I ristoranti dell'estate: l'Appennino tra Umbria e Lazio

Dodici indirizzi tra borghi fascinosi e natura: grandi maestri della cucina, insegne classiche e proposte più contemporanee

30-08-2017
Tavolo con vista sulla campagna a La Trota di Rivo

Tavolo con vista sulla campagna a La Trota di Rivodutri

In queste settimane su Identità Golose tutti i migliori ristoranti d'Italia nei luoghi di villeggiatura. Oggi andiamo sull'Appennino (e dintorni), a cavallo tra Umbria e Lazio...

EAT OUT - via Eremo delle Carceri 1°, Assisi (Perugia), +39 075 813163, eatoutosteriagourmet.it
Se vi aspettate accuratezza nella scelta della materia prima, Eat Out è il posto che state cercando. Una vera e propria osteria gourmet, nella quale il menu rimane sospeso in un'evoluzione continua, alla ricerca del prodotto fresco di qualità e senza statici canoni di presentazione. La tartare di chianina Biondini, con spuma di parmigiano, cipolle in agro e rucola spontanea descrive bene l'attenzione che lo chef Nicolas Bonifacio presta alla sostanza di ciò che offre, senza tralasciare la cura estetica del piatto. Leggi l'intera recensione di Benedetta Calagreti
 

TRIPPINI - via Italia 14, Baschi (Terni) - Civitella del Lago, +39 0744 950316, trippini.net
«Peppe, faccia dritta, faccia allegra, sua moglie, bassa, tracagnotta, tira paziente la sfoglia e sul fuoco di olivo e di quercia, gira, di castrato, la fetta larga, la serve in tavola, tenera e indifesa, la figliola. Subito la saletta squallida prende vena, s'accende. Si fa degna di quel panorama sul lago». Queste parole furono scritte nel 1967 nella sua Guida Gastronomica da un certo Veronelli. La citazione del sommo Luigi campeggia ancora oggi all'ingresso del ristorante Trippini: una poetica inimitabile, che abbiamo il dovere di citare, per ricordare che qui, da Trippini, si fa eccellenza gastronomica sostanzialmente da sempre. Da allora è cambiato tutto per carità, tranne forse il panorama, ancora intatto e magnifico. La cucina, oggi affidata a Paolo Trippini, è moderna, accattivante, elegante. Leggi l'intera recensione di Bruno Petronilli


VISSANI - strada statale 448, Km 6.600, Baschi (Terni), +39 0744 950206, casavissani.it
A metà strada fra "Bleeding heart" di Jimi Hendrix e l'Aria di Bach, il rivoluzionato ristorante sulla riva del lago di Corbara regala un ampio spartito gustativo. Il piatto è il paradigma dei contrasti, che rispecchiano in pieno quella personalità vissaniana che ha scritto la storia dell'alta gastronomia italiana e che, oggi, cerca il proprio spazio all'interno di schemi tutti nuovi. Una danza fra opposti che si spinge sino all'architettura del locale, ora suddiviso in sala rock e sala classic, con stesso menù ma con diversi format di approccio. Leggi l'intera recensione di Benedetta Calagreti


VILLA RONCALLI - viale Roma 25, Foligno (Perugia), +39 0742 391091, villaroncalli.com
La critica a questa insegna è una e una sola: l'attesa eccessiva. Osservazione che condividiamo in pieno. L'uscita lenta dei piatti ci può stare ma qui, a volte, è davvero eccessiva. Non dite che non vi avevamo avvertito. Poi non c'è chi, una volta portato alle labbra il primo boccone non trovi il sorriso e più o meno tutti sussurrano la stessa frase: certo, valeva la pena di aspettare. Oddio, non aspettatevi fuochi di artificio, spericolatezza, fantasia sfrenata, giochi di parole, innovazione. E nemmeno giovani chef rampanti o maitre scoppiettanti. Qui tutto è soft, comprese le due belle, eleganti sale del ristorante. Leggi l'intera recensione di Claudio De Min


