È stata Milano a decretare i migliori bar al mondo. E proprio Milano ha sancito una duplice vittoria tricolore: è il Bar Leone - che sta a Hong Kong, ma il cui fondatore, co-proprietario e anima creativa è l'italianissimo Lorenzo Antinori - il miglior bar del mondo (una conferma, in questo caso: aveva trionfato anche lo scorso anno) in base la classifica finale mondiale del The 50 Best Bars, che è stata resa nota poco fa proprio nel capoluogo lombardo. Secondo in classifica, un propheta in patria: si tratta di Moebius, locale meneghino guidato da Giovanni Allario. Dopo l’ottimo sesto posto all’Europe’s 50 Best Bars e il premio come “The Best Bar in Italy”, rappresenta il fiore all’occhiello della mixology italiana, ma soprattutto l’emblema di come la miscelazione e la cucina possano avere un dialogo e ottenere grandi risultati – lo chef Enrico Croatti ha portato anche la stella Michelin per la cucina.
È questo dunque l'esito finale del lavoro degli oltre 800 gli esperti del settore mixology - tra giornalisti, addetti ai lavori, bartenders - che compongono ogni anno la classifica della The 50 Best Bars, il meglio di quattro i continenti riunito in una sola lista prestigiosa. Che davvero quest'anno ha sparigliato le carte rispetto all’edizione 2025, portando alla ribalta nuove insegne.

Il nuovo trionfo di Bar Leone
Giovani, spesso profeti fuori patria, i barman celebrati stasera hanno parlato di sogni coltivati dopo una lunga gavetta, di imprenditorialità e sostenibilità, ma anche di identità e culture differenti che hanno trovato un punto di incontro e forme di espressione uniche e fortemente riconoscibili. Personalità interessanti, talentuose e ambiziose per alcuni tratti ma unite da un forte senso di appartenenza a una community che, attualmente, non trova eguali in altri professionisti, nemmeno nei colleghi cuochi. I barman si nutrono delle proprie aspirazioni, delle esperienze dei “maestri, della vivacità e spavalderia dei “novellini” senza alcun timore di essere sé stessi e di rivendicare la loro particolarità. Il gala di stanotte è stato per questo, ancora più il teatro di grandi emozioni e rivoluzioni, dopo gli scossoni che sono emersi dalla lista dalla 51 alla 100 dove hanno trovato posizionamento locali che erano storicamente nella prima cinquantina.
Double Chicken Please a New York al 53°,
Licoreria Limantour di Città del Messico al 63°,
Drink Kong di Roma al 92° e
1930 di Milano al 94°.
Dietro al gran risultato di Moebius (l'anno scorso era al 7° posto mondiale. Oggi ha ottenuto anche il titolo di The Best Bar in Europe 2026, sponsorizzato da Torres Brandy) spicca anche il buon piazzamento di Locale di Firenze che, dopo l’uscita del bar manager Fabio Fanni, ha saputo confermare la sua forza e la qualità del suo lavoro: era 22°, chiude al 33° posto. Non mancano anche le grandi soddisfazioni per gli italiani all’estero, con il meraviglioso posizionamento del Connaught Bar di Agostino Perrone e Giorgio Bargiani (per loro l'8° posto), così come - di nuovo - Lorenzo Antinori e il suo ulteriore format Montana, sempre a Hong Kong (aperto con Simone Caporale), che finisce 36°. Bene anche lo stesso Caporale col Sips a Barcellona, 16°, e Giacomo Giannotti col Paradiso sempre nella città catalana, 17°. Nelle posizioni 51-100 già sapevamo essersi piazzati Freni e Frizioni (Roma) al 62° posto, Gucci Giardino (Firenze) al 91°, Drink Kong (Roma) al 92° e 1930 (Milano) al 94°.

La classifica 1-50 di The 50 Best Bars 2026
Altre annotazioni: la classifica 2026 comprende bar di 26 città e conta 14 nuove entrate, distribuite tra Atene, Bangkok, Buenos Aires, Hong Kong, Londra, Madrid, Medellín, Città del Messico, New York, Parigi e San Paolo. Per la prima volta Parigi raggiunge Hong Kong e New York come città con il maggior numero di bar in classifica: quattro ciascuna.
Shingo Gokan ha ricevuto il Roku Industry Icon Award; Three Horses di Melbourne ha vinto il Campari One to Watch Award, mentre il Ketel One Sustainable Bar Award è stato assegnato a Line di Atene. Bar Mauro di Città del Messico ha conquistato il Disaronno Highest New Entry Award, debuttando direttamente al 10° posto; The Bar in Front of the Bar di Atene ha ricevuto il Nikka Highest Climber Award, salendo di 28 posizioni fino al 19° posto; Paradiso di Barcellona ha ottenuto il titolo Rémy Martin Legend of the List; Schmuck di New York il Three Cents Best New Opening Award, Isa Mejía, dell’Ecuador, ha vinto The 50 Best Bars Scholarship; il Siete Misterios Best Cocktail Menu Award è andato a Panda & Sons di Edimburgo. Per finire, il SevenRooms Best Bar Design Award è stato ottenuto da Saikindō di Abu Dhabi.
Premi speciali erano stati già annunciati nei giorni scorsi per Alquimico di Cartagena, terzo assoluto in classifica e vincitore del Michter’s Art of Hospitality Award, mentre Takuma Watanabe, co-founder and beverage director di Martini’s a New York, si è aggiudicato il riconoscimento Altos Bartender’s Bartender Award.

Le posizioni dalla 51 alla 100