Dolcezze senza fine: ecco le migliori per i giorni di festa 2022, secondo gli autori di Identità Golose

Panettoni, pandori, torroni, creazioni al cioccolato, ma anche squisitezze meno note della pasticceria italiana. Abbiamo chiesto a 66 nostri collaboratori le loro coccole preferite per Natale, da concedersi e consigliare... I loro suggerimenti

24-12-2022
a cura di Identità Golose

"Non è vero Natale senza i sondaggioni di Identità Golose", ci ha scritto qualcuno, immaginiamo col sorriso stampato sul volto. E allora eccoci ancora una volta: abbiamo chiesto ai nostri autori di indicarci i loro "oscar del gusto", in questo caso un vortice di dolci prelibatezze, ghiotti suggerimenti a beneficio del palato. Nessuna classifica, né di panettoni, né di pandori, tantomeno di torroni: solo, le personali delizie preferite, meritevoli di citazione. Ecco a voi, dunque, una valanga di suggerimenti. Nei prossimi giorni altre "carrellate": consigli dal mondo salato, la migliore esperienza del 2022, il ristorante sul quale scommettere per il 2023... Buona lettura.

LUISA ACCIARRI
Guido Gobino dovrebbe essere reso obbligatorio a tutti almeno una volta all'anno del tribunale della bontà e del buonumore tale la melodia sprigionata dei suoi giandujotti, uno su tutti: il Maximo che recupera la ricetta originaria, quella priva di latte. Gobino torna al passato dopo essere stato nel futuro.

CHIARA AIAZZI
Invece delle classiche creme e salse, in abbinamento con i lievitati delle feste propongo gli ottimi gelati e semifreddi di Cinzia Otri della Gelateria della Passera. Senza scordare comunque gli Zuccotti che Cinzia propone durante questo periodo dell’anno, dal Tradizionale con mousse di panna fino allo Zuccotto Cosimo con mousse di zabaione e lo Zuccotto Il Magnifico con mousse di cioccolato e visciole. Tutti bagnati con i liquori artigianali dell’Officina di Santa Maria Novella.

MARINA ALAIMO
Il Sibarita è un panettone artigianale buonissimo che porta in sé con gran eleganza gli aromi della Piana di Sibari, in Calabria: l’origano selvatico, le arance, l’olio extravergine di oliva. A farlo poi è un pizzaiolo, Daniele Campana, bravissimo e innamorato del suo territorio (Facebook). Poi segnalo il torrone al bergamotto, l’agrume tipico della Calabria e coltivato solo in questa regione, che preserva molte varietà proprie di agrumi. Lo produce l’azienda La Cascina di Roccella Jonica. Anche quello al cedro è molto buono e interessante, come quello al peperocino calabrese, al mandarino e poi ancora alla liquirizia, altra eccellenza di questa terra. Infine: il cioccolato non può mancare in una festività così importante. Il Foresta Nera di Gay Odin è ormai un mito a Napoli e oltre. Sul sito troverete anche i suoi nudi eccellenti, tra i quali un anello ripieno di rhum da sballo.

ANGELA AMOROSO
La Sicilia la fa da padrone con golosità a cui è difficile resistere: da provare sicuramente la novità 2022 della DiStefano Dolceria di Raffadali (www.distefanodolciaria.it) ovvero il panettone all’uva passa Zibibbo di Pantelleria: di una dolcezza particolare data dalla tipicità dell’uva, avvolta da un impasto soffice, a cui fa da contraltare la nota croccante dei semi volutamente lasciati all’interno. Altro elemento immancabile nelle tavole siciliane non può che essere il cannolo che trova la declinazione in una cornucopia se a realizzarlo è lo chef due stelle Michelin Pino Cuttaia del ristorante La Madia di Licata: li potete acquistare dalla sua dispensa di Licata (www.uovodiseppia.it) ma anche a Milano (www.uovodiseppiamilano.it) per gioire da Nord a Sud.

FRANCESCA ROMANA BARBERINI
Per me il pandoro e il panettone sono quelli di Lievito Pizza Pane, panificio e pizzeria romana dove si esprimono con grande attenzione e professionalità Danilo e Francesco Arnesano. Sono appassionati e umili, sempre alla ricerca del miglioramento, si confrontano e cercano di imparare dai migliori. Hanno un giusto modo di affrontare questa professione. Quest'anno oltre al panettone classico e quello al cioccolato (il mio preferito) c'è il panettone Moderno, il Frutti di bosco caffè e mandorle e il Mandorlato, arancia e cioccolato.

I torroni di Sabadì

I torroni di Sabadì

CINZIA BENZI
Sabadì e la sua fantasia deliziano il torrone e gli "affinati", un cioccolato che non ti aspetti. Indimenticabile anche il torrone di Paolo Brunelli, che potrete acquistare come tutte le altre creazioni dolci cliccando qui.

DAVIDE BERTELLINI
Voto il panettone milanese di Gianluca Fusto, uno dei migliori pasticceri d'Italia, che produce il lievitato per eccellenza in poche centinaia di pezzi (già sold out) con maniacale attenzione e cura per gli ingredienti. Panettone da abbinare al suo spettacolare zabaione e magnifica Marsala 2002 che crea dipendenza. Sito.

VALENTINA BIANCHI
La crema al mascarpone in accompagnamento al pandoro di Paolo Griffa, spolverato con zucchero a velo alle erbe di montagna. Sito.

MARESA BISOZZI
Memorabili le visciole di Cantiano di Morello Austera e i torroni friabili ad libitum di Enoteca Cremona. Panettone? La lista è ampia (non posso dire se voglio più bene a mamma o a papà. E io amo le famiglie allargate...). Per cui: Tiri, Pepe, Cracco e Servi.

ALINE BORGHESE
Come ogni anno la mia scelta cade su panettone classico di Niko Romito, che trovo esemplare, clicca qui. Quest'anno non mancheranno i cioccolatini di Gianluca Fusto, clicca qui: i gusti di gelsomino, olio d'oliva e porcini sono i miei preferiti e quelli che per me rappresentano la vera poesia del gusto.

