Insolita Venezia: alla scoperta dell’Hyatt Centric Murano Venice e poi della tavola di Alessandro Cocco

Facciamo base nel prezioso retreat urbano ricavato da una fornace storica per gustarci prima angoli inesplorati della città, quindi la cucina dello chef abruzzese

02-01-2022
a cura di Elisabetta Canoro
Venezia vista da una delle camere dell'Hyatt C

Venezia vista da una delle camere dell'Hyatt Centric Murano Venice. Andiamo alla scoperta della città lagunare facendo base nel prestigioso hotel e assaggiando la cucina del suo chef Alessandro Cocco

Murano è la Venezia che non ti aspetti, ancora inesplorata e segreta, insolita e inattesa. La Serenissima conta nella sua Laguna un centinaio di isole e isolette, ma spesso rapiti dalla bellezza della città più romantica del mondo, non si pensa ad andare oltre le sue calli, cullati dai giri in gondola, appagati dalle mostre d’arte e dal fascino dell’architettura dei palazzi in gotico veneziano. A regalarci un ricordo completamente diverso, ma altrettanto suggestivo, ci pensa Giacomo, che ci accoglie con il suo sorriso gentile: «Benvenuti, sono qui per accompagnarvi all’Hyatt Centric Murano Venice», esordisce al suo arrivo in Piazza San Marco. Sarà lui a condurci in una Venezia inedita, da esplorare a ritmo lento, e poi alla tavola dell’executive chef Alessandro Cocco, da pochi mesi approdato sulla terza isola più grande della laguna per guidare la cucina dell’Hyatt Centric, entusiasta di entrare a far parte di una realtà «così piena di fascino e di storia».

Il tragitto verso l’albergo si trasforma ben presto in un viaggio di scoperta: sulla sinistra, all’altezza dell’Arsenale, si riconoscono le gigantesche Mani (l’istallazione si chiama Building Bridges, "costruire ponti") di Lorenzo Quinn, realizzate dallo scultore italo-americano per la Biennale di Venezia 2019: sei paia di mani, alte quindici metri e larghe venti, che si toccano, si intrecciano e si stringono per disegnare un simbolico ponte per favorire l’incontro tra le culture. Sulla destra, a Nord-Est, a meno di 250 metri da San Pietro di Castello e poco più di 500 metri dal Lido di Venezia, l’isola della Certosa, un piccolo paradiso di boschetti di pioppi bianchi, neri e frassini, separata dalle Vignole da un canale largo una ventina di metri. Insieme all’isola di Sant’Erasmo, è uno dei tanti luoghi magici che si possono esplorare partecipando a un giro panoramico in barca e a una delle tante attività studiate dall’hotel, che ha puntato su esperienze autentiche ed esclusive, "very venetian", per sentirsi e vivere like a local. Un esempio? Conoscere l’arte vetraria dei grandi maestri con una visita esclusiva all’atelier Venini.

La facciata dell'Hyatt Centric Murano Venice

La facciata dell'Hyatt Centric Murano Venice

Murano è tutto questo e molto di più. È una prospettiva inaspettata. Si intuisce entrando nel Canal Grande che è un luogo dall’atmosfera senza tempo. L’hotel si vede subito, quasi fosse il custode naturale dell’isola. Ricavato da una fornace storica, dove si producevano perle e piccoli manufatti in vetro, è un retreat urbano elegante e contemporaneo (conta 119 camere di cui 31 duplex suite, 3 junior suite e 2 premium suite), plasmato da alta maestria artigianale: dalla carta da parati alle lampade in vetro firmate Venini (il più prezioso è l'imponente lampadario all'ingresso), ai raffinati specchi in stile veneziano di Barbini, ai ricercati oggetti ispirati allo stile cosmopolita del luogo.

Particolari preziosi negli spazi comuni dell'hotel

Particolari preziosi negli spazi comuni dell'hotel

È allestito in una serra bioclimatica il ristorante Osteriva, regno di Alessandro Cocco, abruzzese, 34 anni, un curriculum eclettico e ricco di esperienze (ha iniziato a soli 17 anni) in alcuni dei ristoranti più importanti d’Italia e all’estero. La sua cucina in tre parole? «È tecnica, temperatura e tempo», ci racconta. È la lezione dei grandi, di ducassiana memoria, che l’ha portato a plasmare una personalissima ars coquendi, fatta della grande tecnica francese, unita alla conoscenza delle materie prime e alla loro valorizzazione.

