Riservatezza, concretezza, spirito laborioso e orgoglio: qualità che da sempre raccontano il carattere piemontese e che oggi sembrano riflettersi anche nell’identità di Adelaide! Bottega Bar, locale torinese che ha aperto, senza clamore (ma aggiudicandosi il People's Choice Awards, il prestigioso premio dei TheFork Awards con Mastercard edizione 2025, nonché il titolo di vincitore per il Nord Italia, leggi qui) circa un anno fa e che si prepara ora a crescere e a raddoppiare i propri spazi.
Ma partiamo dagli inizi. Adelaide! nasce, nel cuore del capoluogo sabaudo, per accompagnare la giornata dei torinesi dalla mattina fino a tarda sera e creare uno spazio informale e accogliente dove buon cibo e convivialità si incontrano. L’idea è partorita da una giovane squadra di fondatori accomunati dalla passione per la ristorazione e la qualità delle materie prime. Leo Pellegrino, con tredici anni di esperienza in Eataly e ruoli di management a livello europeo, Marianna Di Dio, da sempre attiva nel mondo della ristorazione e nell’organizzazione di eventi, e Giulia Cantoni, nutrizionista con un lungo percorso nel settore qualità della grande distribuzione. Insieme, accomunati da passione voglia di fare, hanno immaginato un luogo dove celebrare il piacere dello stare a tavola.
«Da sempre io e Marianna, la mia compagna, coltivavamo lo stesso sogno: aprire un locale tutto nostro. L’idea ha iniziato a prendere forma durante un viaggio in Andalusia. Eravamo a Granada, seduti al bancone di una bodega straordinaria: davanti a noi un’infinità di piattini e, tra una caña e l’altra, il locale ribolliva di vita. Persone che ridevano, chiacchieravano, alzavano la voce per farsi sentire dal personale. A un certo punto ci siamo guardati e ci siamo detti: “È questo il locale perfetto”. Dopo la fine della nostra avventura da Eataly abbiamo conosciuto Giulia. Spesso ci incontravamo in un piccolo bar dall’aria anni Novanta, proprio accanto al mio nuovo ufficio, in Via Mazzini 58. È stato lì che Marianna, quasi all’improvviso, ha visto qualcosa che agli altri sfuggiva: la potenzialità di quel posto. Con la sua determinazione, ha convinto tutti che fosse il luogo giusto. Da quel momento abbiamo iniziato a studiarlo davvero: la clientela, gli orari, le opportunità ma anche le criticità. Abbiamo parlato con la proprietaria, cercando di capire quali fossero i suoi progetti. Sono passati innumerevoli incontri, nel frattempo è arrivato anche un figlio, insieme a mille altre vicissitudini. Poi, finalmente, il 1° marzo 2025 abbiamo ricevuto le chiavi del bar. E un mese esatto dopo abbiamo aperto le porte vetrate oggi coperte dagli sticker di Adelaide!» ricorda Leo Pellegrino.

Il menu è quasi interamente “Made in Piedmont” e riflette la loro filosofia attraverso una selezione accurata di prodotti e collaborazioni con alcune realtà di eccellenza del panorama gastronomico locale e piemontese: il pane e i cornetti arrivano dal forno di
Raffaele D'Errico, la pasticceria è firmata
Tauer Bakery, le carni provengono dal presidio Slow Food de
La Granda, gli affettati di suino nero piemontese da un piccolo allevamento di Pollenzo, le verdure sono di
OrtoBra, il caffè
Lavazza, i plin di
Ugo Alciati e
Davide Palluda, le paste fresche del
Pastificio Sapori e del laboratorio di chef
Giuseppe Rambaldi, lo zabaione di
Alberto Marchetti e il cioccolato di
Guido Castagna.
La cucina che Adelaide! propone è veloce, diretta, avvolgente. Punta sulla semplicità e sulla condivisione: una ventina di antipasti serviti in piccoli piatti pensati per stare al centro del tavolo, da assaggiare insieme. Accanto a questi, una carta essenziale con quattro primi, quattro secondi e cinque dessert, con un’attenzione particolare alle proposte vegetariane e vegane. I piatti cambiano seguendo il ritmo delle stagioni e delle materie prime. Tra quelli che nel tempo sono diventati più riconoscibili ci sono i Pomodori, pomodori, pomodori, un entrèè con tre diverse varietà servite con il loro gazpacho fatto in casa, il Tagliolini all’uovo con ragù all’antica, la Grissinopoli con carne di fassona, tagliata, impanata nei grissini, servita con maionese affumicata e misticanza, gli Spaghetti aglio, olio, peperoncino e peperone crusco, le Carote arrosto con mandorle salate, il Porro di Cervere con cenere di porro, le Chips di topinambur (proposte vegane, queste ultime, che raccontano bene lo spirito della cucina), e l'imbattibile Tiramisù fatto in teglia. Pochi elementi, sapori netti e grande rispetto per l’ingrediente. A completare l’esperienza, una carta dei vini composta da circa 250 etichette provenienti da diversi Paesi del mondo, destinata ad ampliarsi nel tempo.

