Velenosi, un Falerio che fa del bene

Angela e Marianna, madre e figlia, devolveranno ad Ascoli gli incassi della vendita del loro bianco all'Orto di Paolo per aiutare chi soffre di autismo. E per ogni vino nuove etichette

08-06-2021

L’Orto di Paolo è una cooperativa sociale che ad Ascoli Piceno, in un casolare in zona Marino del Tronto circondato da un ettaro di terreno, cura un Centro diurno per l’Autismo creato nel 2013 e che quest’anno segue undici ragazzi su un massimo di sedici. Nel 2018 l’idea di lanciare una start up, chiamata AgriAbilità, con il nobile proposito di aiutare i giovani a seguire percorsi di alternanza scuola-lavoro in campo agricolo, privilegiate le colture biologiche e le sementi autoctone sparse per il territorio piceno. Tutte iniziative e attenzioni che questi ragazzi fragili si meritano e che non sono mai sufficienti, sempre e a maggior ragione in epoca di pandemia. Per ogni info +39.0736.258491.

Angela Velenosi con la figlia Marianna e il figlio Matteo

Angela Velenosi con la figlia Marianna e il figlio Matteo

Bello quindi sapere che Angela e Marianna Velenosi, madre e figlia alla guidfa della Velenosi Vini, hanno deciso di supportare questa realtà di inclusione sociale, presentando l’edizione speciale di un loro vino in una nuova realtà milanese, l’Ariosto social club in via Ludovico Ariosto 22, telefono +39.02.48517507. In quello che accoglie già la boutique di Valeria Benatti e presto anche appartamenti di lusso, una palestra, una SPA e una bistrot, le Velenosi hanno spiegato il loro gesto, un Falerio DOC in edizione limitata alla cui vendemmia hanno contribuito anche alcuni dei giovani del centro stesso. Loro anche la realizzazione dell’etichetta, molto colorata e giocata sulle impronte di un paio di mani intrise di colori tra il rosso e il verde. Nota più importante: il ricavato della vendita di questo Falerio L’orto di Paolo, sarà versato interamente al centro per sostenerlo nell’azione socio-educativa per l’autismo.

La raccolta dei cachi all'Orto di Paolo ad Ascoli

La raccolta dei cachi all'Orto di Paolo ad Ascoli

Non solo questa opera di bene. L’appuntamento meneghino è stata anche l’occasione per presentare il restyling dell’etichetta del Passerina Brut metodo charmat e della linea Villa Angela. In particolare, ci ricorda il comunicato stampa, “La vitalità del perlage della prima, è esaltata ora da una nuova bottiglia, che gioca con il tema della circolarità: una descrizione potente tanto della bollicine che del ciclo e ritmo della vita. Lo stile raffinato ed elegante di Falerio DOC Pecorino e Passerina IGT Marche, della collezione Villa Angela, è reso in maniera più evidente dalla scelta grafica in etichetta, che richiama il gusto classicheggiante delle statue greche e romane. Non mancano poi i cavalli di battaglia, Gran Cuvée, Pecorino DOCG e Rêve, che richiamano ed esaltano la cifra enologica distintiva di sempre della cantina”.

Dai bicchieri ai piatti che hanno accompagnato le degustazioni, proposte curate dall'accademica della cucina Francesca d’Orazio e a livello di pizze da Mirko Petracci, titolare della Scaletta ad Ascoli Piceno che per l’occasione ha portato a Milano la Margherita 2.0, la Romanzo popolare e l’ultima nata con fiori di zucca, pomodorini al timo e alici dell’Adriatico. Sempre Petracci, ha colto l’occasione per ricordare il suo progetto di pizza-à-porter, l’andare lui a casa delle persone, e non loro da lui, con un forno elettrico portatile per offrire una serata sartoriale a tutta pizza. E anche l’ausilio di un sommelier.


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