BELINDA BORTOLAN
Roma è sempre stata il fanalino di coda nei concorsi di panettone, ma quest'anno il livello si è alzato moltissimo: per chi vuole provare suggerisco il panettone dell'outsider Spigadoro Bakery, sia tradizionale che al cioccolato con i marron glacèe (vera delizia); quello tradizionale di Pasticceria D'Antoni; quello realizzato in collaborazione tra lo chef Giuseppe Di Iorio e il pasticcere Arcangelo Patrizi, clicca qui. Equilibrio dei profumi, perfezione della lievitazione, dei canditi e della alveolatura e uvetta di grande sapore fanno un grande panettone (per mano di un grande pasticcere!).

CHIARA BUZZI
Una scatola di cioccolatini di Gianluca Fusto, clicca qui, una scatola di Paltò di Toc a Torino, la crema al caramello di Tiri, un vassoio di pasticcini di Imma Iovine (Cucchi, a Milano) e il panettone al cioccolato bianco, caramello e albicocche di Marlà.

CATERINA CANDIANI
La chicca di Natale (e oltre) che non può mancare sulle vostre tavole? Vi consiglio la torta di rose della storica Forneria F. lli Franchi di Malpaga, piccola frazione di Calvisano, Brescia. Dolce lievitato di origini nobili secondo la leggenda, è una vera specialità della zona tanto da attirare indistinguibili code di clienti fuori dal locale. Perfettamente alveolata, così soffice e profumata, dal colore giallo intenso. Gusto zuccherino da estasi. Disponibile nella classica versione a forma tonda così come in singoli boccioli di rose. Spaziale!

Le creme spalmabili di Stefano Guizzetti

Le creme spalmabili di Stefano Guizzetti

MARIA VITTORIA CAPORALE
Il primo consiglio è il mascarpone del Caseificio Valsamoggia, in provincia di Bologna, che da oltre quarant’anni si dedicata alla produzione di formaggi, nel rispetto delle antiche lavorazioni tramandate di generazione in generazione, prodotto ancora in modo artigianale: con lo sgrondo naturale in teli. Una candida nuvola dal gusto ricco e fresco e una texture morbida e cremosa che esprime il meglio di sé nelle preparazioni di dolci e come accompagnamento a torte o lievitati. Secondo consiglio sono le quattro creme spalmabili del maestro gelatiere Stefano Guizzetti della gelateria Ciacco di Parma e Milano: realizzate artigianalmente senza glutine, senza lattosio e certificate Vegan Ok. Sono l’espressione di territori italiani tradizionalmente vocati per la produzione di frutta a guscio, dove il microclima dà la possibilità alla pianta di esprimersi al meglio: i pistacchi di Bronte Dop per la crema spalmabile Pistacchi, la mandorla d’Avola Gemella per la Mandorla, le nocciole trilobate Igp del Piemonte per la crema spalmabile Nocciole e Cacao e infine le arachidi di Livorno tostate a legna per quella Arachidi al Sale. Da gustare direttamente dal vasetto, sul pane e i lievitati, sulla frutta fresca, sul gelato o come accompagnamento in cucina.

FEDERICA CARR SQUADRILLI
Oltre gli struffoli fatti in casa, da noi ci sono sempre i fichi ricoperti di cioccolato dei Fratelli Marano di Amantea.

GIUSEPPE CARRUS
Rimango nella mia Sardegna per segnalare due panettoni davvero eccezionali. Uno è fatto da un grande pasticcere, Piero Ditrizio (la pasticceria è a Cagliari e porta il suo nome). Due le versioni 2022: classico e cioccolato bianco e caffè. L’altro lo produce un grande pizzaiolo e lievitista, Sandro Cubeddu, titolare di Re | Mi a Sassari. Entrambi non hanno il commercio online ma ordinando al telefono spediscono in tutta Italia.

ROCCO CATALANO
Il torrone di Chicco Taverna, una vera delizia che racconta con cuore e tradizione esemplare goduriosamente il Sud, e la sua Calabria in particolare. Le sue dolci ricette sono l’elisir della felicità. E poi: la Passionata è il dolce simbolo che la Pasticceria Casoli prepara all’ombra della meravigliosa Cattedrale della città di Troia. Impasto di tre ricotte (mucca, pecora e bufala) a farcire un soffice marzapane su base bisquit, il tutto ricoperto da una squisita pasta di mandorle pugliesi. Equilibrio fantastico, piacere indescrivibile. Infine: Marlà, ovvero Marco e Lavinia, amore sull’asse Palermo – Milano, una giovane pasticceria che coniuga passione, qualità e ricerca, ma soprattutto la grande tradizione della cultura dolciaria siciliana che sposa l’elegante tecnica francese. Il risultato è una proposta eccezionale che spazia dai mignon ai grandi lievitati tra cui il panettone, davvero super, che merita di trovare spazio d’onore sotto l’albero di Natale.

ALBERTO CAUZZI
Il panettone di Niko Romito, ogni anno sempre più raffinato, originale e intenso. È un nuovo paradigma per il panettone contemporane. Clicca qui. Poi il torrone ai pistacchi di Simone Sabaini di Sabadì, immancabile.

ANNALISA CAVALERI
Il mio consiglio dolce per la tavola del buongustaio è il Lievitato all'olio d'oliva di Andrea Tortora. Si tratta di un dolce molto soffice e delicato, leggero al palato grazie alla sostituzione del burro con l'olio d'oliva. Questa tecnica, studiata da Tortora negli anni, permette di ottenere un lievitato senza lattosio, "amico" anche di chi soffre di intolleranze (ma perfetto per tutti i palati). Il profumo e il gusto sono delicati, i canditi di alta qualità, e l'uvetta particolarmente umida. Lo chef usa uova biologiche da allevamento a terra, meno "gialle" ma più sane. Non da ultimo, è venduto in un'elegante latta, bella da regalare e da presentare sulla tavola natalizia. Sito. Sempre al top il panettone di Vincenzo Tiri, grande maestro dei lievitati, che non sbaglia mai un colpo, né sul tradizionale, né sui gusto più golosi, come il caramello salato. E-shop qui. Una garanzia per i sapori più intensi e brillanti del sud Italia, Sal De Riso, con i suoi dolci che regalano gioia e raccontano la sua terra, la Costiera Amalfitana. Sito.

ANDREA CIPRIAN
Segnalerei il Panfrutto di Giovanni Merlo, chef del ristorante La Paterna: lui ha il pallino dei lievitati con i quali peraltro se la cava egregiamente. Utilizza ingredienti selezionatissimi (quali lievito madre, farine Petra Molino Quaglia - la Panettone 6384 e un minimo di Petra 9, per la precisione -, vaniglia in bacca e miele d’acacia) per sfornare un goloso bauletto morbido e profumato. Una gioia soprattutto per chi ama la frutta candita. E-shop qui.

