Il cambio di passo de Le Soste di Ulisse: confronti, dibattiti, una nuova app e il congresso di ottobre

S'apre all'insegna del rinnovamento il terzo decennio dell'associazione di imprese dell’enogastronomia siciliana, che conta oggi 80 membri. Sono previste anche campagne social e di marketing. Promosso il "Manifesto de Le Soste di Ulisse 3.0"

25-01-2023
a cura di Davide Visiello

Si apre con slancio e determinazione il terzo decennio di attività de Le Soste di Ulisse, associazione di imprese private dell’enogastronomia siciliana, nata nel 2002 dall’iniziativa di un gruppo di chef lungimiranti, che oggi conta 33 soci fondatori, tra ristoranti, pasticcerie storiche, hotel di charme, cantine ed istituzioni culturali private, e 47 imprese del settore.

Pino Cuttaia, chef de La Madia di Licata (Agrigento), presidente dell’associazione, con altri membri del direttivo, tra cui i vicepresidenti Tony Lo Coco de I Pupi di Bagheria (Palermo) e Luciano Pennisi, patron del resort Shalai a Linguaglossa (Catania), lunedì scorso hanno annunciato tutte le novità in una conferenza stampa a Palermo, all’interno delle sale museali del ristorante Mec, tra linde vetrine che custodiscono prodotti storici Apple della Fondazione Jobs. «Sentiamo forte l’esigenza di dare un nuovo impulso alla nostra associazione, particolarmente in un contesto globale così profondamente cambiato – afferma Cuttaia – Ora che la Sicilia tutta vive un momento di grande attenzione come destinazione per un turismo internazionale colto, curioso e non solo balenare, vorremmo rappresentare l’amico siciliano che ti fa scoprire le bellezze e la ricchezza della sua terra».

Il presidente de Le Soste di Ulisse, Pino Cuttaia, tra i suoi vicepresidenti Luciano Pennisi e Tony Lo Coco. Tutte le foto sono di Paola Licciardello

Il presidente de Le Soste di Ulisse, Pino Cuttaia, tra i suoi vicepresidenti Luciano Pennisi e Tony Lo Coco. Tutte le foto sono di Paola Licciardello

Una bella ripartenza con tante sfide da affrontare: ridisegnare il senso dell’associazione, darle un nuovo ruolo in uno scenario completamente mutato dopo due anni di pandemia e di sofferenza per il settore dell’ospitalità, farla divenire, in Italia come all’estero, la voce di quella iniziativa privata che non molla, che fa rete e che si pone come interlocutore qualificato per chi voglia conoscere il “Continente Sicilia” con un occhio più attento, autentico e profondo.

Il progetto Soste D’Ulisse 3.0 sarà una strategia a tutto campo, che prevede:

  • un’attività dinamica di ufficio stampa nazionale, da quest’anno Grassi & Partners di Milano, profondo conoscitore dell’isola, che opera da oltre 15 anni in Sicilia con alcune tra le realtà più note, dialogando, oltre che con l’Italia, anche con la stampa dei mercati chiave di opinione sul Travel/Food, quali US, UK, Germania e Francia;
  • l’aggiornamento del portale web, oggi prima finestra di contatto;
  • la creazione di un’app dedicata, prezioso, sostenibile e fondamentale strumento per chi oggi viaggia alla scoperta di ogni territorio;
  • un’importante campagna sui social media, focalizzata principalmente su Instagram e Facebook, che mantenga un costante e stimolante dialogo con la rete dei followers;
  • la presenza dell’associazione ai più rilevanti eventi del turismo e della gastronomia, come Iltm 2024 a Cannes, fiera internazionale del turismo di lusso più prestigiosa al mondo;
  • l’organizzazione di giornate di formazione e di incontro per gli associati con professionisti, esperti, giornalisti, social media manager, per apprendere e perfezionare i segreti del marketing territoriale e della moderna comunicazione. Prima data in calendario venerdì 14 aprile al Minareto Seaside Luxury Resort di Siracusa, che aveva ospitato l’ultima edizione del congresso, esattamente 3 anni fa;
  • la conferma di un importante e consolidato momento di confronto sulle tematiche enogastronomiche, in occasione dell’annuale congresso previsto il 28-30 ottobre 2023, in cui saranno coinvolti i maggiori operatori siciliani del turismo italiano ed internazionale per confrontarsi sulle aspettative dei mercati, gli strumenti, le esigenze e gli scenari per un modello futuro di ospitalità sempre più adeguato.

Un momento della conferenza stampa a Palermo

Un momento della conferenza stampa a Palermo

La conferenza è stata anche l’occasione per lanciare il Manifesto de Le Soste di Ulisse 3.0:

• portare il Mediterraneo “al centro dei pensieri” , attraverso la forza comunicativa della cucina e dell’ospitalità siciliana;

• diffondere la cultura del buono e del bello, che la Sicilia ha insita in ciascun proprietario di strutture d’accoglienza, chef e produttore;

• preservare e tutelare le tradizioni culinarie di ogni micro-territorio: dialogare con il mondo agricolo, dei pescatori e degli allevatori, salvaguardando e valorizzando la biodiversità, proteggendo le tecniche di produzione più rispettose dell’ambiente;

• incoraggiare nuovi usi e nuove tecniche applicate ai prodotti alimentari di tradizione mediterranea, combinandoli con impulsi provenienti dall’estero. Perpetuando così quello scambio che da secoli  disegna la storia dell’isola;

• difendere e promuovere i valori dell’accoglienza, tipici della cultura siciliana: rispetto, calore umano, cura dei dettagli, emozioni.

Alessandro Grassi di Grassi & Partners, Salvo Ficarra, Pino Cuttaia e Tony Lo Coco

Alessandro Grassi di Grassi & Partners, Salvo Ficarra, Pino Cuttaia e Tony Lo Coco

Sono sempre onorevoli ed encomiabili le intenzioni e le attività de Le Soste di Ulisse, un’associazione, come detto, attiva in Trinacria dal 2002. Chi ne segue le vicende può affermare e constatare che tanto è stato fatto dal sodalizio nel corso degli anni per migliorare l’offerta e la qualità dell’ospitalità e della ristorazione d’alta gamma in Sicilia, senza dimenticare che in Sicilia, come nelle altre grandi regioni dell’Italia meridionale, la volontà di “fare impresa”, che si traduce in un alto numero di aziende nei settori legati (direttamente o indirettamente) al turismo enogastronomico, si associa ad un ambiente poco favorevole per infrastrutture, viabilità, trasporti, supporto politico.

La giusta conclusione e l’augurio all’associazione è una considerazione tratta dall’autorevole Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2022 redatto da Roberta Garibaldi, professore di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo: «Volgendo lo sguardo alla ristorazione, la Sicilia, come la Campania e la Puglia, tende ad avere un mercato (effettivo e potenziale) piuttosto alto: sono fra le regioni italiane più popolose e vantano una certa attrattività turistica. Questi elementi suggeriscono una lettura positiva della relazione tra l’indice di competitività territoriale e il numero di imprese, con il comparto, tra cui quello di eccellenza, che potrebbe avere performance più positive. È ragionevole supporre che il settore abbia saputo crescere nonostante condizioni svantaggiose, e possa farlo ulteriormente nel caso vengano adottate misure volte a migliorare il contesto territoriale».

Onore, dunque, e in bocca al lupo a Le Soste di Ulisse.


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