. 

Bruno Paillard 

Bruno Paillard 

Si vive il 2022 con ottimismo e il viaggio continua a Parigi in febbraio per Vinexpo-Vin Paris, poi a Bologna allo Slow Wine Fair, ancora a Vinitaly e a Prowein. Con la consapevolezza che il 2021 si è saputo rivelare un anno di crescita, per quanto «complicato – rileva l’amministrazione delegato Luca Cuzziol – per una serie di situazioni legate alla pandemia ma anche per la ripartenza dei consumi che nessuno si aspettava con questa velocità». L’incremento sul 2020 è stato del 70% e del 23% sul 2019: insomma un anno record.


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