SILVIA CITTADINI
Dopo aver assaggiato negli anni panettoni provenienti da tutta italia, recentemente ho cominciato a ritornare sul pandoro. Più essenziale (sarà l’età!) ma con i dovuti accorgimenti delizioso (per l’importante quota di burro! Per il suo impasto soffice con la sua spolverata di zucchero a velo mi riporta all’infanzia). Ho assaggiato il pandoro della pasticceria Casa Manfredi di Roma della bravissima Giorgia Proia: di certo è un pandoro che consiglierei. È un mio consiglio molto... territoriale. Ma dopo tanti giri e panettoni spediti da più parti d’Italia è stata una bella sorpresa assaggiare un pandoro di vicinato così buono!

MONICA COLUCCIA
Immancabile sulla mia tavola natalizia è la Sciuscella gaetana, dolce tipico tradizionale a base di cacao, farina, zucchero e miele, aromatizzato con cannella e chiodi di garofano. Dalla tipica forma allungata che ricorda la Sciuscella, appunto, termine dialettale per indicare la carruba. Gli alberi di carrubo molto diffusi a Gaeta e nel basso Lazio arrivano a dimensioni tali che un tempo spesso ospitavano le instabili casette sugli alberi di bambini. Profumi e ricordi uniti in uno stesso dolce morso.

ANDREA CUOMO
I torroncini artigianali della pasticceria VM Macioce di Alvito, in una delle zone meno conosciute d'Italia, la Val di Comino, nel Basso Lazio, che d'estate è centro del Festival delle storie. La ricetta tradizionale, che risale agli anni Trenta del Novecento, prevede la pasta di mandorle ricoperta di cioccolato Domori. Un'autentica delizia in una confezione magnificamente fané.

ALESSIO CUTRÌ
Mangerei cioccolato tutti i giorni. In effetti nel periodo freddo è così. Ho trovato alcune dolcezze natalizie davvero imperdibili. Boeri artigianali. Ciliegie delle colline torinese. Raccolte in estate, mature al punto giusto. Denocciolate a mano e tuffate nel liquore maraschino. Ricoperte completamente di cioccolato fondente. Strepitosi. E poi ancora tavolette di cioccolato bean-to-bar ripiene alla castagna, al whisky, al caramello oppure con pino mugo. Paradiso della cioccolato, dove trovare prodotti italiani di alta qualità di diverse aziende come Giordano di Torino e Oberhöller del Südtirol. Da provare anche i giandujotti artigianali tagliati a mano! Disponibili solo sul sito ufficiale bottega1861.it.

AMELIA DE FRANCESCO
Il Pan Natale di Maritani, in quel di Monfalcone e Trieste, è il lievitato che i fratelli Sandro e Paolo Maritani propongono per le feste in alternativa al panettone classico. Nel 2022 è disponibile nelle versioni al Gianduja, Pistacchio e mandarino, Cioccolato e arancia e Bronx (cioccolato bianco e lampone). Prodotto con lievito madre e “altamente artigianale” - questo il claim dell’intera produzione dolciaria della famiglia - va consumato rigorosamente in stagione, essendo senza conservanti. Ancora: le arance sciroppate al Pigato sono fra le creazioni dolci dell’azienda agricola ligure La Baita & Galleano, che si trova nel paesino di Gazzo d’Arroscia (“50 abitanti e 3000 ulivi”), a 700 metri sul livello del mare e meno di due ettari coltivati. In barattolo da 300 g, le fette di arance pernambuco sono conservate in modo naturale nel vino Pigato della Riviera Ligure, per accompagnare il dessert o chiudere in dolcezza, e semplicemente, il pasto. Consiglio infine la confettura extra di zucchine e anice di Sara Devetak, da provare in abbinamento a formaggi stagionati, ma anche perfetta per una classica colazione dolce. Ci troviamo sul Carso goriziano, a San Michele del Carso, nell’azienda biologica che la giovane Sara - figlia di storici ristoratori della zona - ha messo in piedi da qualche anno e dove coltiva e trasforma frutta, verdura e ortaggi raccontando il territorio e la tradizione culinaria locale.

Il panettone di Errico Recanati

Il panettone di Errico Recanati

MASSIMO DI CINTIO
Da anni molti chef realizzano panettoni buonissimi che meriterebbero una classifica a parte (tra i migliori nelle mie zone: Mauro Uliassi con Mattia Casabianca a Senigallia, Errico Recanati dell’Andreina a Loreto, Franco Franciosi del Mammaròssa di Avezzano, Daniele D’Alberto del Nole e Moreno D’Antuono del Soms, entrambi a Pescara, e tanti altri…), ma chi lo fa per mestiere e in maniera eccellente deve essere premiato. Sul mio podio personale quest’anno ci sono Ferdinando Tammetta di Fondi (fornotammetta.com) per il panettone Classico, soffice e profondo, e Angelo Di Masso per il suo Venezuela con cioccolato monorigine e frutta esotica al naturale, che affianca lo storico Pan dell’Orso, interpretazione del pan rozzo (dimassoscanno.net).

LUCA FARINA
Senigallia offre due spunti veramente notevoli: il panettone di Mauro Uliassi e Mattia Casabianca, nobilitato dai mieli di Giorgio Poeta, è un concentrato di maestria e idee buone. In particolare, la versione che omaggia il dolce del ristorante Senigallia-Brest è una vera chicca, con cioccolato, amarene di Cantiano e olive candite (clicca qui). C’è anche, qualche metro più in là, il panettone di Francesca Casci, in arte Pandefrà, che rispetta la ricetta tradizionale, ma che fa anche del bene. È infatti dedicato a chi ha aiutato la città di Senigallia a rialzarsi dopo l’alluvione che l’ha ferita. Mangiare, facendo del bene: non c’è di meglio per questo Natale (clicca qui).

RAFFAELE FOGLIA
La pasticceria La Ruota di Agropoli, dal 1975, è specializzata in lievitati, rigorosamente con lievito madre. I suoi panettoni sono una garanzia (tra questi segnalo il tradizionale e quello alle albicocche Pellecchiella), ma mi piace puntare sulla Pastiera Lievita, perfetto connubio tra la tradizione campana e il panettone delle feste. Da provare anche il babà in vasocottura. Qui lo shop online.

ANNA GENTILI
Cosa non può mai mancare sulla tavola natalizia di ogni buon gastronomo che si rispetti? Un panettone di gran gusto, ovviamente! E io sono qui per consigliarvi calorosamente i tre panettoni artigianali che, in questo 2022, hanno rapito il mio palato per concretezza del sapore e qualità dell’impasto: il panettone tradizionale mandorlato di Fabrizio Mellino, chef del ristorante due stelle Michelin Quattro Passi a Nerano, che sprigiona il profumo degli agrumi della Penisola Sorrentina (potete acquistarlo qui); il panettone al burro francese e vaniglia di Tahiti di Alain Locatelli, pasticcere dell’omonima boulangerie in Viale Coni Zugna a Milano; e, infine, “Il Paolo” al cioccolato di Paolo Trippini, chef del ristorante Trippini in provincia di Terni, con un lievito madre custodito da più di tredici anni (potete acquistarlo qui).

ADELE GRANIERI
Il delizioso panettone di Carlo di Cristo, sia nella versione tradizionale che orzo e cioccolato. Equilibrato, soffice, profumato ed elegante, senza eccessi di dolcezze. Un vero fuoriclasse dei lievitati!

MARIALUISA IANNUZZI
Una delizia scoperta lo scorso anno, ma che in questi giorni si conferma ancora più intrigante ,è il Panettone – Cinquanta x Bitter Fusetti realizzato dalla Pasticceria Dolgetta: una massa morbida, super-vanigliata, affatto stucchevole; anzi rilascia una nota amara grazie all’apporto del Bitter e del pompelmo candito. Il panettone classico di Walter Musco, un nuovo assaggio, una nuvola: la sua bontà viene anticipata dal profumo che rilascia scartandolo; un morso leggero; avverti il beneficio del burro, il suo gusto tondo; la pasta sul palato si scioglie, quasi cremosa, senza note eccessivamente grasse. Anche in questo caso, zuccheri bilanciatissimi e un’uvetta succosa. Ultimo, ma non per ordine d’importanza è l’opulento pandoro di Stefano Guizzetti, che sperimenta per il secondo anno consecutivo affinando un risultato già di per sé perfetto. Oggi il pandoro risulta ancora più spumoso e affondare il morso in una fetta regala gioie come poche.

ALAN JONES
Quest’anno vorrei citare due dolcezze natalizie che secondo me non dovrebbero mancare sulle tavole in queste feste. Sono il Pan Kairos dell’azienda vinicola Zyme, un ottimo panettone con crema al mosto di vino Kairos; e l’eccellente panettone mandorlato in edizione limitata (500 esemplari) della trattoria Ai Due Platani a Coloreto (Parma).

STEFANIA LATTUCA
Dolcezza natalizia irrinunciabile è per me il buccellato della Pasticceria Oscar di Palermo. Dolce tipico della tradizione palermitana, è stato inserito nella lista dei prodotti tradizionali agroalimentari italiani. Una forma a ciambella, tra pane e biscotto, quasi come una ghirlanda, sontuoso e barocco nella presentazione, l'interno è una farcia esplosiva di sapori, profumi, consistenze. Cioccolato, mandorla, fichi secchi, agrumi, spezie, per un concentrato di Sicilia nella sua massima espressione di contrasti e contaminazioni.

La pignolata di Pasticceria Freni

La pignolata di Pasticceria Freni

TANIO LIOTTA
Tre opzioni. Uno: il lievitato. Siamo ad Aosta: ci affidiamo alle cure di Paolo Griffa e Titti Traina. Il loro pandoro è prova della perfetta esecuzione di un classico natalizio: profumi di vaniglia, latte, burro e miele d’acacia si dissolvono al morso; poi il tratto “green”, marchio di fabbrica del duo: nella polvere di zucchero a velo ecco gli aromi di camomilla e verbena (e ancora, giustamente) vaniglia. Una miscela di fiori ed erbe che diversifica con eleganza questo preparato (clicca qui). Due: il voluttuoso. Procediamo senza indugi verso Sud, attraversiamo lo stretto per gustare un classico della pasticceria messinese: la pignolata. Si tratta di una preparazione a base di pastella fritta (uova, farina, zucchero e alcool) nello strutto, glassata per metà da sciroppo di zucchero meringato al limone, l’altra invece al cioccolato fondente. Un dolce fondente, godurioso di non facile esecuzione. Tra le tante versioni assaggiate trionfa senza indugi quella della Pasticceria Freni. Tre: lo scioglievole. Risaliamo al Centro Italia alla ricerca di uno zabaione speciale: ricetta preparata in tutta la Penisola, resa fieramente marchigiana dall’unione col vino cotto (proveniente dall’azienda agricola Tiberi di Loro Piceno). È uno degli spalmabili di Paolo Brunelli, perfetto da pucciare sui lievitati; ma i veri peccatori di gola sapranno arrivare al fondo a suon di cucchiaiate... Clicca qui.

CATERINA LO CASTO
Sarò breve: per me non può mancare un’ottima Galette des Rois. Una torta di lucida sfoglia dal ripieno di crema frangipane alle mandorle. Si scioglie in bocca e non passa inosservata: anche in mezzo a decine di panettoni e pandori maestosi fa la sua figura.

VALERIA LOPIS
Il Panettone Sikulus all’olio di oliva è prodotto artigianalmente con l’utilizzo di olio evo da Nocellara Etnea delle terre vulcaniche dell’Etna, un prodotto ben fatto (no conservanti aggiunti, no grassi idrogenati) con uova fresche da allevamenti a terra e ottimi ingredienti. Il “twist” per portare a tavola un fine pasto d’autore: scaldare in padella con un filo d’olio le fette di panettone tagliate in piccoli rettangoli, appena dorate e calde servirle unitamente a una ciotolina di olio Don Peppino, Igp Sicilia, che fungerà da intingolo. Inaspettatamente adatti l’uno all’altro, goduria assicurata (clicca qui). E ancora: non manchi un dolce di origine conventuale che promette beatitudine già dal nome, le Minni di Virgini. Sono frolle rotondeggianti ripiene di zuccata e delicata crema bianca appartenenti alla tradizione sambucese. Festose all’aspetto, ricoperte da zuccherini colorati, e golose all’assaggio. Il quartier generale di produzione è il borgo di Sambuca di Sicilia, il riferimento è la pasticceria Pendola. Nessun e-shop: accaparrarsi un vassoio di minni impone una passeggiata o una telefonata, all’antica insomma (tel. +39 0925 941080). Infine, tra il sacro e il profano, l’utile e il dilettevole, le feste sono il momento in cui l'angolo-bar casalingo brilla maggiormente. C’è chi sperimenta e chi si butta sui classici: qualunque sia la scuola di pensiero c’è una divertente novità da tenere in conto e sfoderare tra un drink e l’altro. Alle pendici dell’Etna la storica Distilleria Russo (in attività dal 1870) ha immesso sul mercato Invento, collezione di aromi spray in tre linee: speziata, floreale e fruttata. Note olfattive supplementari per un finish di grande effetto! Un’altra creazione di Anna Maugeri Russo.

