Mondo pizza

31-08-2026

I Masanielli a Caserta: qui la pizza scrive il suo futuro (ce lo dice Davide Guidara)

«È un ristorante che ha scelto la pizza come linguaggio», scrive lo chef. Che svela il Veg Code di Francesco Martucci, «uno dei suoi linguaggi segreti: sottrae, affina e restituisce la materia prima nella sua forma più pura, potente e verticale»

Francesco Martucci, classe 1979, è lo chef pizzai

Francesco Martucci, classe 1979, è lo chef pizzaiolo de I Masanielli a Caserta

Ci sono pizzerie che restano luoghi della memoria, altre che viviamo come certezze. Poi ci sono quelle che aprono un varco: un nuovo capitolo, una direzione possibile. I Masanielli di Francesco Martucci appartiene a quest’ultima categoria. Ogni volta che torno a Caserta ho la sensazione di entrare in un ristorante che ha scelto la pizza come linguaggio.

Negli ultimi anni il locale ha cambiato pelle in modo netto: non si tratta solo di un restyling estetico, ma di una vera presa di posizione. L’ambiente ricorda oggi più un ristorante fine dining che una pizzeria tradizionale: linee pulite, luce morbida, un ritmo di sala che accompagna senza rumore. È una dichiarazione chiara: per riscrivere un’icona pop come la pizza, prima devi cambiare il contesto in cui la racconti.

Questa evoluzione trova piena coerenza nel lavoro che Martucci porta avanti, soprattutto nel dialogo profondo con il mondo vegetale. Da chef che ha fatto del vegetale un campo di ricerca, un codice, una grammatica, una forma di verità, riconosco in I Masanielli una sensibilità rara: qui il vegetale non è un riempitivo, ma una materia con una propria dinamica, capace di cambiare struttura, concentrare sapori e modificare il proprio profilo aromatico.

La sala de I Masanielli a Caserta

La sala de I Masanielli a Caserta

Lo si percepisce nel suo Veg Code, uno dei linguaggi segreti di Martucci: un lavoro che sottrae, affina e restituisce la materia prima nella sua forma più pura, potente e verticale. In un mondo che celebra topping forzati e cromatismi eccessivi, Martucci sceglie la via più difficile: far parlare la materia senza alzare la voce.

Tra le pizze che incarnano meglio questa visione c’è Le sette consistenze della cipolla, un inno alla profondità del vegetale. La cipolla attraversa sette stati (crema, fermentazione, croccantezza, bruciatura, maionese vegetale, gel, confettura), diventando protagonista assoluta. Una pizza che non cerca l’effetto, ma la verità dell’ingrediente: un percorso di sottrazione e precisione che restituisce al vegetale la sua dignità più alta.

Le sette consistenze della cipolla

Le sette consistenze della cipolla

Accanto a questo lavoro di ricerca, alcune creazioni sono diventate vere e proprie signature de I Masanielli, come la Futuro di Marinara . Una marinara che non si limita a reinterpretare il passato, ma lo proietta nel futuro: pomodoro lavorato con rigore, materie prime trattate come elementi di un racconto contemporaneo, e le acciughe come gesto netto che firma il piatto. È un capitolo a sé, un’icona del locale.

Per chi, come me, ha costruito la propria ricerca culinaria sul vegetale, ritrovare in una pizzeria la stessa profondità di analisi sugli ingredienti è un cortocircuito raro. Martucci ragiona come uno chef di cucina d’autore: non si limita a cercare il prodotto migliore, ma esplora come trasformarlo, potenziarlo e farne linguaggio. È un approccio che parla di metodo più che di materia, di visione più che di ingrediente. Ed è proprio questo che riconosco immediatamente: attenzione alla struttura, alle fermentazioni, alla mineralità, ai gesti che non aggiungono ma definiscono.

Futuro di Marinara

Futuro di Marinara

Mani di velluto

Mani di velluto

Martucci ha compreso una cosa fondamentale: il futuro della pizza non sta nell’accumulo, ma nella precisione. Non nella sorpresa facile, ma nella complessità silenziosa. Le sue pizze - da Le sette consistenze della cipolla all’Assoluto di pomodoro, fino a interpretazioni come Mani di velluto - parlano questa lingua nuova. Una lingua in cui l’ingrediente, qualunque esso sia, non è protagonista per moda, ma perché diventa struttura, metodo, identità.

Alla fine, quando arriva l’ultimo morso, non resta poesia, ma chiarezza: capisci esattamente quale direzione Martucci vuole indicare. Non è un esercizio di stile, è una posizione precisa, quasi un manifesto. Ed è in quel momento, quando la pizza smette di essere semplice e diventa radicale, che si comprende perché I Masanielli non è solo una pizzeria, ma un luogo dove si ascolta il futuro.


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Davide Guidara

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Davide Guidara

classe 1994, nato a Cerreto Sannita (Benevento), esperienze al fianco di Nino Di Costanzo, Alfonso Iaccarino, Michel Bras e René Redzepi. Dopo le prime parentesi da chef all'Eolian Hotel di Milazzo e del Sum di Catania, dalla primavera 2021 è al timone del ristorante I Tenerumi del Therasia Resort a Vulcano, Isole Eolie

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