Chef per il futuro, Alajmo finalista

Il padovano tra i top 20 del Basque Culinary World Prize. E ci sono anche cinque "italiani all'estero"

26-05-2016
Massimiliano Alajmo con il fratello Raffaele. Lo c

Massimiliano Alajmo con il fratello Raffaele. Lo chef de Le Calandre è tra i 20 finalisti del premio indetto dal Basque Culinary Center tra i cuochi di tutto il mondo che portano avanti progetti per la società e il fuuro

C'è tanta, anzi tantissima Italia tra i 20 finalisti del Basque Culinary World Prize, iniziativa ideata per rendere omaggio agli chef di tutto il mondo che si sono distinti per aver migliorato la società grazie ai loro progetti nel settore della gastronomia. Tra di loro spicca infatti il nome di Massimiliano Alajmo, forse il più celebre in assoluto (con Ángel León e Rodolfo Guzmán), chef de Le Calandre a Rubano (Padova). Ma hanno sangue italiano - tutti figli di emigrati - anche cinque altri candidati alla vittoria: Alberto Crisci (Regno Unito), Alicia Gironella (Messico), Manoela Buffara (Brasile), Maria Fernanda Di Giacobbe (Venezuela) e l'italo-venezuelano Michelangelo Cestari (quest'ultimo in coppia con la danese Kamilla Seidler).

Il vincitore verrà annunciato il prossimo 11 luglio, in seguito alla selezione da parte di una giuria composta dai migliori chef del mondo (tra i quali Massimo Bottura) e da esperti di rilievo internazionale di altre discipline legate alla cultura del cibo (come Massimo Montanari). Chi risulterà vincitore riceverà 100mila euro da devolvere a un progetto o a un'istituzione a scelta che dimostri il ruolo sempre più ampio della gastronomia nella società.

Gli chef finalisti

Gli chef finalisti

Il Basque Culinary Prize è organizzato e promosso dal Basque Culinary Center, un'istituzione accademica all'avanguardia nel settore gastronomico, con il sostegno del Governo Basco e nell'ambito della Euskadi-Basque Country Strategy. I 20 finalisti, tra cui figurano chef provenienti da Brasile, Canada, Cile, Colombia, Danimarca, Francia, India, Italia, Messico, Olanda, Sudafrica, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti e Venezuela, testimoniano ulteriormente la portata mondiale dell'iniziativa.

I progetti sono relativi ad ambiti diversi, che vanno dall'innovazione alla formazione, dalla salute alla ricerca, dalla sostenibilità all'imprenditorialità sociale e alla filantropia, passando per la tutela delle culture locali. Un'intera generazione di chef di livello internazionale ha ora affermato il proprio ruolo all'interno della società e ridefinito la propria professione aggiungendo al proprio bagaglio nuove abilità, una buona dose di creatività e innovazione, oltre a una spiccata attenzione alle tematiche sociali. Il Basque Culinary World Prize celebra proprio questa evoluzione.

Joxe Mari Aizega, direttore del Basque Culinary Centre, aveva presentato su Identità Golose l'iniziativa (leggi qui) e commenta così: «Siamo molto colpiti dalla diversità di background e dal calibro dei 20 finalisti: stanno dando infatti concreta dimostrazione del cambiamento positivo di cui anche gli chef possono essere protagonisti, quando si fanno portavoce e si impegnano per una causa di interesse sociale. Le loro storie saranno sicuramente di ispirazione per i colleghi di tutto il mondo, ed è proprio questo il fine ultimo del premio. Per la giuria scegliere un vincitore quest'estate sarà una sfida difficile e allo stesso tempo entusiasmante».

Il Basque Culinary Center di San Sebastián

Il Basque Culinary Center di San Sebastián

I 20 finalisti sono: Alberto Crisci (Regno Unito), Alicia Gironella (Messico), Ángel León (Spagna), Ann Cooper (Stati Uniti), Carlos Zamora (Spagna), Daniel Boulud (Francia/Stati Uniti), David Hertz (Brasile), Gabriel Garza (Messico), Jessamyn Rodriguez (Canada/Stati Uniti), José Andrés (Spagna/Stati Uniti), Joshna Maharaj (Sudafrica/Canada), Leonor Espinosa (Colombia), Manoela Buffara (Brasile), Margot Janse (Olanda), Maria Fernanda Di Giacobbe (Venezuela), Massimiliano Alajmo (Italia), Nani Moré (Spagna), Rodolfo Guzmán, (Cile), Teresa Corçao (Brasile). Oltre a Kamilla Seidler (Danimarca) e Michelangelo Cestari (Venezuela), che hanno ricevuto la stessa nomination per il lavoro che stanno svolgendo in tandem.

Massimiliano Alajmo concorre per il progetto Il Gusto per la Ricerca: ha l'obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca relativa alle patologie neoplastiche infantili. Una recente iniziativa digitale, Tavoli Trasparenti (leggi qui), vede coinvolti 300 ristoranti di alto livello nel sostenere la causa, devolvendo l'intero costo di quanto consumato se i clienti prenotano on-line.

Gli chef che fanno parte della giuria Premio Mondiale Basque Culinary. Attribuirà 100mila euro al collega che si distinguerà per un suo progetto di sviluppo della comunità cui appartiene. Da sinistra in alto, René Redzepi, Massimo Bottura, Heston Blumenthal, il presidente della giuria Joan Roca, Yukio Hattori, Alex Atala, Ferran Adrià, Gastón Acurio, Enrique Olvera, Dan Barber, Michel Bras. Per decidere il vincitore, la giuria conterà sulla consulenza di esperti delle discipline legate alla gastronomia comeHarold McGee, Massimo Montanari, Laura Esquivel, Hilal Elver

Gli chef che fanno parte della giuria Premio Mondiale Basque Culinary. Attribuirà 100mila euro al collega che si distinguerà per un suo progetto di sviluppo della comunità cui appartiene. Da sinistra in alto, René Redzepi, Massimo Bottura, Heston Blumenthal, il presidente della giuria Joan Roca, Yukio Hattori, Alex Atala, Ferran Adrià, Gastón Acurio, Enrique Olvera, Dan Barber, Michel Bras. Per decidere il vincitore, la giuria conterà sulla consulenza di esperti delle discipline legate alla gastronomia comeHarold McGee, Massimo Montanari, Laura Esquivel, Hilal Elver

Il vincitore sarà scelto tra i 20 finalisti dalla giuria del premio formata dai più influenti chef del mondo, tra cui lo spagnolo Joan Roca, Gastón Acurio (Perù), Ferran Adrià (Spagna), Alex Atala (Brasile), Dan Barber (Stati Uniti), Heston Blumenthal (Regno Unito), Massimo Bottura (Italia), Michel Bras (Francia), Dominique Crenn (Francia), Yukio Hattori (Giappone), Enrique Olvera (Messico), Yoshihiro Narisawa (Giappone) e René Redzepi (Danimarca).

La Giuria del Premio includerà anche esperti di primo piano di discipline affini, tra cui lo scienziato alimentare statunitense e scrittore Harold McGee; Massimo Montanari, professore di storia medievale presso l'Università degli Studi di Bologna e uno dei massimi esperti a livello mondiale in studi alimentari; la famosa scrittrice Laura Esquivel e Hilal Elver, special rapporteur per il diritto al cibo per l'Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.


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