MARILENA LUALDI
Sono stata folgorata dal Baciccia, il pandolce genovese, di chef Jorg Giubbiani all’Orto di Villa Edera, Moneglia. Un tripudio di sapori e profumi, che esprimono l’anima ligure profondamente. La “formazione” schierata per invitare alla resa: burro di montagna con uvetta sultanina, pinoli, arancia pernambucco e chinotto di Savona canditi. Si può trovare fino al 6 gennaio al Christmas Village oppure prenotare a info@villaedera.com. Con una promessa: se contribuisce a diffondere l’aria di Natale, si appresta anche a far parte della produzione annuale nella struttura e a diventare prodotto del brand 100% Liguria.

LUCA MANAGLIA
Da buon fiorentino (acquisito, ma fiorentino) direi gli zuccotti di Cinzia Otri, la pluripremiata gelatiera fiorentina, unica "tre coni" della città e segnalata dal Financial Times fra le 4 migliori gelaterie italiane. Sono prodotti unici: da quelli tradizionali, ripieni di mousse di panna e scaglie di cioccolato fondente con cuore di cioccolato, chiaramente bagnati con alkermes dell’Officina di Santa Maria Novella, a quelli più originali (Zuccotto Cosimo I con mousse di zabaione, bagnato con Elisir di China Officina Santa Maria Novella; Zuccotto Il Magnifico, con mousse di cioccolato e visciole di Cantiano Corte Luceoli, bagnato con Elisir Gambrinus...). Li potete ordinare in gelateria, o trovare in menù al Ristorante i 4 Leoni. Sito.

FRANCESCA MANCINI
Se parliamo di confetti e torroni il pensiero corre subito a Sulmona, nella Valle Peligna in provincia dell’Aquila, tuttavia in Abruzzo ci sono altre realtà che negli anni sono riuscite a conquistare un posto nel cuore degli amanti di queste delicatezze. È il caso della Pasticceria Emo Lullo a Guardiagrele che, oltre a sfornare dal 1889 con ricetta segreta le altrettanto famose Sise delle Monache, produce il torrone Aelion, così chiamato per l’antico nome della città; un croccante alle mandorle intere tostate, mescolate a zucchero, frutta candita e cannella, di cui era ghiotto anche Ignazio Silone. Partendo dagli ingredienti del torrone, Emo Lullo con i ragazzi di Patabom, altra insegna interessante di Guardiagrele in quanto a produzione di pasticcini, biscotti, gelati e, ça va sans dire, grandi lievitati, ha fatto nascere durante la pandemia il “panettone guardiese” che porta lo stesso nome del torrone, e che regala all’assaggio gioia infinita. Morbido, profumato e intenso è perfetto se gustato con il buon passito da uve Montepulciano d’Abruzzo dell’azienda agricola Rabottini Vini e Oli di San Giovanni Teatino (Chieti).

ERIKA MANTOVAN
La frutta candita di Pietro Romanengo, confetteria più antica d’Italia nella città di Genova. Confetture, gelatine, sciroppi, l’assorbimento è vastissimo e realizzato da ricette antiche tramandate da generazioni. Gusti intensi!

I pasticciotti di Arte Bianca

I pasticciotti di Arte Bianca

PAOLO MARCHI
Visto che “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, il mio personalissimo primo oscar va a Andrea Tortora perché tutti sono in grado di sfornare un panettone, quanti invece un signor pandoro? Pochissimi. E il suo non solo è eccezionale, ma la Pasqua passata ha brevettato e lanciato il PandUovo, il pandoro a forma di uovo. Non solo: Andrea, nel laboratorio di Volta Mantovana, lavora seguendo il ciclo delle stagioni. Il secondo oscar va a Niko Romito per il pane e per il Pandolce. Il pane in sé non è una torta, però ricordo come fosse oggi nonna e zia materne che imburravano la metà piatta di una michetta, quella inferiore, poi l’appoggiavano sullo zucchero sfregandola per bene, infine la scrollavano e me la porgevano. Pura poesia. Quanto al Pandolce ricorda un pan brioche. Provare per credere. Terzo e ultimo premio per Antonio Campeggio, titolare di Arte Bianca, pasticceria a Parabita in Salento, tra il capoluogo Lecce e la punta estrema Leuca. Parlando di pasticciotto, con lui si deve guardare avanti, a più pasticciotti, grazie a frolle di farine diverse e a imbottiture a 360°. Dolci e pure salate.

LUCA MILANETTO
Direi un grande classico del panettone ovvero Tiri, una garanzia per la qualità della lievitazione. Per restare su un prodotto di nicchia dico i panettoni fatti in collaborazione tra la gelateria Aria e il maestro dei lievitati Sergio Scovazzo di Grano - Fornai in Fermento di Santena (Torino).

CLARA MINISSALE
Più che una dolcezza natalizia, vorrei proporre idealmente una chicca da fine pasto per chiudere in bellezza pranzi e cene delle feste: una piccola produzione di caffè cento per cento italiano, coltivato e prodotto a Palermo da Morettino, storica azienda cittadina. Il caffè è un blend di Bourbon e Catuai con sentori di pomelia bianca, uva passa e carruba, per raccontare di una coltivazione nata molto più a nord della consueta “coffee belt”, l’area tra i due tropici dove il caffè viene coltivato normalmente. Al momento la produzione è piccolissima e questo caffè non è in vendita, ma ci si può consolare con Caffè di Sicilia, una collezione che unisce cultura e caffè.

