Ascovilo, il rilancio dei vini Lombardi: «Aumentiamo la nostra reputazione»

Progetto con Regione Lombardia e Identità Golose Milano: «Dobbiamo saper comunicare che il nostro vino è buonissimo». Prima tappa con il Garda Doc

08-09-2022
a cura di Raffaele Foglia
La presentazione del progetto martedì 6 settembre

La presentazione del progetto martedì 6 settembre all'Hub di Identità Golose Milano: da sinistra, l'ideatore di Identità Golose Paolo Marchi, il direttore del Consorzio Garda Doc Carlo Alberto Panont, la presidente di Ascovilo e vicepresidente di Garda Doc Giovanna Prandini, e l'assessore all'agricoltura di Regione Lombardia Fabio Rolfi

Promuovere i vini della Lombardia, mantenendo le identità dei singoli consorzi, ma con una rete che possa promuovere tutta la Regione.

Una “mission impossible”? Secondo Ascovilo, no. L’associazione che raduna i Consorzi di tutela vini della Lombardia, in collaborazione con la Regione Lombardia e con l’Hub di Identità Golose Milano, ha infatti lanciato questo progetto, o meglio, una vera e propria sfida affinché i vini lombardi possano entrare sempre di più all’interno del mondo della ristorazione, a partire da Milano e dalla propria Regione. Questo anche tramite gli stessi chef che danno lustro alla zona: il primo esempio di questo circolo virtuoso è arrivato martedì sera 6 settembre all’Hub, dove i piatti di Andrea Leali, il giovane cuoco di Casa Leali di Puegnago sul Garda in provincia di Brescia, hanno trovato un ottimo abbinamento con le proposte vitivinicole del Garda Doc.

Carlo Alberto Panont durante la conferenza di presentazione

Carlo Alberto Panont durante la conferenza di presentazione

«Il lavoro che abbiamo avviato con Ascovilo – ha spiegato Paolo Marchi, ideatore di Identità Golose e padrone di casa – è per avere qui tutti i consorzi della Lombardia. Il problema non è la mancanza del vino buono in regione, ma che spesso si parla solo delle singole zone».

«Si tratta di un percorso non proprio semplicissimo – confessa Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo e vice presidente del consorzio Garda Doc – Vogliamo portare i vini della Lombardia a essere protagonisti. Non ci manca nulla. Abbiamo 13 consorzi, che fanno parte di Ascovilo, che possono lavorare insieme. L’idea è di mettersi in rete per alzare la reputazione complessiva della Lombardia, e non della singola zona. Siamo convinti che il nostro vino sia buonissimo, ma dobbiamo saperlo comunicare, e questo anche per permeare le carte dei vini dei ristoranti e migliorare l’impatto sul mercato».

«Se la Lombardia si rafforza come reputazione – ribadisci Giovanna Prandini - allora possiamo avere anche un importante ritorno commerciale. L’obiettivo è quello di vare nelle carte dei vini milanesi entro il 2026 una presenza più significativa dei prodotti lombardi. Oggi lasciato alla sensibilità dei singoli cuochi o sommelier. Noi, come Ascovilo, dobbiamo avvicinarci a loro, facendo eventi di tipo didattico ed educativo per far conoscere le nostre qualità».

Una suggestiva immagine del lago di Garda

Una suggestiva immagine del lago di Garda

Un concetto ribadito anche dall’assessore regionale all’Agricoltura, Fabio Rolfi: «È una grande sfida. Tratto qualificante è di fare squadra, a provare a raccontare ai ristoratori milanesi, ma non solo, che c’è un’identità lombarda del vino, un tratto comune. A partire dal fatto che il 90% dei vini è a denominazione, sinonimo di qualità, ed è una percentuale anche superiore rispetto ad altre regioni più blasonate. Come Regione è probabilmente più facile supportare un singolo consorzio, piuttosto che fare rete: per tale motivo questo progetto è una sfida anche per noi».

Da qui il passaggio all'Hub di Identità Golose Milano: portare i vini delle denominazioni a incontrare i grandi chef delle singole zone nel cuore della "Milano da bere", con una serie di appuntamenti nati proprio con la volontà di valorizzare la Lombardia a tutto tondo. Gustare, capire e valorizzare. 

La prima tappa di questo percorso (ne seguiranno poi molte altre) ha coinvolto in particolare il Consorzio Garda Doc, rappresentato dal direttore Carlo Alberto Panont. «Panont – ha sottolineato Marchi - è uno dei primissimi a credere a Identità Golose».

L'area geografica del Garda doc con le 10 Denominazioni storiche che tendono allo stesso territorio

L'area geografica del Garda doc con le 10 Denominazioni storiche che tendono allo stesso territorio

Panont ha voluto fare un quadro della denominazione, sulla quale tendono 10 Doc storiche. «Garda Doc è nata nel 1996 per impedire la distillazione dei vini che erano in questa area geografica, ma non potevano avere le denominazione, in quanto non potevano rientrare nei parametri delle Doc storiche».

L’area si estende in sostanza attorno al lago di Garda, andando a “sovrapporsi” territorialmente alle altre denominazioni. Non per questo, il Garda Doc non ha una sua identità, anzi. Come sottolineato da Panont, l’idea era quella di dare ai produttori la libertà di potersi esprimere con quei vitigni che era già presenti nelle loro vigne: stiamo parlando di un’area vasta, con 31mila ettari vitati (per fare un confronto, in Champagne ce ne sono 33mila, mentre in tutta la Germania ce ne sono circa il triplo), con numeri in costante crescita. Ma non solo: con una particolare vocazione spumantistica, che è arrivata alla produzione di circa 7milioni di bottiglie annue di bollicine, puntando sulla qualità.

«La qualità è la prerogativa – ha sottolineato il direttore Panont - Abbiamo detto ai produttori di essere liberi di interpretare la denominazione nella sua libertà, seguendo la tipicità dei vigneti. Alle altre Doc abbiamo in sostanza detto: andate avanti voi, noi arriviamo in seconda battuta. Ma con le nostre peculiarità, con la nostra identità».

Il Millesimato Extra Brut Garda Doc Spumante Metodo Classico 2009 dell’azienda Perla del Garda, ottimo esempio della qualità produttiva dell'area

Il Millesimato Extra Brut Garda Doc Spumante Metodo Classico 2009 dell’azienda Perla del Garda, ottimo esempio della qualità produttiva dell'area

Un’identità che è ritornata anche nel bicchiere.

Alla degustazione di presentazione dei vini della denominazione, è stato possibile assaggiare vini di varie tipologie, a partire dal Millesimato Extra Brut Garda Doc Spumante Metodo Classico 2009 dell’azienda Perla del Garda, una bollicina di estrema eleganza e di grande complessità, che stupisce sorso dopo sorso, passando poi da due vini bianchi, cioè i due Garda Doc Pinot Grigio e Chardonnay di Cantina Colli Morenici (brand di Cantine di Verona), entrambi 2021, che hanno invece evidenziato la duttilità di queste tipologie, andando avanti con i Garda Doc Corvina e Cabernet Sauvignon di Cantine di Custoza, sempre del gruppo Cantine di Verona, a buona rappresenta dei vini rossi di buona bevibilità, per chiudere con il Leonatus Garda Doc Merlot 2016 di Perla del Garda che, invece, dimostra come sia possibile realizzare vini di grande complessità, profondità e longevità anche in questa area geografica. Senza pregiudizi.


Rubriche

In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo