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06-07-2023

Unseen a Milano Lambrate, il cocktail bar non (ancora) visto

Fuori dai consueti circuiti del capoluogo lombardo, un indirizzo che è riuscito a ritagliarsi la propria cifra stilistica per miscelazione, allestimento e comunicazione. Scopritelo con noi...

Estetica moderna con tocchi e riferimenti alla Gre

Estetica moderna con tocchi e riferimenti alla Grecia anticha: anche la location di Unseen è "non convenzionale"

Anticonformista, spregiudicato, minimalista e non (ancora) visto: tutti questi aggettivi risultano riduttivi nel riuscire a definire Unseen e il concetto che anima il progetto del suo fondatore Milo Occhipinti.

Fuori dai consueti circuiti milanesi, ma anche dei cocktail bar nazionali, Unseen è riuscito a ritagliarsi la propria cifra stilistica per miscelazione, allestimento e comunicazione.

Bottigliera e bancone scompaiono, quasi inghiottiti da un lungo tavolo centrale composto da 14 posti e al centro di un’unica stanza in cui si articola e apparentemente si vincola un bar dalle caratteristiche desuete.

Più che un tempio della miscelazione, è il luogo dove Milo ha trovato sé stesso e ha potuto esprimere tutto ciò che ha da sempre sognato e coltivato nel corso degli anni di formazione professionale prima a Verona – sua città natale – e poi in 4 anni a Londra.

Il cocktail Pastel Skies con anguria e combawa

Il cocktail Pastel Skies con anguria e combawa

Il focus secondo Milo non è nella gestualità del barman, nel suo carisma o in una collezione di bottiglie mirabile, bensì il ritorno alle origini ossia all’ospite e alla sua occasione di socializzare.

Lo stare bene e l’interazione con altre persone sono intesi da Occhipinti come apertura verso l’ignoto davanti a un buon drink e immersi in un’atmosfera vaporwave.

Per allestire e perfezionare il suo concept, Milo lavora per sottrazione, priva il barman – definito come operatore – del suo protagonismo, limita le bottiglie in vetrina, toglie spettacolarizzazione al gesto del miscelare, mentre eleva e illumina l’ospite che diventa il vero protagonista, ritrova il piacere di essere sé stesso o chi vorrà essere accanto ad altri come lui.

Per favorire l’immersività dell’esperienza Unseen viene costruito seguendo l’immaginario e gli elementi che caratterizzano la corrente underground vaporwave: musica elettronica, richiamo alle statue greco-romane, illustrazioni dell’immaginario manga e riferimenti agli anni ‘80/90.

Il bere viene anch’esso strutturato secondo questi canoni, replicando i colori e i sapori dell’epoca e la relativa cultura pop. La scelta di essere un cocktail bar è il modo che Milo conosce per rendere la socializzazione più piacevole, replicabile all’infinito e fruibile attraverso l’interazione con altre forme di intrattenimento quali la musica, l’arte, le performance live e tutto quanto la sua creatività reputerà utile per la crescita e il successo del brand Unseen.

Ciò che incuriosisce entrando in questo locale, a pochi passi dalla stazione di Lambrate a Milano, è la premessa – quasi dissacratoria per gli amanti del concetto classico di cocktail bar – con cui è stato creato ovvero quella di considerarlo un brand con un’identità molto forte e fuori dal coro, in cui la comunicazione e la presenza sui social ha uno suo stile personalissimo legato all’iconografia manga e anni 2000. Ne è un esempio il bagno, diventato una location nella location grazie alla collaborazione con un illustratore, che ne ha caratterizzato le pareti rendendolo il dettaglio che sta spopolando su Instagram.

Uno stile di comunicazione che si ritrova nel bicchiere e nella preparazione dei drink: l’essenzialità affidata ai pre-batch, la velocità di realizzazione con 45’’ per assemblare gli ingredienti e una ricettazione strutturata su questi punti fermi. La drinklist proposta ogni 3/4 mesi vede 14 cocktail tra best seller e nuove proposte della stagione, in cui dominano ingredienti e preparazioni che stimolano nel cliente sensazioni e ricordi legati agli anni ’90 e 2000.

Quest’estate 2023, in particolare, “gioca” con i ricordi di caramelle frizzanti all’anguria, gelato alla vaniglia e granita al gusto puffo insieme all’utilizzo di frutta tropicale. Nascono così Pirate of Love con sorbetto tropicale a base di passion fruit e ananas con l’aggiunta di una pallina di gelato alla vaniglia; il Pastel Skies con lime e anguria oppure un più sofisticato Crazy Diamond con Talisker 10, bitter Campari, orzata di banana e mandorla, lime.

Zero Nine Twenty: la proposta analcolica di Unseen a base di Tanqueray 0.0, fragola, basilico e pomodoro

Zero Nine Twenty: la proposta analcolica di Unseen a base di Tanqueray 0.0, fragola, basilico e pomodoro

Ciò che colpisce è la grande mano nel trovare il perfetto bilanciamento di ingredienti e sapori, mai stucchevoli anche là dove si vira verso la dolcezza. Nel contempo, l’alcolicità viene sapientemente dosata ed equilibrata dandole rotondità e profumo grazie all’utilizzo della frutta.

La maturità che emerge dall’assaggio dei drink è sicuramente frutto anche della decisione di Occhipinti di vivere lui stesso l’inclusività che professa e aprire il suo progetto a una collaboratrice, che fosse in grado di portare un contributo importante creativo, artistico e professionale. Dopo uno scouting attento e un “corteggiamento” di circa quattro mesi, Unseen viene condiviso con Alessia Bellafante, allora nel team di Dry Milano.

Milo e Alessia sono a tutto tondo molto più di un datore di lavoro e una dipendente; si tratta in realtà di aver trovato in Alessia la quadratura del cerchio ovvero quel tassello mancante per rendere Unseen un progetto completo, uno spaccato di Londra o Tokyo e una destinazione che merita un passaggio per l’esperienza immersiva e insolita che può regalare ad appassionati come a neofiti del mondo della miscelazione.


Shake & shock

ll mondo dei cocktail e dei bartender raccontati da Identità Golose.

a cura di

Claudia Orlandi

sceneggiatrice e scrittrice, dalla scuola di giornalismo enogastronomico del Gambero Rosso è approdata a Identità Golose

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