Garage Italia, la risto-officina di Lapo e Cracco: com'è (e cosa si mangia)

Inaugurato a Milano il nuovo progetto di Elkann. A tavola, meglio un Risotto dell'Avvocato o una Tagliatella Maranello?

07-11-2017
Michele De Lucchi, Lapo Elkann e Carlo Cracco all&

Michele De Lucchi, Lapo Elkann e Carlo Cracco all'inaugurazione di Garage Italia, presentata da Camila Raznovich

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Il menu di Garage Italia

Meglio ordinare un Risotto dell’Avvocato, una Tagliatella Maranello o stare leggeri, con un Giardino di donna Marella? Gastronomicamente parlando, è l’aspetto più curioso e stimolante emerso durante l’inaugurazione – avvenuta poche ore fa – di Garage Italia, il nuovo progetto voluto da Lapo Elkann e che coinvolge Carlo Cracco, lo chef vicentino qui apre il suo terzo ristorante milanese, secondo come “peso” della cucina, dopo l’ammiraglia che da via Victor Hugo si trasferirà tra poco in Galleria (leggi: Cracco, anteprima in Galleria), e l’insegna easy Carlo e Camilla in Segheria.

Dell’iniziativa vi abbiamo già parlato qui: Il 7 novembre via al Garage Italia di Carlo Cracco e Lapo Elkann. Garage Italia è in piazzale Accursio 86, nell’edificio che fino a non molto tempo fa ospitava una stazione di benzina, ma particolare: si tratta di un gioiello storico per Milano, fu voluta come modello da Enrico Mattei per l’allora Agip e venne disegnata dall'architetto Mario Bacciocchi tra il 1951 e il 1953. La ristrutturazione è stata curata da un architetto-star quale Michele De Lucchi: lo spazio diventa ora una sorta di atelier del veicolo, dove artigiani e creativi da tutto il mondo personalizzeranno ogni tipo di auto, moto e barca a seconda dei gusti e delle esigenze dei clienti.

La struttura – lo vedete nelle nostre foto – è diventata ancor più bella. Cracco vi occupa il primo piano, «una sorta di “gomito” panoramico, lo definisco così», con vetrate che definiscono una vista a 180° sulla Milano circostante.

Il ristorante al primo piano

Il ristorante al primo piano

Cracco mostra i sedili con braccioli reclinabili che nascondono porte Usb

Cracco mostra i sedili con braccioli reclinabili che nascondono porte Usb

IL RISTORANTE - Cracco cura l’offerta gastronomica sia del bar all’ingresso dell’officina, al pianterreno, per snack veloci, hamburger, insalate o un aperitivo, sia del ristorante vero e proprio, «proporremo la grande cucina regionale italiana ma con un’idea particolare, legandoci cioè ai racconti di Lapo», riprendendo cioè – e adattando – le ricette di casa Agnelli. «Sono piatti storici che facevano parte del menu della famiglia, una specie di percorso che va da Nord a Sud, con qualche interessante particolare creativo». Il menu, proposto in una specie di contagiri per auto, ma cartaceo, è firmato Cracco ed eseguito dal suo resident chef Gabriele Faggionato, classe 1987, vicentino come Carlo e proveniente dalla sua brigata. Una cinquantina i coperti, 12 persone in cucina, prezzo sui 60-70 euro, il locale sarà aperto 7 giorni su 7.

Il resident chef Gabriele Faggionato

Il resident chef Gabriele Faggionato

IL MENU – Nel menu piatti come il Giardino di donna Marella (carpaccio di pesce marinato alle bucce di lime, salsa di mango ed erbe bio), il Risotto dell’Avvocato (al burro affumicato, con scampi arrosto e bisque al cognac), le Tagliatelle Millemiglia (di pasta fresca, con sugo di coda di manzo, rucola selvatica e pane alla paprika), la Guancia Maranello (guancia brasata, succo di arancia, crema di pastinaca e radici amare), per chiudere magari con un Cric (tiramisù con gelato al caffè).

Lapo Elkann incontra la stampa nella materioteca

Lapo Elkann incontra la stampa nella materioteca

LAPO – Alla presentazione, con Cracco e De Lucchi, un Lapo Elkann tutto vestito di giallo e in buona forma: «Abbiamo voluto ridare la luce a questo luogo bellissimo, frutto della mente visionaria di un grande italiano come Enrico Mattei. Devo dire grazie all’architetto De Lucchi, con il quale collaboro da anni, dai tempi del Fiat Café in Triennale. E poi a Cracco: ho scoperto una persona insieme disciplinata e creativa. Abbiamo voluto lavorare sul Bello e sul Buono: e l’Italia è il Paese al mondo dove si riesce a fare meglio un’operazione di questo tipo». Tanti i particolari curiosi, ogni dettaglio è stato curato e realizzato appositamente, com’è ovvio per un progetto che mette al centro la personalizzazione totale. «Abbiamo il simulatore di guida più avanzato che esista, brevetteremo colori che saranno solo nostri e dei nostri clienti, come il blue navy Garage Italia o l’azzurro Lapo; abbiamo persino voluto dipingere l’intera struttura con una speciale vernice che si mangia lo smog», e speriamo tanto che ne possa divorare parecchio.

DE LUCCHI – L’architetto ha sottolineato «la lungimiranza di Lapo Elkann, che ha riconosciuto la forza e il valore culturale di un luogo come questo, in stile Streamline, che è stato codificato negli Stati Uniti ma ha genesi proprio in Italia, dal Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti, del 1909». Le sedute riproducono storici sedili delle grandi auto italiane, le scale portano l’orma degli pneumatici, le lampade sono delle marmitte modificate, al centro del ristorante la carrozzeria di una Ferrari Gto, e così via. Un cofano battuto (di una Maserati? Non ricordiamo il particolare) è la scrivania di Lapo, al centro della materioteca, l’angolo del Garage Italia dove sbizzarrirsi alla ricerca della personalizzazione più originale per il proprio mezzo di trasporto.

LAPO-CRACCO – Curioso, infine, l’aneddoto del primo incontro tra Lapo Elkann e Carlo Cracco, raccontato da quest’ultimo, e che ha dato vita alla collaborazione: «Ci siamo conosciuti per caso. “Ma tu che fai?”. “Io cucino”. “Bellissimo, devi far parte di un progetto che ho in mente”». Così è stato.


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