03-11-2023

Cenare sulla carrozza dei Savoia? Sui colli bolognesi si può, al Treno Reale di Palazzo di Varignana

Vi portiamo alla scoperta dell'albergo diffuso a Castel San Pietro Terme: oltre all'insegna "locomotiva" in perfetto stile anni '20, la tenuta ospita tre ristoranti, la spa e un'azienda agricola specializzata nella produzione di olio

Gli Anni Venti: che tempi ruggenti, densi di fermenti artistici, culturali e sociali. Sono gli anni del jazz, dell’Art Déco e della moda anticonformista.

Gli anni dei treni a vapore, con cui anche l’Italia si apre al mondo accorciando le distanze fisiche e culturali con il resto d’Europa. E proprio una carrozza di questi treni si trova oggi a Palazzo di Varignana, nel comune di Castel San Pietro Terme, sui Colli Bolognesi.

Ma non è la carrozza di un treno qualsiasi, bensì quella del Treno Reale su cui viaggiavano i Savoia durante le loro visite ufficiali nell’allora Regno d’Italia.

La carrozza del Treno Reale: lì dove un tempo viaggiavano i Savoia, oggi vive uno dei quattro ristoranti situati all'interno di Palazzo di Varignana

La carrozza del Treno Reale: lì dove un tempo viaggiavano i Savoia, oggi vive uno dei quattro ristoranti situati all'interno di Palazzo di Varignana

Recuperata da un magazzino ferroviario umbro, ha trovato casa sui dolci declivi emiliani e, dopo una precisa ricostruzione filologica e un accurato restauro, è stata trasformata in un ristorante. Un’operazione di recupero in linea con tutta la filosofia del resort, un tempo Palazzo Bargellini Bentivoglio, e di tutti i terreni di pertinenza, nei quali hanno trovato dimora orti, frutteti e coltivazioni di zafferano, ma anche diverse varietà di ulivi e di vitigni.

È proprio grazie al forte legame con il territorio che nel 2015 nasce Agrivar, l’azienda agricola che ha ridato valore alla vocazione rurale di queste zone, fino allo sviluppo di una formula di ospitalità diffusa, che oggi conta oltre 350 ettari di terreno, 150 tra camere e suites e 6 ville indipendenti, capace di regalare ai suoi ospiti “un’esperienza indimenticabile dall’anima profondamente italiana”.

Lose Yourself in Palazzo Varignana” cita il payoff stampato sulla cartina che viene consegnata agli ospiti al loro arrivo, così da potersi orientare tra i tanti servizi disponibili: percorsi benessere, attività rivolte agli eventi business, ma soprattutto esperienze enogastronomiche di vario tipo.

In particolare i tour degustativi dedicati a vini e oli, prodotti all’interno della tenuta, e una cucina che si esprime con i suoi diversi linguaggi nei quattro ristoranti guidati dagli chef Francesco Manograsso e Roberto Cortesi.

Le eleganti sale del settecentesco Palazzo Bentivoglio accolgono il ristorante fine dining Il Grifone; il ristorante Aurevo, invece, è uno spazio informale aperto tutti i giorni a pranzo e cena, con un affaccio sulle piscine e vista sulle colline circostanti. La carta si ispira alla stagionalità delle materie prime provenienti dall’orto e da piccoli produttori della zona, mentre abbinamenti e metodi di cottura sono in linea con il Metodo Acquaviva per stimolare l’attività metabolica e ridurre lo stress ossidativo, nella convinzione che la salute parta prima di tutto dalla tavola. Ogni piatto viene accompagnato da pane e focaccia cotti nel forno a legna, oltre che da una degustazione delle diverse varietà di oli prodotti nella tenuta.

La Trattoria Le Marzoline celebra i riti antichi della tradizione culinaria emiliano-romagnola tramandata dalle sapienti mani delle “razdore”, con paste fatte in casa, taglieri di salumi, carni e verdure brasate, e anche piatti poveri come la zuppa di cipolle. Ma l’esperienza più suggestiva è senza dubbio quella a bordo del Treno Reale Carrozza Ristorante, un viaggio nel tempo attraverso un menu proposto per tutti i tavoli fino a un massimo di 22 ospiti, composto quat datro portate e altrettante tappe dedicate alle città simbolo del Regno d’Italia. L’atmosfera surreale, ricreata a bordo del treno grazie a un’accurata ricerca sui dettagli di stile, regala un’esperienza immersiva nei ruggenti anni Venti.

La mise en place del ristorante Treno Reale

La mise en place del ristorante Treno Reale

Ma come si mangia a bordo del Treno Reale?

Sotto la guida dello chef Roberto Cortesi, troviamo non tanto una cucina di territorio, ma piuttosto di prodotto, dove l’ingrediente viene prima di tutto e la creatività è messa al suo servizio senza mai risultare invasiva. Lo si intuisce già dalla piccola entrée che gli ospiti trovano sul tavolo al loro arrivo. Un burro vegetale di cocco e perle di olio EVO,  gemme dorate che esplodono letteralmente in bocca rilasciando il loro sapore vellutato.

Il benvenuto “in Italia” dello chef non poteva che essere una Bruschetta su pane multicereali croccante, con pomodorini, capperi di Pantelleria e aceto balsamico.

Calamari arrostiti, crema di piselli verdi, cipolla di Tropea, crumble di mandorle e polvere di olio EVO

Calamari arrostiti, crema di piselli verdi, cipolla di Tropea, crumble di mandorle e polvere di olio EVO

La prima tappa del treno ci porta a Torino, prima capitale d’Italia, con un antipasto di Calamari arrostiti serviti su crema di piselli verdi, cipolla di Tropea in agrodolce e mentuccia, crumble di mandorle e polvere di olio EVO, un blend chiamato Blu ottenuto dalle cultivar Correggiolo, Leccio del Corno e Pendolino, dall’amaro importante e dalla piccantezza marcata e persistente. In accompagnamento un Trento Doc 2017 “Perlè” Blanc de Blancs.

Risotto al nostro zafferano, mantecato con olio EVO Vargnano, mirepoix di zucchine, capesante laccate al miele di sulla

Risotto al nostro zafferano, mantecato con olio EVO Vargnano, mirepoix di zucchine, capesante laccate al miele di sulla

Seconda fermata, Roma, città teatro delle nozze reali e ultima capitale del Regno d’Italia: viene proposto un Risotto al nostro zafferano, mantecato con olio EVO Vargnano, mirepoix di zucchine e capesante laccate al miele di sulla, pepe Timut e fiori eduli, in abbinamento ad uno Chardonnay DOC 2021 del Friuli.

Tentacoli di polpo alla plancia, soffice di patate di Budrio e spinaci

Tentacoli di polpo alla plancia, soffice di patate di Budrio e spinaci

Dall’orto Rio Rosso all’interno del complesso di Palazzo Varignana provengono le erbe aromatiche che vanno a insaporire la portata principale, Tentacoli di polpo alla plancia, su soffice di patate di Budrio e spinaci, accompagnati da un Vermentino di Sardegna IGT Isola dei Nuraghi 2022. Qui l’omaggio è alla città di Genova, uno dei più importanti porti commerciali del Regno d’Italia.

Crema bruciata di pesche noci caramellate al Grand Marnier

Crema bruciata di pesche noci caramellate al Grand Marnier

L’ultima fermata ci riporta a Bologna e ai suoi colli dove, proprio al Treno Reale, rivivono i fasti della gloriosa époque. Come dessert viene proposta una Crema bruciata di pesche noci caramellate al Grand Marnier, anche queste provenienti dai frutteti della tenuta, insieme a un Umbria IGT 2020 “Muffato della Sala” Marchesi Antinori, un vino invecchiato con muffa nobile che conferisce un sapore marsalato dal gusto nostalgico.

Con la piccola pasticceria e il caffè termina il nostro viaggio, ma come per tutti i viaggi che si rispettino, non può mancare il souvenir perfetto. Olio, vino e tutti i prodotti agroalimentari autoctoni, come confetture, zafferano e miele, possono essere acquistati negli shop di Palazzo Varignana. Così come i nuovi Cocktoil, una linea di drink rady-to-share realizzata in collaborazione con NIO. Il Gin Soil e l’Oil Fashioned nascono proprio dall’incontro tra il mondo della mixology con i suoi grandi classici e quello dell’olio extravergine di oliva di Palazzo Varignana.

Prodotti che rappresentano la ricchezza di questo territorio, da riassaporare a casa per prolungare così il ricordo di un'esperienza nel tempo.


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Valentina Rocca

a cura di

Valentina Rocca

legata alla sua Val Trebbia, ama viaggiare – soprattutto con la fantasia – ascoltare storie e conoscere nuove realtà. Da sempre appassionata dalle storie di cibo e dalla scrittura, da qualche anno è stata rapita dal mondo del fine dining, dove l’arte della cucina e del servizio danno vita a esperienze gastronomiche uniche, espressione dell’anima di ogni chef, della loro squadra e, sempre più spesso, di tutto un territorio

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