Ritorniamo al ristorante: Casa Vicina, Nole e Cosimo Russo

Torino, Pescara e l'entroterra salentino: tre novità da tenere d'occhio dalla prossima Guida di Identità Golose

12-01-2021
La squadra di Casa Vicina, ristorante con stella M

La squadra di Casa Vicina, ristorante con stella Michelin appena trasferito al Greenpea di Torino, il "primo retail park al mondo" di Oscar Farinetti. L'insegna è aperta da ieri

Dopo Marzapane, Apelle e Attico sul Mare, oggi parliamo di altri 3 ristoranti novità che troveremo sulla Guida ai Ristoranti di Identità Golose, edizione 2021. Restrizioni permettendo, sono aperti al pubblico o riapriranno a breve

Casa Vicina a Greenpea
(via Nizza 230, Torino, +3901119506840)
“E quindi uscimmo a riveder le stelle!” Chissà se Stefano e Claudio Vicina, Anna Mastroianni e tutta la loro famiglia hanno esclamato il celebre verso dantesco quando, dopo 13 anni di piano interrato, Casa Vicina ha finalmente rivisto letteralmente la luce, trasferendosi dal basement di Eataly Lingotto al roof di Green Pea, il nuovo centro commerciale “green” che Oscar Farinetti ha inaugurato proprio alla porta accanto. Certo, il contenitore è cambiato totalmente: da un caveau soffuso di estremo garbo (per alcuni fin eccessivo) a una grande sala luminosa accanto a caffetteria, piscina e terrazza affacciata sullo Stadio Filadelfia. Ma non è cambiata invece questa cucina solidissima che la famiglia Vicina si tramanda da cinque generazioni, partita da Borgofranco di Ivrea e arrivata nel regno di Farinetti. Il Piemonte eseguito alla perfezione, con un touch: la loro straordinaria Bagna cauda da bere, servita in una coppa Martini, è uno dei migliori “benvenuti” in circolazione, le Polpette di mamma Bruna, i famosi Agnolotti pizzicati a mano al sugo d’arrosto, il Rognone à la coque con vellutata di senape e aglio in camicia (ah, il rognone…). I dolci qui sono obbligatori, che si parli di gianduja e zabajone, di torrone e Torta d’Ivrea. Piatti che illuminano il palato. A illuminare la sala, finalmente, ci sono le finestre.
Luca Iaccarino

Nole, Pescara. Aperto in questi giorni a pranzo

Nole, Pescara. Aperto in questi giorni a pranzo

Nole
(viale Regina Margherita 86, Pescara, +390854458925)
Sotto la stessa insegna si nasconde un locale double face a specchio dell'anima dello chef patròn Daniele D'Alberto, che dopo un lungo peregrinare, pare abbia trovato la sua strada al numero 84 di viale Regina Margherita a Pescara. Da oltre un anno in centro città si gode di un hub del bon vivre che si sdoppia in un bistrot à la main aperto da colazione fino a sera e un ristorante gourmet; il nome, Nole, è il risultato dell'unione delle ultime due sillabe del nome di Daniele e di Pino Della Valle, socio e uomo di sala attento e cortese, anche lui con un passato in cucina. I due se la intendono molto bene con una percettibile sicurezza e padronanza della materia, proponendo un'offerta ampia e ben studiata che sta riscuotendo grande successo, basta vedere quante persone si fermano già da colazione nei tavolini di ferro e marmo del bistrot per un maritozzo con la panna, un croissant farcito con marmellate (qui tutto è fatto in casa) o per una classica omelette. Al ristorante, che ha un ingresso separato, si gode della vista sulla cucina e si resta ipnotizzati dal lavoro certosino della brigata; sul fronte c'è lui, D'Alberto, sempre attento a quanto accade nel suo regno e anche nell'altro; 3 i menu degustazione a 4, 6 e 8 portate e rispecchiano a pieno i gusti dello chef, che predilige per i suoi piatti le spigolature acide alle rotondità più ovvie e ancora freschezza e leggerezza. Pochi infatti sono i condimenti che alterano la purezza degli ingredienti chiamati a comporre i piatti che colorati e armoniosi si avvicendano in un'escalation di sapori memorabili. 
Francesca Mancini

Katia e Cosimo Russo, ristorante Cosimo Russo, Leverano (Lecce). Riapre martedì 19 gennaio, a pranzo

Katia e Cosimo Russo, ristorante Cosimo Russo, Leverano (Lecce). Riapre martedì 19 gennaio, a pranzo

Cosimo Russo
(via Vittorio Veneto 9, Leverano - Lecce, +3908321814489)
Lo si trova nel cuore di Leverano, piccolo paese della provincia salentina, proprio a ridosso dell’alta torre Federiciana, che in estate fa da stupenda scenografia a chi sceglie di cenare all’esterno del locale. Il suo primo signature restaurant, dall’insegna minimalista, è in quella che fu prima la stalla della torre e poi un frantoio con volte a botte lasciate a vista. Allievo di Sergio Mei, Cosimo ama portare a tavola una cucina italiana “semplice” negli ingredienti, che non spaventi l’ospite. Qui si viene per gli ottimi risotti, di pesce e di terra, evidente rimando alla sua lunga permanenza milanese, sono un must irrinunciabile. Miscela con mano felice nord e sud d’Italia, dando una chiara impronta pugliese a primi come la Linguina con le cozze e focaccia, piatto che esprime l’identità tarantina, essendo lui di Massafra. Decisamente estivo, facile da gustare, con la focaccia croccante spolverata sulla pasta, mantecata a sua volta con una salsa di focaccia che abbinata all’origano, da l’idea di mangiare le cozze con la focaccia e il provolone. Roba da chiedere il bis. Cosimo non ama estremizzare, i suoi piatti di fatto sono di facile lettura, comprensibili. Usa non più di tre ingredienti, sceglie materie prime di qualità lavorandole il giusto, senza forzare in esasperate manipolazioni, lasciando agli occhi e al palato di percepirne presenza e gusto. Ogni stagione ha il suo menu giocato saggiamente con i sapori del momento, che calibra con armonia.
Pierpaolo Sammartino


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