Pidapip˛, il verso giusto del gelato

A Melbourne c'Ŕ fila per assaggiare i coni di Lisa Valmorbida, che ha voluto portare in Australia l'autentica bontÓ italiana

27-03-2017

Ennio Colaiezzi inizia la sua collaborazione dall'Australia raccontandoci brillantemente Pidapipò, gelateria italiana a Melbourne

La mia avventura in Australia è il semplice frutto di un richiamo naturale, esplorare. Due mesi di vacanza in downunder sono ormai diventati sei anni. Bella Melbourne. Sono diventato parte di un progetto chiamato DOC e mi sono ritrovato accanto a quel geniaccio di Tony Nicolini dal quale ho imparato un bel po' sul cibo e la ristorazione. Questa formazione mi ha permesso di viaggiare, conoscere e documentarmi. Ci sono bellissime storie di vita legate al cibo in questo angolo di mondo. Paolo Marchi e Carlo Passera, contenti e curiosi di ascoltarne alcune, mi hanno dato l'ok per condividere. Allora iniziamo con questa…

Da piccolini, in fin dei conti, siamo stati tutti un po’ pappappero, marameo o pernacchie. Tutti a cavalcioni sulle gambe dei nostri nonni, prestigiatori mancati o abili incantatori con in tasca patenti speciali per pilotare la nostra fantasia.

Siamo a Melbourne e, per il nonno di Lisa Valmorbida, “pidapipò” era una smorfia come tante altre accompagnata visibilmente da un gesto. Per i suoi nipoti ormai diventati grandi, invece, Pidapipò si è trasformata in una visione a forma di cono gelato. Ma di quelli buoni. Con un antefatto, che è poi un volo verso l’Italia, precisamente la meta fu l'Università del Gelato Carpigiani. Lisa ha speso un po’ di tempo da quelle parti; quindi, una volta appresa l’arte, ha deciso di fare esperienza nelle migliori gelaterie. L'obiettivo era ormai chiaro: portare in Australia l'autenticità di un vero gelato italiano.

Lisa Valmorbida

Lisa Valmorbida

Da lì a breve sarebbe in effetti nata la prima gelateria di nome Pidapipò. Oggi, se si è fortunati, si aspettano 30 minuti prima di deliziare il proprio palato. Il locale è curatissimo nel suo non casuale disordine e il brand, un prototipo che non si vede ovunque, si avvale di semplicità nei caratteri e di colori pastello. La musica è sparata alta, ma il dj set è live e non alla radio, quindi tutto torna. Sulla lavagna, oltre ai gusti tradizionali, ogni mese ne ruotano altri che spesso e volentieri riportano alla memoria svariati disegni della nostra infanzia.

L’altra settimana, per dire l’invenzione era Torrone alle rose e miele, frutto della collaborazione con un apicoltore locale. Il rubinetto della Nutella, una volta raggiunto il bancone, fa quasi venir voglia di riempirsi le tasche come Totò con la pasta in Miseria e Nobiltà. Peccato che si trovi a due metri di distanza e ci si deve limitare a chiedere di farla scendere sul cono finito. Le collaborazioni con ristoratori, foodies e dj della città sono numerose e lasciano intendere che questo è solo l’inizio di un lungo e dolce percorso.

Mentre ci si pappa il proprio gelato, ecco un nonno che tiene per mano il suo nipotino in attesa di essere serviti. Si sorride di gusto.


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