Rappresentare nel mondo la cultura enogastronomica italiana: Alessandro Gilmozzi, neo presidente degli Ambasciatori del Gusto

Intervista con lo chef trentino, che ha da poco assunto la carica ricoperta per due mandati da Cristina Bowerman: «Essere un ADG significa diventare portatore di qualità e difensore del made in Italy»

11-05-2022
a cura di Chiara Vannini
Alessandro Gilmozzi e Mariella Caputo, rispettivam

Alessandro Gilmozzi e Mariella Caputo, rispettivamente eletti Presidente e Vice Presidente dell'Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto

Il palco del recente congresso di Identità Milano ha messo in luce come le realtà associative che favoriscono l’aggregazione e il racconto di figure - i cuochi - sulle quali orbita una comunicazione talvolta male interpretata, sono quelle dove i piatti e gli stessi chef vengono raccontati (e apprezzati dal pubblico) nella loro sostanza, non solo come mera fonte di una narrazione percepita come astratta ed elaborata con termini tecnici e poco comprensibili.

L’associazione degli Ambasciatori del Gusto, che durante il congresso di Identità ha visto l’assegnazione di nuove 22 giacche a nuovi soci chef, ha avuto l’ulteriore conferma di come sentirsi cucito addosso il proprio mestiere nel mondo della ristorazione o della gastronomia in generale, sia la base dalla quale iniziare a esprimersi prima di tutto da un punto di vista umano, al di fuori della cucina.

Gilmozzi e Caputo sul palco di Identità Milano 2022 con Paolo Marchi, tra gli ideatori dell'Associazione e Vice Presidente per due mandati

Gilmozzi e Caputo sul palco di Identità Milano 2022 con Paolo Marchi, tra gli ideatori dell'Associazione e Vice Presidente per due mandati

Il nuovo presidente di ADG è lo chef trentino Alessandro Gilmozzi, subentrato a Cristina Bowerman che ne è stata alla guida per 6 anni. Chef e patron del ristorante El Molin di Cavalese (Trento), ha fatto dell’ascolto il punto prioritario dal quale partire per dare un nuovo quadro di investitura e di comprensione dell’associazione stessa. Questa caratteristica così fine in qualunque mestiere, ma in quello di un cuoco in particolare, gli ha permesso di diventare uno degli chef più interessanti della ristorazione italiana: la ricerca minuziosa della sua cucina, espressamente di montagna, si è tradotta in un’espressività gastronomica che si fonda sull’utilizzo chiaro e comprensibile delle materie prime del territorio trentino.

Non è stato un compito semplice: i ristoranti nella zona sono numerosi e, la maggior parte, propongono cucina di montagna, proprio come lui. Ma, grazie allo studio delle tecniche di marketing e comunicazione, è riuscito a distinguersi, grazie anche allo sviluppo di modalità di produzione dei suoi piatti, completamente innovativa rispetto ai suoi colleghi, perché la tradizione si mantiene viva se si evolve in continuazione. Il rispetto e l’amore per la sua montagna non smette mai di stupire e ogni piatto è un nuovo racconto delle sue Dolomiti.

La stessa precisione che impiega nelle sue proposte culinarie, l’ha messa nelle parole che ha impiegato a raccontarsi nella nuova veste di Presidente degli Ambasciatori del Gusto.

Cosa significa essere Ambasciatore del Gusto?
Nata il 20 giugno 2016, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto è una realtà senza scopo di lucro, espressione dell’eccellenza della ristorazione e della pasticceria italiana, che intende rappresentare in ogni suo aspetto e declinazione. Fanno parte dell’Associazione cuochi, ristoratori, pizzaioli, sommelier, persone di sala, pasticcieri e gelatieri: coloro che attraverso il proprio mestiere si sono distinti nella valorizzazione del patrimonio agroalimentare ed enogastronomico italiano, riuniti per fare impresa, in Italia e nel mondo. L’Ambasciatore, per definizione, è colui che è incaricato di una missione particolare in un paese straniero, e nel nostro caso ha il compito di divulgare l’identità, la storia, la sensibilità italiane attraverso la passione e il lavoro. A guidare questo lungo e non facile cammino è, più degli altri, il gusto. Tra i 5 sensi il più complesso poiché nella sua accezione più ampia comprende anche il giudizio estetico e il nostro rapporto con la bellezza. Quindi essere Ambasciatori del Gusto significa rappresentare in tutto il mondo il concetto italiano di gusto, compito per niente facile e scontato.

Qual è il percorso per entrare a far parte del circuito ADG?
Non c’è un percorso obbligato da seguire per entrare a far parte dell’associazione, ma è solo una questione di spirito di appartenenza e condivisione di valori, di visione. Possono fare parte dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto tutti i cittadini italiani o stranieri che si dedichino (o si siano dedicati) professionalmente ad attività connesse con la cucina italiana, che si siano distinti per particolari attività meritorie e che abbiano svolto attività di sostegno nei confronti degli operatori menzionati. Essere Ambasciatore del gusto significa diventare portatore di qualità e difensore del made in Italy. Entrando a far parte di questa associazione bisogna fare fede a 10 principi fondamentali che vengono prima di qualsiasi giudizio legato al cibo pensato e curato, proposto e giudicato, potrei elencarli ma si possono trovare sul nostro sito www.ambasciatoridelgusto.it

Quali sono i vantaggi, in termini di valore aggiunto alla propria professione lavorativa nella ristorazione, dell'essere un ADG?
Come detto prima l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto è una realtà senza scopro di lucro, pertanto non si hanno benefici o tornaconti economici nell’essere un membro attivo dell’Associazione, ma si hanno benefici a livello professionale e personale. Si hanno occasioni di partecipare ad attività utili al comparto, sia nel presente ma anche con prospettive future. Un esempio su tutti è il progetto “Fare Formazione”, ma potrei citare anche altri progetti come “La psicologia a sostegno della ristorazione” (a disposizione di tutti gratuitamente tramite il sito di ADG) oppure ancora “Adotta un produttore”. Il continuo confronto con i colleghi ed esperti del settore che operano in campi diversi del grande mondo della ristorazione, consentono una continua crescita, e porta ad incrementare il proprio bagaglio di esperienza. Il fatto che nessuno abbia un tornaconto è la chiave attorno al quale ruota l’impegno di ciascuno. La vita associativa è il nostro valore aggiunto in difesa del campo professionale e ci permette di farci portavoce del nostro settore e soprattutto delle generazioni future, parlando con le istituzioni e facendo progetti finalizzati alla crescita del nostro comparto.

In qualità di neo presidente dell'Associazione, come convinceresti i tuoi colleghi a proporsi come ADG?
Non sono io che devo convincere i miei colleghi a diventare membri dell’Associazione, negli ultimi sei anni abbiamo realizzato e portato a termine molti bellissimi progetti che sono nati dal lavoro di tutti noi assieme. Sono i singoli individui che devono sentirsela di affacciarsi a questa realtà, con il compito di diventare Ambasciatori della nostra bellissima Italia, per valorizzare e contribuire allo sviluppo del comparto agroalimentare e sviluppare un senso di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. E se ci fosse bisogno di spendere qualche parola per convincerli direi soltanto: «Se ami il tuo territorio e lo comunichi con la cucina, il servizio, l’ospitalità, il vino, il pane, la pizza, il gelato, la tradizione e la ricerca allora siamo l’associazione giusta per te, un'associazione che pensa al nuovo futuro per noi e per gli operatori del settore che verranno».


Rubriche

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose