Arte e cibo... in un papillon

A I Due Buoi di Ribaldone i tavoli sono arricchiti da originali installazioni artistiche di Tanio Liotta

04-07-2016
Arte che racconta il cibo: i papillon di Tanio Lio

Arte che racconta il cibo: i papillon di Tanio Liotta sono il nuovo allestimento a I Due Buoi di Andrea Ribaldone. La fotogallery di Identità Golose

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Breakfast at Tiffany’s
Seta, pvc, acciaio, cristallo, silicone
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Nylon spalmato, pvc, vetro, alluminio
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Nylon spalmato, pvc, silicone, zucchero, cera
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I tavoli bianchi, le linee asciutte, l’arredamento essenziale, la grande stanza dalle forme regolari, rettangolare, l’ambiente luminoso e pulito... L’occhio viene attirato da quelli che, a prima vista - o magari spiando dalle finestre che danno su via Cavour - potrebbero sembrare schizzi di colore, imprevisti sbuffi cromatici. Macchiano di fantasia e dinamismo la tovaglia, rompono la geometria perfetta del circostante. Macchie però non sono: bensì papillon. Papillon d’autore.

L’arte incontra l’alta cucina a I Due Buoi d’Alessandria. L’altra sera il ristorante dello chef Andrea Ribaldone ha presentato la collezione Food Works in Mysterious Ways, realizzata dal giovane artista Tanio Liotta per arricchire con un tocco di evocativo e gourmet la sala del locale piemontese. Si tratta di venti farfallini, studiati per essere parte integrante del locale. Non una mostra temporanea, ma un’opera unitaria appositamente realizzata per essere collocata al centro di ciascun tavolo, e che ridisegna il mondo del cibo sotto altre sembianze. Ogni istallazione racconta una sensazione provocata dal cibo, tutta l’antologia si dipana su tre temi ideali: la visione del cuoco moderno, il cibo come patrimonio e ricchezza, la mensa come convivialità.

Le installazioni si presentano cromaticamente e volumetricamente diverse, costituite da materiali quali Pvc, rasatello, velluto di seta, polimeri plastici, nylon spalmato, cotone, alluminio...

Ciascuna unità è stata studiata come un set cinematografico in cui i personaggi inscenano un mondo paradossale, puntando alla ricerca di stupore, meraviglia e straordinarietà. Alcune scene traggono ispirazione dal mondo delle fiabe (Hänsel e Gretel, La spada nella roccia), da cult cinematografici (Le Iene, Colazione da Tiffany) e da luoghi comuni legati alla figura mediatica dello chef. I papillon sono lo sfondo di ogni ambientazione; si tramutano all’occasione in torte giganti, strade, campi di battaglia, immense tovaglie da tavola, teatri, colline, montagne, rocce, soffici prati...

Trattandosi di opere legate al mondo gastronomico, parte di esse sono realizzate con preparati commestibili, come pane, zucchero e uova. Per alcune sono state impiegate lattine di bibite gassate, miniature di bottiglie da champagne, oltre che utensili da tavola quali cucchiaini da caffè e forchette da dolce.

Tanio Liotta

Tanio Liotta

«Quando Andrea mi ha commissionato il lavoro – spiega a Identità Golose il siculo-calabrese Liotta, 25 anni - mi ha voluto dare carta bianca: è come se mi avesse ceduto la sua cucina per potervi realizzare in totale autonomia piatti da inserire nel menu. Per questo motivo, invece di utilizzare strumenti e tecniche di lavoro tradizionali, ho voluto confrontarmi con i suoi attrezzi, modellando le forme con la macchina per la pasta, stendendole con mattarelli, rifinendole con spatole o decorandole con sac à poche. Insomma applicando alla mia arte gli stessi passaggi e gli stessi gesti che sono abituali per Andrea».

L’opera come amuse bouche, introduzione all’altra realizzazione “artistica”, quella che il commensale attende dalla cucina: c’è un’interazione costante, un richiamo evocativo, il rasatello che si rifà alla morbidezza di una crema, il polimero plastico alla croccantezza di un biscotto. L’intenzione trainante dell’intero progetto prevede appunto di fondere pratiche culinarie a tecniche e materiali artistici, così da proporre le creazioni come se fossero destinate a essere degustate. D'altra parte, Liotta ama molto confrontarsi col mondo del food: "popolare" ristoranti eccellenti con le proprie installazioni è una sua passione.

Il risultato finale è un percorso fatto di consistenze, volumi, cromie e approcci formali contrapposti, ideati per spettacolarizzare il cibo, esibirlo in toni umoristici, renderlo ironico, brillante e dilettevole.

Così lo chef Andrea Ribaldone racconta il suo "incontro" con Liotta: «Sono appassionato d’arte e lo stile di Tanio mi ha colpito subito, così gli ho chiesto di creare una serie di installazioni per il mio ristorante. L’arte è il necessario complemento di un’esperienza gastronomica di alto livello: è un modo in più per far emozionare chi si siede al nostro tavolo e per portarlo in mondo nuovo, fatto di colori e sapori sconosciuti».

Altre opere di Tanio Liotta anche (ma non solo) legate al mondo del cibo, si possono visionare sul sito www.tanioliotta.com


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