Il primo ćevapčić non si scorda mai

Sarajevo: i migliori indirizzi per gustare le deliziose salsicce di carne di manzo e agnello

12-08-2013
Un corner di ćevapčići al mercato di Vrapcic d

Un corner di ćevapčići al mercato di Vrapcic di Sarajevo (che dal 16 al 24 agosto ospita il Festival del Cinema). Queste salsiccette di carne di manzo, spesso mista ad agnello, servite nei pani morbidi schiacciati, sono un po' il simbolo della Bosnia Erzegovina. Per viaggiareconoscere questo paese, esistono interessanti app gratuite a cura di Oxfam Italia (foto Mario Boccia)

La Bosnia-Erzegovina sta ai ćevapčići e kupus quanto l’Italia alla pizza, spaghetti e mandolino. E, per quanto i luoghi comuni possano andare stretti, come sarebbe assurdo visitare il Bel Paese e non farsi almeno un piatto di pasta o una margherita (sul mandolino possiamo soprassedere), altrettanto lo sarebbe sbarcare a Sarajevo e non farsi un piatto di quelle piccole, deliziose e speziate salsiccette di carne di manzo spesso mista ad agnello (ma niente maiale), servite nei pani morbidi schiacciati (somun, dirò poi di questi) e accompagnate da una bella dose di cipolle crude e una birra gelata (anche se filologicamente dovreste berci su lo yogurt).

Mrkva a Sarajevo (foto TripAddvisor)

Mrkva a Sarajevo (foto TripAddvisor)

Scrivo di Balcani alimentari iniziando dalla Bosnia Erzegovina perché vivo qui, a Sarajevo (dove, a proposito, dal 16 al 24 agosto ci sarà il Festival del Cinema, se siete in vacanza nei dintorni fateci un salto), e rompo il ghiaccio con i ćevapčići (altrimenti detti anche ćevapi) perché sono le forche caudine, insieme a rostilj, kupus, ajvar e rakija, dell’alimentazione locale tanto che i Bosniaci stessi dicono che non hai visitato la vera Bosnia Erzegovina se non li hai assaggiati.

L’etimologia del nome ćevap si rifà all’arabo kebab al quale si aggiunge il diminutivo tipico delle lingue slave čići anche se spesso si chiamano semplicemente ćevap/ćevapi. Per la pronuncia, provo a darvi una paio di indicazioni di fonetica: la ć si pronuncia come la “c” di città, mentre la č come quella di laccio. Quindi risulta una roba tipo: scevaptsci (chiedo perdono alla mia insegnante di bosniaco in anticipo per questa cosa).

Furono introdotti durante l’espansione ottomana nei Balcani intorno al XV secolo, e da allora sono diventati il cibo nazionale. Quelli di Sarajevo sono fra i più famosi, e fra un paese e l’altro - ma in BiH (=Bosnia Erzegovina) anche fra una città e un’altra - sono diversi sia nella composizione che nella presentazione. Si mangiano a qualsiasi ora del giorno e della notte e sono serviti nei ristoranti, ma la cosa migliore è andarseli a prendere nelle ćevabdžinica, i negozi o chioschetti specializzati in ćevapi e affini (tipo la pljeskavica, che è l’impasto molto simile a quello dei ćevapi ma grigliato tipo hamburger schiacciato).

Serena Guidobaldi, twitter @serenoccia (foto Paolo della Corte)

Serena Guidobaldi, twitter @serenoccia (foto Paolo della Corte)

Le migliori a Sarajevo? Qui si entra nel ginepraio dei gusti personali e delle simpatie, ma i nomi sui quali tutti concordano sono questi, tutti nella Baščaršija (centro storico della città turca). Eccoli in fila:
Željo, Kundurdžiluk 12
Mrkva, Bravadžiluk 13
Hodžić, Bravadžiluk 34
Galatasaray, Gazi Husrev Begova 44.

Questo invece è davanti alla stazione ferroviaria dei pullman, pochi metri da quella dei treni (anche se una mia amica di qui ultimamente mi ha detto che è peggiorato): Zmaj in Azize Šaćirbegović 68. Un piatto costa intorno - al massimo - ai 5 euro. Ma se spendete così tanto, significa che vi siete ingozzati, per cui non venitemi poi a dire che non li digerite.

Mai più senza: già in viaggio per la Bosnia Erzegovina? Allora scaricatevi le app gratuite per viaggiareper conoscere questo paese, progettate da Oxfam Italia.

Vidimo se! (che significa all’incirca “se vedemo”).