Il vino è molto importante, da Adelaide!
Questa cosa dei piattini ha fatto impazzire i torinesi, e non solo, tant’è che prenotare qui è diventato impossibile come ci spiega
Leo: «Il 1° aprile abbiamo aperto le porte senza dirlo praticamente a nessuno e, col senno di poi, è stata una fortuna. L’inaugurazione ufficiale era prevista qualche giorno dopo, il 3, e avevamo semplicemente avvisato amici e parenti, immaginando una serata raccolta, quasi domestica. Le cose sono andate molto diversamente. Quel giovedì sera, intorno alle otto, c’erano circa trecento persone davanti al locale. Via Mazzini, proprio all’altezza dell’ingresso, era completamente bloccata. La gente beveva, scattava foto, rideva. Si fermava a parlare, si godeva l’atmosfera. Stavano bene, semplicemente. È stata una serata magnifica, di quelle che ti sorprendono e ti travolgono. Dal giorno successivo abbiamo iniziato a lavorare ben oltre ogni aspettativa e da allora il ritmo non ha fatto che crescere. È una soddisfazione enorme, naturalmente, ma non per questo abbassiamo la guardia, sappiamo che la strada giusta si costruisce giorno dopo giorno. La cosa che ci colpisce di più è vedere i clienti tornare. Tornano e parlano di noi. Raccontano di un ambiente familiare, informale, dove viene spontaneo condividere un tavolo, divertirsi, scambiare due parole con i nostri ragazzi o con chi è seduto accanto, anche senza conoscersi. Apprezzano l’attenzione che mettiamo nella ricerca delle materie prime e il rispetto con cui arrivano nel piatto. E poi il vino, naturalmente, quello piace sempre! Ma forse la cosa che ci caratterizza di più è un’altra: non siamo un ristorante e, in fondo, non vogliamo esserlo».
A guidare sala e cucina c’è una squadra di professionisti già conosciuti nella scena gastronomica torinese. Tra questi l'argentino Guillermo Sosa, per tutti Guille, direttore e sommelier con un passato da Luogo DiVino, lo chef Giuseppe Tarantino, che porta con sé l’esperienza maturata in Eataly, e Sonia Kuli, responsabile di sala già al GranBar. Con loro collaborano anche lo chef Patrik Lisa e la fotografa e social curator Valentina Malone, che contribuisce a raccontare l’identità del locale attraverso le immagini e i canali digitali. Tra i volti più familiari di Adelaide! spicca però anche la signora Giusy, storica proprietaria del bar La dolce vita: per oltre vent’anni, ogni mattina alle sette, è stata lei ad accogliere i primi avventori di Via Mazzini. Il nuovo corso ha scelto di tenerla nella squadra: una presenza preziosa, insieme alla sua collaboratrice Anna. Oggi entrambe sono Adelaide! al cento per cento. Con la loro esperienza, e con quel sorriso che molti clienti conoscono da tempo, continuano ad accogliere gli ospiti, contribuendo a rendere il locale un luogo in cui memoria del quartiere e nuove energie si incontrano

Scatti da Adelaide! a Torino
Da
Adelaide! si sta bene e questo si riflette anche negli interni: arredi vintage e oggetti di recupero dialogano con materiali come marmo, legno e vetro, creando un ambiente caldo e avvolgente che unisce sostenibilità e fascino d’altri tempi. Un’atmosfera pensata per far sentire chi entra come a casa, tra chiacchiere e sorrisi, piatti fatti bene e calici di vino. Qui si incontrano i giovani e i meno giovani, gli habitué e quelli che finalmente sono riusciti a prenotare, chi fa un pranzo di lavoro e il gruppo di amiche venute e a festeggiare, chi si ferma al bancone per un bicchiere e chi invece stuzzica fino all’ora di cena a poi va oltre. Perché
Adelaide! ha mantenuto quell’atmosfera di bar e bottega, quella di una volta, dove si entrava e si salutava perché ci si conosceva tutti, in un ambiente autentico e rilassato dove chi entra percepisce subito un clima di calore e spontaneità.
Dopo i tanti premi e riconoscimenti, talvolta inaspettati e mai ostentati, a un anno dall’apertura Adelaide! guarda al futuro: ad aprile raddoppierà, sempre a Torino, ma in Via Maria Vittoria 33, poco distante. «L’inaugurazione sarà il 10 di aprile - racconta Leo - Sarà un format diverso da Adelaide!, si chiamerà Fiammetta Bracebar, un luogo dove tutto parte dalla brace e dal fuoco ma con gli stessi principi al centro: qualità, ricerca della materia prima e vino, tanto vino. Il locale sarà più grande, con una bella cucina a vista e un design molto curato. Il progetto si fonda sulle stesse due colonne portanti che hanno guidato la prima apertura: le persone che ci lavoreranno e l’attenzione alle materie prime. Sarà un locale informale, aperto sette giorni su sette, a pranzo, all’aperitivo e a cena. Cercheremo di sorprendere con semplicità, ricerca ed estetica. O almeno ci proviamo».
Adelaide! Bottega Bar
Via Giuseppe Mazzini 58 - Torino
Tel. +39 011 335 8459
aperto tutti i giorni da mattio a sera