Pietro D'Agostino e La Capinera: la presentazione del nuovo libro, i piatti che abbiamo assaggiato

Doppio rendez-vous con lo chef siciliano: a Milano per il volume "Creatività. Memoria e territorio", a Taormina per gustare la sua cucina. Appunti sul taccuino

20-11-2021
La copertina del nuovo libro di Pietro D'Agost

La copertina del nuovo libro di Pietro D'Agostino, edito da Trenta Editore. E tutt'attorno alcuni piatti che abbiamo recentemente assaggiato durante un bel pranzo alla sua La Capinera, a Taormina

Tra le colonne portanti della ristorazione siciliana, Pietro D’Agostino sostiene la buona ristorazione dell’isola a Nord Est, quasi fosse un moderno Colapesce custode dei sapori del mare e delle fertili contrade del vicino vulcano. Il suo ristorante La Capinera, sul litorale di Taormina, è una porta sempre aperta sulla certezza di stupirsi di una limpida meraviglia fatta di piatti semplici e profondi.

Una carriera trentennale e un’esperienza lunga una vita sono le premesse di una cucina compiuta e disciplinata che valgono a D’Agostino “una stella Michelin cucita addosso da oltre 12 anni”, come scrive lui stesso nel suo nuovo libro Creatività. Memoria e territorio, pubblicato da Trenta Editore (128 pp, euro 20,44 acquistandolo qui).

Formulato in pieno lockdown, il libro è una raccolta delle ricette più rappresentative dello chef. Gli ingredienti sono i grandi protagonisti e hanno sempre un nome preciso, spesso un cognome, e soprattutto una provenienza di luogo come una sorta di geolocalizzazione, "il sesamo alto di Ispica, il carciofo di Cerda e le lenticchie di Leonforte, il miele di Nespolo” precisa Marco Mangiarotti nella prefazione che certifica - per quei pochi che non la conoscono ancora - il valore professionale di D’Agostino.

La presentazione del libro con Marco Manguarotti, Pietro D'Agostino, Raffaele Gemignani e la titolare di Trenta Editore, Barbara Carbone

La presentazione del libro con Marco Manguarotti, Pietro D'Agostino, Raffaele Gemignani e la titolare di Trenta Editore, Barbara Carbone

L’introspezione di un vissuto pieno, il rapporto con le donne di famiglia e con Morena Benenati, compagna di vita e di lavoro al Kisté il locale che lo Chef ha aperto nel centro storico della sua Taormina)... Creatività. Memoria e territorio è il racconto fluido e concentrato di se stesso che precede la narrazione autentica delle preparazioni.

Le ricette, suddivise per elementi, accompagnano il lettore ad ogni passaggio: Acqua, Terra, Aria e Fuoco sono capitoli e sentieri da percorrere mentre si cucina guidati dallo chef; l’importanza della materia prima locale è un sotteso che attraversa tutta la pubblicazione, filo conduttore è una cultura gastronomica di prossimità e concretamente sostenibile.

Per ogni portata c’è un abbinamento con quella Sicilia del vino che ha imparato a scalare vette e a conquistare palati nel mondo, una linea immaginaria corre dall’Etna a Marsala, Pietro ne prende le etichette e con gusto le accosta seguendo i principi di coerenza, delicatezza. Quando occorre si lascia condurre anche da quel pizzico di audacia di chi (in)segue palato e cuore.

Le immagini del maestro catanese della food photography Giuseppe Casaburi arricchiscono una grafica contemporanea, leggibile e godibile che rende il volume anche un prezioso oggetto-regalo. (Valeria Lopis)


Fin qui, la recensione della nostra brava Valeria Lopis sulla presentazione del libro che è avvenuta qualche giorno fa a Milano. Ma noi poco prima eravamo stati a Taormina, a pranzare proprio a La Capinera. Che dire? Abbiamo ritrovato lo stile (e la gentilezza, e l'umanità) del D'Agostino di sempre, con una nota in più: un'attenzione fattasi più evidente nei confronti del mondo vegetale. Quella dello chef rimane una cucina declinata sul mare ma con l'elemento green che fa capolino con accresciuta chiarezza, diventando almeno coprotagonista di piatti soavi e delicati, materici e rispettosi. Sfumature di gusto che completano il regalo delle onde, una mano esperta ad armonizzare a volte fin troppi elementi, ma che mantengono però sempre sfumature leggere, non sono aggressivi. D'Agostino è una certezza. (Carlo Passera)

Il nostro pranzo, negli scatti di Tanio Liotta.

Bell'inizio: Vellutata di lenticchie di Villalba, ricotta di bufala

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Battuta di alalunga, uova di salmone, salsa all'arancia, scorza di arancia caramellata, capperi di Salina

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Insalatina tiepida di mare su crema di ceci di Leonforte, verdure, amaranto

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Goloso Calamaro ripieno di mortadella, patate e pomodoro, salsa al peperone dolce e speziato, melanzana, pomodorino e salsa al nero

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Capasanta, crema di melanzana allo zenzero, rosmarino, cipolle in agrodolce, chips di riso allo zafferano, cardo pancettato

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Tagliolini al nero, salsa di zucchine, zafferano e ricci di mare, gambero rosso, muddica atturrata, pomodorino arrosto

Tagliolini al nero, salsa di zucchine, zafferano e ricci di mare, gambero rosso, muddica atturrata, pomodorino arrosto

Cernia, verdure, salsa al peperone rosso e barbabietola, crema di nocciole

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Tortino al pistacchio croccante, mousse e sfoglia di cioccolato, salsa alla menta, gelato al pistacchio

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