Turismo: l'Austria è pronta per ripartire

Intervista a Oskar Hinteregger, direttore Italia dell’Ente Nazionale Austriaco per il Turismo: «Abbiamo studiato un programma di un anno di attività»

01-03-2021
Il lago di Ossiach

Il lago di Ossiach

Ospitalità di alta qualità, sostenibilità, cultura, attività sportive e all’aria aperta. L’Austria è pronta ad accogliere i turisti italiani, desiderosi di partire (per l’80% secondo i sondaggi, ndr), con un’ampia scelta di itinerari d’interesse artistico o perfetti per un’immersione nella natura, alla scoperta di nove regioni eterogenee. Non è da meno la variegata offerta gastronomica, fortemente legata alla tradizione e alla storia, ma anche innovativa, come la cucina che si sta affermando in Carinzia, palcoscenico di nuovi scenari golosi, come ci ha detto Oskar Hinteregger, direttore Italia dell’Ente Nazionale Austriaco per il Turismo, originario di lì. Protagonisti i giovani talenti che, partendo dal recupero della tradizione, sanno dare nuova linfa e identità alla cucina locale, facendosi fautori di una cucina genuina, sana e giusta.

Oskar Hinteregger

Oskar Hinteregger

Passati questi mesi difficili, si tornerà a viaggiare. Gli italiani, in particolare, sono desiderosi di partire: i sondaggi parlano dell'80% della popolazione. Qual è la vostra strategia di rilancio della destinazione?
La ripartenza del turismo sarà una grande sfida. Nel nostro settore abbiamo imparato nell’ultimo anno che è più facile chiudere che ripartire. Le nuove modalità e necessità delle persone di vivere una vacanza e i requisiti che deve avere un soggiorno sono profondamente cambiati. Questo ci tiene davvero molto impegnati! Il turismo ha subito un grande blocco in tutta Europa. Non abbiamo mai vissuto prima d’ora una situazione in cui le nostre imprese (ricettive e i servizi) si siano dovute fermare per cinque mesi. In Austria alberghi e ristoranti sono chiusi. Tuttavia l’Italia come l’Austria, come probabilmente tanti altri paesi, saranno quasi sicuramente ancor più affascinanti e desiderabili dopo la pandemia. Molte strutture hanno sfruttato questo ultimo anno, per esempio, per il restyling, per migliorare la loro offerta e soprattutto hanno investito in termini di sicurezza. In questo momento, i settori del Turismo e della Cultura austriaci si preparano a ripartire con prudenza. Il desiderio di viaggiare è grande, ma i viaggiatori prediligeranno le destinazioni vicine, ma non rinunceranno a vivere una vacanza, anche solo per godere di nuovo la sensazione di libertà. In quest’ottica l’Austria ha molto da offrire, soprattutto per chi cerca la vacanza all’aria aperta, nella natura. E poi perché è uno Stato relativamente piccolo per cui non è meta del turismo di massa.

Lago Millstaetter-See

Lago Millstaetter-See

Qual era il trend del flusso di turisti internazionali e italiani nel 2019? Non potendo fare proiezioni precise a causa dell'incertezza attuale, quali obiettivi avete per il 2021?
La perdita della stagione sciistica e di quella diciamo così “culturale”, delle città d’arte, ha portato un forte calo del turismo: rispetto al 2019 saremo fortunati a raggiungere il 60% delle presenze di allora. Negli ultimi anni i flussi del turismo in Austria e nel mondo erano diventati molto internazionale, la pandemia ha bloccato tutto. Non ci aspettiamo un miglioramento di questa situazione fino al quarto trimestre di quest’anno. A mio avviso, per quel che riguarda tutte le destinazioni europee prevarrà il turismo interno, come nel 2020, poi ci sarà uno sviluppo anche in termini di turismo di prossimità, quindi con gli Stati limitrofi. L’Austria è un Paese piccolo, ha solo 9 milioni di abitanti, per cui per noi i flussi dall’estero sono molto importanti.
Inoltre l’intero settore sta attraversando un momento di grandi cambiamenti. Se prima l’obiettivo era raggiungere un certo numero di turisti, ora ci siamo focalizzati sul creare un turismo di qualità, per dare un valore aggiunto a questo settore, affinché incida sensibilmente sul PIL delle regioni e dell’intera nazione. In questo momento storico è molto legato al tema della prossimità.

Monti Nockberge

Monti Nockberge

Enogastronomia, cultura, sport, turismo all'aria aperta, wellness, la sostenibilità. Quali sono gli asset della promozione dell'Austria che avete studiato per i prossimi anni?
La fiducia. In primis il nostro obiettivo è far sentire le persone di poter viaggiare in sicurezza, di poter tornare a spostarsi senza problemi, poter programmare nuovamente un soggiorno, vale per il turismo interno e per l’incoming. Punteremo poi molto sulla personalizzazione della vacanza, creando su misura itinerari, esperienze, attività studiate ad hoc. Rispetto all’Italia, l’elemento della vicinanza gioca sicuramente a nostro favore, sarà una leva importante, per questo il mercato italiano per noi resta prioritario. I punti di forza della nostra offerta saranno sicuramente l’ospitalità di alta qualità, la sostenibilità, le attività sportive e ricreative e una variegata proposta culturale.

