Guide del vino, un mondo di opinioni

Sono state presentate tutte le pubblicazioni riguardanti il mondo della viticoltura: ve le raccontiamo una a una

22-12-2017

Come scegliere il vino migliore per ogni occasione? E’ una domanda difficile alla quale rispondere con precisione. Ma da anni l’Italia è invasa da un numero di guide sul vino impressionanti, ognuna con il proprio stile, la propria filosofia e, soprattutto, i propri parametri. E noi, quando tutte le edizioni 2018 sono già sugli scaffali, proviamo a fare una carrellata dell’offerta proposta.

Vini d’Italia del Gambero Rosso

Probabilmente quella del Gambero Rosso è la guida più prestigiosa e il suo premio principale, i celeberrimi “Tre bicchieri”, è il riconoscimento maggiormente famoso anche tra i semplici appassionati. La guida presenta, nelle sue mille e più pagine, vengono presentati 22mila i vini e  2.485 aziende che, secondo i curatori, rappresentano il meglio della produzione italiana. I “Tre bicchieri” sono andati, quest’anno, a 436 etichette: il Piemonte è la regione più premiata.

Slow Wine di Slow Food

Slow Wine è la guida di Slow Food, che cerca di approfondire i valori che contraddistinguono le singole cantine. E le premia con il simbolo della Chiocciola. Come si legge nelle pagine di Slow Wine, è il «simbolo assegnato a una cantina per il modo in cui interpreta valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con Slow Food. Dall’edizione 2017 l’attribuzione di questo simbolo implica l’assenza di diserbo chimico nei vigneti. I vini di una Chiocciola rispondo anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo. tenuto di quando e dove sono stati prodotti».

I vini d’Italia de L’Espresso

Come da noi già raccontato qui, i curatori Andrea Grignaffini e Antonio Paolini della guida de L’Espresso hanno definito le loro eccellenze, indicando i migliori 100 vini per ciascuna categoria: da bere subito, da conservare e da comprare; in più è nata una quarta sezione, denominata “riassaggiare”. Ha spiegato Grignaffini: «Il riassaggio secondo me è la cosa più intrigante della guida 2018: i vini e il loro valore, come insegnano i francesi, dipendono in massima parte dallo loro storia che è fascino, stile di produzione e tuttavia anche garanzia dell’affidabilità dell’azienda. Solo così si comprende il terroir nell’accezione anche allargata del termine».

Vinibuoni d’Italia

La guida edita dal Touring Club e curata da Mario Busso, va avanti con le sue corone. Il riconoscimento viene attribuito dopo due diverse selezioni, la prima a carattere regionale in cui vengono scelti i finalisti che rappresentano l’eccellenza, e una seconda a livello nazionale. I vini arrivati alla Finale per l’edizione 2018 sono stati 672 e di questi 415 hanno raggiunto l’ambita corona. A votarli 21 coordinatori regionali della guida suddivisi in 3 commissioni di sette delegati. Per passare a Corona i vini hanno dovuto aggiudicarsi l’indice di gradimento di almeno 5 commissari.

Bibenda

Edizione dei 20 anni per la guida della Fondazione Italiana Sommelier, come si può facilmente notare anche dalla copertina. Il tema scelto come filo conduttore, quest’anno, è stato “Tanta voglia d’Italia”. In questo caso, il premio dei 5 Grappoli viene assegnato ai prodotti che hanno una votazione di almeno 91 centesimi. Le aziende del vino recensite sono 2.019 e oltre 25.000 i vini degustati con circa 900 finalisti e 599 premiati con i 5 Grappoli. Per i vini premiati con i 5 Grappoli è stata pubblicata l’etichetta. Una guida che è sbarcata favorevolmente anche sul digitale, anche con le App.

Vitae

Come da noi raccontato in questo articolo, quella dell’Associazione Italiana Sommelier è «una guida dedicata all’operosità» e dalla quale emerge «un settore (quello del vino italiano) in forma smagliante, con vini qualitativamente sempre migliori che possono beneficiare di una vastissima biodiversità e di eccezionali condizioni climatiche e morfologiche», come dichiarato dal presidente nazionale Ais Antonello Maietta. Il volume è la sintesi di un lavoro corale di mille sommelier che sono stati chiamati a degustare, rigorosamente alla cieca, oltre 35mila vini tra i quali ne sono infine stati selezionati 15mila in rappresentanza di oltre 2mila cantine.

I vini di Veronelli

Il Seminario permanente Veronelli porta avanti incessantemente il lavoro che l’indimenticato e indimenticabile Luigi Veronelli ha avviato parecchi anni orsono. Le eccellenze, in questo caso, sono rappresentate dai Super Tre Stelle. «Su 16.137 etichette recensite – spiegano dal Seminario - la famiglia dei Super Tre Stelle conta appena 314 referenze, numero in leggera flessione rispetto all’edizione precedente, testimonianza del rigore con cui la Guida creata oltre trent’anni fa da Luigi Veronelli ha assegnato questo simbolo d’eccellenza». La regione “vincente” risulta il Piemonte.

Doctor Wine

Daniele Cernilli ci mette la faccia. Anzi, i faccini. Questi i numeri della guida: 1.069 cantine selezionate, 2.733 vini recensiti e 297 faccini DoctorWine, di cui: 1 vino con 100/100, 4 vini da 99, 17 da 98, 46 da 97, 68 da 96 e 161 da 95. Inoltre sono stati assegnati 14 Premi Speciali, 645 vini con il “like” del rapporto qualità/prezzo, 92 cantine premiate con 3 stelle. Il numero massimo di Faccini se lo aggiudicano a pari merito Toscana e Piemonte (61), seguite da Friuli Venezia Giulia (25), Alto Adige (23), Veneto (20), Campania (15) Sardegna (14), Marche e Sicilia (12), Lombardia (11), Puglia (9), Trentino (7), Lazio (6),  Abruzzo e Umbria (5), Basilicata ed Emilia Romagna (4), Valle d’Aosta (2), infine Liguria e Calabria con un faccino l’una.

Annuario dei vini d’Italia di Luca Maroni

Nato nel 1998, l’Annuario dei vini di Luca Maroni in questa edizione ha individuato 362 eccellenze (in un range di punteggi che va da 90 a 98/100), divise tra 178 rossi, 14 rosati, 50 bianchi, 30 vini dolci, 90 spumanti, e diventano 388 complessivamente, aggiungendo anche i 26 top wine da 99/100. Le valutazioni pubblicate sono il frutto di un metodo scientifico creato dallo stesso Maroni. Il metodo di degustazione adottato attribuisce un semplice valore numerico alla qualità del vino ed è chiaramente illustrato nelle prime pagine del libro. Su ogni pagina dedicata alle singole aziende è pubblicato il commento conclusivo di Luca Maroni sulla produzione complessiva e la scheda sensazioni dedicata alla descrizione organolettica del miglior vino prodotto.

La conclusione: è già difficile consigliare al ristorante un buon vino da abbinare a ogni singola portata, è praticamente impossibile suggerire quale guida acquistare. Nel migliore dei casi è meglio andare in libreria e dare un’occhiata. E tutte finiscono in gloria.


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