Ti abbino per le feste: i bianchi

Il Miglior Sommelier d'Italia racconta a Identità Golose i vini da non perdere. Seconda puntata

18-12-2015
Seconda puntata del viaggio d'Identità Golose

Seconda puntata del viaggio d'Identità Golose attraverso i vini per l'abbinamento con i piatti delle feste, grazie ai consigli del Miglior Sommelier d'Italia, Andrea Galanti, eletto poco più di un mese fa, come abbiamo raccontato qui. Ora è la volta, dopo le bollicine, di passare in rassegna i vini bianchi 

Per le festività che si affacciano non possiamo farci trovare impreparati. E' giusto quindi preparare anche le bottiglie più idonee all'abbinamento con i piatti della tradizione. Proseguendo coi vini bianchi (dopo che qui abbiamo parlato delle bollicine ideali), ecco alcuni consigli.

Dalle pendici sudtirolesi della Val Venosta nasce uno dei Riesling più entusiasmanti del palcoscenico italico, Falkenstein. Freschezza, mineralità e idrocarburi che con l'evoluzione lo caratterizzano ed esaltano, risulta essere ideale per l'abbinamento con il salmone affumicato selvaggio.

Spostandosi in Friuli, sul corso dell’Isonzo una delle realtà più coinvolgenti è Lis Neris. Con la sua riserva Lis rappresenta la migliore selezione delle uve Chardonnay, Pinot grigio e Sauvignon blanc, provenienti tutte da vigneti di oltre 25 anni di età. Il vino fermenta e affina in tonneau per un periodo superiore all'anno, dopo una lunga sosta in bottiglia esce sul mercato; presenta grande intensità e complessità aromatica che  accompagnano una degustazione con lunghe persistenze, morbidezza, freschezza e terroir, il tutto contraddistinto da eleganza. Prodotto solo nelle migliori annate, lo consiglierei in abbinamento al cappone ripieno di erbette e parmigiano.

Spostandosi in Campania, il Fiano di Avellino regna sovrano e Guido Marsella ne è un interprete eccellente. Esce almeno dopo quasi due anni dalla vendemmia con un periodo minimo di affinamento di 20 mesi tra acciaio e bottiglia. Complessità aromatica, note fumé, freschezza, e suadente mineralità lo accompagnano in una lunga persistenza di assoluta eleganza. Sono bottiglie che non temono il tempo, anzi lo attendono con gioia, perché solo dopo anni esprimono le loro migliori qualità. Provatelo in abbinamento a una ricetta tradizionale natalizia come il capitone marinato.

Un classico della tavola delle feste sono i tortellini in brodo, direi che non possono assolutamente mancare. Perché non provare un vino che esuli dai soliti abbinamenti territoriali? Propongo dunque un’alternativa: lo Chardonnay di Castello di Monsanto, che nasce sulle pendici di Barberino Val d’Elsa per la prima volta nel 1990. La famiglia Bianchi dona a questo vino una piacevole morbidezza, data dall’affinamento in legno di secondo/terzo passaggio, uno Chardonnay ricco di freschezza e buona struttura.

Un altro must delle feste è rappresentato dal panettone gastronomico, in genere suddiviso in tanti soffici strati farciti tendenzialmente con salse e salumi, oppure con formaggi ed erbette o ancora con salse a base di pesce. Indicherei un vino che giochi su decise note di freschezza, persistenza e magari una velata morbidezza per contrapporsi alle aromatizzazioni che spesso caratterizzano il panettone. La zona classica di Soave regala proprie queste sensazioni, magari una selezione proveniente da uno dei cru in cui si evidenzia un maggiore affinamento sui propri lieviti, come da tradizione; la Garganega in purezza di Dal Cero, Vigneto Runcata, ne è un bellissimo esempio.

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