Torre panoramica Pyramidenkogel sul Lago Woerthersee

Torre panoramica Pyramidenkogel sul Lago Woerthersee

L'Austria, 9 regioni, quali sono le tradizioni gastronomiche più legate alla vostra cultura?
Sicuramente la cucina viennese è tra le più apprezzate e rappresenta per noi un patrimonio culturale importante, ambasciatore delle nostre tradizioni culinarie e della nostra storia nel mondo. La capitale austriaca, cuore dell’Impero austro-ungarico, per la sua posizione geografica e politica è stata crocevia di tradizioni culturali diverse, per questo oggi i piatti tipici viennesi risentono di influenze della cucina boema, ungherese ed ebraica. Gli chef di corte poi hanno fatto la loro parte, inventando nuove ricette per accontentare i desideri degli imperatori, che poi sono diventate iconiche. Oggi si sta sviluppando un interessante tendenza gastronomica sulle Alpi, dove giovani chef sono impegnati a proporre una cucina tradizionale rivisitata e creativa, a base dei prodotti del territorio, portando avanti con grande impegno nel rispetto dell’ambiente e nel segno della sostenibilità. Anche l’Austria mira a sostenere i produttori e i contadini che vivono in zone più difficili. La cucina di un Paese è il riflesso della sua cultura. Ora puntiamo sulla specificità dei prodotti regionali, la carta vincente per promuovere il nostro territorio. Un processo che la pandemia ha accelerato. I consumatori oggi hanno esigenze completamente diverse e orizzonti diversi. L’era del junk food, il cibo spazzatura, è finita. Anche gli chef, dopo la passione per la cucina fusion, ora guardano alla ‘fusione’ tra tradizione e modernità delle ricette nazionali. Un altro trend riguarda il ritorno all’agricoltura e ai prodotti BIO: oltre il 20% dei contadini austriaci producono secondo i dettami del biologico. Siamo tra i primi Paesi in Europa in questo.

Valle Gailtal

Valle Gailtal

Avete studiato degli itinerari gastronomici per vivere e scoprire il territorio e al contempo assaporarne i sapori?
Abbiamo studiato un programma di un anno di attività, itinerari, con una scelta ampia e variegata, che tocca 500 luoghi, per scoprire a fondo la tradizione culinari e le nuove tendenze dei nostri giovani talentuosi chef, fautori di una cucina innovativa con una forte identità legata al territorio. Ogni tour è stato pensato per un’esplorazione del territorio in piena sicurezza. Escursioni, passeggiate tra gli alpeggi, visite ai laboratori permettono di ammirare il territorio e incontrare contadini, artigiani, casari, mastri birrai, pastori, norcini, fornai, viticoltori, ma anche cuochi, osti e albergatori. Il tutto all’insegna dell’autenticità e della genuinità.

Klagenfurt, piazza Alter-Platz

Klagenfurt, piazza Alter-Platz

La Carinzia, la sua regione d’origine, è molto famosa proprio per la gastronomia, quali sono i piatti e i prodotti più rappresentativi?
Negli ultimi anni la cucina della mia regione d’origine, la Carinzia, è diventata una “dispensa” di specialità gastronomiche. Tra i prodotti più caratteristici c’è il pesce (trota), il pane nero, i prodotti affumicati protagonisti della nostra tipica “merenda”, una sorta di nostro aperitivo. Poi anche noi abbiamo una pasta particolare, i Kärntner Kasnudeln tortelloni carinziani a forma di mezzaluna, ripiegati con un bordo che sembra una treccia, con vari ripieni, dalla ricotta e menta allo speck e mais bianco della Gailtal. E poi il Reindling, una sorta di panettone. C’è stato un importante cambio di rotta in favore della valorizzazione dei prodotti genuini e di qualità del territorio, al punto che siamo diventati la prima regione Slow Food Travel Destination per importanza dopo l’Italia. Tutto questo anche grazie alla collaborazione attiva tra Friuli-Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia, appunto, che hanno promosso un Festival. Le Giornate della cucina dell’Alpe Adria di Klagenfurt hanno lo scopo di rilanciare la cucina locale e portarla oltreconfine, avendo come riferimento fornitori affidabili che con i loro prodotti, crudi o lavorati, siano garanzia di una cucina eccellente, sana e genuina. Buono, pulito e giusto è invece il titolo di uno dei libri di Carlo Petrini, sono anche le parole che ispirano i prodotti e la cucina dell’Alpe Adria, la regione della Carinzia al confine con Italia e Slovenia. Dove due valli, la Gailtal e la Lesachtal, sono diventate la prima destinazione al mondo di Slow Food Travel: in questi luoghi albergatori e i produttori si sono impegnanti a conservare il tradizionale ciclo di produzione, a preservare i saperi artigianali, a rispettare la ricchezza di un territorio unico. La vera svolta è la nuova generazione di chef che sta portando nuove idee, nuova energia e sta tracciando una nuova strada. Ne è esempio Lisa Wieland, giovane di appena 26 anni, con un’importante esperienza all’estero, da Dubai a Los Angeles, passando da Londra e la Spagna, tornata in Carinzia per valorizzare il suo territorio. Un ritorno alle origini.


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