08-11-2023

Tutto il fascino di un liquore antico: il Ratafia Rossi La Rossa

Un liquore che nel 1600 in Piemonte si usava per festeggiare la felice conclusione di un accordo. Scopriamo la sua storia e la sua nuova giovinezza...

Perfetto on the rocks. II vino liquoroso di cilie

Perfetto on the rocks. II vino liquoroso di ciliegia oggi ha nuova veste molto più contemporanea

Ut rata fiat, l’atto da ratificare. È così che i notai piemontesi celebravano nel 1600 la felice conclusione e firma di accordi o transazioni. A suggello di tale rito veniva servito un liquore che, da quel momento in poi, passò alla storia come Ratafìa.

Dalla ricetta originaria dei frati cistercensi, che prevede l’utilizzo del vino, si diffuse l’utilizzo in una variante di produzione di infuso di frutta, erbe e spezie in alcol puro.

Andano Micca, un piccolo paese nel biellese, diventa famoso per il Ratafia da ciliegie nere e, negli anni, si diffonde anche nel centro Italia – in particolare in Abruzzo – dove vengono utilizzate le amarene e vengono cambiate le proporzioni tra frutta e zucchero.

Simone Rossi

Simone Rossi

Una storia e una ricettazione così antiche come quelle degli amari, che regalano una geografia dell’Italia liquoristica molto più ampia e interessante di quanto si possa pensare. Se l’amaro vede negli ultimi 4/5 anni una nuova giovinezza, grazie al recupero di ricette da parte di aziende e dall’aumentato interesse da parte dei professionisti, allo stesso tempo la Ratafia è come rimasta ancora molto nascosta in una nicchia e quasi persa tra le pagine dei libri notarili.

Il suo fascino e la sua piacevole dolcezza, mai stucchevole, sono però riuscite a conquistare un professionista che da anni vive e lavora fuori dall’Italia, ma che ha nelle sue radici e tradizioni toscane una costante fonte di ispirazione.

Più di 4 secoli dopo il primo atto ratificato con il liquore piemontese, Simone Rossi – bar manager di origini grossetane con esperienze importanti in tutto il mondo– vede nello stop forzato del Covid l’occasione per sviluppare un progetto dedicato al vino liquoroso di ciliegia, ma donandole una nuova veste molto più contemporanea. Nel luglio 2020 nasce così la Ratafia Rossi La Rossa, né un amaro né un vermut, il vino liquoroso viene definito dal colore e non dalla ciliegia come è solitamente prassi.

Presentazione Ratafia Rossi Foto: BarLeoneHK

Presentazione Ratafia Rossi Foto: BarLeoneHK

Innamorato dei vini fortificati, che spesso utilizza nei suoi drink, Rossi si innamora di questa categoria e le vuole dare una connotazione personale ossia cercando un connubio tra la ricetta francese e spagnola, in modo da renderlo un aperitivo alla ciliegia versatile e piacevole per tutti i tipi di palati.

Grazie alla sua esperienza svolta ad alti livelli e in cocktail bar di importanza mondiale, Rossi ha sentito l’esigenza di creare un liquore che potesse essere sia una scoperta per i suoi ospiti sia per i professionisti stessi, oltre che un momento per divulgare una parte importante della storia e della tradizione liquoristica italiana.

Per questo, il barman toscano si è affidato a un giovane studio di design, Panglossian Studio, basato tra Shenzhen, Venezia e Hong Kong. Fondato da due professioniste italiane, Sara Biancaccio e Benedetta Anghileri, il lavoro di progettazione di Ratafia Rossi La Rossa è stato un progetto in cui Sara ha voluto prendere le mosse dal Futurismo perché il movimento che meglio esprime il connubio tra italianità e modernità. Non solo ma la designer condivide con Rossi lo stesso background di interazione con l’Oriente e in particolare con Hong Kong, che offre lo spunto per comunicare valori della tradizione e della cultura italiana in modo fresco e contemporaneo.

La progettazione di Rossi e Panglossian si è quindi mossa nella direzione di supportare la narrazione che si accompagna al prodotto e accrescere quindi il fascino che può avere su un pubblico internazionale, oltre che valorizzarne quelle caratteristiche che sono in comune alle altre ricettazioni europee. Da un lato la Ratafia francese si caratterizza da un’eleganza dovuta alla terza e quarta pressatura dello champagne, a cui viene poi aggiunto cognac giovane e il tutto invecchiato per ottenere un vino liquoroso prettamente da aperitivo. Dall’altro lato la tradizione spagnola, dove gli ingredienti sono invece le noci verdi, la lemon verbena e la cannella che conferiscono un tono e un sapore più spiccato e forte.

Diversa invece è la tradizione italiana che vede il Piemonte terra d’origine della Ratafia, realizzata con una base di Barbera d’Asti, mentre nella successiva ricettazione abruzzese protagonista è il Montepulciano d’Abruzzo che la rende, ben presto, la bevanda regionale per eccellenza.

La Rossa invece, vuole omaggiare tutte le tradizioni abbracciandole in senso più ampio grazie all’esaltazione della frutta fresca – ciliegie, chinotti e fichi – e secca – i datteri –  di cui è costituita e la base di Barbera d’Asti DOCG fortificato con brandy italiano invecchiato 3 e 10 anni. Questo passaggio di invecchiamento è particolarmente importante perché conferisce profondità, pur rimanendo estremamente elegante e pulito al palato.

Ne risulta una Ratafia che può essere bevuta in purezza con un cubetto di ghiaccio, in cui spiccano le sue caratteristiche organolettiche. Infatti il ghiaccio aggiunge diluizione al prodotto, ne apre le note aromatiche di ciliegia, fichi, datteri e bucce di chinotto oltre a esaltare la parte vinosa e di cognac.

In miscelazione invece, è particolarmente versatile in diverse preparazioni: si può partire con un semplice Highball o Spritz per andare a preparazioni più articolate come un twist sul Negroni, drink sour con bianco d’uovo o a base whisky come un Manhattan.

Dall’Oriente dove oggi Simone Rossi lavora, sicuramente arriva una nuova vita per il liquore dei notai per il quale ci sono all’orizzonte importanti progetti di sviluppo, nell’ottica di promuovere e rilanciare una categoria dimenticata in Italia e per non smettere mai di raccontare la bellezza della tradizione del nostro paese non solo a livello gastronomico, ma anche liquoristico.


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Claudia Orlandi

a cura di

Claudia Orlandi

sceneggiatrice e scrittrice, dalla scuola di giornalismo enogastronomico del Gambero Rosso è approdata a Identità Golose

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