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04-10-2022

Esperienza e trascorrere del tempo: le nuove bottiglie del Mosnel

L’esperienza è fondamentale, ma non basta: deve sapersi accostare con doveroso rispetto al passare delle stagioni. Tra gli assaggi da non perdere, il Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022

Un'attesa di 14 anni, con l’affinamento, che

Un'attesa di 14 anni, con l’affinamento, che si trasforma poi in una raffinatezza coinvolgente

I tempi che si uniscono e si guardano negli occhi ma non per sfidarsi. Per trovarsi, con una maggiore consapevolezza e nel calice si avverte tutta. Perché l’esperienza è fondamentale, ma non basta: deve sapersi accostare con doveroso rispetto al tempo. Ci ha colpito proprio l’abbracciarsi di questi due termini - esperienza e tempo - nella presentazione dei vini di Mosnel e in particolare della Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022. Perché l’uomo cerca e ricerca, affina, scopre, ma deve nutrire sempre rispetto verso ciò che non è nelle sue mani: quell’attesa di 14 anni, con l’affinamento, si trasforma poi in una raffinatezza coinvolgente. Eleganza e carattere, pegni dei 41 ettari dell’azienda dove spiccano le pietre, da cui il nome Mosnel, pietraia.

Giulio e Lucia Barzanò 

Giulio e Lucia Barzanò 

Lucia e Giulio Barzanò, accanto all’enologo Flavio Polenghi e al sommelier Nicola Bonera, al ristorante Terrazza Palestro di Milano hanno condotto nella storia di una cantina e di un Franciacorta che la racconta con particolare intensità. C’è stato un precedente capitolo: la medesima Riserva fu presentata otto anni fa in occasione di Questione di Etichetta, un premio indetto dall’azienda di Camignone in collaborazione con Adi - Associazione Design Industriale di Milano: eleganza chiama eleganza e si puntava a un abito di classe per il vino.  Del resto, l’annata 2007 era stata caratterizzata da un inverno decisamente mite e da un’estate più fresca: con il prolungarsi della maturazione, acidità e profumi sono stati valorizzati.

Che cos’è cambiato, però, rispetto al vino presentato nel 2014? Nella Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 la vinificazione è avvenuta in acciaio per il Pinot Bianco, mentre si è svolta in piccole botti di rovere francese per lo Chardonnay e il Pinot Nero; quindi, dopo l’assemblaggio, alla Cuvée è stato aggiunto lo “sciroppo di tiraggio” e le bottiglie nelle cantine sono rimaste a contatto con i lieviti per 14 anni. È questa pazienza laboriosa che ha stuzzicato la complessità. L’oro brillante alla vista conduce ad aromi floreali e di agrumi, ma anche di spezie. La sapidità accoglie e accompagna insieme cremosità e freschezza. Alla Riedizione si sono accostati Franciacorta Pas Dosé Riserva 2007 QdE 2014 , Franciacorta Pas Dosé Riserva 2006 QdE 2012, Franciacorta Pas Dosé Riserva 2004 QdE 2010, - quest’ultimo un sorprendente maggiorenne -  tesori custoditi gelosamente e generosamente condivisi. 

«Quello delle Riedizioni è un progetto in cui crediamo moltissimo – ha detto Lucia Barzanò –. Sappiamo che il tempo è il migliore alleato dei nostri Franciacorta e ci emozioniamo ogni volta che assaggiamo un calice in così perfetta armonia. Il lungo riposo sui lieviti dona al vino un carattere unico, bisogna avere la pazienza di attendere». Così l’unico nemico è la fretta, ha ribadito Giulio, una tentazione sconosciuta in un’azienda che ha un rapporto speciale con la natura e ha puntato sulla viticoltura biologica.

Ha aderito al Protocollo Itaca, che misura l’impronta carbonica dell’azienda nel suo complesso e quindi anche di ogni singola bottiglia prodotta, ma c’è poi un accurato discorso di economia circolare nell’uso dei materiali e delle risorse. O ancora partecipa al progetto di studio Biopass, dedicato alla biodiversità dei terreni biologici ed è stata tra le prime in Italia a introdurre un atomizzatore a recupero, con un risparmio di oltre il 40% dei trattamenti e il taglio fino al 92% della dispersione dei trattamenti al suolo. Si è poi  realizzato accanto alla cantina un Agri-BioBed: si tratta di un sistema filtrante biologico evoluto e isolato per contenere al minimo l’impatto della produzione sull’ambiente. In questa filosofia, rientra anche il divieto di caccia nei vigneti.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

a cura di

Marilena Lualdi

responsabile de l'Informazioneonline e giornalista di Frontiera - inserto de La Provincia, scrittrice e blogger, si occupa di economia, natura e umanità: ama i sapori che fanno gustare la terra e le sue storie, nonché – da grande appassionata della Scozia – il mondo del whisky

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