La Cava dei Sapori
Como

Una pizza della pizzeria La Cava dei Sapori
Emanuele Riva è giovane, ma da vent'anni ha scelto di portare avanti un'idea di ristorazione di qualità a
La Cava dei Sapori, aggiungendo anche la sua passione per il vino e, più in generale, per il bere bene, tanto da essere stato nominato nel 2011 "Miglior sommelier della Lombardia" dall'
Ais, Associazione Italiana Sommelier. «La mia filosofia è tutto sommato semplice - racconta - Voglio cercare di portare concretezza nel piatto e allo stesso tempo essere un po’ all’avanguardia, restare al passo con i tempi, con idee di freschezza». Una filosofia, la sua, che viene trasmessa anche alla pizza, dove nel tempo ha fatto diversi investimenti, anche nelle attrezzature. Al forno, invece, c'è "Master Mimmo", all'anagrafe
Mohammed Elsayad, il pizzaiolo originario dell'Egitto che da diversi anni trasforma la filosofia della
Cava dei Sapori nelle diverse pizze, studiando e ricercando. Il risultato è una pizza dall'alta idratazione, con una miscela di diverse farine e una lievitazione tra le 24 e le 48 ore. Il tutto con condimenti di qualità. La pizza de
La Cava dei Sapori è, in generale, legata alla tradizione, ma sempre con qualche guizzo di innovazione. Non per snaturare, ma semplicemente per esaltare il gusto.
Raffaele Foglia
Da Benito
Como

Una pizza della pizzeria Da Benito
Per tanti comaschi, è un punto di riferimento. Senza fronzoli, ma con tanta sostanza. Pizza napoletana di gusto, realizzata come da tradizione, senza perdersi in troppe rivisitazioni.
Gaetano Russo è alla guida del locale, dopo l’addio di papà
Benito ne segue la strada tracciata negli anni. La famiglia
Russo, infatti, ha una lunga tradizione nel mondo della panificazione. Il primo fu lo zio
Gaetano, che arrivò a Como nel 1958 per lavorare nell’allora rinomata
Pizzeria Cavour. L’anno successivo è proprio
Benito ad arrivare in riva al lago, con l’idea proprio di portare a Como la vera pizza napoletana. Inizia con un piccolo locale nel Comune di Maslianico, con due soli tavoli... Poi lo spostamento di pochi chilometri, a Cernobbio, nel 1963, mentre dal 1970 la famiglia
Russo collabora con un locale di Como. Nel 1986 l’approdo definitivo a Como. E
Da Benito diventa un punto di riferimento, non solo per la bontà della pizza, ma anche per l’accoglienza e la semplicità. Tanto da diventare un ritrovo anche di chi finiva di lavorare tardi: una buona pizza, qui, non manca mai. Si va sui classici: Margherita, Napoli, Marinara e Salsiccia e friarielli. Da non perdere i calzoni. Tutti con grande attenzione alle lievitazioni e ai tempi di cottura. E poi magari
Gaetano vi potrà consigliare qualcosa di nuovo.
Raffaele Foglia
Onda
Cernobbio, Como

Una pizza della pizzeria Onda
Ricordo da ragazzo, durante la bella stagione, i giovedì sera “dell’Onda”: fiumi di persone che si ritrovavano in riva al lago, nel locale simbolo della movida lariana, capace di attirare gente anche dalle province vicine. Si veniva per bere un drink, chiacchierare, godersi il panorama: semplice, autentico, vivo. Dopo anni di silenzio, quattro giovani audaci e capaci —
Glauco Noseda,
Jacopo,
Nathan e
Moritz Martignoni — hanno deciso di ridare vita a questa insegna storica, ripartendo da ciò che conta davvero: la qualità. La pizza dell’
Onda è diventata subito la mia preferita in provincia. È come piace a me: napoletana, con cottura al millimetro e materie prime degne di nota. Nei topping nessun volo pindarico, ma i grandi classici, interpretati con equilibrio e precisione. Diventa la dimostrazione che, con ottimi ingredienti e una tecnica ben calibrata, non serve strafare per convincere. La mia scelta fissa è la Marinara: semplicemente perfetta, con un equilibrio esatto tra pomodoro e aglio. Se a tutto questo si aggiunge un servizio giovane, attento e cordiale, e la magia del lago a pochi passi, allora sì: l’
Onda è davvero un posto dove si sta bene
Davide Caranchini
Simpathy
Cadorago, Como

Una pizza della pizzeria Simpathy
Davide Renoldi e il suo staff hanno sicuramente le idee chiare. Certe volte, per stupire, soprattutto in una zona come quella della provincia di Como dove, fino a qualche anno fa, non esisteva una enorme cultura sulla pizza, basta fare le cose nella maniera più semplice, ma fatta bene. Così, senza troppi fronzoli, è nata la pizzeria
Simpathy, lontano dal turismo del lago, ma vicina ai gusti della gente. Gli ingredienti sono accuratamente scelti tra quelli della tradizione napoletana, senza dimenticare però qualche piccolo tocco di ricerca, cercando sempre la migliore qualità. Gli amanti della Margherita hanno la possibilità di sbizzarrirsi con sei versioni diverse che giocano con salse e pomodori del piennolo, gialli e datterini. Il menu risulta essere vario e intrigante, ma pensato con logica per cercare di incontrare anche il gusto del cliente più curioso. Molto interessanti le pizze fritte, divise a spicchi per essere sfuttate anche come antipasti da condividere; ci sono anche gli ottimi panuozzi, con i nomi dedicati al cartone animato
Braccio di Ferro. Da provare infine i dolci, in particolare il babà.
Raffaele Foglia
Da Rosa
Capiago Intimiano, Como

Una pizza della pizzeria Da Rosa
La famiglia
Cuomo non si ferma mai. E lo dimostra anche l’ultima novità, con una ristrutturazione del locale conclusa nella primavera del 2025, che ha portato a importanti cambiamenti. Per la parte cucina, infatti, si sono andati ad aggiungere i forni Josper a vista, con la particolare cottura a brace, oltre che a una ampia e allettante vetrina di carne, pesce e crostacei di ogni genere. Con la ristrutturazione è stato cambiato anche il forno della pizza, con una combinazione di gas e legna per dare costanza di temperature e aromaticità. Insomma, un altro passo in avanti per il
Da Rosa, nato nel 1979 da un appartamento riadattato a locale per la ristorazione, e ora diventata un punto di riferimento per la provincia di Como. Oltre a mamma
Rosa, è fondamentale la collaborazione tra i quattro fratelli: Pietro rimane una garanzia alle pizze,
Roberto in cucina valorizza le materie prime,
Luca e
Stefano sono in sala, ottimi nell’accoglienza. Per la pizza, grazie soprattutto a un impasto ben lievitato che mai appesantisce, resta l’idea di accostamenti classici che esaltino le caratteristiche delle materie prima di qualità utilizzate. Dal piccolo locale a quasi 300 coperti a disposizione. Ma non bisogna farsi spaventare: anche con grandi numeri si può fare ottima ristorazione. Da non dimenticare l’attenzione al vino: nella splendida cantina del locale si possono trovare delle vere perle enologiche. Per un’esperienza a tutto tondo.
Raffaele Foglia