Norah was drunk: a Milano il cocktail bar che racconta l'assenzio

Il classico bicchiere francese da degustazione, il cucchiaio forato, la zolletta di zucchero, gocce di acqua ghiacciata...un rito antico che torna a vivere nel nuovo locale in zona Lambrate

21-02-2022
a cura di Claudia Orlandi
Niccolò Caramiello e Stefano Rollo - Foto: Jac

Niccolò Caramiello Stefano Rollo - Foto: Jacopo Salvi

L’assenzio è l’oblio, il distillato con la lettera scarlatta, quell’alcolico legato alla perdizione e alla rovina di chiunque ne abusi a tal punto da essere dimenticati dalla società e finire per esserne messi ai margini. 

La Fata Verde, come veniva chiamato agli inizi del Novecento, non ha mai vissuto di luci e ribalta come il vermouth o altri distillati considerati più “nobili” e altolocati, ma è sempre stato considerato alla stregua di uno stupefacente, protagonista di torbide storie protagoniste dei salotti bene e di varie leggende. 

L'interno del locale - Foto: Jacopo Salvi

L'interno del locale - Foto: Jacopo Salvi

In realtà alla base dell’assenzio, inventato dal medico francese Pierre Ordinaire, vi è una miscela di erbe officinali tra cui l’artemisia absinthium (da cui prende il nome), la melissa, l’anice verde… secondo ricette e dosaggi segreti che vanno a costituire un ottimo distillato sia da bere in purezza sia da utilizzare opportunamente in miscelazione. 

Se la sua diffusione nei cocktail bar e nelle drinklist di tutto il mondo è oramai sdoganata, raramente si trovano insegne in Italia i cui si possa assaggiare seguendo il rituale di servizio. L’assenzio viene infatti versato nel classico bicchiere francese da degustazione e, una volta riempito, viene posizionato su un cucchiaio forato una zolletta di zucchero. Da una fontana con acqua e ghiaccio, vengono versate alcune gocce di acqua ghiacciata sulla zolletta e, goccia dopo goccia, daranno vita al classico effetto louche dell’assenzio.  

Absinthe Martini

Absinthe Martini

Un rito affascinante che, da poche settimane, è uno dei protagonisti del nuovo cocktail bar Norah was drunk, che sta animando il quartiere di Lambrate e affiancandosi a un’offerta di pochi ma ben studiati locali della zona dalla chiara identità. 

Niccolò Caramiello e Stefano Rollo hanno voluto creare un locale che vuole portare il mondo dei drink non solo in aperitivo o nel dopocena, ma farne un appuntamento che diventi parte integrante del quartiere e delle sue abitudini. I due soci hanno infatti rilevato un ex-bar, punto di riferimento della zona, lo hanno ristrutturato e vestito con un tocco di eleganza grazie alle gradazioni di verde del bancone, i dettagli in ottone ossidato e il parquet color caffè. 

Grasshopper - Foto: Jacopo Salvi

Grasshopper - Foto: Jacopo Salvi

Norah è anche un progetto sostenibile, grazie alla collaborazione con i giovani artigiani-designer di Controprogetto che utilizzano materiali di recupero dando loro una seconda vita. Il bancone rimane comunque il cuore di Norah, dove interagire con Niccolò e trovare il proprio drink preferito e, nel contempo, farsi guidare da Stefano alla scoperta delle golosità che ha selezionato per i suoi ospiti. 

 Stefano Rollo e Niccolò Caramiello - Foto: Jacopo Salvi 

 Stefano Rollo e Niccolò Caramiello - Foto: Jacopo Salvi 

La prima drinklist si ispira ai grandi classici, rivisitati dalla mano abile ed equilibrata di Caramiello, forte della sua esperienza a Lacerba e nella famiglia del Rita&Cocktails e Rita’s Tiki Room, che ha pensato a drink vivaci e beverini a partire da un twist sul Gibson, Psycho Gibson con gin al cipollotto, mastiha, vermut dry, cipollina alla menta e un più amaricante Odeon, grazie al Campari e Punt e Mes, resi particolarmente interessanti dall’aggiunta di arachidi e sale. 

L’assenzio è il grande protagonista che non manca sia nella degustazione in purezza grazie a una selezione accurata di 10 etichette di produttori francesi e svizzeri, sia in miscelazione con alcuni grandi classici a base di assenzio: Absinthe Mule, Absinthe Mary e un delicato Absinthe Martini.

In abbinamento Stefano Rollo ha curato personalmente la scelta di gustose ostriche francesi, deliziose conserve portoghesi tra cui spiccano il Sugarello all’olio d’oliva e il Polpo all’olio d’oliva, oltre a una selezione di formaggi delle Cascine Selva e la mortadella artigianale della Macelleria Pucci accompagnati dal pane de Le Polveri

Il perfetto matrimonio tra i due soci, la loro alchimia e la perfetta ospitalità non hanno tardato a colpire lo stesso quartiere di Lambrate che ha trovato in Norah: la semplicità, l’ospitalità e la convivialità di nuovi vicini di casa a cui dare il benvenuto. 

Norah was drunk

Via Porpora 169, Milano

Per prenotazioni qui