Lo chef Alessandro Cocco

Lo chef Alessandro Cocco

«Ho iniziato la mia carriera nei ristoranti stellati di Roma, dove ho conosciuto il mio mentore, lo chef Omar Agostini», spiega Cocco, nominandolo spesso nel suo racconto, «Ho lavorato con lui al cinque stelle Sofitel Roma Villa Borghese, poi proprio grazie a lui, sono approdato a Parigi al Bistrot Benoit by Alain Ducasse,1 stella Michelin, dove per tre anni ho potuto perfezionare le mie tecniche». Da qui si è spostato all’Hostellerie de l’Abbaye de la Celle in Provenza, una stella, sotto Cristophe Martin. Tornato in Italia, è stato alla Trattoria Toscana By Alain Ducasse, anche qui una stella, e intanto ha collaborato alla riapertura de l’Albereta Relais & Chateau, al fianco dello chef Fabio Abbattista. Per poi volare a Dubai al ristorante Social By Heinz Beck del Waldorf Astoria Palm, prima di fare tappa a Londra, Milano e Francoforte per gestire l’apertura dei ristoranti Tartufi & Friends per Sermoneta Luxury Food. Tornato nella capitale, è stato a fianco di Antonello Colonna, poi di Gianluca Graziani, executive dell’Hotel d’Inghilterra, prima di approdare nella Serenissima alla guida della cucina dell’Hotel Metropole, cinque stelle lusso, e infine appunto all’Hyatt Centric Murano Venice.

La sala del ristorante Osteriva

La sala del ristorante Osteriva

Nella sua nuova casa, Alessandro Cocco convince per la sua cucina solida e matura, ricercata e coerente, attenta alla stagionalità e focalizzata sui prodotti del territorio, capace di sublimare i profumi e i colori della laguna in piatti declinati in tre menu degustazione: uno di mare o meglio “lagunare”, a base di pesce; uno di terra, a base di carni venete, e uno vegetariano. Tutti composti da cinque portate, si gustano in abbinamento a una cantina che annovera oltre 300 etichette italiane ed estere. «Penso a lungo a come presentare i piatti - ci dice - La bellezza e la sensualità del piatto sono parte dell’esperienza», così come è importante scegliere tecniche di cottura che non alterino il prodotto. La selezione degli ingredienti viene fatta personalmente dallo chef, che ha coltivato rapporti diretti con i piccoli fornitori della zona: ecco allora fare capolino nella dispensa, erbe e ortaggi di Sant’Erasmo, il caviale veneto, le ostriche rosa del delta del Po, la carne del Montello e i formaggi dei Colli Berici.

Crudo dello chef

Crudo dello chef

Asparago cotto e crudo con formaggio Piave flambé e Select

Asparago cotto e crudo con formaggio Piave flambé e Select

Zampone di Mare

Zampone di Mare

Assaggiamo in anteprima alcuni piatti del prossimo menu, un percorso equilibrato ed elegante, che inizia con il Crudo dello chef, tripudio di freschezza, presentato a regola d’arte su un piatto di ghiaccio: capesante, capelonghe (cannolicchi), volpina (pesce tipico veneziano), scampi e altre prelibatezze, impreziosite da timo, aneto, cuori di sedano, carote disidratate, fiori eduli. Semplicità e geometria sono l’essenza del Risotto all’asparago verde con gambero rosa e corallo, mentre è un omaggio a Venezia l’Asparago cotto e crudo con formaggio Piave flambé e Select: si apre nel piatto come un ventaglio, disegnato con rigore e precisione. Si prosegue con il saporitissimo Zampone di Mare, seppia ripiena con aneto, calamari e cipolla di Sant’Erasmo.

Ma ancor prima di sedersi a tavola, imperdibile un cocktail o un distillato nell’accogliente bar della lobby, lo Spritz & Fizz, ideale per un’esperienza degna dei migliori bar della laguna, magari accomodati sugli sgabelli del lungo tavolo conviviale in legno. In alternativa ci sono le confortevoli sedute color del mare che creano un ambiente raccolto e piacevole. E poi c’è Rivalonga Bar + Lounge, proprio di fronte al Canal Grande di Murano, dove gustare i cicchetti e altre specialità locali.


Rubriche

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose