Ti abbino per le feste: i rossi

Il Miglior Sommelier d'Italia racconta a Identità Golose i vini da non perdere. Ultima puntata

22-12-2015
Terza e ultima puntata del viaggio d'Identità

Terza e ultima puntata del viaggio d'Identità Golose attraverso i vini per l'abbinamento con i piatti delle feste, grazie ai consigli del Miglior Sommelier d'Italia, Andrea Galanti, eletto poco più di un mese fa. Ora è la volta, dopo le bollicine e i bianchi, di passare in rassegna i vini bianchi 

Continua (e termina) il mio breve percorso enologico italiano durante queste festività natalizie, dopo bollicine e vini bianchi è la volta dei rossi. Qualche bottiglia sarà stata conservata gelosamente per un momento di convivialità e l’occasione delle festività è un’ottima scusa per aprirla e condividerla.

Partendo dalla mia Toscana non posso non citare la storia del Chianti Classico che passa anche dalla realtà di Castell'in Villa. Una valorizzazione assoluta del sangiovese che viene presentato al mercato soltanto nel momento in cui si ritiene pronto (ad oggi è in commercio il 2010), eleganza su tutto, accompagnato dal varietale tipico del vitigno che ricorda la ciliegia marasca, la viola e la terra bagnata. Ideale su fantasia di crostini, magari ai fegatini, salse di formaggi e funghi.

A Barolo il nebbiolo è il leader indiscusso e Bartolo Mascarello rappresenta la bandiera della tradizione. Il suo Barolo nato con somma sapienza dalla figlia Maria Teresa è espressione di terroir, eleganza e punta con decisione a una perfezione disarmante, provatelo su un tagliolino al tartufo bianco d’Alba che di questi tempi ha dei profumi stupendi.

Alle pendici dell’Etna nasce il Nerello Mascalese coltivato a piede franco. Tra le prime aziende a valorizzare questo splendido territorio abbiamo la Tenuta delle Terre Nere. Il lungimirante De Grazia aveva intuito le potenzialità di questa zona, e sempre da apripista ha introdotto la strada dei cru e il suo Santo Spirito ne è uno splendido esempio. Vino scarico di colore ma ricco di eleganza, sapidità e tannini, provatelo con un classico come la lasagna al ragù.

Dirigendoci in Piemonte, al confine con la Valle d’Aosta, troviamo la denominazione più piccola d’Italia; Carema, dove il Nebbiolo, qui chiamato Picotendro, coltivato con i tipi terrazzamenti e piloni in pietra tutti costruiti rigorosamente a mano, esprime un carattere unico. La cantina dei Produttori di Carema con la Riserva Etichetta Bianca ci propone un vino di assoluta piacevolezza, grande freschezza e un tannino delicato e diverso rispetto al cugino di Barolo e Barbaresco, provatelo su coniglio ripieno alle erbette e tartufo nero.

Il Collio esprime potenza e vocazione anche nei vini rossi, e il merlot di Manferrari rappresenta a pieno questa idea. Collio Rosso della Centa di Borgo del Tiglio è non solo forza, ma anche ricchezza di frutti rossi, freschezza, spezie, note balsamiche e tanta profondità. Un vino da provare con arista ripiena di prugne e mele

A Negrar, nel cuore della Valpolicella classica, nasce un’icona simbolo di questo territorio, Giuseppe Quintarelli. Anche con il suo Valpolicella Classico Superiore possiamo apprezzare lunghe complessità olfattive, forti intensità gustative ma con grandi doti di freschezza. Provatelo su un classico delle festività come il cotechino e lo zampone, magari con le immancabili lenticchie in salsa di pomodoro.


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