SALVO OGNIBENE
I panettoni di Giovanna Musumeci, regina del gelato che negli ultimi anni si diverte con i lievitati oramai immancabili nella storica Pasticceria Musumeci davanti al Duomo di Randazzo, sull'Etna. Una storia di impegno personale, quello con il lievito madre che dà vita ai suoi panettoni artigianali a cui è impossibile rinunciare in questi giorni di festa. La semplicità e originalità del packaging, insieme alla sua simpatia, lasciano pregustare sapori autentici e dolci per far godere il palato senza mai stancarsi

CLAUDIA ORLANDI
Il panettone margherita con crema al torroncino di Davide Barbero: un impasto senza uvetta e canditi, profumato di agrumi con l’impiego di una pasta di limone e di arancia, su cui spalmare una golosissima crema al torroncino con 63% Nocciola del Piemonte Igp, miele e vaniglia del Madagascar.

ENZO PALLADINI
I biscotti natalizi della Pasticceria Civillini di Briosco (Monza-Brianza) uniscono una bellezza straordinaria al gusto delizioso dei biscotti che facevano le nostre nonne. Passando al territorio metropolitano di Milano, le praline della Pasticceria Martesana di Milano, facilmente reperibili ed elegantemente confezionate, sono un regalo che non può non essere gradito. Passando a un outisder, conosciuto nel quartiere ma molto meno nel resto del mondo, il panettone della Cremeria Nonno Peppe, sempre nel capoluogo lombardo, è una rivelazione, meglio se acquistato in loco, approfittandone per assaggiare un gelato spettacolare.

Delizie di pistacchio di Tomarchio a Catania

Delizie di pistacchio di Tomarchio a Catania

CARLO PASSERA
Da Nord a Sud, andando a pescare anche oltre i grandi e meritevolmente stra-noti. Lombardia: mi ha sorpreso il panettone limited edition Pere e cioccolato della Pasticceria Bedussi di Brescia. Le pere candite, in grandi cubetti, sono suadenti, raffinate, e contribuiscono a rendere molto umido al morso l'impasto, di qualità. Bravo Francesco Bedussi (i prodotti si acquistano scaricando l'app). Emilia: amo più il mondo salato che quello dolce, e quindi son stato molto contento nell'apprendere che un maestro di creatività come Stefano Guizzetti avesse sfornato un panettone Amaro (di nome e di fatto) con infuso di radici di rabarbaro, di radici di genziana, di corteccia di china, poi pasta di pompelmo più miele di Ailanthus e mirtilli e ribes canditi. L'assaggio conferma: promossissimo, un panettone fine dining (clicca qui). Basilicata: ok, Vincenzo Tiri è di per sé un pezzo da novanta del dolce. Poi però assaggio il suo panettone edizione speciale ricchissimo di uvetta perché realizzato in collaborazione con Vigneti del Vulture (siamo sempre ad Acerenza, Potenza), propaggine di Fantini Group, che ha regalato i suoi migliori acini di Moscato lucani. Ecco allora Sensuale, di nome e di fatto: una nuvola, con note tra l'acido e l'amaro, l'abbraccio dell'uva decisamente erotico. Eccellente. Ancora più a Sud, Calabria: disponibile tutto l'anno, ma perché non a Natale? La torta Telesio di Gran Caffè Renzelli a Cosenza è una squisitezza elegantissima, impasto superlativo di farina di lupini gialli, mandorle, amarene candite e passata di albicocche. Infine, Sicilia: devo dire grazie allo chef Gaetano Procopio de IPalici del Relais San Giuliano, a Viagrande, alle porte di Catania, per avermi fatto conoscere i dolcetti della Pasticceria Tomarchio nella città etnea. Ne ho assaggiati diversi, tutti eccellenti, ma nulla batte le Delizie di pistacchio, fusione di farina di mandorla e pistacchio, ricoperte di pistacchi interi. Una sorta di assoluto, con una texture clamorosa.

NEREO PEDERZOLLI
Tre segnalazioni. Iniziamo con lo zelten del Panifico Moderno - sede a Isera (Trento), negozi in diverse località - il dolce natalizio per eccellenza delle Dolomiti. Che Matteo Piffer sforna nel rigoroso rispetto della consuetudine, vale a dire con impasto di farine semintegrali farcito con qualche candito, uva passa, noci e pinoli e qualche fico. Zelten, dal toponimo tedesco "raro e saltuario", un dolce che anche in questo fine 2022 è stato in parte scalzato dalla variegata produzione di panettoni. Questo è e rimane un prototipo di trentinità, perfettamente in sintonia con i dolci popolari che le massaie sfornavano la vigilia del Natale. Poi: Silvia Biasioli è una giovane laureata in ingegneria che ha scelto di tralasciare gli studi tecnici per dedicarsi all’arte bianca, alla pasticceria in primis. Con immediati successi, specialmente nelle elaborazioni di torte eseguite con criteri d’alta gastronomia, ma anche con alcune specialità dolciarie classiche. Tra queste i famosi macarons hanno una variante decisamente trentina: quella dei Basini de Trent, sorta di biscotto della città di Trento servito già nei banchetti del Concilio del 1545. Sfornati con molta professionalità e serviti nel suo bel laboratorio di Sopramonte o nel negozio in centro città, clicca qui. Una delizia natalizia che supera anche la stagionalità. Infine: Nely Weber ha trasformato in val di Non la sua splendida casa di campagna Pra da Lares in un spettacolare laboratorio per la produzione di confetture sfruttando anzitutto i raccolti locali di piccoli frutti, coltivati rigorosamente in maniera ecosostenibile. Propone sfiziose confetture di lamponi, ribes, more e ciliegia, minuziosamente confezionati e assolutamente da gustare in accostamento delle pietanze più tradizionali. Produzioni rigorosamente artigianali distribuiti anche tramite l’amica Elisabetta Foradori, vignaiola impegnata pure nella gestione di un micro caseificio, per ottenere formaggi di latte bovini nel rispetto della biodinamica. Clicca pradalares.com o foradorialimentari.com

PAOLA PELLAI
Questo Natale il mio panettone è orgogliosamente a colpo sicuro. Premio la tenacia, la passione, l'amore e la qualità di un giovane pasticcere che in meno di 5 anni ha saputo imporsi per creatività e fantasia come uno dei cake designer più bravi d'Italia. La sua Torteria, aperta nel 2018 a Capaccio Paestum, nel cuore del Cilento, è uno spettacolo da ammirare ad assaggiare. Ma ora c'è un riconoscimento in più: i suoi panettoni a solo lievito madre, in un confronto tra 300 specialisti del settore, sono entrati nella classifica dei migliori. L'abilità di Antonio Ventieri è quella di arricchire di anno in anno la sua collezione con creme di sua stessa elaborazione: se il più gettonato resta al pistacchio, la novità del Natale 2023 è il panettone al caffè “ingolosito” da goccioloni di cioccolato al latta e una glassa al caramello. È subito diventata la mia scelta vincente. I prodotti di Antonio li potete acquistare nel suo shop online antonioventieri.it.

