Oli extravergini d'Italia: i migliori secondo la Guida Slow Food 2022

Arriva all'edizione numero 23 il manuale che esplora il panorama olivicolo del nostro paese. La nostra intervista con la curatrice Francesca Baldereschi

10-05-2022
a cura di Niccolò Vecchia

E' uscita da pochi giorni la ventitreesima edizione della Guida agli Extravergini di Slow Food Editore, che torna a scandagliare e analizzare il panorama olivicolo del nostro paese. E' una rete di 125 collaboratori presenti sul territorio a svolgere le visite e gli assaggi, costruendo così uno spaccato dell’Italia dell’olio completo e approfondito.

Nell’edizione 2022 sono 750 le schede, tra frantoi, aziende agricole e oleifici, e sono stati recensiti 1180 oli tra gli oltre 1500 assaggiati. Sono 120 le nuove schede, a confermare un buono stato di salute del comparto, nonostante le difficoltà di questi anni. Partiamo proprio da qui nella nostra chiacchierata con la curatrice Francesca Baldereschi, che coordina i lavori della Guida da quattro edizioni, dopo aver preso il posto dello storico curatore Diego Soracco, mancato nel 2018. 

«Si potrebbe avere una sensazione diversa, anche parlando con alcuni produttori - spiega Baldereschi - ma il bilancio che possiamo fare oggi di questa produzione è sicuramente positivo. Un dato su tutti: nelle ultime edizioni di questa Guida aumentano sempre le nuove aziende che riusciamo a inserire, le novità. C'è un trend concreto che mostra come in molti decidano di puntare sull'imbottigliamento, uscendo da una produzione hobbistica e investendo invece sulla vendita. L'altro dato interessante è che molte di queste nuove aziende sono guidate da giovani: c'è quindi un futuro vero per questo comparto. E poi c'è ancora un altro dato molto positivo...».

Quale?
Un'attenzione sempre crescente sul tipo di conduzione agronomica dell'azienda, moltissimi oli sono certificati biologici: dei 1180 oli recensiti, la metà hanno questa certificazione, senza contare le certificazioni che poi riguardano l'intera azienda. Anche in questo senso si vede una tendenza netta e costante, così come c'è una tendenza anche alla diversificazione del prodotto, con tantissimi monovarietali, in particolare. Il che celebra quel grande patrimonio di biodiversità, unico al mondo, di cui può beneficiare il nostro paese. Una maggiore produzione in questo senso non può che poi fare crescere anche la consapevolezza dei consumatori sulle monocultivar. 

Chi sono i lettori di questa Guida? A quale pubblico volete rivolgervi?
Come prima cosa vogliamo che sia uno strumento utile per i produttori e per tutto il comparto. La Guida oltre a dare una valutazione qualitativa, premi e riconoscimenti, deve essere un punto di riferimento per gli operatori, in particolare per la ristorazione, che è uno dei punti critici che spesso viene sollevato dal mondo olivicolo. Una ristorazione che spesso non è sufficientemente attenta all'olio e alla possibilità di raccontare un territorio anche con questo prodotto e non solo con il vino. Un ristoratore che volesse pensare a una carta degli oli, o a una proposta diversa e ricercata, troverà nella nostra Guida uno strumento prezioso.

Poi ci sono i consumatori finali: in che modo parlate a questo pubblico?
Con la nostra Guida cerchiamo sicuramente di suggerire un rappporto diretto con i produttori. Se molti consumatori hanno preso l'abitudine di visitare le cantine per comprare il vino, o certi contadini per il formaggio o le verdure...poi l'olio lo comprano al supermercato. Vorremmo far crescere la sensibilita e l'attenzione del pubblico in questo senso: per questo nelle nostre schede segnaliamo anche le strutture ricettive di cui sono dotate le aziende, le attività di ristorazione, i motivi di interesse paesaggistico, così da stimolare anche una forma di turismo dell'olio che sicuramente potrà solo fare bene ai produttori, ma anche ai consumatori. Segnaliamo anche le scontistiche per i soci Slow Food, così come quei produttori disponibili a spedizioni anche per numeri ridotti di bottiglie. Oggi due acquisti di olio su tre vengono fatti nella grande distribuzione, con prezzi che deprimono il mercato e non valorizzano il lavoro dei produttori che puntano sulla qualità. Una cosa che mi piace sottolineare è che una bottiglia di olio extravergine di qualità dura diversi giorni, ma spesso non siamo disposti a spendere per quella bottiglia quanto spendiamo per una bottiglia vino che invece finiamo nel giro di una sera. 

Foto di gruppo dei premiati della ventitreesima edizione della Guida

Foto di gruppo dei premiati della ventitreesima edizione della Guida

Nell'edizione 2022 sono state assegnate 35 Chiocciole su 11 regioni italiane, a premiare le aziende olivicole che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali secondo la filosofia Slow Food: le trovate elencate qui. Il riconoscimento Grande Olio viene invece attribuito all’olio eccellente nella sua categoria per pregio organolettico, aderenza al territorio e alle sue cultivar: qui l'elenco dei 72 assegnati in tutta Italia.