Breve fuga a Copenaghen: la mini-guida del gusto per un viaggio last-minute

Una piccola raccolta di indirizzi, alla scoperta delle golosità della capitale danese: in lista cocktail bar, panetterie e ristoranti à bon marché

17-12-2021
La tavola imbandita al ristorante Barr di Copenagh

La tavola imbandita al ristorante Barr di Copenaghen con le portate principali del menu degustazione, e quindi il Prosciutto arrosto, con fondente di patate e due varietà di tartufi locali e Scorfano, con bacon di cinghiale, verza grigliata e fragole verdi fermentate

Una pioggia sottilissima bagna la pelle di Copenaghen. È un dicembre fresco, perché a dir freddo, occorrerebbe prima misurarsi con i mesi innanzi. È una meta dove non occorrono mappe, molto meglio peregrinare, annotandosi qualche punto di riferimento da non perdersi, e poi attraversare la città lasciandosi guidare dagli aranciati caldi delle case, dalle torri che svettano nel cielo fumo-bianco, entrare nei cortili delle chiese che non aprono mai le loro porte prima delle 13.00.

Ogni angolo e quartiere riserva una sorpresa, un’inquadratura della realtà che di netto si distingue dalle nostre strade, dalla geometria delle nostre città. La luce arriva con calma, almeno alle 10.00 del mattino, nella forma di un pallido candore che accompagna il fare quotidiano fino a metà pomeriggio. Poi cala la sera, più dolce e mite del giorno, e un velo opaco si stende sui corsi d’acqua, sui laghi dei parchi.

In questo migrare, di mani fredde e volti inumiditi da acqua-neve, convivi con un costante senso di appetito, e per ogni luogo, c’è una fame particolare. Ma non è solo un mangiare per riempirsi - anche quello certo - bensì per comprendere in che modo il sapore sia interpretato e reinterpretato, l’intenzione spietata di non perdersi nulla: così, senza farti troppe domande, prendi, ti siedi e assaggi.

Ebbene, per chi ha prenotato un biglietto last-minute e non è riuscito a guadagnarsi un posticino nei famigerati templi della cucina nordica, esiste una via altrettanto golosa, improvvisata certo, un percorso di istinti scatenati da sorgenti di odorose bontà, dall’effetto “guardo-ergo-voglio”. E allora ecco una piccola lista di luoghi, senza ansie da...prenotazioni, una mistura di insegne – panetterie&bistrot, cocktail bar e ristoranti - che ci sono piaciute tanto.

Buon tour!

 

Lille Grocery

Vista dall'alto della panetteria e bistrot Lille Grocery

Vista dall'alto della panetteria e bistrot Lille Grocery

Giungere a piedi fino a Lille Grocery nel quartiere Refshaleøen non è cosa semplice. Si tratta di un distretto industriale e, a mano a mano che ci si inoltra, vien da chiedersi se si stia proseguendo nella direzione giusta. Biblioteche, gallerie d’arte, la scuola d’accoglienza del Mad, e poi il nulla. Fino a che il navigatore segnala che la destinazione è sulla destra, all’interno di un edificio quadrangolare. Lille. Uno spazio che si sviluppa in verticale dove sin dal primo respiro, presagisci che stia accadendo qualcosa di buono, l’occhio lo conferma, poco dopo la pancia pure: pile di forme di pane con una crosta fine e fragrante, scura, involucro felice di una soffice e intensa massa, bun gonfi di crema e cioccolato, fagottini di pasta sfoglia alle verdure, quiche ricche, focacce alte e vaporose, barattoli di burro montato, e deliziosi piatti vegetali, come la zuppa di lenticchie con kale, zucca ed erbe selvatiche. Ogni pietanza è pensata perché esprima il desiderio di far bene il proprio lavoro ogni giorno e di farlo, creando attorno al cibo una comunità, arricchita da chi lo produce e da chi lo consuma sedendosi ai due grandi tavoli conviviali di Lille. Genuinità della materia, bontà e spontaneità dei gesti per un carezzevole ristoro, di una squadra tutta al femminile.