BRUNO PETRONILLI
Amo il pandoro, e quest’anno quello di Paolo Griffa mi ha entusiasmato, clicca qui. Un pandoro perfetto, con il tocco di quel genio che è Paolo: invece del classico zucchero a velo lo propone con una dolce polvere alle erbe di montagna, che dona freschezza e infinita eleganza.

ANGELA PIAZZA
Dolcezze natalizie che devono essere assolutamente presenti sono le creazioni di Olivieri 1882. Consiglio la sbrisolona al cioccolato, una rivisitazione di questa torta tipica veneta, e il panettone al rum e cioccolato fondente, per un tocco di carattere ed originalità sulle nostre tavole.

ANDREA RADIC
Piccolo viaggio nella dolce geografia italiana. A Trieste il presnitz della Pasticceria Maritani, profumi e sapori mitteleuropei di grande fragranza. A Firenze lo Zuccotto di Caterina de Medici creato per la regina da Bernardo Buontalenti, che fu anche inventore del gelato. Il mio preferito è della pasticceria artigianale Buonamici a San Frediano. In Calabria il Consorzio della Cipolla Rossa di Tropea ha creato con il pasticcere Francesco Mastroianni un panettone con la rossa calabrese e l’olio al posto del burro, squisito, clicca qui. Infine a Torino per le creazioni di cioccolato dell’artista Guido Gobino, c’è solo l’imbarazzo della scelta, clicca qui.

VALENTINA ROCCA
Sulla tavola delle feste non può mancare il Dolcesalame (o salame di cioccolato). Ricetta economica e facile da realizzare, le sue tante varianti si adattano a tutti i palati. Da noi a Piacenza si fa con uova, burro, zucchero, cacao in polvere, biscotti secchi e noci, nocciole e mandorle tritate. Un goccio di Malvasia secca dà quel sentore marsalato che riporta la mente alla cucina delle nonne, laboratori di antichi saperi e sapori che sono un patrimonio da preservare. Il nome Dolcesalame deriva non solo dalla forma, che ricorda il classico salume Dop di Piacenza, ma da antiche ricette dolci che abbinavano il cioccolato (o altri dolcificanti come il miele) e la frutta secca, al sangue di maiale. Tra i più famosi il sanguinaccio napoletano e il migliaccio di Romagna di cui parla anche Pellegrino Artusi nel 1891 ne La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Il taglio del salame di cioccolato, una creazione unica lunga 250 metri realizzata da maestri pasticceri, dà inizio ogni anno a Cioccolandia, evento realizzato a novembre dalla Pro Loco di Castel San Giovanni (Piacenza), giunto alla 18a edizione.

GIULIA ROSATO
Tra le tante novità provate quest’anno riservo il podio al pandoro al cioccolato della Olivieri 1884 di Nicola Olivieri, già volto noto nel grande mondo dei lievitati, che quest’anno stupisce con una versione insolita del pandoro, più golosa e in grado di attrarre anche i puristi del panettone; segnalo, inoltre, il panettone in edizione limitata dello chef Alessandro Gilmozzi, chef del ristorante El Molin a Cavalese (Trento) a base di albicocche candite, cioccolato bianco affumicato e lavanda, un prodotto dai contrasti ben equilibrati, che risulta difficile da dimenticare. Infine, last but not least, il panettone gianduia e arancia di Lula a Trani, una nuvola soffice e golosa, che conferma ancora una volta la grande maestria di Luca Lacalamita nei lievitati.

DOMENICO SANNA
Imperdibile il tronchetto di Piero Ditrizio della Pasticceria Ditrizio di Cagliari. Due scelte - Pistacchio e limone o Cioccolato e frutti rossi - garantiscono un figurone al pranzo di Natale come alternativa al panettone. Potete ordinarlo, ma se andate a prenderlo direttamente in pasticceria approfitterete per mangiare un maritozzo o la veneziana. Oppure entrambe.

MARGO SCHACHTER
Due suggerimenti. Il primo: il torrone rigorosamente friabile (come pochi) di Barbero, delizioso e che sa davvero di miele. Poi gli amaretti alle taggische candite del Frantoio di Sant’Agata Oneglia. Balance perfetto fra sapore di olive, davvero buoni.

SALVATORE SPATAFORA
Torrone Renna. Un piccolo laboratorio dolciario sui Monti Iblei, nell’entroterra siciliano, prepara seguendo una ricetta di famiglia degli anni 60 un ottimo torrone utilizzando solo tre ingredienti naturali: frutta secca (mandorle e pistacchi), miele millefiori e albume d'uovo. Non ci sono zuccheri aggiunti, solo quelli presenti miele.

NADIA TAGLIALATELA
Il Pangiallo della pasticceria Grué a Roma. Un prodotto antico, con una storia di nonni e ricette intuitive, riportato sulla ribalta dal talento di Marta Boccanera. Coinvolgente il romanticismo che c’è dietro a un prodotto così antico e dall’estetica semplice, ma che reca con sé tutta la qualità che fa da marchio di fabbrica a questa gran bella insegna romana.

ERRICA TAMANI
Il panettone di Andreina (ossia Errico Recanati) con burro affumicato e caramello salato. Dove c’è fumo, in questo caso, c’è arrosto! Libidinoso! Clicca qui.

ALBERTO TONELLO
Niente classifiche, ma tre consigli in ordine di grandezza (del produttore, ma sempre artigianali). Allora, il panettone Loison al caramello salato è una coccola di rara bontà per i numeri importanti che riesce a fare il pasticcere Dario Loison. Poi il panettone di Nicola Olivieri, la sua versione classica è di alta pasticceria. Infine una chicca per pochi, anche se li spedisce: il panettone con la crema pasticcera nell'impasto, dello stellato Matteo Grandi in Basilica a Vicenza, bontà esagerata, da provare.