Giancarlo Polito

Giancarlo Polito

LA LOCANDA DEL CAPITANO - via Roma 7, Montone (Perugia), +39 075 9306521, ilcapitano.com
Se si decidesse di misurare la quantità di ego che caratterizza Giancarlo Polito probabilmente bisognerebbe rivolgersi alla Nasa. Una quantità immensa, direttamente proporzionale al successo che questo raffinato ristorante nel cuore dell’Umbria riscuote da quando è nato. Ed è tutto merito delle doti imprenditoriali e culinarie dello chef di Montone. Sostanzialmente ha ragione lui, alla faccia di chi non lo ama. E’ pugliese, e questo è forse un vantaggio. Parla correntemente inglese e spagnolo (e probabilmente se la cava bene anche con altri idiomi). Sorride fiero, sempre. Accoglie e riesce a far star bene chiunque. Ha creato, negli anni, complice la bellezza del luogo, un locale raffinato e piacevole. Propone piatti lineari, puliti, gentili, moderni. Leggi l'intera recensione di Bruno Petronilli


I SETTE CONSOLI - piazza Sant'Angelo 1, Orvieto (Terni), +39 0763 343911, isetteconsoli.it
Naviga solido, senza mai un momento di stanchezza I Sette Consoli. Scriviamo da ormai due decenni di questo ristorante e ancora non ci siamo stancati. In passato le parole chiave che abbiamo usato per spiegare questo fenomeno di prodigiosa eccellenza sono state passione, tenacia, professionalità. Questa volta ne mettiamo un’altra in cima a tutte: equilibrio. La proporzione e l’armonia che regnano ai Sette Consoli sono le costanti che dominano da sempre ogni aspetto di questo meraviglioso rifugio gastronomico. La cucina umbra è fiera e ribelle, ricca ed esuberante. A volte ti scappa di mano, tenerla a freno è un mestiere difficile. Sono necessarie capacità e tecnica, ma soprattutto palato e gusto. Anna RitaMauroChiara e Serena le hanno tutte quelle qualità. Leggi l'intera recensione di Bruno Petronilli


Vista panoramica dal Gradale

Vista panoramica dal Gradale

GRADALE - strada Montevile 3, Perugia, +39 075 5717402, ristorantegradale.com
Cominciamo dal luogo: Castello di Monterone, alle porte di Perugia, un maniero semplicemente fantastico. Già solo la struttura varrebbe il viaggio, e, infatti, è perennemente fully booked. Il Castello, di epoca medievale, fu ristrutturato in maniera straordinaria da un noto imprenditore perugino. Finiti i lavori l’annoso problema di tutti i lussuosi relais con grandi ambizioni: il ristorante. Le redini furono affidate a Marco Bistarelli, in fuga dalla sua Città di Castello. Dopo un quinquennio l’anno scorso la consapevolezza che quella scelta fu alquanto infelice con la conseguente triste chiusura del Postale, l’unico indirizzo stellato di Perugia. Dalle ceneri bistarelliane due buone notizie: il Gradale e Luca Meoni. Il Gradale, il secondo ristorante del Castello, è promosso a insegna principale: oggi è oggettivamente il miglior ristorante di Perugia e Luca Meoni è lo chef che lo conduce. Leggi l'intera recensione di Bruno Petronilli


LA PAROLINA - via Giacomo Leopardi 1, Acquapendente (Viterbo) – Trevinano, +39 0763 717130, laparolina.it
La grande cucina italiana è per tradizione di provincia, spesso nascosta (o meglio, custodita) in piccoli borghi. Anche in questo caso, dunque, possiamo abusare dell'espressione "vale il viaggio" a proposito dell'accogliente casa-ristorante di Iside De Cesare e Romano Gordini, con una sala curata e rilassante e una vista maestosa sulla valle. Se possibile, conviene anche fermarsi per la notte e assaporare il silenzio del luogo e l'ottima prima colazione servita in camera. È tra questi boschi del viterbese, sul confine con Toscana e Umbria, che Iside raccoglie le erbe spontanee e i funghi porcini e dispone di altri eccellenti prodotti locali, come le nocciole o la cacciagione, con cui creare piatti consistenti e raffinati, mai banali, dove però non mancano divagazioni extraterritoriali. Leggi l'intera recensione di Federico De Cesare Viola


Salvatore Tassa

Salvatore Tassa

COLLINE CIOCIARE - via Prenestina 27, Acuto (Frosinone), +39 0775 56049, salvatoretassa.it
Lo scriviamo e vi sfidiamo a smentirci: Salvatore Tassa è il genio più incompreso della cucina italiana. Di quelli che altrove ci si costruirebbero su una tendenza, un manifesto, una scuola, un paio di festival e un format tv. Nessun comblotto, si badi: egli paga una certa asperità di carattere - pur levigata dallo scorrer gentile degli anni -, la decisione di restare confinato nella sua Acuto, in quello che non diventerà mai Ciociariashire, la semplicità familiare di un locale che, pur a suo modo elegante, è lontano dai protocolli che danno la password dell'empireo. Ma la mano... La mano di Salvatore è assoluta, assoluta la capacità di trarre soprattutto dai pixel più insignificanti il massimo del colore, inarrivabile il talento nell'impiattare elementi caldi ancora di terra e di essa appena spolverati nemmeno troppo attentamente che lui chiama vegetalismo (e non vegetarianesimo!) ma che a noi spiace ridurre a un hashtagLeggi l'intera recensione di Andrea Cuomo


AMINTA RESORT - via Trovano 5, Genazzano (Roma), +39 06 9578661, amintaresort.it
La parola "resort" spiazza e in fondo depista. Questo è un luogo di campagna profonda, di orti e di grilli, lontana dalle piste sempre battute e dai cliché delle gite fuori porta, un luogo familiare e rilassato che molto deve alla personalità semplice ma arguta di Marco Bottega, ancor giovane ma con un curriculum carico di glorie e in più una frequentazione televisiva che ha giovato alla sua comunicativa senza però gravarlo di spocchia. Il ristorante è immerso nel verde e appena arrivi capirai che non sarà un'esperienza frettolosa e sciatta. Qui Bottega persegue la sua idea di cucina lasciando che siano il catering e i ricevimenti a far cassa. Leggi l'intera recensione di Andrea Cuomo


L'Antonello Colonna di Labico

L'Antonello Colonna di Labico

ANTONELLO COLONNA - via di Valle Fredda 52, Labico (Roma), +39 06 9510032, antonellocolonna.it
Adesso che lo chef è una figura quasi rinascimentale, qualcuno dovrebbe ricordarsi di fare un monumento ad Antonello Colonna, che il mestiere lo ha reinventato: fu lui a uscire dalla cucina e a finire sugli aerei e nei musei, a pensarsi manager, maître-à-penser, artista. Il tutto dietro la maschera antica dell'oste vernacolare, che gli è servita per non essere mai preso troppo sul serio: tu lo vedevi lì a fare la cacio e pepe come un Aldo Fabrizi acido ed eccotelo lì 20 metri davanti al gruppo a escogitarne un'altra. Oggi Antonello può far pace con il mondo: nessuno gli nega il ruolo di grande maestro, che lui asseconda con una barba bianca da busto al Gianicolo, pronto semrpe però «a mannàtte a quer paese». Leggi l'intera recensione di Andrea Cuomo


LA TROTA - via S. Susanna 33, Rivodutri (Rieti), +39 0746 685078, latrota.com
La cucina dei fratelli Serva ha qualcosa di alchemico. E, così come uno degli obiettivi principali degli antichi alchimisti era quello di trasformare il piombo in oro, la scommessa di Sandro e Maurizio Serva è stata quella di conquistare i palati degli avventori con piatti raffinati, gustosi ed equilibrati partendo da una materia prima considerata tra le più povere ed ostiche della cucina, il pesce d'acqua dolce. Da sempre desiderosi di proporre alla clientela qualcosa che andasse oltre la pur buona cucina tradizionale, per diverso tempo si sono ritrovati a dover mediare tra il loro modo di sentire e il palato dell'avventore medio, poco avvezzo alle novità. Leggi l'intera recensione di Passione Gourmet


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