Zuppa di lenticchie con kale, zucca, erbe selvatiche e olio al prezzemolo con il pane al lievito madre di Lille Grocery

Zuppa di lenticchie con kale, zucca, erbe selvatiche e olio al prezzemolo con il pane al lievito madre di Lille Grocery

 

Barr

Cavolo viola, granchio, olio al prezzemolo e spuma di birra: l'antipasto al ristorante Barr

Cavolo viola, granchio, olio al prezzemolo e spuma di birra: l'antipasto al ristorante Barr

Questa è l’ex sede del Noma, il ristorante dello chef René Redzepi, la cui cucina è spesso la sola ragione di viaggio in direzione Copenaghen. Restiamo nella stessa sede, ma con una nuova guida al timone. In un ambiente disinvolto, i ragazzi di Barr si muovono svelti; nelle loro t-shirt a righe bianche e nere si aggirano cordiali tra la profonda sala tutta legno e calore, e il bar, dove vengono serviti piattini e una selezione di birre e acquaviti artigianali. Al centro, una grande cucina e tra le sue pieghe, un pensiero logico e lineare: come la gastronomia Mediterranea raccoglie gusti e usanze dei popoli spaiati lungo le coste del mar meridionale, Barr recupera le abitudini alimentari e la cultura del bere dei mari Baltico e del Nord. Risultato? Una cucina ben nutrita di creatività, corposa soprattutto nel gusto, carni sostanziose e pesci laccati con salse intriganti – da quella al cavolo fermentato servita con lo scorfano, alla spuma di birra e burro che condisce l’antipasto  di Cavolo viola e granchio, con olio al prezzemolo. Un pasto-scoperta dall’inizio alla fine: la composta di frutti di bosco con il sorbetto alla panna acida, conditi con olio di quercia, ha suggerito al tavolo un necessario e acclamato bis, servito con una selezione di cocktail stagionali, tra cui il Pumpkin Highball, con zucca arrosto, zenzero e acquavite di Drammen.

Sorbetto alla panna acida, composta di frutti rossi e olio di quercia: il dessert al Barr

Sorbetto alla panna acida, composta di frutti rossi e olio di quercia: il dessert al Barr

 

Torvehallerne Market

Lo smørrebrød è il tradizionale sandwich "aperto" danese a base di pane di segale, con burro e tagli freschi, come pesce affumicato, insalate di gamberetti, affettati di carne arrosto o verdure

Lo smørrebrød è il tradizionale sandwich "aperto" danese a base di pane di segale, con burro e tagli freschi, come pesce affumicato, insalate di gamberetti, affettati di carne arrosto o verdure

Ecco un posto dove occorre fare attenzione: il monito è prima dedicarsi un giro di perlustrazione di entrambi i padiglioni (separati dal mercato del fresco, esterno). Intorno, in una serra delle meraviglie, il mercato di Toervehallerne: una pletora di piccoli stand, ognuno con la sua anima, banco e delizie. C’è lo smørrebrød – da quello classico al salmone selvaggio e aneto (con un generoso strato di burro alla base) o ai gamberetti, a quello di tendenza con pastrami, cavolo e cipolle fritte; c’è il banco del pesce, con ostriche, aringhe e merluzzo fritto; quello delle insalate – sia di pesce che vegetali; tartare di bue, charcuterie e salsicce di ogni tipo…e poi sfilza di classici internazionali – pizza, hot dog, dalla tavola calda libanese al nutrito panino con l’anatra confit. Da bere, a tutta birra, meglio se Mikkeller, che riconoscerete dalle grafiche in stile video-game (delizioso il sidro di mela brut). E per intiepidire le mani, un bicchiere di Glögg, cugino scandinavo del vin brulè arricchito con uvetta, anice stellato e mandorle in pezzetti. Quasi meglio di una favola di Andersen.

 

The Library Bar e Ruby

Uno scorcio di The Library Bar del The Plaza Hotel di Copenaghen

Uno scorcio di The Library Bar del The Plaza Hotel di Copenaghen

Partiamo dal primo indirizzo che meriterebbe un salto anche solo per assimilare l’essenza di una chicca fuori dal tempo: situato all'interno dell' Hotel Plaza, a pochi passi dalla stazione centrale, The Library Bar è una vecchia sala lettura con luci soffuse, quadri, velluti e poltroncine di pelle. E lì, dove di regola troveremmo i più grandi classici della letteratura danese o tomi di anatomia umana, è stata incavata una grandiosa bottigliera, palcoscenico dei barmen del Library che propongono, oltre agli ever-green, una selezione di cocktail della casa con gin e altri distillati locali. Nota bene: può capitare che nel grande salotto d’improvviso si elevino cori di canti tradizionali, mentre nel fine settimana, dalle 21.00 a mezzanotte, un trio jazz accompagnerà ogni singolo sorso. Ruby, invece, ha un gusto più contemporaneo e gli appassionati di miscelazione non rimarranno delusi da un assortimento davvero intrigante - il tutto, in un ambiente sofisticato e accogliente. Segnate in blocknotes il Fairground, con Diplomatico Reserva Exclusiva, Stauning Rye, vino alla mela, melaal toffee, miso e latte.

Lista dei desideri? Un secondo round - e poi un terzo, e poi un altro giro ancora. Di Copenaghen: sia ben inteso, perchè per i curiosi, le sorprese, non finiscono mai.


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