Rosario Giannattasio è una di quelle persone che raccontano il proprio lavoro ancora prima di parlare. Basta trascorrere qualche minuto nella sua pizzeria di Vicenza, Acqua&Farina, per capire che dietro ogni gesto c'è un'idea precisa di ospitalità, cucina e condivisione. Maestro pizzaiolo di origini campane, precisamente salernitane, Giannattasio ha costruito nel tempo un progetto dove le radici non sono un punto di arrivo, ma il terreno da cui partire per esplorare nuove letture della pizza.
Il suo locale è un luogo dove si respira energia, animato da una squadra giovane, affiatata e preparata, capace di accogliere gli ospiti con naturalezza. Ogni servizio restituisce la passione di chi considera la pizza non soltanto un prodotto popolare, ma un vero linguaggio gastronomico. Qui l'impasto diventa il punto di partenza di un racconto più ampio, fatto di tecnica, studio, stagionalità e attenzione alla materia prima.
Giannattasio appartiene a una generazione di pizzaioli che ha scelto di superare la distinzione tra tradizione e cambiamento. La sua ricerca passa dagli impasti, studiati per valorizzare consistenze, maturazioni e digeribilità, alla costruzione degli abbinamenti, sempre pensati per trovare equilibrio tra intensità e leggerezza. Una libertà creativa che si accompagna a una carta vini ampia e curata, costruita per dialogare con le diverse anime della pizza, dai calici più immediati alle proposte capaci di sostenere gli impasti più complessi.
La sua idea di pizza, però, non nasce dal desiderio di allontanarsi dalle origini, ma dalla volontà di esplorarle più a fondo. La tradizione napoletana, legata alla storia personale di
Rosario e al ricordo della sua terra, resta il cuore del progetto. Ogni scelta tecnica e ogni combinazione di ingredienti sono parte di un percorso iniziato molti anni fa, quando da ragazzo osservava il lavoro nella pizzeria dello zio a Battipaglia e scopriva il valore di un gesto semplice, capace di riunire le persone attorno a un tavolo.
Una delle espressioni più autentiche di questo legame con le radici è la Carminuccio, pizza simbolo della memoria salernitana di Rosario e vero punto di partenza del suo racconto gastronomico. Una preparazione nata dalla tradizione popolare, che Giannattasio ha scelto di rileggere attraverso la propria sensibilità.

...con alcuni abbinamenti
La versione proposta ad
Acqua&Farina parte dal pomodoro San Marzano DOP Manfuso, ingrediente profondamente legato alla cultura gastronomica campana, qui trasformato in un ragù vegetale capace di concentrare profumi e profondità. Alla base si aggiungono la pancetta lavorata con pepe, origano e peperoncino, il Parmigiano Reggiano DOP 24 mesi e il basilico. Dopo la cottura arriva la burrata pugliese, che completa il gioco tra sapidità, dolcezza e cremosità.
La Carminuccio non è soltanto una pizza, ma un ricordo trasformato in racconto gastronomico. Racconta il rapporto di Rosario con la Campania, con i sapori dell'infanzia e con quelle preparazioni familiari che non nascono per stupire, ma per creare appartenenza. Proprio da questa dimensione affettiva nasce la ricerca successiva: prendere un patrimonio conosciuto e lavorare sulla tecnica per restituirlo con una nuova profondità, senza perderne l'anima.
È questa la cifra di Acqua&Farina: trasformare la semplicità in complessità senza renderla distante. La ricerca sugli impasti, dalle fermentazioni alle maturazioni, dalle diverse idratazioni alle cotture, accompagna una cucina della pizza che vuole mantenere sempre riconoscibile il piacere immediato di un piatto nato per tutti.
Nel percorso di
Giannattasio convivono infatti memoria e nuove esplorazioni. La stagionalità entra nella carta con proposte capaci di cambiare ritmo durante l'anno, mentre il padellino diventa uno spazio dove approfondire consistenze e combinazioni diverse.
Non mancano le pizze che riportano al cuore della cucina campana, come quella dedicata alla scarola, ingrediente che per Giannattasio richiama una dimensione domestica e conviviale. Una preparazione nata per essere condivisa, come molte ricette della tradizione partenopea, e che porta con sé un'idea precisa di tavola. Lo stesso principio diventa centrale anche nei percorsi degustazione, dove la sfida è trovare il giusto equilibrio tra sorpresa e riconoscibilità, alternando creazioni più personali ai grandi classici come Margherita e Marinara.
Anche il vino rappresenta un tassello importante della filosofia di Acqua&Farina. La selezione nasce con l'obiettivo di avvicinare sempre più persone a un abbinamento naturale con la pizza, scegliendo etichette dalla forte personalità ma dalla grande bevibilità. Vini capaci di accompagnare senza sovrastare, scelti seguendo lo stesso principio che guida la cucina di Acqua&Farina: dare spazio a produzioni autentiche, piccoli vignaioli e territori capaci di esprimere una propria identità.
L'idea è quella di costruire un'esperienza completa, dove pizza e vino possano raccontarsi insieme, creando un percorso accessibile ma capace di stimolare la curiosità.
Acqua&Farina è quindi il risultato di un percorso che parte dalla memoria e continua attraverso nuove interpretazioni. Rosario Giannattasio lavora su un equilibrio delicato, quello tra identità e trasformazione, tra il valore sociale di un piatto nato per tutti e la possibilità di restituirlo attraverso una lettura più personale e consapevole. Una pizza che resta riconoscibile, ma che invita ogni volta a scoprire qualcosa di nuovo.