FOSCA TORTORELLI
Ogni anno i maestri della lievitazione si cimentano con le più disparate ricette, sono tanti i grandi lievitati che conquistano il palato. Tra i recenti assaggi sicuramente è singolare il Panettone con pomodoro Dunnè candito e caramello salato di Progetto Spesa, la bottega virtuale di Giacinto Martone. Questo insolito panettone nasce in questa sua golosa versione un paio di anni fa, dopo diverse sperimentazioni, prodotto con la consulenza del pastry chef Salvatore Tortora, unisce la particolare dolcezza del pomodoro Dunnè – che è un incrocio tra San Marzano e Datterino – la scioglievolezza dell’impasto e il carattere del cioccolato al caramello salato, che aggiunge personalità. Assolutamente da provare anche il Panettone tradizionale alla Falanghina passita, prodotto con burro di bufala e lievito madre naturale, uva sultanina aromatizzata alla Falanghina passita e canditi artigianali di clementina flegrea; un prodotto 100% Campi Flegrei, che potete trovare presso Campiflegreibox, la prima linea prodotti di pasticceria realizzata con i prodotti unici della terra flegrea. Si tratta di una realtà che ha preso vita dalla passione e dall’esperienza di Francesco d’Alena, attento conoscitore dei prodotti di questa terra, che con attenzione e cura li trasforma in dolci unici e sorprendenti. Infine ci spostiamo nel beneventano, a Telese con Ottavio Nacar, maestro pasticciere e gelatiere dal 1983, che nella sua Nacar Delì, pasticceria situata a Telese Terme in provincia di Benevento, si dedica con scrupolo alla produzione di diverse delizie. Da non perdere il suo originale panettone al liquore Strega, farcito con una delicata crema all’omonimo liquore e una leggera glassa che lo rende goloso ed elegante.

MAURIZIO TREZZI
Il panettone artigianale di Fabio Tisti, pastry chef di Domodossola (qui la sua pagina Facebook), porta dolcezza, non troppa, un gusto delicato e tanta sofficità, frutto della lunga lievitazione, con una glassa ricca e croccante. Oltre al classico c’è anche quello ripieno di ganache di cioccolato. Ancora: il Mandorlato di Garzotto, da Cologna Veneta è più di un torrone. È un piacere da gustare pezzo dopo pezzo, prodotto secondo da tradizione da 180 anni con mandorle tostate pugliesi, miele d’acacia siciliano e nocciole piemontesi. Da comprare per sé oppure da regalare nelle confezioni di latta che ricordano i piaceri di un tempo. Infine, il cioccolato di Modica di Sabadì è ottenuto delle lavorazione di fave di cacao dell’Ecuador e di prodotti locali Igp con un procedimento "a freddo”. Questo evita la separazione del burro di cacao e dona lucentezza e tanto gusto a questo cioccolato proposto in tante varianti: dallo zenzero al mandarino, dalla cannella al peperoncino

Cacao Disidente

Cacao Disidente

NICCOLÒ VECCHIA
Sono due le sorprese dolci che ho incrociato quest'anno e che stanno allietando questi giorni di festa. La prima ha il sapore del cioccolato più autentico e anche una gran bella storia: parlo di Cacao Disidente, un brand nato in Colombia dall'intraprendenza di un giovane italiano, Manlio Larotonda, che dopo essersi laureato all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è arrivato in America Latina per un progetto di cooperazione internazionale. Cacao Disidente seleziona materie prime locali eccellenti lavorando al fianco dei produttori, con cui costruisce una rete virtuosa per le modalità di lavoro e di redistribuzione economica. Realizzando un cioccolato di altissima qualità che offre nuove melodie aromatiche. Eccezionale il Don Miqueas, un 75% ottenuto con fave di cacao provenienti dalla zona di Arauca. Si compra qui. La seconda scoperta deliziosa è il pandoro di Paolo Griffa, che alla impeccabile realizzazione di un pandoro classico, morbido e profumato di vaniglia, aggiunge una guarnizione sorprendente: uno zucchero a velo alle erbe aromatiche, in particolare camomilla e verbena, da spolverare sulla superficie. Davvero speciale. Per acquisti, cliccare qui.

STEFANO VEGLIANI
A costo di risultare noioso, non c’è un panettone che può eguagliare quello di Gianluca Fusto, si può comprare qui. Un vero panettone di pasticceria, con ingredienti super scelti. Gianluca quest’anno ha sfornato 600 panettoni. Anche un bambino capisce la differenza che ci mette nella cura rispetto a chi nel produce migliaia. Ottimo poi il torrone di Pietro Macellaro, pasticcere cilentano di cui (anche se non è dolce natalizio) non dimenticherò mai la pastiera.

CRISTINA VIGGÈ
Lievito madre, farina Petra 6384, uova di galline, oche e anatre del pollaio di casa (o quelle di amici contadini), burro e tempo. Quello necessario per farlo. E pure quello che c’è voluto per raggiungere cotanto risultato. Mesi e mesi di prove e riprove, sperimentazioni e lavorazioni. Ma alla fine il pandoro della pavese Cascina Vittoria è straordinario. Biondo, soffice, etereo. Come lo zucchero filato. Il giovane Giovanni Ricciardella si riconferma un sommo lievitista (il pluripremiato panettone docet). E aurea e aristocratica è pure l’Offella d’Oro della Rinomata Offelleria Perbellini che celebra i suoi primi 150 anni e che nella veronese Bovolone perpetua una tradizione di famiglia divenuta un cult. Un dolce morbido e sontuoso, prezioso di mandorle, dalla forma troncoconica e dal profumo inebriante. A vestirlo: un incarto bianco e rosso, suggellato da un cordino e da un legnetto. Anzi, un rametto di vite che Pierluigi e colleghi ritirano (e recuperano) dai vignaioli locali. A righe multicolor è invece la confezione della pasticceria Mille di Verolanuova, nel Bresciano. Dove Gabriele Pè e soci sfornano gioiosi panettoni: classico, al pistacchio e lamponi semicanditi (con corredo di cremino al pistacchio, per un ton sur ton), alle albicocche semicandite, alle fragoline e cioccolato bianco e in versione al gianduiotto.

Il panettone di Caterina Ceraudo

Il panettone di Caterina Ceraudo

GABRIELE ZANATTA
Ho amato il panettone di lievitazione imperfetta di Caterina Ceraudo: fava tonka, anice, mandorle, cedro. Umido, speziato prolungatissssimo nel retronasale, sapori di Calabria. Clicca qui.